feb 6 2010

Appello ebraico di EJJP

Appello ebraico al Consiglio di Sicurezza in sostegno del report di Goldstone

Il 27 dicembre 2008, Israele ha invaso la Striscia di Gaza, già bloccata e alla fame. L’operazione Piombo Fuso, terminata il 18 gennaio 2009, ha causato distruzioni massive ed un massacro di 1.400 persone, 313 dei quali bambini e ragazzi.

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feb 4 2010

Berlusconi in Israele

Berlusconi in Israele: frasi e simboli di un filo-sionista senza scrupoli

La visita di Berlusconi in Israele rappresenta un ulteriore strappo in senso bellicista e filo sionista dell’Italia, ma rischia di venir giudicata solo per il significato superficiale delle frasi ciniche contenute nel discorso tenuto alla Knesset e durante la visita in Israele e in West Bank .

Il governo italiano, rappresentato da ben 8 ministri, è partito all’indomani della richiesta di Berlusconi ad Israele di fermare la costruzione di colonie. Una presa di posizione che è risultata utile ad attirare l’attenzione dei media e ad accreditare il cavaliere e i suoi ministri erranti come mediatori.

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feb 3 2010

…”Non me ne sono accorto”….

Berlusconi “non si accorge” del Muro di segregazione sui Territori Palestinesi

Era intento a studiare i suoi appunti e a ”riordinare in testa le idee” in vista dell’incontro con il presidente dell’Anp Abu Mazen. E cosi’, dalla sua auto, non ha notato il muro costruito da Israele in Cisgiordania al confine con i territori. Il premier Silvio Berlusconi si e’ giustificato cosi’, al termine dell’incontro con Abu Mazen, rispondendo, in conferenza stampa, ad una domanda su quale effetto gli avesse fatto vedere il muro voluto da Israele.
”Non me ne sono accorto – ha detto – in quanto stavo prendendo appunti sulle cose che avrei dovuto dire al presidente. So di deluderla – si e’ rivolto Berlusconi al giornalista che gli aveva posto la domanda – e me ne scuso”.
(Fonte ANSA)

da Forum Palestina

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feb 3 2010

Prigionieri in Israele

Le famiglie di Gaza lottano per poter fare visita ai loro parenti nelle carceri israeliane

di Rami Almeghari

da Electronic Intifada del 25 gennaio 2010

Umm Faris Baroud del campo profughi di Shati  nella parte occidentale di Gaza City, ogni lunedì si alza presto con la speranza che le sarà permesso di visitare suo figlio Faris, che sta scontando una condanna a vita in uno dei carceri di Israele.

Con le ginocchia malandate e la schiena curva, Umm Faris, con i suoi 88 anni, si era mossa lentamente quando era venuta a darci il benvenuto nella sua modesta casa.

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feb 3 2010

Israele in Europa

Berlusconi porta in visita mezzo governo e fa uno spot per lo Stato ebraico nell’Ue

di Michele Giorgio

Rapporti più stretti tra Roma e Tel Aviv: il premier li suggella con la prima riunione congiunta tra i due governi. Come risponderà l’Italia alla richiesta di appoggiare ulteriori sanzioni all’Iran? Per gli israeliani dirà di sì, come la Merkel, ma gli imprenditori nostrani non vogliono perdere il mercato di Tehran

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feb 1 2010

La ritualizzazione della memoria

“L’impunità non rende legittimi i crimini, ma solo più insopportabili.”

di Cinzia Nachira 29/01/2010

La necessità di istituire una giornata internazionale della memoria, il 27 gennaio, perché i cittadini europei siano obbligati a “ricordare” si traduce ormai in una ritualizzazione collettiva intorno alla pagina più oscura del XX secolo: lo sterminio pianificato di milioni di persone, tra cui sei milioni di ebrei europei, circa ottocentomila zingari, migliaia di omosessuali, disabili e oppositori politici al nazismo. Questo rito catartico che ogni anno si rinnova, però è usato sapientemente per non parlare effettivamente delle dinamiche che una tale mostruosità hanno permesso, ma per rinnovare un momento espiativo.

