Gli scontri continuano. Netanyahu ribadisce: gli insediamenti vanno avanti
La rabbia di Gerusalemme
Decine di palestinesi hanno partecipato agli scontri con la polizia israeliana a Gerusalemme est il 16 marzo, proclamata “giornata della rabbia” da Hamas in protesta per la riconsacrazione di un’antica sinagoga nella città.
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Varie da Forum Palestina (News del 16 marzo 2010):
Anche oggi scontri con le truppe israeliane, è la “giornata della rabbia” palestinese
Violenti scontri sono in corso tra centinaia di giovani palestinesi e le forze dell’ordine israeliane in numerosi quartieri di Gerusalemme est: lo hanno riferito alcuni testimoni. Il movimento islamico palestinese Hamas ha proclamato per oggi la “Giornata della rabbia” in risposta all’inaugurazione della sinagoga Hurva nella Città vecchia. Scrive il quotidiano israeliano Haaretz che 3.000 poliziotti e soldati supplementari sono stati dispiegati a Gerusalemme e nei posti di frontiera con la Cisgiordania. Hamas ha proclamato la “giornata della rabbia” in risposta all’inaugurazione della sinagoga Hurva nella Città vecchia. Ieri le proteste si erano limitate a lanci di pietre nei pressi del Monte degli Ulivi. Oggi, per il quinto giorno consecutivo, è stato vietato l’accesso ai fedeli musulmani al MOnte del Tempio. La richiesta avanzata dagli Stati Uniti a Israele di rinunciare al suo piano di sviluppo coloniale a Gerusalemme est è “irragionevole”: ha affermato oggi il ministro israeliano degli Affari esteri, Avigdor Lieberman. La richiesta della comunità occidentale “è irragionevole per quanto ci riguarda”, ha detto il capo della diplomazia d’Israele alla radio locale. Ieri il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ribadito che la costruzione di nuovi insediamenti a Gerusalemme est continuerà.
Netanyahu annuncia: gli insediamenti israeliani a Gerusalemme Est andranno avanti lo stesso
Il primo ministro israeliano Benjamin Natanyahu è tornato ieri ad assumere un atteggiamento di sfida sulla questione degli insediamenti ebraici a Gerusalemme est, condannati da tutta la comunità internazionale. ”Le costruzioni a Gerusalemme andranno avanti come è stato negli ultimi 42 anni”, ha detto Netanyahu, facendo riferimento all’annessione israeliana della zona est di Gerusalemme conquistata dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967. La decisione di Israele di costruire nuove colonie a Gerusalemme est «è illegale e mette in pericolo e mette in pericolo» la ripresa dei colloqui tra israeliani e palestinesi, ha dichiarato al Cairo l’alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton. «La posizione dell’UE è chiara: gli insediamenti costituiscono un ostacolo per la pace e minano la possibilità di costituire due Stati», ha detto Ashton.
L’ambasciatore israeliano a Washington è preoccupato per la crisi tra USA e Israele, ma il Dipartimento di Stato USA getta acqua sul fuoco
La crisi diplomatica tra Israele e Stati Uniti, esplosa dopo l’annuncio di Tel Aviv del nuovo piano edilizio ebraico a Gerusalemme est, ”è la più grave dal 1975”. Lo scrive il quotidiano ‘Yediot Aharonot’ citando l’ambasciatore israeliano a Washington Michael Oren. L’ambasciatore avrebbe ammesso la gravità della situazione, la più profonda da 35 anni a questa parte, nel corso di una conversazione telefonica con i consoli israeliani negli Usa. Nel 1975 le relazioni tra i due alleati subirono un pesante contraccolpo quando l’allora segretario di Stato Henry Kissinger minacciò di riprendere in considerazione i rapporti con lo Israele a causa del rifiuto da parte di Tel Aviv di accettare un piano di ritiro delle sue truppe armate dalla Penisola del Sinai (insediatesi ai tempi della Guerra dei Sei giorni nel 1967). Le tensioni di questi giorni sono iniziate quando Israele ha dato luce verde alla costruzione di 1.600 nuove unita’ abitative ebraiche a Gerusalemme est. L’annuncio venne fatto martedi’ scorso proprio nel corso della visita del vice presidente americano Joe Biden nella regione volta alla promozione dei proximity talks, i colloqui indiretti tra israeliani e palestinesi. Ma malgrado le controversie fra Washington e Tel Aviv sugli insediamenti ebraici a Gerusalemme est, Israele resta un alleato strategico degli Stati Uniti ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Philip Crowley. ”Il nostro impegno per la sicurezza di Israele rimane un punto fermo”, ha detto Crowley, ammettendo che esistono comunque ”motivi di preoccupazione” legati a questioni specifiche.
Scontri tra studenti palestinesi e soldati israeliani vicino Gerusalemme
Dieci studenti palestinesi dell’università cisgiordana di Bir Zeit sono stati feriti in scontri con l’esercito israeliano nei pressi del check-point di Atara, fra la Cisgiordania e Gerusalemme. Lo hanno reso noto fonti palestinesi, precisando che in due sono stati feriti da proiettili. Gli studenti manifestavano per “la difesa di Gerusalemme est”, la zona araba annessa da Israele nel 1967, e contro l’inaugurazione ufficiale, in programma questo pomeriggio, della sinagoga di Hourva, nel quartiere ebraico della Città vecchia, considerata una provocazione dai palestinesi. L’ospedale di Ramallah, situato nelle vicinanze dell’università di Bir Zeit, ha confermato di aver ricevuto sei studenti, “due dei quali presentavano ferite da arma da fuoco, uno allo stomaco e l’altro al collo”. Il nosocomio ha precisato che altri quattro studenti, fra questi una donna, sono stati feriti proiettili di gomma e che altri quattro sono stati medicati sul posto dopo essere rimasti leggermente feriti negli scontri. L’esercito dello Stato ebraico ha reso noto, da parte sua, il ferimento di quattro palestinesi ma non ha confermato l’uso di proiettili. Secondo una portavoce di Tsahal, un soldato israeliano, preso a sassate dagli studenti, è rimasto lievemente ferito. La portavoce ha precisato che una settantina di palestinesi hanno aggredito a sassaiole i soldati israeliani che hanno risposto con “mezzi anti-sommossa”.
(fonte Afp)
Manifestazioni anti-israeliane a Il Cairo. 15 arresti
La polizia egiziana ha arrestato 15 studenti nel corso di una manifestazione nei pressi dell’Universita’ del Cairo organizzata per protestare contro i nuovi insediamenti coloniali israeliani a Gerusalemme Est. Lo ha reso noto una fonte della sicurezza. Centinaia di studenti hanno manifestato oggi in diverse universita’ dell’Egitto contro il progetto edilizio israeliano che prevede la costruzione di 1.600 nuovi insediamenti a Gerusalemme est. Gli scontri tra polizia e manifestanti e gli arresti sono stati registrati nella sola università del Cairo.





