Il rapporto Goldstone «incoraggia l’antisemitismo». L’offensiva di Tel Aviv
di Michele Giorgio
Nel Giorno della memoria, il governo Netanyahu contro l’indagine Onu che accusa Israele (e Hamas) di crimini contro i civili a Gaza
Lo hanno annunciato i media israeliani. Oggi il capo dello stato Shimon Peres dalla Germania, il premier Benyamin Netanyahu dalla Polonia, il ministro degli esteri Avigdor Lieberman dall’Ungheria e il ministro dell’ informazione Yuli Edelstein dagli Stati Uniti, pronunceranno una condanna durissima e senza appello del giudice sudafricano Richard Goldstone e del suo rapporto sull’offensiva «Piombo fuso» contro Gaza, approvato nei mesi scorsi dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu. La data non è casuale. L’attacco a Goldstone avviene proprio nella Giornata Internazionale della Memoria, in cui si commemorano milioni di ebrei sterminati dai nazisti. E’, di fatto, una «punizione» esemplare per il giudice dell’Onu che ha accusato Israele (ma anche il movimento islamico Hamas) di aver compiuto «crimini di guerra» durante l’offensiva di un anno fa a Gaza (circa 1.400 palestinesi uccisi, tra cui centinaia di civili).
Edelstein è stato fin troppo esplicito. «Non è un collegamento semplice (tra il rapporto Goldstone e la Giornata della Memoria, ndr) ma dobbiamo imparare la lezione da ciò che è accaduto», ha detto il ministro: «Rapporti di questo tipo rinforzano l’antisemitismo e incoraggiano chi nega la Shoah». Parole dure da digerire per Goldstone, stimato giudice internazionale che in passato ha indagato nei Balcani e in Ruanda. Ma anche infamanti, perché Goldstone è un ebreo che mantiene rapporti stabiliti con varie istituzioni in Israele e non ha mai nascosto le sue simpatie per il sionismo. Da alcuni mesi però è trattato come un «traditore» e «antisemita» per la sua inchiesta su «Piombo fuso».
Ma la demolizione del giudice dell’Onu non si limiterà alle dichiarazioni che i leader israeliani faranno nella Giornata Internazionale della Memoria. Edelstein ha ribadito che Israele non formerà la commissione di inchiesta per accertare le accuse di crimini di guerra – come chiede il rapporto Goldstone – ma anzi, il governo Netanyahu trasmetterà all’Onu un documento con i risultati di un’inchiesta interna su «Piombo fuso» condotta non da una commissione indipendente ma dalle stesse forze armate israeliane, messe sotto accusa dall’indagine delle Nazioni Unite. Israele, secondo i media locali, sarebbe in grado di mostrare immagini filmate che smentirebbero alcune delle accuse di crimini contro i civili palestinesi formulate da Goldstone. L’ Onu ha dato tempo fino al 5 febbraio a Israele e anche a Hamas per rispondere al rapporto del giudice internazionale nel quale si chiede alle due parti di condurre inchieste indipendenti in merito ai crimini denunciati. Il rifiuto di Israele di accogliere questa richiesta dovrebbe indurre il Consiglio di Sicurezza a rinviare il caso alla Corte criminale internazionale dell’Aja, ma Tel Aviv sa che gli Stati Uniti bloccheranno tutto con il loro diritto di veto. Nel frattempo Israele, con un rapporto di sette pagine preparato dall’ufficio analisi del ministero degli esteri, si prepara a lanciare un’offensiva diplomatica anche contro il premier turco Recep Tayyip Erdogan, che «indirettamente incoraggia e incita all’antisemitismo» con le sue critiche alla politica del governo Netanyahu verso i palestinesi.






