feb
24
2010
da Ma’an News Agency
Bethlehem – Ma’an – Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato, domenica, che Israele ha aggiunto due luoghi sacri siti nella West Bank occupata ad una lista dei luoghi facenti parte del patrimonio nazionale.
Entro il suo “Piano per il Ricupero e il Rafforzamento delle Infrastrutture del Patrimonio Nazionale di Israele”, l’aggiornamento riguarda la Moschea di Ibrahim a Hebron, nota agli israeliani come la Grotta dei Patriarchi, e la Tomba di Rachele a Bethlehem. Continue reading
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feb
24
2010
di Abd al-Bari Atwan*
L’operazione del Mossad che ha portato all’assassinio di Mahmoud al-Mabhouh – uno dei fondatori delle brigate Ezzeddin al-Qassam, braccio armato di Hamas – non solo ha tradito le complicità di alcuni servizi di sicurezza dell’Autorità Palestinese e la collaborazione di alcuni suoi leader con i servizi segreti israeliani (Hamas, pur attribuendo al Mossad la paternità dell’operazione che ha portato all’assassinio di Mabhouh, ha accusato Mohammed Dahlan – membro di Fatah ed ex “uomo forte” dell’ANP a Gaza, prima che Hamas prendesse il potere nella Striscia – di essere coinvolto nell’operazione; i due palestinesi arrestati in Giordania e consegnati alle autorità di Dubai con l’accusa di aver fornito supporto logistico alla squadra che ha commesso l’omicidio, avevano lavorato in passato nei servizi di sicurezza dell’ANP, e secondo Hamas, lavoravano attualmente per una società immobiliare di proprietà di Dahlan a Dubai (N.d.T.) ), ma ha compromesso anche la reputazione di alcuni stati europei, e messo in luce la loro complicità con il terrorismo israeliano, soprattutto nel momento in cui questo terrorismo è rivolto contro gli arabi e i musulmani. Continue reading
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feb
23
2010
Giù un pezzo di muro a Bilin, la resistenza modello compie cinque anni
di Michele Giorgio
I pacifisti abbattono una parte della barriera. Per bloccare il corteo l’esercito israeliano usa anche idranti spara-liquami
Sono arrivati da ogni angolo della Cisgiordania, da Israele e dall’estero gli oltre 1.500 attivisti che ieri a Bilin hanno festeggiato i cinque anni della lotta del villaggio palestinese divenuto il simbolo della resistenza popolare contro il muro israeliano. Una folla colorata che si è unita agli abitanti del villaggio per ribadire che la battaglia per ottenere lo smantellamento della barriera che ha tagliato fuori Bilin da buona parte dei suoi terreni agricoli continuerà. Continue reading
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feb
23
2010
Crisi diplomatica dopo l’operazione «speciale» di Dubai. Ambasciatori di Israele convocati a Londra, Parigi e Dublino
di Michele Giorgio
Sono stati ripresi e individuati gli 11 membri del commando che ha ucciso un dirigente di Hamas: la polizia degli Emirati ha trasmesso i mandati di cattura all’Interpol e si dice «certa al 99%» che sia il Mossad. L’uso di falsi passaporti provoca crisi con Londra, Parigi e Dublino. Il governo di Israele difende il capo della sua intelligence Continue reading
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feb
22
2010
Il caso scoppiato a seguito dell’assassinio dell’alto funzionario di Hamas, Mahmoud al-Mabhouh, a Dubai sembra ingigantirsi di giorno in giorno; mentre il capo della polizia dell’Emirato ha affermato che l’Interpol dovrebbe emettere un mandato di cattura internazionale contro il capo del Mossad (il servizio di intelligence israeliana), i dettagli emersi dalle indagini rischiano anche di raffreddare i rapporti fra Tel Aviv e Londra. L’articolo del “The Indipendent “qui proposto ricostruisce gli sviluppi del caso fino a mercoledì 17 febbraio, quando esso ha cominciato ad assumere proporzioni internazionali. Da www.medarabnews.com
La morte violenta di Mahmoud al-Mabhouh avvenuta in un lussuoso hotel di Dubai è stata un altro capitolo della lunga e sanguinosa storia politica del Medio Oriente.
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feb
18
2010
Iran e questione nucleare: da che parte stanno gli stati arabi ?
