Giorno della Terra, per la “riconciliazione”

Alle commemorazioni “ufficiali” organizzate sia dall’Anp in Cisgiordania che da Hamas a Gaza, si sono unite quelle di gruppi di studenti e attivisti che hanno voluto ricordare il Giorno della Terra ribadendo le proprie rivendicazioni ai dirigenti politici palestinesi.
di Doud Al Ahmar
Ramallah, 30 marzo 2011, Nena News
La manifestazione per il “Giorno della terra”, che si svolge da oltre trent’anni sia nei Territori Occupati che in Israele, si è celebrata oggi in un clima piuttosto strano ad ha avuto conseguenze quanto mai paradossali.
Il contesto a cui si fa riferimento è quello che da qualche settimana interessa sia la West Bank che Gaza e che ha visto diversi gruppi di giovani protestare contro l’attuale condizione della politica palestinese incapace di trovare un alcun mezzo per opporsi all’occupazione israeliana. Tali proteste, che seguono la scia delle rivoluzioni che stanno infiammando il medio e vicino oriente e che hanno come primo obiettivo la richiesta di una nuova unità tra le fazioni, si sono oggi congiunte all’occasione del 30 Marzo, giorno in cui tutti i Palestinesi ricordano la tragica strage avvenuta in Galilea nel 1976 per mano della polizia Israeliana.
Alle commemorazioni “ufficiali” che ogni anno vengono celebrate sia dall’Autorità Palestinese in Cisgiordania che da Hamas nella Striscia, si sono unite quelle di gruppi di studenti e attivisti che hanno voluto ricordare il giorno della terra con manifestazioni simboliche e cogliendo l’occasione per ribadire le proprie rivendicazioni ai politici palestinesi.
Nel centro di Ramallah decine di giovani hanno deciso di marciare in direzione della colonia di Bet El, alle porte della città, centro quanto mai simbolo dell’occupazione poiché sede dell’amministrazione militare israeliana. La polizia palestinese è intervenuta con la forza e ha disperso la manifestazione. Ancora incerto è il numero, ma alcuni dei manifestanti sono stati arrestati.
Anche a Gaza decine di ragazzi e ragazze sono stati arrestati dalla polizia di Hamas, sempre più impegnata a controllare e a reprimere ogni manifestazione che potrebbe sfociare in esplicito dissenso all’interno della Striscia.
Lo scenario che si presenta dunque nei Territori Occupati palestinesi non è affatto dei migliori con le polizie di entrambe le autorità che continuano a reprimere manifestazioni con la paura delle proteste interne e il timore di perdere quel potere su cui si dovrebbe basare un improbabile Stato-nazione.
Detto ciò vale però la pena ricordare l’importanza del 30 Marzo, giorno di commemorazione e al tempo stesso di lotta contro tutto ciò che l’occupazione è e rappresenta, dalla demolizione delle case alla confisca delle terre coltivate, dalle lotte di resistenza popolare contro il muro a quelle che si oppongono all’assedio di Gaza; occupazione che altrimenti rischia di passare in secondo piano se le tensioni tra i dimostranti che richiedono l’unità politica e la polizia si aggravassero, facendo passare la rivendicazione di un mezzo al fine cui i giovani palestinesi devono aspirare. Nena News







