lug 28 2010

Palestina ieri e oggi – Un viaggio diversamente responsabile

Un tour alternativo di 9 giorni – 8 notti
da sabato 30 ottobre a domenica 7 novembre 2010

Un viaggio in una terra contesa, complessa e discussa, ma ancora magnifica, affascinante e magica. Visiteremo alcune delle principali città palestinesi incominciando da Gerusalemme, luogo simbolo delle tre religioni monoteiste. Ci inoltreremo nei vicoli della Città Vecchia e nei suoi quartieri: cristiano, musulmano, ebraico e armeno, densi di storia e di cultura. Conosceremo la situazione politica e di occupazione della città attraverso un tour mirato. Il viaggio proseguirà verso i siti archeologici di Gerico con una sosta sul Mar Morto, dove proveremo l’ebbrezza di galleggiare sulle sue acque salate. Visiteremo l’antica, inespugnabile Hebron per poi muoverci tra Ramallah, centro politico e culturale palestinese, ed i villaggi dell’area rurale di Birzeit. L’ultima tappa sarà Betlemme, città santa cristiana oggi imprigionata dal muro di separazione. Cercheremo di capire la situazione delle persone che vivono in questa terra visitando villaggi, campi profughi e check-point, incontrando associazioni, cooperative ed esponenti della cultura e della politica locale.

Il viaggio è stato preparato da un gruppo di lavoro composto da studenti, docenti ed esperti in stretto contatto con associazioni palestinesi e israeliane. Il numero massimo di partecipanti è limitato a 10 persone che verranno selezionate dando priorità agli studenti della facoltà e in base alla data d’iscrizione, la cui scadenza è fissata per il 15 settembre 2010.

In allegato il BROCHURE PALESTINA IERI E OGGI, disponibile anche sul sito www.viaggimediterranei.unito.it.
Per informazioni e iscrizioni la segreteria resterà aperta fino al 10 agosto per poi riaprire il 3 settembre prossimo

Ideazione e organizzazione: Master Viaggi Mediterranei – Facoltà di Lingue e Letterature Straniere – Università degli Studi di Torino
www.viaggimediterranei.unito.it

Informazioni e prenotazioni: Dott.ssa Francesca Gavazzi – Dott.ssa Laura Sordello
viaggimediterranei.lingue@unito.it Chiusura iscrizioni: 15 settembre 2010


lug 18 2010

Videoproiezione: “Palestina: l’informazione è corretta?”

Giovedì 29 luglio – ore 21,30
nell’ambito di ARCIpelago | Estate Resistente 2010
Corso Valdocco 4/a Torino

“PALESTINA: L’INFORMAZIONE È CORRETTA?”

Videoproiezione a cura di Arci ed associazione FluxLab in collaborazione con Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese di Torino

ARCI Torino www.arcitorino.it
Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà
www.museodiffusotorino.it

lug 13 2010

Sahrawi – Palestina: Due Popoli in lotta per la propria terra

Nell’ambito del Festival Africa-Afriche
domenica 18 luglio – ore 20
Circolo Stranamore di Pinerolo


Interverranno:
Ada Lonni
(Docente di Storia Contemporanea all’Università di Torino)
Sami Hallac (Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese di Torino

Nel corso della serata verranno proiettati due video
uno palestinese (Welcome to Hebron) e uno saharawi che documenteranno la quotidianità di
questi due popoli, molto distanti ma tanto vicini.

ore 21: Cena palestinese
Successivamente aggiornamenti circa la situazione attuale


lug 12 2010

“Il Circo dietro il Muro”

IX edizione Grugliasco 2-28 luglio 2010

Scuola di Circo Palestinese in
“CIRCUS BEHIND THE WALL”

http://www.sulfilodelcirco.com/circusbehindthewall.htm

18 luglio ore 21.30 – Teatro Le Serre
Parco Culturale Le Serre – Via Tiziano Lanza, 31 Grugliasco

Durata: 55 min
Con: Lour Sadeq, Marah Ashmar, Nayef Othman, Mays Yousef, Miropy Makhlouf, Sawsan Basalat, Hamada Touqan, Fadi Zmorrod, Sireen Touqan, Sharaf Switat (Cisgiordania)
Ingresso: 7 euro. Ridotto 5 euro.
L’incasso della serata sarà interamente devoluto al progetto della Scuola di Circo Palestinese di Ramallah

