Israele: terrorismo o crimini di guerra

L’Ue: legge razzista alla Knesset

Il Parlamento Europeo ha bollato come “razzista” la legge approvata dalla Knesset (parlamento israeliano), che impedisce a palestinesi, ancorché coniugati con cittadini israeliani, di acquisire la cittadinanza israeliana. Giovedì l’europarlamento ha approvato per alzata di mano la mozione della coalizione di sinistra, intesa a protestare per “la legge razzista e discriminatoria” adottata il 31 luglio dalla Knesset. La legge impedisce che i palestinesi di Cisgiordania o della Striscia di Gaza possano acquisire la cittadinanza israeliana per tramite di matrimoni con altri arabi già cittadini israeliani. Il provvedimento, inoltre, blocca il ricongiungimento delle famiglie divise fra il territorio di Isreale e quello della Cisgiordania occupata.


Fermata scrittrice democratica

La scrittrice israeliana Batya Gur è stata fermata dalla polizia dopo aver preso le difese di un anziano palestinese, maltrattato da alcuni agenti che giovedì gli stavano controllando i documenti a un posto di blocco di Gerusalemme Est. “Farabutti!“, ha gridato loro Gur, nota in tutto il mondo specialmente per i suoi romanzi gialli. Secondo quanto precisato da un portavoce degli inquirenti, ha anche “paragonato i poliziotti ai nazisti“. Dopo poco la 56enne autrice è stata comunque rimessa in libertà. “Mi hanno portato al commissariato, e la sola ragione era l’aver protestato per il modo offensivo con cui tre giovani agenti stavano trattando un palestinese in età avanzata“, ha denunciato la scrittrice.


Crimini di guerra, denuncia a Berna contro Israele

Demolizioni e torture a palestinesi, atto d’accusa dell’avvocato Bosonnet contro governo, esercito e Mossad
SERENA TINARI – BERNA

È una denuncia penale contro esponenti dell’establishment politico e militare d’Israele, responsabili di crimini di guerra per le violazioni gravi e ripetute delle convenzioni internazionali sui diritti umani nei Territori Occupati di Palestina: l’avvocato di Zurigo Marcel Bosonnet ha presentato ieri alla stampa le linee generali dell’atto d’accusa che ha appena trasmesso alle autorità svizzere.

La Confederazione, infatti, in quanto depositaria delle Convenzioni di Ginevra, nel 1967 ha iscritto nella sua legislazione la possibilità di perseguire sul proprio territorio coloro che le violino. Si tratta dell’articolo 108 del Codice Penale Militare, una norma rimasta a lungo lettera morta, ma che dagli anni novanta ad oggi ha consentito di registrare anche alcuni successi, come nel caso di un pubblico ufficiale ruandese, condannato recentemente a quattordici anni di prigione. La denuncia dell’avvocato Bosonnet, un professionista noto in Svizzera per la sua attività nel campo dei diritti fondamentali, verte su alcuni casi specifici e particolarmente gravi di torture e demolizione di case, avvenuti negli ultimi due anni in Palestina.

La presentazione è avvenuta all’hotel Schweizerhof di Berna, albergo di lusso che tradizionalmente ospita gli incontri dei grandi della politica e del commercio. Con lui c’erano Raji Sourani, che dirige l’organizzazione Palestinian Centre for Human Rights e la deputata verde e membro del Collettivo Emergenza Palestina Anne-Cathérine Menétrey-Savary. “I crimini di guerra“, ha spiegato l’avvocato Bosonnet, “sono fra i più gravi perché colpiscono al cuore del diritto umanitario internazionale, che stabilisce il diritto al rispetto della dignità della vita umana in scenari di guerra“.

Ed è dal lontano 1948, è stato ricordato ieri a Berna, che il popolo palestinese è vittima di abusi di ogni genere: cacciati dai loro territori, molti si sono dovuti costruire una nuova esistenza in condizioni difficili, come le 1,2 milioni di persone che vivono ammassate nella Striscia di Gaza. Dal 1967 la Palestina è schiacciata sotto il peso dell’occupazione israeliana e stando ai dati forniti dalla Banca Mondiale, l’economia della regione è giunta allo stremo, con un tasso di disoccupazione del 60%. Mentre secondo le Nazioni Unite, il 70% dei palestinesi vive al di sotto della soglia di povertà. “È una vita d’inferno: un’umiliazione collettiva così grande non può che costituire terreno fertile per reazioni violente“, ha ricordato l’avvocato Bosonnet, prendendo in prestito le parole dell’attivista per i diritti umani Felicia Langer.

La denuncia, presentata al procuratore-capo del tribunale militare svizzero, chiama in causa quattro personalità politiche israeliane di primo piano: l’ex ministro della difesa Ben Eliezer, l’ex capo di stato maggiore e attuale ministro della difesa Shaul Mofaz, Doron Almog, comandante in capo del Comando Sud dell’esercito e Avi Dichter, tuttora a capo dei servizi segreti. Sono accusati per la demolizione di 60 case avvenuta a Rafah (Striscia di Gaza) nel 2001 e per cinque casi di tortura su detenuti palestinesi.

Le organizzazioni umanitarie e di solidarietà che operano in Palestina hanno colto l’occasione per puntualizzare che la “Road Map” non risolve certo la situazione, perché se prevede il congelamento degli insediamenti di colonie israeliane, non stabilisce lo smantellamento di quelle che già ci sono.

L’avvocato Marcel Bosonnet ha annunciato che altre denunce contro Israele sono in preparazione in terra svizzera e che in particolare un gruppo di avvocati zurighesi sta lavorando all’atto d’accusa sul massacro avvenuto a Jenin nell’aprile del 2002.

da Il Manifesto del 6 settembre 2003