Dichiarazione sull’udienza alla Corte Internazionale di Giustizia
European Jews for a Just Peace (*)
Il governo israeliano afferma che deferire la questione del “muro di separazione” non è una questione legale ma politica.
Ha ragione. Il “muro di separazione” è una questione politica.
Ha torto. Il “muro di separazione” è anche una questione legale.
È una questione politica.
Il “muro di separazione” è il modo più brutale di creare “fatti compiuti”.
Separa i contadini palestinesi dalle proprie terre.
Separa villaggi palestinesi da villaggi palestinesi.
Impedisce ai bambini palestinesi di raggiungere le loro scuole.
Impedisce ai lavoratori palestinesi di raggiungere i propri posti di lavoro.
Impedisce alle famiglie palestinesi di condurre una vita familiare normale.
Il “muro di separazione” sta distruggendo la possibilità di creare uno stato palestinese in grado di vivere entro i confini del 1967.
Il “muro di separazione” non serve alla sicurezza, serve all’occupazione.
Il “muro di separazione” alimenterà la disperazione.
La disperazione alimenta il terrorismo.
L’occupazione alimenta il terrorismo.
È una questione legale.
Israele ha firmato la IV Convenzione di Ginevra che affronta la protezione della popolazione civile in tempo di guerra.
Questa Convenzione protegge persone che si trovano sotto occupazione e si applica “in ogni circostanza”.
Tutti i Paesi, inclusi gli USA, accettano che la Convenzione si applichi in questi casi, salvo Israele.
La Convenzione proibisce la violenza contro le persone, la tortura, che si prendano ostaggi ed i trattamenti umilianti e degradanti.
Proibisce l’uso di punizioni collettive come forme di intimidazione.
Proibisce il trasferimento forzato di persone da territori occupati.
Proibisce l’annessione di territorio.
La questione legale è se Israele stia o meno violando gli obblighi dati dalla convenzione. Si tratta di un caso prima facie, accertato da molte ONG israeliane e palestinesi.
La corte deve esaminare il caso.
Chiediamo alle persone democratiche di tutta Europa, della società civile ed i rappresentanti eletti a livello locale ed europeo di sostenere la lotta dei pacifisti israeliani e palestinesi contro il Muro.
Chiediamo loro di mostrare questo sostegno in modo visibile attraverso una presenza davanti alla sede della Corte Internazionale a L’Aia il 23 febbraio.
16 febbraio 2004

