ago
25
2010
I furti di computer, carte di credito e telefoni cellulari erano stati denunciati subito dagli attivisti arrembati dai commando israeliani. Intanto domenica sera salpa per Gaza la nave libanese Mariam, a bordo solo donne.
Roma, 20 agosto 2010, Nena News
Ora sono sette i militari israeliani coinvolti nei furti di computer, carte di credito e telefonini degli attivisti che erano a bordo delle sei navi della Freedom Flotilla arrembata lo scorso 31 maggio in acque internazionali dalla Marina militare israeliana – con un bilancio di nove civili turchi uccisi – mentre cercava di rompere il blocco marittimo della Striscia di Gaza. Secondo l’edizione online del quotidiano Haaretz, gli ultimi a finire in manette sono stati un tenente, sospettato di aver rubato e ricettato diversi laptop, e due soldati (poi rilasciati, ma comunque rinviati alla Corte marziale) accusati di averglieli comprati. In precedenza era stato arrestato un altro tenente, per il furto di almeno 4 computer, mentre tre soldati erano stati fermati ed interrogati per averlo aiutato nella ricettazione di parte del bottino. Continue reading
no comments | tags: corruzione, Freedom Flotilla, Gaza | Stampa
ago
25
2010

di Michele Giorgio
È terminata con percosse e 13 fermi la manifestazione di protesta contro le continue interruzioni nell’erogazione dell’energia elettrica organizzata martedì sera a Gaza city dal Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp, sinistra marxista). La polizia del governo di Hamas ha disperso con la forza alcune centinaia di dimostranti che si erano radunati pacificamente nella Piazza del Milite Ignoto, davanti al Parlamento di Gaza, con delle candele in mano. Continue reading
no comments | tags: ANP, Gaza | Stampa
ago
24
2010
Lo dicono i dati di Ocha (Onu). A luglio le ruspe si sono accanite maggiormente: durante questo mese le autorità israeliane hanno demolito ben 140 strutture, tra case, tende, baracche, stalle, cisterne d’acqua, presidi medici e costruzioni commerciali.
Gerusalemme, 14 agosto 2010, Nena News
Circa 550 palestinesi sono finiti in strada nelle ultime settimane: questo il risultato della politica delle demolizioni di case a Gerusalemme est e nelle aree C della Cisgiordania (60 % del territorio, sotto il pieno controllo di Israele), secondo i dati diffusi dall’Ocha, l’ufficio dell’Onu che si occupa di coordinare gli affari umanitari nei territori occupati palestinesi. Il mese di luglio è stato quello in cui le ruspe si sono accanite maggiormente: durante questo mese le autorità israeliane hanno demolito ben 140 strutture, tra case, tende, baracche, stalle, cisterne d’acqua, presidi medici e costruzioni commerciali. Il 13 luglio 7 case son state abbattute a Gerusalemme est, lasciando senza un tetto 25 persone, di cui 14 bambini. Allo stesso modo il 19 luglio, il villaggio Al Farisiye, nella Valle del Giordano, è stato interamente distrutto. Continue reading
no comments | tags: Cisgiordania, colonie, Gerusalemme, Occupazione | Stampa
ago
24
2010
segnalagto da gabri19_28

“Non guardiamo neanche alla politica, guardiamo all’umanità: dov’è l’umanità in queste persone?”, Hashim al-Azza, ci rivolge questa domanda dopo averci mostrato i danni inferti sulla sua abitazione dai vicini coloni.
Hashim vive con la sua famiglia a Hebron, in quella che secondo i trattati internazionali di Oslo, è stata denominata zona H1. In questa parte della città, come del resto accade anche nella zona H2, pochi coloni tengono in scacco un’intera città. Protetti da un numero di soldati che si avvicina alle 4500 unità, 400 coloni circa hanno costretto la maggioranza araba ad abbandonare le proprie abitazioni o a vivere in un luogo trasformato in una città fantasma.
