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	<title>Comitato di solidarietà con il popolo palestinese</title>
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		<title>Il Libano spaccato su diritti civili a palestinesi</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/06/il-libano-spaccato-su-diritti-civili-a-palestinesi/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 08:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>

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		<description><![CDATA[I partiti della destra cristiana contro emendanti alle leggi che oggi negano una esistenza dignitosa ai profughi.
Roma, 16 giugno 2010, Nena News
Continua nel Parlamento libanese il dibattito sulla proposta volta ad emendare le leggi che oggi negano diritti civili fondamentali ai circa 400mila profughi palestinesi che dal 1948 vivono nel Paese dei Cedri.
La stampa locale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>I partiti della destra cristiana contro emendanti alle leggi che oggi negano una esistenza dignitosa ai profughi.</h4>
<p>Roma, 16 giugno 2010, <a href="http://www.nena-news.com/?p=1665">Nena News</a><br />
Continua nel Parlamento libanese il dibattito sulla proposta volta ad emendare le leggi che oggi negano diritti civili fondamentali ai circa 400mila profughi palestinesi che dal 1948 vivono nel Paese dei Cedri.</p>
<p>La stampa locale riferisce che ieri, alla seconda seduta sull’argomento dopo la prima tenuta a febbraio, il presidente del Parlamento, lo sciita Nabih Berri, ha fatto fatica a contenere le proteste e le urla di oppositori e sostenitori del miglioramento della condizione dei rifugiati palestinesi. In discussione ci sono la possibilità per i profughi di poter acquistare proprietà,  svolgere attività professionali, fare decine di lavori dai quali oggi sono preclusi.<br />
<span id="more-2773"></span><br />
Promotori degli emendamenti sono i deputati Walid Jumblatt,  Elie Aoun and Alaaeddine Terro che godono del sostegno dei sunniti di Mustaqbal (il partito del premier Saad Hariri) e degli sciiti dei movimenti Hezbollah e Amal. Contro si sono schierati i deputati cristiani della Corrente dei Liberi Patrioti (guidata dall’ex generale Michel Aoun, uno degli alleati di Hezbollah) e quelli della destra estrema cristiana di Forze Libanesi e Falange. I deputati cristiani chiedono che eventuali emendamenti alle leggi vigenti in materia vengano decisi con il «consenso nazionale» e non attraverso votazioni in Parlamento. Una richiesta che, se accolta, di fatto impedirebbe qualsiasi novità legislativa a favore dei profughi palestinesi.</p>
<p>Lo scontro in Parlamento riflette l’opposizione che da sempre i cristiani libanesi (e non solo loro) hanno nei confronti di qualsiasi possibilità di miglioramento della condizione dei profughi che, a loro avviso, potrebbe portare alla «naturalizzazione» dei palestinesi (che sono musulmani sunniti) e ad alterare l’attuale composizione demografica e confessionale del Paese dei Cedri dove oggi i cristiani non superano il 30% della popolazione (dato non ufficiale). Una posizione che gli attivisti dei diritti civili ritengono fondata, in realtà, su un «pregiudizio razzista» e, in ogni caso, insostenibile di fronte a quanto prevedono le leggi internazionali.</p>
<p>Da parte loro i palestinesi ribadiscono che il loro obiettivo era e rimane quello di tornare nella loro terra d’origine sulla base della Risoluzione 194 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e assicurano di non puntare a diventare residenti permanenti o cittadini libanesi. Allo stesso tempo chiedono il miglioramento delle loro condizioni di vita «in attesa della attuazione della 194».</p>
<p>I palestinesi sono stati largamente coinvolti nella guerra civile che ha devastato il Libano tra il 1975 e il 1990 e vittime di massacri che hanno fatto migliaia di vittime. (red) Nena News</p>
<p>Vedi anche altri articoli su Nena &#8211; News:<br />
<a href="http://www.nena-news.com/?p=1660">GAZA: DAL LIBANO NAVE DI DONNE CONTRO BLOCCO</a><br />
<a href="http://www.nena-news.com/?p=742">NAKBA;PROFUGHI IN LIBANO:”NON RINUNCIAMO A DIRITTO RITORNO”</a><br />
<a href="http://www.nena-news.com/?p=597">LIBANO, SLEIMAN RIBADISCE LEGALITA’ ARMI HEZBOLLAH</a></p>
