La ritualizzazione della memoria

“L’impunità non rende legittimi i crimini, ma solo più insopportabili.”

di Cinzia Nachira 29/01/2010

La necessità di istituire una giornata internazionale della memoria, il 27 gennaio, perché i cittadini europei siano obbligati a “ricordare” si traduce ormai in una ritualizzazione collettiva intorno alla pagina più oscura del XX secolo: lo sterminio pianificato di milioni di persone, tra cui sei milioni di ebrei europei, circa ottocentomila zingari, migliaia di omosessuali, disabili e oppositori politici al nazismo. Questo rito catartico che ogni anno si rinnova, però è usato sapientemente per non parlare effettivamente delle dinamiche che una tale mostruosità hanno permesso, ma per rinnovare un momento espiativo.

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