PRIMA NAZIONALE

La scuola di circo palestinese nasce nell’estate 2006 con lo scopo di diffondere le arti del circo in Palestina e di restituire ai giovani della Cisgiordania (territorio occupato palestinese) uno spazio in cui potersi esprimere liberamente, interagire con l’altro, sviluppare le proprie abilità in un ambiente sereno di mutuo rispetto e di continua dialettica interpersonale. Perchè i giovani possano così riacquistare la fiducia nelle proprie capacità e l’autostima, messe a dura prova ogni giorno dall’umiliazione legata all’occupazione israeliana.
L’attività della Scuola di Circo Palestinese mira, attraverso l’insegnamento di discipline fisiche e artistiche, a ridare la speranza ai giovani e soprattutto ad aiutarli a ristabilire un controllo sulla propria vita, rafforzandone il senso di autostima e di responsabilità, e sviluppandone il pensiero critico e le doti artistiche, affinché divengano attori positivi di cambiamento all’interno della comunità e della società.
I progetti principali della Scuola al momento sono tre: il primo riguarda la produzione dello show “Circo dietro il Muro” ad opera degli allievi e dei giovani trainer della scuola; il secondo riguarda la creazione dei “Circus Clubs”, laboratori di arti circensi, sia a Ramallah, dove ha sede la scuola, sia in aree svantaggiate della Cisgiordania, quali Hebron e Jenin, e alcuni campi profughi. Il terzo progetto riguarda la cooperazione culturale internazionale e gli scambi con altre scuole di circo, soprattutto europee, o singoli artisti europei.

LO SPETTACOLO

Circo dietro il Muro” è la prima produzione artistica dei giovani allievi e performers della prima Scuola di Circo Palestinese di Ramallah (Cisgiordania) uno spettacolo a metà tra intrattenimento artistico e denuncia sociale.
L’idea dello spettacolo nasce dalla vita quotidiana dei Palestinesi la cui vita è pesantemente condizionata dal Muro di Separazione costruito da Israele che non separa gli Israeliani dai Palestinesi, ma i Palestinesi stessi dai loro cari, dalla loro terra, dalle loro risorse agricole e naturali.
Da qui l’esigenza di infrangere, virtualmente e artisticamente, la barriera utilizzando gli strumenti che le arti circensi mettono a disposizione. Esercizi acrobatici al trapezio e al tessuto aereo, numeri di giocoleria e clowneria, in uno spettacolo ritmato e denso di colore, che parla di evasione e di leggerezza, ma anche di impegno e di ostinazione, in opposizione a tutto ciò che per un Palestinese è “Mamhnu’a”, proibito. Perché lo spettacolo “Circo dietro il Muro” riflette il convincimento che, un giorno, quel Muro cadrà.
Messo in scena per la prima volta nell’agosto del 2006 in Cisgiordania, lo spettacolo è stato accolto con entusiasmo anche dal pubblico europeo. Un traguardo importante è stato infatti raggiunto quando, nell’aprile 2007, la Scuola di Circo palestinese ha per la prima volta “varcato” il Muro, mettendo in scena lo show in Francia. Ed è ancora l’Europa il palcoscenico da cui i giovani allievi e artisti della scuola hanno infranto virtualmente e artisticamente il Muro di Separazione, con diverse performance tenutesi tra il 2008 e 2009 in Francia, Belgio e Germania.


lug 12 2010

Storie di profughi

Venerdi 16 luglio 2010 ore 21,00
presso la sala ” I Care ” di Chivasso, via Italia 1

verrà proiettato il video

“ 25.000 tende o forse di più (storie di profughi)”

di Samer Salameh e Ala0′a Alsadi

Al termine della proiezione la serata proseguirà con aggiornamenti e dibattiti sulla situazione attuale in Palestina

