Parte la Campagna Palestinese per Boicottare i Prodotti delle Colonie

I palestinesi continuano a “pulire” i loro mercati dai prodotti delle colonie, mentre il premio Salam Faiad ha dato fuoco ad una scatola piena di prodotti annunciando: “Se i palestinesi vogliono convincere la unione europea di boicottare il commercio con le colonie israeliane, illegali secondo il diritto internazionale, allora debbano boicottarle loro per primi”.

E mentre un ammasso di merci si stava bruciando vicino alla città di Selfit in cisgiordania, circondata da fabbriche israeliane, Faiad ha commentato il gesto dicendo: “questo è il rifiuto dei palestinesi dell’insediamento israeliano in tutte le sue forme”.


Il primo passo per bloccare l’insediamento:
L’autorità nazionale palestinese ha confiscato da novembre grande quantità di merci prodotti negli insediamenti, il suo valore ammonta a 2 milioni di dollari. La campagna però non include i prodotti israeliani, sul quale dipende il popolo palestinese. Numerosi gruppi locali hanno lanciato diverse campagne in passato per boicottare il commercio con Israele ma spesso non hanno riscontrato successo.

Responsabili palestinesi stimano che le aziende israeliane negli insediamenti vendono annualmente nel mercato palestinese circa 500 milioni di dollari, merci che vanno dai materiali per la costruzione fino ai tostati misti. Gli attivisti palestinesi considerano che boicottare il commercio con gli insediamenti taglierà un sostegno economico importante ad esse che continuano ad occupare la terra dove i palestinesi vorrebbero far nascere il loro stato.

Controlli:
La campagna ha come obiettivo boicottare 50 prodotti e i responsabili doganali palestinesi avranno il diritto di confiscare tutti i prodotti israeliani presenti sugli scaffali dei negozi palestinesi qualora si accertano che essi siano stati prodotti nelle colonie.

Il Signor Nofel, attivista, ha dichiarato che i coloni imbrogliano per aggirare i controlli e ingannare i consumatori, per esempio confezioni di datteri esportati verso la Turchia portano l’immagine della moschea della roccia per dare un carattere islamico al prodotto come se fosse stato fatto dai palestinesi.

Secondo gli accordi tra l’Unione europea e Israele i prodotti delle colonie situati in cisgiordania e nel Gulan non godono dagli sgravi doganali come i prodotti israeliani.

Israele ha criticato la Gran Bretagna a dicembre perché l’ultima ha ordinato i grandi magazzini di mettere un segno chiaro sui prodotti delle colonie per distinguerli dai prodotti israeliani. I palestinesi credono però che la maggior parte dei prodotti sfugge ai controlli e gode dagli sgravi doganali lo stesso.

Da: www.aljazzera. net

da Forum Palestina


Comments are closed.