da Forum Palestina
Le difficoltà negoziali in merito alla questione nucleare iraniana sembrano spingere in questi giorni gli Stati Uniti ed altri paesi occidentali a mobilitarsi per imporre nuove sanzioni all’Iran. Tuttavia non vi è un accordo unanime a livello internazionale: a coloro che vogliono imporre pesanti sanzioni, e che addirittura non escludono un intervento militare qualora queste ultime dovessero rivelarsi inefficaci, si contrappongono altri (fra cui la Russia) che propongono sanzioni volte a colpire esclusivamente il programma nucleare e che continuano a non escludere l’approccio negoziale, ed altri ancora (fra cui la Cina) che ritengono che la strada del dialogo e della paziente trattativa diplomatica sia l’unica percorribile. Continue reading
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feb
17
2010
di Uri Avnery* (da Forum Palestina)
Lo scandalo sessuale e le accuse di corruzione contro alti esponenti dell’ANP, che in questi giorni stanno mettendo in serio imbarazzo il presidente palestinese Mahmoud Abbas, hanno a che fare con una manovra pilotata da Israele? – si chiede il giornalista israeliano Uri Avnery Continue reading
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feb
17
2010
da Il Manifesto
«Il primo incontro con gli israeliani risale all’aprile 1948. Yehuda Arazi è in procinto di lasciare l’Italia e sta affidando tutte le operazioni nella penisola alla collega Sereni, considerata ormai capace di gestire l’organizzazione da sola. Si mettono d’accordo su tutto. E, dopo una serie di colloqui per definire i particolari dell’operazione sulla base di quanto veniva chiesto da Tel Aviv, va a parlare con Ephraim Ilin a Milano. L’uomo d’affari di origine russa aveva appena acquistato dalla Cabi Cattaneo, per conto del Mossad, sei motosiluranti Mas, residuati bellici. Capriotti, munito di passaporto e identità nuovi – adesso è il signor Katz – controlla i mezzi e autorizza la loro spedizione in Israele. La guerra, quella vera, era da poco cominciata e i “maiali”, come erano chiamati nel gergo militare italiano i siluri a lunga corsa, sarebbero stati estremamente utili. Pochi giorni dopo Capriotti sbarca a Tel Aviv per incontrare i comandanti del primo gruppo israeliano dei mezzi d’assalto. Sono reduci da esperiente in Italia»
Il paradiso DEL MOSSAD
GLI 007 D’ISRAELE IN AZIONE NELLA «BASE ITALIA»
di Roberto Livi
In un libro appena uscito Eric Salerno racconta come il nostro sia sempre stato un paese in cui i servizi israeliani hanno potuto fare quel che han voluto (Zwaiter, Vanunu…).Fin dal 48 quando Ada Sereni disse a De Gasperi : «Il governo italiano deve chiudere un occhio e possibilmente due sulle nostre attività in questo paese» …..leggi su Il Manifesto
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feb
17
2010
«Come parlare di pace e costruire colonie?» Israele non è una democrazia. Salvo che per gli Ebrei !
Gideon Levy, 22.12.2010 Fonte: L’Humanité – Colloquio con Gideon Lévy di Françoise Germain-Robin
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feb
16
2010
Dentro e fuori o sopra e sotto?
da Le Monde Diplomatique – Il Manifesto
di Nicola Perugini*
Saree Makdisi propone un’interessante analisi della questione palestinese in termini di «dentro-fuori», rimandando il lettore a un continuo gioco di specchi il cui sottofondo è costituito dal riprodursi di pratiche di assoggettamento in un progetto di uno «stato ebraico» di cui Israele ha fissato i confini etno-nazionali ma non quelli territoriali.
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feb
15
2010
un articolo ancora attuale da l’Espresso (segnalazione di P. Canarutto)
Israele bunker high tech
di Naomi Klein
Seppure in stato di guerra, il Paese conosce un grande boom economico. Grazie alle tecnologie sviluppate per difendere il suo territorio. Che ora vende in tutto il mondo
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feb
10
2010
Le Ong palestinesi chiedono a Berlusconi di scusarsi per le dichiarazioni rilasciate in Israele
Organizzazioni palestinesi non governative hanno chiesto al primo ministro italiano Silvio Berlusconi di scusarsi per il commento che ha fatto durante la sua recente visita nello Stato ebraico, giustificando l’aggressione israeliana alla Striscia di Gaza di circa un anno fa. La Lega delle ONG palestinesi, in un comunicato stampa, ha dichiarato: “Le dichiarazioni rese da Berlusconi sono a favore dell’aggressore contro la vittima e una flagrante violazione di tutte le convenzioni e dei trattati internazionali, nonché del Rapporto Goldstone sui crimini di guerra israeliani”. Berlusconi, durante la sua visita a Tel Aviv di pochi giorni fa, ha considerato l’aggressione di Israele alla Striscia di Gaza come una “reazione equa contro il lancio da parte delle fazioni palestinesi a Gaza di missili di fabbricazione artigianale contro il sud di Israele” (cioè il sud della… Palestina occupata nel 1948). La Lega delle ONG palestinesi, nel suo comunicato, precisa che “le forze armate israeliane hanno usato armi proibite a livello internazionale contro i civili palestinesi, come il fosforo bianco, con le quali sono stati uccisi più di 1.400 palestinesi, tra cui molte donne e circa 340 bambini”. Infine la Lega delle ONG ha ribadito che il popolo palestinese distingue tra la posizione di Berlusconi e quella del “popolo italiano amico, che rispettiamo e apprezziamo”. Inoltre, ha accolto con favore la posizione delle ONG italiane che operano nei territori palestinesi occupati, contraria alla posizione assunta da Berlusconi.
da Forum Palestina
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feb
7
2010

di Tommaso di Francesco
Che avrebbe detto Stefano Chiarini che tre anni fa ci ha lasciato, di Berlusconi a Bethlemme, tronfio e bugiardo dalla tribuna accanto all’ improbabile Abu Mazen, che risponde alla domanda se ha visto il Muro d’Israele, «Non l’ho visto»?