Interverrà Sami Hallac
del Comitato di Solidarietà col popolo palestinese di Torino


giu 2 2010

Solidarietà con Freedom Flotilla

Fiaccolata cittadina

Stazione Ceres – Torino

venerdì 4 giugno ore 18,30


mag 22 2010

Lettera aperta all’ANPI sulla Palestina

Al Presidente Nazionale dell’ANPI, Raimondo Ricci

Al Presidente dell’Anpi Roma/Lazio, Massimo Rendina

Via degli Scipioni 271 – 00192 Roma

A tutte le sedi ANPI disseminate sul territorio nazionale

Nel giorno di commemorazione della Nakba ci rivolgiamo a Voi,

Gentili Signori/e Soci dell’ANPI

Voi che foste partigiani e testimoniaste direttamente la volontà di eleggere Libertà e Giustizia a reggere i rapporti tra le persone ed i popoli perché tutti possano vivere in Pace, contro la ferocia che il Nazifascismo aveva instaurato in Europa e nel mondo. Voi che avete ereditato i valori di libertà e giustizia che tale lotta seppe incarnare, voi che oggi desiderate prolungarne la storia ed il valore senza perderne la traccia significativa nella moralità che detta i vostri gesti. Continue reading


mag 12 2010

COMUNICATO DEL COMITATO POPOLARE DI BIL’IN

Cari amici
I comitati popolari in Palestina condannano l’ingiusta persecuzione dei leader della resistenza popolare palestinese. In particolare condanniamo la decisone presa dai servizi segreti israeliani dello SHIN BET che ha negato al Signor Iyad Burnat la possibilità di uscire dalla Palestina. Eyad è il capo del Comitato popolare che resiste contro gli insediamenti ed il muro illegali presso Bilin. Egli era stato invitato ad una serie di conferenze in Italia ed in Svizzera, avrebbe parlato del tema della resistenza non violenta. Tra le persone che lo avrebbero accolto ed invitato annoveriamo il sindaco di Ginevra, Remy Pigan, e gli organizzatori della marcia per la pace in Italia. Sia l’uno che gli altri si sono detti sconvolti per il fatto che il Signor Burnat non abbia potuto attraversare il ponte tra la West Bank e la Giordania il 1 Maggio 2010.

Le autorità israeliane hanno tenuto il Signor Burnat in attesa per 3 ore per poi comunicargli il divieto di lasciare il paese.
Il tentativo israeliano di impedire alle persone coinvolte nella resistenza non violenta e nelle varie forme di resistenza civile di raccontare le proprie storie all’estero fa parte della politica di intimidazione volta a porre fine a questo tipo di resistenza. Le azioni di Israele in questo senso mirano ad impedire che notizie discordanti con la propaganda israeliana raggiungano l’Occidente, limitando il più possibile i contatti tra i palestinesi ed il resto del mondo.
In questi ultimi anni di lotta non ci siamo mai arresi nonostante l’uccisione di manifestanti pacifici quali il nostro compagno Bassem Abu Rahma nell’aprile 2009 e nonostante il rapimento e l’arresto di centinaia di dimostranti pacifici. Durante le manifestazioni, che hanno scadenza settimanale, le autorità israeliane hanno utilizzato ogni tipo di arma: lacrimogeni, sostanze chimiche, idranti, pallottole ed altre armi sperimentali.
Iyad Burnat ha 37 anni, è sposato ed è padre di 4 figli. Fu arrestato durante la prima intifada nel 1987 e nel 1992 venne arrestato e dovette rimanere in prigione per due anni. Fu ferito diverse volte durante le manifestazioni settimanali presso Bilin.

Ci opponiamo con forza ale misure prese contro il nostro compagno Eyad Burnat:

  • La negazione del suo diritto di viaggiare per ragioni addotte alla sicurezza;
  • La negazione del suo diritto di abbandonare la zona A (una richiesta piuttosto strana: l’area A costituisce meno del 10% dell’intera West Bank ed è costituita di tanti ghetti separati tra loro, il che richiede a chi voglia passare da un’area A all’altra di attraversare alcuni spazi di area B e C);
  • Il divieto di partecipare a manifestazione pacifiche;
  • Il fatto che sia passibile di arresto in caso abbandonasse l’area A;

Potete offrirci il vostro sotegno:

  1. Scrivendo lettere alle ambasciate israeliane in tutto il mondo e ai ministri israeliani
  2. Pubblicizzando queste politiche ingiuste
  3. Intensificando la solidarietà internazionale con la giusta causa del popolo palestinese ed unendoti a noi nelle manifestazioni e nella campagna per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro Israele.
  4. RIFIUTIAMO DI MORIRE IN SILENZIO

    Traduzione dall’inglese Caterina Donattini


mag 12 2010

Il caso Ciriello

Il 13 marzo 2002 è morto a Ramallah, in Cisgiordania, Raffaele Ciriello. Ad
ucciderlo è stata una raffica di mitra sparata da un carro armato
israeliano.
Era un fotoreporter freelance e forse, proprio per questo, la sua storia è
stata troppo velocemente dimenticata.

L’Associazione Stampa Romana mercoledì 12 maggio lo ha ricordato, a Roma,
attraverso un video (parte del quale è stato realizzato da Ciriello) e la testimonianza di alcuni colleghi che si
trovavano accanto a lui nel momento della tragedia.

associazione stampa romana
00186 roma – piazza della torretta,36 – tel. 06.684.0271 – fax 06.687.1170


apr 25 2010

Israele NON DEVE entrare nell’OCSE!

FIRMA LA PETIZIONE

Care/i tutte/i,

Il prossimo maggio ci sarà il voto all’OCSE sulla canditatura di Israele. Ci vuole un solo voto negativo per bloccare il suo ingresso, e dobbiamo fare di tutto per garantire che l’Israele, già dimostratosi un potere oppressivo di occupazione e colonizzazione con un sistema di
discriminazione razziale istituzionalizzata, che commette crimini di guerra come documentato nel rapporto Goldstone dell’ONU, non entri a far parte dell’OCSE. In Europa e in tutto il mondo c’è una campagna svolta a bloccare l’ingresso di Israele.

In allegato [in fondi all'articolo] ci sono sei lettere da inviare via email:

- cinque in inglese indirizzate ai rappresentanti dei paesi più propensi a votare no (Messico, Turchia, Irlanda, Svizzera e Portogallo)

- una in italiano indirizzata ai ministri Frattini e Tremonti, insieme all’ambasciatore italiano all’OCSE.

Basta copiare e incollare il testo, aggiungere la firma e inviarlo agli indirizzi email indicati nelle lettere.

Una prima riunione dove si deciderà in linea di massima la questione si svolgerà l’11 maggio. Il voto finale sara durante il consiglio dell’OCSE, presieduta da Frattini, il 28/29 maggio.

Ricordatevi – ci vuole un solo voto negativo. Facciamo di tutto perché ci sia.

Per maggiori informazioni sulle campagne internazionali: http://holdisraelac countable. net/

Si prega la massima diffusione! Fate girare anche ai vostri amici all’estero.

Stephanie Westbrook
Loretta Mussi

ocse-italia

ocse-irlanda

ocse-messico

ocse-portogallo

ocse-svizzera

ocse-turchia


apr 7 2010

Workshop per giornalisti

Torino, 06-04-2010

All’attenzione di tutti i partecipanti e gli uditori del workshop

La Rete-ECO, Rete degli Ebrei contro l’Occupazione, e il Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese, sono spiacenti di comunicare che Shireen Abuakleh, una delle due docenti del workshop, a causa di forza maggiore non potrà essere a Torino nei giorni del laboratorio.

Con la presente i promotori e gli aderenti al workshop vogliono inoltre rassicurare i partecipanti e gli uditori sullo svolgimento del laboratorio stesso. Le ore di lezione che avrebbero dovuto essere tenute da Abuakleh saranno sostituite con un approfondimento di alcuni temi del conflitto israelo-palestinese sotto la supervisione di Amira Hass. Interverrà in qualità di relatore anche il giornalista de Il Manifesto Michelangelo Cocco.

.

Torino 17, 18, 19 aprile 2010
Il conflitto israelo-palestinese
Quale informazione?

