Appello di ebrei europei: Fermare Sharon

Il Comitato esecutivo della rete Ebrei europei per una pace giusta (Ejjp, 18 organizzazioni presenti in 9 paesi d’Europa) ha diffuso un comunicato in cui si legge:

Apprendiamo con sgomento dell’assassinio del leader di Hamas Rantisi, successivo all’approvazione dei piani di Sharon da parte di Bush, che ha dato il via libera ad Israele per azioni sempre più irresponsabili, unilaterali, in flagrante violazione della legalità internazionale. La politica degli assassinii extragiudiziali della leadership palestinese – che vede chiaramente anche Arafat nella linea di fuoco – è la riprova che il governo israeliano non intende arrivare ad una pace negoziata.

Sembra ora esserci un tentativo mirato a distruggere i palestinesi come popolo. (…) Questa azione potrà solo aumentare la disperazione diffusa tra i palestinesi ed incoraggiare coloro che sognano forme suicide di vendetta. Aderiamo alla condanna espressa dal gruppo pacifista israeliano Gush Shalom, che l’ha definito “un ulteriore atto di letale provocazione.(…)

Il cosiddetto “ritiro” da Gaza è in realtà solamente una ricollocazione degli insediamenti ebraici, mentre Israele mantiene basi militari ed esercita controllo su confini, costa, spazio aereo ed acque di Gaza. La striscia rimarrà un esteso campo di detenzione, una concentrazione di miseria e disperazione che genererà nuovi terroristi, i cui atti verranno cinicamente usati da Sharon per continuare a rifiutare negoziati.

I sei blocchi di insediamenti che Sharon, con l’approvazione di Bush, ha chiarito che rimarranno sotto controllo israeliano, sono deliberatamente collocati in modo da dividere la Cisgiordania e rendere impossibile un vero Stato palestinese pacifico. (…) Il crudele ed illegale “muro dell’apartheid” rimarrà nel suo percorso criminale attraverso terre palestinesi, con modifiche solamente cosmetiche, imprigionando i palestinesi, distruggendo i loro mezzi di sussistenza ed assicurando la continuazione del sadico regime di “chiusura” e di punizione collettiva di un intero popolo. Una soluzione concordata, giusta, leale e realistica del problema dei rifugiati palestinesi può essere trovata solo nell’ambito di negoziati tra Israele ed i palestinesi. (…) Il sostegno di Bush al rifiuto di un simile approccio da parte di Israele, può solo rafforzare l’odio ed inasprire le relazioni tra i due popoli, cancellando ogni speranza di riconciliazione.(…)

Noi, gruppi ebraici in Europa, siamo fermi nel nostro rifiuto di questo gesto unilaterale contrario ad ogni prospettiva di un Medio Oriente pacifico e chiediamo all’Unione europea di riaffermare il proprio impegno per il ripristino della legalità internazionale e per un accordo giusto e negoziato”.

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da il manifesto del 20 aprile 2004