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feb
7
2010
Berlusconi non ha visto il Muro
di Raniero Della Valle (4/02/2010)
Con mezzo governo Berlusconi è andato in Israele per fare affari e per promettere che non ne farà più col nemico iraniano. Diligentemente è andato a visitare il museo della Shoah, scrivendo un’apposita frase che attesta il suo orrore per quella ignominia. Poi dall’hotel King David dove con il suo seguito occupava una “suite regale” con altre 170 stanze e vestiva un accappatoio bianco con su scritto a lettere d’oro “Silvio Berlusconi”, si è spostato alla Knesset per dire che Israele è la migliore democrazia del mondo e che bene ha fatto a punire i palestinesi con l’operazione “Piombo fuso” e con il massacro di Gaza, nonostante la condanna ufficiale dell’ONU da cui l’Italia del resto già si era dissociata votando contro di essa.
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feb
7
2010
di Michele Giorgio
Berlusconi: «Giusta la reazione di Israele contro Gaza». Poi incontra Abu Mazen a Betlemme ma non si accorge della barriera dell’apartheid. La palestinese Hanan Ashrawi: scandaloso, prenda ripetizioni di storia
I galloni di alleato più fedele di Israele Silvio Berlusconi non se li è guadagnati ieri mattina alla Knesset, dove ha attaccato il rapporto del giudice dell’Onu Richard Goldstone che ha indagato sulla devastante offensiva israeliana «Piombo fuso» di un anno fa a Gaza in cui sono stati uccisi 1.400 palestinesi, tra i quali centinaia di civili. Non se li è guadagnati accusando la conferenza internazionale «Durban II» di voler «sanzionare Israele con intollerabili accuse di razzismo e di violenza». Quei gradi Berlusconi li ha ottenuti ieri pomeriggio a Betlemme quando, con la bandierina di Israele appuntata sul bavero della giacca, ha penosamente affermato di non aver visto il muro di cemento armato costruito dalle forze armate israeliane intorno alla città palestinese.
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feb
7
2010
di Don Nandino Capovilla*
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha attuato ieri una liquidazione totale delle speranze di pace in Terra Santa. Una pesantissima banalizzazione del processo di pace e un’irrisione delle Nazioni Unite che rischiano di trascinare l’Italia fuori dal consesso dei Paesi e delle Istituzioni internazionali che tessono da anni il faticoso cammino della pace.
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feb
7
2010
Robert Fisk, The Independent, 30/I/2010
L’espressione Area C non ha un suono sinistro. Partorita da quel fallimento che fu l’Accordo di Oslo, delle cui macerie fa parte, indica una terra di colline grigie cosparse di pietre e di verdi valli gentili, e costituisce il 60% della Cisgiordania occupata da Israele, che sarebbe dovuta ritornare ai suoi abitanti palestinesi secondo quell’Accordo.
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feb
7
2010
Che cosa c’è che possa assomigliare di più al trascorrere almeno di un terzo, se non dell’intera giornata, senza elettricità? Un milione e mezzo di persone stanno vivendo in questo modo da oltre una settimana in quello che si presenta proprio come l’ultimo capitolo della crisi di elettricità in atto nella Striscia di Gaza. Se c’è un elemento in comune che persiste dappertutto in questa saga, questo è il senso imposto e perpetuo del “vivere ai bordi”..
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feb
6
2010
di Michele Giorgio
Caccia alle streghe contro le associazioni umanitarie che hanno collaborato alle indagini sui massacri a Gaza
Buona parte della stampa lo denuncia con allarme, la Knesset ne dibatte per ore: un nuovo insidioso nemico minaccia gli israeliani e le fondamenta dello Stato ebraico. È il New Israel Fund (Nif), un fondo presieduto dall’ex parlamentare del «Meretz», Naomi Chazan, che finanzia, con donazioni provenienti dall’estero, decine di ong israeliane attive nella tutela dei diritti umani e nella promozione della democrazia e dell’uguaglianza sociale ed economica, senza differenze tra cittadini ebrei e arabi. Dopo aver operato per oltre 30 anni senza problemi, il Nif si ritrova accusato di «tradimento» per aver svolto attività «a favore del nemico», ossia il giudice ebreo sudafricano Richard Goldstone che ha guidato l’inchiesta dell’Onu sull’offensiva israeliana «Piombo fuso» dello scorso anno a Gaza, in cui sono stati uccisi 1.400 palestinesi.
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