leggi tutto su Associazione Amicizia Italo-Paletinese

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feb 1 2010

Berlusconi in Israele

Berlusconi in visita in Israele dice la sua sul conflitto israelo-palestinese. Più del prevedibile, meno del necessario

“La politica della colonizzazione è errata. Israele deve ritirarsi dal Golan”. Con questo titolo sulla intera prima pagina, il quotidiano Haaretz di Tel Aviv presenta un ampio intervento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. “La politica israeliana degli insediamenti puo’ rappresentare un ostacolo alla pace. Voglio dire al popolo e al governo israeliani che perseverare in questa politica sarebbe un errore”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un’intervista al quotidiano “Haaretz” alla vigilia del viaggio in Israele. “Ho apprezzato il coraggio del premier Netanyahu che ha annunciato una moratoria di dieci mesi. Non si potra’ mai convincere i palestinesi della buona volonta’ di Israele, se Israele continuera’ a edificare su territori che dovrebbero essere restituiti nel quadro di un accordo di pace. Tuttavia quanto accadde a Gaza deve farci pensare. Non si possono rimuovere gli insediamenti per avere sinagoghe bruciate, devastazioni e violenza infra-palestinese e lanci di razzi in territorio israeliano.

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feb 1 2010

«Affondate le barche»

Intervista di Michele Giorgio

Nelle acque di Gaza, la sopravvivenza dei palestinesi dipende dalla discrezionalità della Marina israeliana, che arresta i pescatori e cerca di farne delle spie. Un militare di Tel Aviv «rompe il silenzio» Un capitano svela la strategia della Marina contro i pescatori palestinesi.

È un’atmosfera davvero insolita per parlare del dramma che i pescatori palestinesi vivono ogni giorno nelle acque davanti alla costa di Gaza. Siamo in un caffè di Tel Aviv, all’angolo tra via Mazarik e Piazza Rabin, e ritmi brasiliani allietano la serata dei tanti che affollano il locale. Eppure l’ha scelto apposta, il capitano della Marina israeliana Ido M., 29 anni, che ci ha chiesto di non rivelare la sua identità perché è ancora un riservista. «Con questa confusione nessuno presterà attenzione alla nostra conversazione, per me sarà più semplice non essere identificato», spiega il capitano guardando negli occhi il rappresentante dell’associazione di soldati e ufficiali israeliani «Breaking the silence» («Rompere il silenzio») che ha organizzato l’intervista. Da tempo Ido M., che fino al dicembre 2007 ha avuto il comando di una motovedetta della classe «Dabur», voleva «rompere il silenzio» sul comportamento delle navi da guerra israeliane contro i pescatori di Gaza. Ma è riuscito a farlo solo dopo aver lasciato la carriera militare. «Continuo ad essere richiamato ogni anno per tre settimane ma nel mare di Gaza non vado più, mi rifiuto di farlo e il comando della Marina mi ha assegnato un incarico a terra, in un ufficio», aggiunge il capitano preparandosi a rispondere alle nostre domande.

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feb 1 2010

Inchiesta Goldstone

Israele consegna la sua risposta

Israele ha presentato ieri all’Onu un controrapporto di 40 pagine in risposta alle accuse di «crimini di guerra» commessi a Gaza un anno fa contenute nel documento stilato nei mesi scorsi dalla commissione guidata dal magistrato sudafricano Richard Goldstone sull’offensiva militare Piombo fuso (1.400 palestinesi uccisi tra i quali centinaia di civili). Il testo, elaborato dalle stesse forze armate israeliane e non da una commissione indipendente come aveva richiesto Goldstone, contesta con documenti e foto il lavoro svolto dal magistrato sudafricano e nega qualsiasi episodio di fuoco deliberato sui civili palestinesi.

Breve da Il Manifesto del 30/01/2010

vedi anche articolo precedente

Per una sintesi del Rapporto Goldstone vedi Forum Palestina

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