Workshop per giornalisti con
Shireen Abuakleh e Amira Hass

Un elemento fondamentale per le due parti in conflitto è costituito dalla gestione dell’informazione. Risulta molto evidente lo squilibrio tra lo Stato d’Israele e la parte palestinese a riferire all’opinione pubblica mondiale quanto succede nell’area mediorientale.

Un laboratorio, rivolto a giornalisti preferibilmente a inizio carriera, tenuto dalla giornalista palestinese Shireen Abuakleh, corrispondente di Al-Jazeera, insieme con Amira Hass, del quotidiano Ha’aretz e collaboratrice di Internazionale. Un laboratorio dove si mettono a fuoco i principali nodi della questione israelo-palestinese. Il laboratorio si svolgerà in lingua inglese senza traduzione. Pernottamento e pasti sono a carico dei partecipanti.

Shireen Abuakleh (Gerusalemme, 1971): dal 1998 è corrispondente di Al-Jazeera da Israele e dai Territori Occupati, dedicandosi al conflitto in atto soprattutto dal punto di vista economico, sociale e politico. Nel 2001 il Circolo della Stampa di Dubai l’ha proclamata Giornalista dell’Anno. È stata anche corrispondente radio e conduttrice di programmi e di talk show. Ha collaborato con Radio Monte Carlo dal 2000 al 2003. Ha insegnato per due anni all’Università di Birzeit (Ramallah) nel Dipartimento della Comunicazione.

Amira Hass (Gerusalemme, 1956): è una scrittrice e giornalista israeliana, conosciuta per i suoi articoli pubblicati sul quotidiano israeliano Ha’aretz e sul settimanale Internazionale. Vive nei territori occupati dal 1993: prima a Gaza, dal 1997 ad oggi a Ramallah. Dal 2001 scrive un diario per il settimanale italiano Internazionale. Per la sua attività giornalistica ha ricevuto molti premi. In italiano è stato pubblicato un suo libro Domani andrà peggio. Lettere dalla Palestina e Israele 2001-2005 (Fusi orari, 2005).

Programma di massima

  • Sabato, 17 aprile 2010, ore 9-12 — Università degli Studi, Sala lauree, via Verdi 25
  • Sabato, 17 aprile 2010, ore 15-18 –  Gruppo Abele, corso Trapani 95
  • Domenica 18 aprile 2010, ore 9-12 e 15-18 — Gruppo Abele, corso Trapani 95
  • Lunedì 19 aprile 2010, ore 9-12 e 14- 17 – Università degli Studi, Aula di Scienze Politiche, via Plana

Promuovono: Rete Eco-Ebrei contro l’Occupazione  -  Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese-Torino

Aderiscono: Arci Torino  – Gruppo Abele
Col patrocinio di: Cirsde – Università di Torino
Il progetto è realizzato grazie al contributo della Provincia di Torino

Segreteria organizzativa: Cosimo Caridi, Carlo Tagliacozzo, Davide Ziveri (Zeitun)

Per informazioni: infoworkshoptorino@libero.it
3347805108 / 3407896992

http://rete-eco.it./; http://www.palestinalibera.org; http://zeitun.ning.com

Per prenotazioni in residenze universitarie a prezzi economici vedi: http://www.edisu.piemonte.it/cms/residenze-universitarie.htm
oppure nella residenza in collina del Gruppo Abele: http://www.oasicavoretto.org/

Avvertenza
Considerato che ci sarà a Torino nello stesso periodo l’ostensione della Sindone, che attirerà pellegrini da tutta Italia e fuori, si consiglia di prenotare l’iscrizione e il pernottamento il più presto possibile.


apr 3 2010

Palestina: l’informazione è corretta?

Lunedì 19 aprile 2010 – ore 20,30
Salone ATC Corso Dante, 14 – Torino

Amira Hass dialoga con Michelangelo Cocco

Torino, 06-04-2010

La Rete-ECO, Rete degli Ebrei contro l’Occupazione, il Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese e Zeitun hanno il piacere di invitarvi il 19 aprile presso il salone Atc per un incontro dal titolo: Palestina, l’informazione è corretta?

