COMUNICATO DEL FRONTE POPOLARE PER LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA

Nel corso degli ultimi due anni, la Svizzera ha assistito ad una serie di incontri segreti, avvenuti all’insaputa del Popolo Palestinese, tra una delegazione palestinese non-ufficiale ma sostenuta da alcuni ambiti dell’Autorità Palestinese, e una delegazione israeliana, incontri conclusisi con ciò che viene chiamato “gli Accordi di Ginevra”.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, attenendosi alle imprescindibili rivendicazioni del popolo palestinese e della nazione araba, dichiara la sua totale condanna di questi Accordi che toccano in profondità gli obiettivi e gli interessi supremi del popolo palestinese e il futuro delle sue generazioni.

Il Fronte ribadisce quanto segue:

1. gli Accordi mirano ad imporre una soluzione al conflitto arabo-sionista attraverso un piano di pace definito storico fra il popolo palestinese e l’entità sionista che ha occupato la terra palestinese espellendo il suo popolo. Ma questo piano ha il chiaro intento di confondere e di illudere il popolo palestinese falsificando la realtà per farci accettare e sostenere il punto di vista sionista-americano nella sua soluzione liquidatoria e per dare una legittimità palestinese, araba e internazionale a questa soluzione che risulta in netta contraddizione con i nostri diritti nazionali, con la carta dei diritti dell’uomo e con tutte le convenzioni internazionali.

2. l’obiettivo principale di questi Accordi è quello di liquidare il Diritto al Ritorno dei profughi palestinesi sradicati dalla propria terra e dispersi nella diaspora, come passo iniziale per annullare la Risoluzione ONU numero 194 che ribadisce il diritto dei profughi palestinesi di ritornare alle proprie terre, case e villaggi da dove furono cacciati nel 1948.

Le cinque soluzioni proposte dagli Accordi circa la questione dei profughi palestinesi risultano ben lontane dal garantire il Diritto al Ritorno, diritto sancito dalle risoluzioni dell’ONU. Ne risulta che l’obiettivo essenziale di questi Accordi è quello di liquidare questo diritto che rappresenta il nocciolo ed il fondamento della Questione Palestinese. Inoltre questi accordi non riconoscono all’Entità Sionista alcuna responsabilità per il crimine di aver cacciato via il popolo palestinese dalla propria terra e per la sua successiva dispersione nella diaspora. Le cinque soluzioni, proposte negli Accordi per risolvere la questione dei profughi, di fatto disperdono nuovamente il nostro popolo costringendolo ad emigrare altrove, colpendo così la sua unità. Questi Accordi sono un passo avanti nella realizzazione del progetto che ha l’obiettivo di imporre ai palestinesi una nazionalizzazione forzata fuori dalla propria terra e dalle proprie case nella Palestina storica, da dove furono espulsi con la violenza. I palestinesi hanno vissuto l’espulsione, la sofferenza e la privazione per più della metà di un secolo, ma si sono tenacemente attaccati al loro diritto a ritornare alla loro terra nativa rifiutando tutte le soluzioni che lo ignorano.

Quanto proposto da questi Accordi non va incontro al Diritto al Ritorno dei profughi ma crea ulteriori illusioni e confusioni. La Questione dei Profughi verrebbe risolta sulla base delle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU 242 e 194 e dell’Iniziativa Araba per la pace, con l’intento di naturalizzare i profughi palestinesi nei paesi dove risiedono salvo eventuali obiezioni da parte di “Israele”. In altri termini, e secondo quanto previsto dagli Accordi, occorre rispettare la sovranità dello Stato Sionista accettando ciò che accetta e rifiutando ciò che rifiuta. Inoltre, gli accordi non esitano a minacciare i palestinesi di perdere il loro diritto ad accedere a una di queste soluzioni se nel giro di due anni non inoltrano le loro domande ad una apposita commissione internazionale. Gli Accordi sanciscono un graduale disimpegno dell’UNRWA per deresponsabilizzare la comunità internazionale nei confronti dei palestinesi della diaspora.

