Campo profughi di Jenin

l’esercito israeliano distrugge la moschea e taglia elettricità, acqua e rifornimenti agli ospedali della regione

Gerusalemme occupata: 10 aprile 2002 (IAP News)

L’esercito di occupazione israeliano ha completamente distrutto la moschea di Abdullah-Azzam del campo profughi di Jenin Refugee, bombardandola con artiglieria pesante.

Fonti interne al campo profughi, che è ormai ridotto in macerie, affermano che la moschea è stata letteralmente rasa al suolo, e non sembra essere mai esistita.

I testimoni accusano l’esercito israeliano di essersi macchiato di crimini di guerra, eseguendo attacchi deliberati ad abitazioni civili.

Intanto, l’esercito prosegue le sue azioni criminali contro gli ospedali della regione di Jenin.

Muhammed Abu Ghaliya, direttore dell’ospedale pubblico di Jenin, ha affermato che l’esercito israeliano ha tagliato elettricità, acqua e cibo.

L’esercito israeliano sta compiendo azioni criminali contro un ospedale, i nostri pazienti stanno morendo, siamo senza elettricità, senza acqua, e ci impediscono di ripristinare i servizi minimi vitali” ha dichiarato Abu Ghaliya.

http://www.iap.org/

Israele scava le fosse comuni per coprire i crimini di guerra. 10 Aprile 2002 – LAW

Questa mattina, 10 aprile, LAW è riuscita ad ottenere le seguenti informazioni dal campo profughi di Jenin.

Abitanti del campo hanno riferito di essere stati allontanati dalle loro case, e di aver visto lungo il tragitto che gli israeliani stavano scavando grandi fosse nel campo stesso e nelle vicinanze.

Il loro timore è che siano fosse comuni per i numerosi uccisi (il numero non è ancora confermato).

Altri testimoni hanno visto soldati israeliani mettere corpi nelle fosse, in un’area al centro del campo, conosciuta come Haret al-Hawarish.

La LAW ha chiesto assistenza alle agenzie umanitarie internazionali, al fine di documentare con fotografie l’evidenza del massacro da parte delle forze israeliane, ma la risposta è stata che è ancora troppo pericoloso accedere al campo.

La LAW è convinta che le azioni di scavo servano ad occultare i crimini di guerra commessi dalle truppe israeliane nel campo, e i suoi sospetti diventano certezza dopo la lettura della dichiarazione del ministro degli Esteri israeliano Shimon Peres su Hàaretz, 9 aprile 2002, circa un “massacro” compiuto nei campi profughi, ed un’affermazione di un ufficiale israeliano: “i soldati non avanzano a piedi. I bulldozers stanno semplicemente rasando le case e causando una distruzione terribile. Quando il mondo vedrà le immagini di ciò che abbiamo fatto, ciò ci provocherà un danno immenso“.

Per quanti ricercati abbiamo ucciso nel campo profughi, e per quante strutture terroristiche abbiamo distrutto, non esiste giustificazione per aver causato tali enormi distruzioni“.

Peter Hansen, direttore dell’agenzia per i rifugiati dell’Onu UNRWA, ha confermato il 7 aprile 2002, che: “Possediamo rapporti di orrore puro – elicotteri che bombardano aree residenziali, centinaia di feriti causati da bombardamenti sistematici con carri armati, bulldozers che radono al suolo le case dei profughi e l’impossibilità di procurare cibo e medicine. In nome della umanità i militari israeliani devono permettere alle nostre ambulanze di evacuare i feriti e fornire generi di emergenza, cibo e medicine“.

L’avvocato della LAW Hanan Khatib ha presentato una petizione all’ufficio del Procuratore di Stato israeliano, al fine di fermare la costruzione delle fosse comuni e permettere l’accesso ad un team legale per le indagini. [...]

LAW – La Società Palestinese per la Difesa dei Diritti Umani e dell’Ambiente, è un’organizzazione non governativa impegnata nella difesa legale dei diritti umani. LAW è affiliata alla Commissione dei Giuristi (ICJ), alla Federation Internationale des Ligues de Droits de l’Homme (FIDH) ed alla World Organisation Organisation Against Torture (OMCT). LAW – The Palestinian Society for the Protection of Human Rights and the Environment, PO Box 20873, Jerusalem, tel. +972-2-5833530, fax. +972-2-5833317, web: http://www.lawsociety.org

Ed ecco come ne riferisce l’Ansa (una delle “meno peggiori”)

Non si combatte più nel campo profughi di Jenin
TEL AVIV – Nel campo profughi di Jenin non si sentono più spari. Lo hanno reso noto i militari israeliani confermando che centinaia di palestinesi si sono consegnati.

La stessa conferma anche dall’esponente locale di Hamas: ‘La battaglia è finita. Ci sono molti martiri. Molti altri sono stati catturati. In mattinata era stato ritrovato tra le macerie il corpo del capo della Jihad islamica, Mahmud Tawalbeh. Grandi ruspe militari israeliane sono impegnate adesso a livellare il terreno.

(ANSA). 2002-04-10 – 13:04:00
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