La serata, che comincerà alle 20.30 in Corso Dante 14, avrà due ospiti di rilievo internazionale: Amira Hass e Michelangelo Cocco. La prima è l’unica giornalista israeliana che vive nei Territori Occupati da dove scrive per Haaretz e per Internazionale. Michelangelo Cocco è un giornalista della redazione esteri de il Manifesto e un profondo conoscitore del conflitto israelo-palestinese.

Avrebbe dovuto partecipare all’incontro anche la giornalista palestinese Shireen Abuakleh, corrispondente di Al-Jazeera, che non potrà essere presente per causa di forza maggiore.


mar 24 2010

Israele/Territori palestinesi occupati: pretendiamo una goccia di dignità!

La mancanza di accesso all’acqua pulita e potabile è un problema di vecchia data per la popolazione palestinese dei Territori palestinesi occupati (Tpo), soprattutto come risultato di politiche e pratiche discriminatorie da parte di Israele da quando ha preso il controllo dei Tpo nel 1967. Il consumo giornaliero di acqua dei palestinesi arriva a 70 litri, meno di un quarto della quantità usata da ogni israeliano, inclusi i coloni che vivono nei Tpo.

L’accesso alle risorse idriche per i palestinesi nei Tpo,  sotto il controllo di Israele e non soddisfa i loro bisogni né non costituisce una distribuzione giusta e adeguata delle risorse idriche comuni. Dell’acqua che Israele permette di gestire all’Autorità palestinese, un terzo (circa il 34 per cento) si perde in fuoriuscite a causa di reti vecchie e inefficienti, che non possono essere sostituite e modernizzate a causa delle restrizioni sui movimenti dei palestinesi e di altri ostacoli imposti da Israele, inclusa la condizione che i permessi, persino per i piccoli progetti di sviluppo, devono essere rilasciati dall’esercito israeliano.

L’impatto delle restrizioni israeliane e i ritardi nell’ottenimento dei permessi, ammmesso che vengano accettati, sono stato ampiamente documentati dalle Ong locali e internazionali e dalle agenzie delle Nazioni Unite che sono state coinvolte o che hanno contribuito a progetti nel settore idrico nei Tpo. I donatori internazionali hanno per lo più sostenuto i costi dei progetti sull’emergenza idrica nei Tpo, riparando le infrastrutture idriche danneggiate o distrutte dagli attacchi militari israeliani oppure fornendo servizi idrici e sanitari di emergenza ai palestinesi, le cui case e proprietà sono state distrutte o che non hanno accesso ad adeguate forniture idriche. Comunque, i finanziatori internazionali sono generalmente riluttanti a rendere pubblici i problemi che devono affrontare nell’implementazione di specifici progetti su questo problema o in qualsiasi altro campo, consci che ciò porterà le autorità israeliane a imporre ulteriori ostacoli.

Circa 180.000-200.000 palestinesi che vivono nelle comunità rurali della Cisgiordania non hanno accesso all’acqua corrente. Alcuni sopravvivono con meno di 20 litri al giorno, equivalenti al livello minimo raccomandato per evitare epidemie. Persino in paesi e villaggi raggiunti dalla rete idrica i rubinetti spesso sono asciutti, a volte anche per settimane, se non per mesi. In tempi di scarsità d’acqua i palestinesi la comprano da fornitori privati con autobotti, ma questa è costosa e spesso di bassa qualità.

A Gaza l’unica risorsa idrica, la parte meridionale della falda acquifera costiera, è in esaurimento e contaminata; infatti, più del 90 per cento della fornitura d’acqua è inutilizzabile per uso domestico. Il blocco israeliano di Gaza impedisce l’ingresso di materiale per la costruzione e la riparazione di impianti idrici di cui c’è disperatamente bisogno. Questo ha peggiorato la situazione già di per sé drammatica.

La scarsità d’acqua ha impedito lo sviluppo sociale ed economico dei palestinesi che vivono nei Tpo e ha portato a violazioni del loro diritto ad avere un adeguato standard di vita, incluso il diritto all’acqua, al cibo, all’assistenza sanitaria, al lavoro e a un alloggio adeguato.