Continue reading
no comments | tags: Cisgiordania, colonie, Diritti Umani, Occupazione, Resistenza | Stampa
ago
20
2010
di Michele Giorgio
Approvata la legge per coloro che furono esiliati da Israele nel ’48 Ora i rifugiati palestinesi potranno svolgere decine di lavori che gli erano preclusi
Un «passo modesto», un percorso ancora lungo. Smorzano gli entusiasmi, in Libano, i sostenitori dei diritti civili per i profughi. Due giorni fa il voto del Parlamento libanese ha trasformato in legge un decreto governativo che consente a centinaia di migliaia di palestinesi presenti nel paese dalla Nakba (1948), di poter finalmente svolgere decine di lavori finora preclusi. I commenti però sono tiepidi: nessuno nega l’importanza di uno sviluppo atteso da anni, ma troppe barriere continuano a condizionare l’ingresso dei rifugiati nel mondo del lavoro. Di fatto i cambiamenti potrebbero rivelarsi minimi, considerata la diffidenza che una larga porzione di libanesi continua ad avere nei confronti dei palestinesi. Continue reading
no comments | tags: Diritti Umani, Libano | Stampa
ago
16
2010
di Barbara Antonelli, Hebron 14 Agosto 2010 (foto di ST McNeil)
Per oltre 50 anni l’azienda Herbawi ha prodotto a Hebron la kefiah, simbolo nazionale del popolo palestinese, commercializzata in tutta la Cisgiordania. Un mercato oggi in crisi a causa dell’import dalla Cina.
Se a qualsiasi tassista di Hebron dici Herbawi, vieni catapultato nella sfavillante fabbrica di materassi della famiglia Herbawi, un nome che appare su diversi cartelloni pubblicitari piazzati in bella mostra sulle curve della tortuosa e faticosa strada che attraversa Wadi Nar, tra Ramallah e Hebron (l’unica strada che i palestinesi possono percorrere, quella nota anche come del Container checkpoint, per raggiungere il sud della Cisgiordania).
Solo quando spieghi che vuoi comprare delle kefiah, vieni portato nella piu’ modesta fabbrica tessile, di Yasser Herbawi, a poche centinaia di metri dall’ingresso nella citta’ vecchia.
Continue reading
no comments | tags: Cisgiordania, Resistenza | Stampa
ago
16
2010
Roma, 15 agosto 2010, Nena News
Con il pretesto delle «ragioni di sicurezza» l’esercito di occupazione ha impedito ai giocatori di Gaza di partire per la Giordania.
E’ un calcio povero, anzi poverissimo, quello palestinese, una pallida immagine di quello ricco e scintillante dell’Europa. Eppure quando 11 ragazzi scendono in campo indossando maglietta e pantaloncini con i colori della Palestina per affrontare la nazionale di un altro paese, a decine di migliaia di sostenitori batte forte il cuore, nei Territori occupati e anche nei campi profughi palestinesi sparsi nel mondo arabo. E’ solo un piccolo assaggio della libertà e dell’indipendenza che i palestinesi sognano da decenni ma pur sempre importante per un intero popolo.
Agli occupanti israeliani però importa poco ciò che provano i palestinesi per la loro nazionale di calcio e così hanno impedito ai calciatori di palestinesi di andare in Giordania, prima tappa del viaggio che li avrebbe portati ad affrontare in amichevole la Mauritania. Per essere più precisi hanno sbarrato la strada di fronte a quelli provenienti da Gaza. Motivo? Non avrebbero rinnovato il permesso per stare in Cisgiordania. Eh sì, perchè da alcuni mesi l’esercito di occupazione considera «alieni» i palestinesi (e non solo loro) che vivono in Cisgiordania senza un permesso israeliano. Sei calciatori di Gaza non solo si sono visti bloccare il tragitto verso la Giordania ma ora rischiano di venire espulsi dalla Cisgiordania, se non addirittura arrestati e incarcerati, come prevede l’Ordinanza militare israeliana. (red) Nena News
no comments | tags: Apartheid, Diritti Umani, Sport | Stampa