3. gli Accordi di Ginevra ribadiscono il carattere ebraico dello Stato Sionista. Ciò non solo minaccia il Diritto al Ritorno dei profughi palestinesi, ma mette in pericolo il destino ed il futuro di un milione e duecentomila palestinesi che vivono nei territori occupati nel 1948, giustificando e preparando il terreno per la deportazione ed il trasfer di questa parte del Popolo Palestinese che vive sulla sua terra storica: la sua presenza e la sua crescita demografica metterebbero in pericolo il carattere ebraico dello Stato Sionista. Nei fatti ne risulta non solo una conferma del diritto di ogni ebreo nel mondo ad immigrare in ciò che viene chiamata “la Terra Promessa”, ma anche una legittimazione dell’immigrazione ebraica in Palestina.

4. gli Accordi di Ginevra non significano solo la liquidazione dei diritti dei profughi palestinesi, ma riducono lo Stato Palestinese indipendente e sovrano, per il quale il Popolo Palestinese ha lottato e lotta tuttora, ad una semplice entità ridicola e subordinata completamente all’Entità Sionista. I palestinesi dovranno vivere in protettorati e riserve, accettando la presenza di Forze Multinazionali, senza sovranità e continuità territoriale, dipendenti per la loro vita dall’occupazione israeliana. Gli Accordi dicono chiaramente che lo “Stato” promesso sarà smilitarizzato. Non è prevista nessuna forza palestinese armata, se non quella che collabora e si coordina in ambito di sicurezza con “Israele”. Quest’ultima manterrà le sue basi militari nella Valle del Giordano con delle stazioni di pre-allarme al nord ed all’interno della Cisgiordania. L’aeronautica israeliana manterrà il pieno diritto di utilizzare lo spazio aereo palestinese. I valichi di frontiera saranno controllati da forze di sicurezza palestinesi e forze multinazionali per impedire l’ingresso in Palestina di soggetti non desiderati, anche nelle sale d’attesa, “Israele” manterrà una presenza non-visibile per controllarne il transito.

5. gli Accordi affrontano la questione dello scambio dei territori. Tale scambio significa chiaramente: il ritiro parziale dai territori occupati il 5 giugno del 1967 e l’accettazione, come dato di fatto, della presenza e della permanenza degli insediamenti. Il muro del Pianto e varie zone della Città Vecchia rimarranno sotto la sovranità di “Israele”, che così avrà il pressoché totale controllo sulla città di Gerusalemme, legittimandone l’ebraicizzazione.

6. gli Accordi di Ginevra, secondo il Fronte Popolare per le Liberazione della Palestina, rappresentano un grave pericolo non solo per i diritti nazionali del Popolo Palestinese, ma anche per la sicurezza dell’intera Nazione Araba. Gli Accordi legittimano i tentativi dell’Entità Sionista di controllare l’intera regione e di imporre i suoi piani per disperdere i palestinesi sperando così di creare delle divisioni nella nazione araba.

Questi accordi, resi pubblici in contemporanea all’occupazione anglo-americana dell’Iraq, costituiscono parte integrante del complessivo disegno americano-sionista, che mira ad un totale controllo della regione araba per ridisegnarne i confini con l’obiettivo di appropriarsi delle sue risorse e di integrare l’Entità Sionista in seno al mondo arabo per impedirne unità e progresso e per minacciarne la sicurezza. Gli accordi sanciscono l’istituzione di varie stazioni di pre-allarme per spiare gli arabi e i vari popoli della regione. Si evidenzia il ruolo della forza multinazionale come forza che deve bloccare gli attacchi esterni che potrebbero minacciare i palestinesi e gli israeliani. In poche parole, l’entità palestinese dovrebbe agire da ponte per il controllo sionista sulla regione e per la sua successiva suddivisione.

7. il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina fa appello alla leadership ufficiale palestinese ed al Comitato Esecutivo dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina per rispedire al mittente in modo chiaro e senza ambiguità gli accordi e togliere tutte le coperture alle varie personalità palestinesi che li hanno firmati, farli dimettere da ogni ruolo di responsabilità e chiedere loro conto del proprio operato chiaramente estraneo alle decisioni delle istituzioni palestinesi.

8. il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina fa appello ai vari paesi arabi affinché non diamo nessuna legittimità araba ufficiale a questi accordi. Fa appello a tutte le forze politiche, ai partiti ed alle realtà popolari in tutto il mondo arabo affinché facciano il possibile per rigettare questi accordi e per svelarne la vera natura. Questi accordi vogliono dare una soluzione alla crisi esistenziale e storica che affligge l’Entità Sionista, come conseguenza dell’eroica resistenza e lotta del popolo della Palestina e della sua gloriosa Intifada.

30/11/2003

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