Appello di Amnesty International


mar 17 2010

Una favola per adulti e bambini

Venerdì 26 marzo 2010 ore 20.00

presso il Salone dell’Associazione VITA TRE
Biblioteca civica di Torrazza Piemonte

in collaborazione con

Rete ECO – Ebrei Contro l’Occupazione

e

Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese di Torino

presentano:

Una favola per adulti e bambini
“La piccola lanterna” di Ghassan  Kanafani

lettura di Cristiana Albino e Martina Vancheri

Cena Etnica Palestinese

    Tabbulè a base di grano e verdure fresche
    Hummos a base di sciroppo di sesamo e ceci
    Giargir a base di sciroppo di sesamo, pomodori e rucola
    Salame e sottaceti arabi

    Piatto Principale:

    Riso alla palestinese con carne tritata e pinoli
    Insalata mista – Yogurt con za’tar
    Dolce palestinese e datteri

      A seguire
      un aggiornamento sulla situazione nei Territori Occupati ed in particolare a Gerusalemme
      con interventi di Paola Canarutto (RETE ECO) e Sami Hallac (COMITATO PALESTINA)

      Il ricavato andrà a finanziare un progetto di cui Rete Eco e Comitato Palestina di Torino si stanno già occupando da tempo, cioè un ambulatorio materno – infantile nel villaggio di Marda, vicino a Nablus.

      Per informazioni e prenotazioni contattare:
      Luciano Canil  al n° 011 –9189230
      Michelangelo Bocchio al n° 011-9189546


      mar 11 2010

      L’OCCUPAZIONE

      Martedì 16 marzo ore 20,00

      Fattore K –   via Balbo 10/d Torino

      Aperitivo Italo – Palestinese

      Lettura de
      LA PICCOLA LANTERNA” di Ghassan Kanafani
      a cura di Cristina Albino e Martina Vancheri

      Mostra fotografica “L’OCCUPAZIONE”

      .
      Serata promossa da: Rete ECO - Ebrei Contro l'Occupazione e
      Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese
      ingresso riservato ai soci
      

      mar 5 2010

      Campagna BDS in Italia contro l’economia israeliana

      Prossima tappa Trieste

      La Camera di commercio Italo-israeliana sponsorizza la fiera dell’olio capitale a Trieste dal 5 all’8 marzo

      E’ assurda, indecente e  vergognosa la notizia che  la fiera Olio Capitale che si terrà a Trieste dal 5 al 8 Marzo avrà tra i suoi sponsor la camera di commercio Italo Israeliana.

      Il paese che ogni anno distrugge migliaia di alberi da frutta e di olivo in particolare per strappare terra ai contadini palestinesi e fare posto a colonie di invasati religiosi, avrà modo di fare tranquillamente la sua passerella e intrattenere rapporti commerciali.

      leggi tutto su Forum Palestina


      feb 25 2010

      Serata di Reading al Circolo Pueblo

      giovedì 4 marzo ore 22,00 – Corso Palestro 3 Torino

      LA PICCOLA LANTERNA
      di Ghassan Kanafani

      Beirut, 8 luglio 1972, lo scrittore e giornalista palestinese Ghassan Kanafani sale sulla macchina parcheggiata davanti a casa assieme a Lamis, sua nipote appena sedicenne. La moglie Anni è in casa, con il figlio di nove anni Fayez. La figlia di Ghassan, Layla, sette anni, è tranquillamente seduta sull’uscio. Quando lui mette in moto, l’automobile esplode. Così muore, a trentasei anni, Kanafani, il più celebre e sensibile interprete della tragedia palestinese.Il suo romanzo “Uomini sotto il sole”, pubblicato nel 1961, divenne il più famoso nella letteratura araba contemporanea, e fece di Ghassan Kanafani, ad appena 27 anni, il modello culturale di tutta una generazione.

      Oggi, la Fondazione culturale a lui intitolata, e guidata dalla moglie Anni, si occupa di assistere e formare i bambini dei campi rifugiati in Libano.

      Ogni anno Ghassan era solito scrivere e illustrare un libro dedicato a sua nipote Lamis, in occasione del suo compleanno. Scrisse e illustrò la fiaba “La piccola lanterna” quando lei compì otto anni. A quasi trent’anni dall’attentato che portò via zio e nipote, l’associazione Sardegna Palestina traduce e pubblica il libro di fiabe che li unì  in vita: questa serata, in collaborazione con  il Gruppo teatrale Tromba del Trambusto, vuole essere una presentazione del libro  e un trait d’union con quegli avvenimenti.

      a cura di Rete ECO – Ebrei contro l’ Occupazione in collaborazione con Comitato di  Solidarietà per il  Popolo Palestinese e con Associazione ARCI Gli Argonauti
      Circolo Pueblo – Corso Palestro 3 Torino – www.circolopueblo.com
      Ingresso riservato ai soci

      feb 24 2010

      NON IN NOSTRO NOME

      Appello di FORUM PALESTINA

      Il governo italiano, con la recente visita del premier Berlusconi in Israele, ha reso il nostro paese complice dell’oppressione del popolo palestinese e delle possibili escalation di guerra israeliana in Medio Oriente.

      L’Italia sta fornendo ufficialmente armamenti, investimenti economici, collaborazioni scientifiche al governo israeliano condannato dalle istituzioni internazionali per la costruzione del Muro di segregazione, per i crimini di guerra a Gaza e l’occupazione coloniale dei Territori Palestinesi

      Noi, in quanto cittadini italiani, non accettiamo di essere considerati complici di questa politica di oppressione e di guerra

      Per questi motivi

      Chiediamo la revoca degli accordi militari, commerciali, scientifici, culturali tra le istituzioni italiane e quelle israeliane

      Chiediamo la revoca della partecipazione italiana ed europea al vergognoso embargo contro la popolazione palestinese di Gaza ormai da quattro anni sotto assedio

      Non c’è pace duratura senza giustizia

      Per le adesioni all’appello “Non in nostro nome” scrivete a: noninostronome@libero.it

      Sottoscrivete, fate sottoscrivere e fate circolare questo appello di indignazione

      vedi prime adesioni


      feb 15 2010

      …sapori, musica e racconti palestinesi al Caffé Basaglia

      Riprendono al Caffè Basaglia, in via Mantova 34, le serate a tema del programma POPOLI, la rassegna eno-gastronomico-letteraria condotta da Egi Volterrani


      ***

      martedì 23 febbraio alle 20,30

      ***

      incontro dedicato alla Palestina

      ***


      Egi Volterrani cucinerà, con l’aiuto dei cuochi del caffè, un menù palestinese:

      TABBOULE’ – HOMMOS – MOUTABBAL – KHIAR BI LABAN – ZUPPA DI LENTICCHIE – KAFTA’ FRITTO – PETONCIANI CON YOGURT DI PECORA – PASTICCERIA SECCA – CAFFÉ BIANCO DI GUERRA – VINI LIBANESI & ITALIANI

      Oggi, la cucina palestinese è una cucina molto legata al territorio, tradizionale e originariamente “povera”, resa saporita e sorprendente con l’uso sapiente delle spezie e delle erbe aromatiche, e … dall’inventiva popolare. Il “Caffè di guerra”, inventato in Libano durante la guerra civile, ha la sua trasparente e profumata versione Palestinese…

      L’incontro conviviale sarà accompagnato da musiche dal vivo.

      • Sami Hallac, responsabile del Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese, illustrerà i modi difficili della sopravvivenza culturale della Palestina.
      • Egi Volterrani leggerà versi e testi di poeti palestinesi e arabi dedicati alla Palestina e alle sofferenze del Popolo Palestinese.

      Il costo della serata, organizzata dal Caffè Basaglia, sarà di € 27,00 per persona (€ 30,00 vini compresi). Si consiglia di prenotare (335.6692320).

      INGRESSO RISERVATO AI SOCI ARCI Caffè Basaglia – via Mantova, 34 – Torino – tel. 011.19708848


      feb 15 2010

      International Apartheid Week

      Trailer Ufficiale dell’International Apartheid Week

      FINE DELL’OCCUPAZIONE

      TIRARE GIÚ IL MURO DELL’APARTHEID

      PIENA UGUAGLIANZA PER  I PALESTINESI CITTADINI DI ISRAELE

      DIRITTO AL RITORNO PER I PROFUGHI PALESTINESI