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		<title>La campagna BDS continua ad innervosire Israele</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/06/la-campagna-bds-continua-ad-innervosire-israele/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 13:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Boicottaggio]]></category>
		<category><![CDATA[campagna BDS]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;atto terroristico e di pirateria a carico della Freedom flottilla ha incrementato l&#8217;indignazione verso l&#8217;arroganza e l&#8217;attesa impunità di Israele con la conseguente di diffusione, a livello internazionale, del boicottaggio contro la prepotenza dello stato israeliano (vedi &#8220;Cinema Utopia&#8221; Parigi).  Israele, che non tollera che sia scalfita la sua maschera di &#8220;Paese democratico&#8221;, reagisce:

Disegno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>L&#8217;atto terroristico e di pirateria a carico della Freedom flottilla ha incrementato l&#8217;indignazione verso l&#8217;arroganza e l&#8217;attesa impunità di Israele con la conseguente di diffusione, a livello internazionale, del boicottaggio contro la prepotenza dello stato israeliano (<a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Giugno10/14-06-10CinemaUtopia.htm">vedi &#8220;Cinema Utopia&#8221; Parigi</a>).  Israele, che non tollera che sia scalfita la sua maschera di &#8220;Paese democratico&#8221;, reagisce:</h4>
<p><span id="more-2760"></span></p>
<h3>Disegno di legge alla Knesset contro il boicottaggio verso Israele</h3>
<p>Abbiamo appena appreso che un nuovo disegno di legge è stato introdotto nella Knesset israeliana da 25 membri della Knesset, per criminalizzare tutte le attività di boicottaggio o persino sostegno al boicottaggio all&#8217;interno o all&#8217;esterno di Israele. Il disegno di legge è stato avviato dalla lobby <em>Land of Israel</em> nella Knesset ed è stato appoggiato dai membri delle varie fazioni, tra cui il rappresentante del partito Kadima Dalia Itzik e il Presidente della Commissione Difesa e Affari Esteri Tsachi Hanegbi (Informazioni in <a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3902932,00.html">English here</a>).</p>
<p>La proposta di legge dovrebbero essere destinata a quelli che avviano, incoraggiano o forniscono assistenza o informazioni sui boicottaggi contro Israele.</p>
<p>I<strong> cittadini israeliani o residenti di Israele</strong> potrebbero essere citati in giudizio da chi è stato leso dal boicottaggio e potrebbero dover pagare fino a 30.000 shekel in restituzione e un importo supplementare a seconda del danno stabilito dai tribunali israeliani. <em>Questa disposizione metterebbe a repentaglio, tra gli altri, la coalizione israeliana di Donne per la Pace, New Profile, Boicottaggio dal di dentro.</em></p>
<p><strong>Coloro che non sono né cittadini né residenti di Israele</strong> perderebbero la capacità di entrare in Israele per almeno dieci anni e sarebbe loro vietato l&#8217;attività economica in Israele (il possesso di un conto in una banca israeliana, il possesso di azioni israeliane, terre, o qualsiasi altro bene che richieda la registrazione. ). <em>Non è chiaro se tale disposizione si applicherebbe anche all&#8217;ingresso in Cisgiordania, nonostante che l&#8217;aver negato l&#8217;ingresso al Prof. Noam Chomsky può essere un segno di ciò che accadrà. </em></p>
<p>A un <strong>gruppo in un paese straniero</strong> verrebbe anche vietato l&#8217;attivismo economico in Israele. Questo si applicherebbe alla <em>Autorità palestinese.</em></p>
<p><strong>Nel caso della ANP, Israele congelerebbe il trasferimento del denaro dovuto ai palestinesi e lo userebbe per pagare la riparazione, in Israele, alle parti lese dal boicottaggio del ANP delle merci provenienti dagli insediamenti!!!</strong></p>
<p><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Giugno10/14-06-10DisegnoLegge.htm">da Forum Palestina</a></p>
<h3>ISRAELE ATTACCA CAMPAGNA INTERNAZIONALE BDS</h3>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh6.ggpht.com/_aT71utejorw/TBYsPUgOZiI/AAAAAAAAApk/Rw28Bz-97kw/s288/boycott-300x199.jpg" alt="" /></p>
<h4>Proposta di legge prevede misure durissime contro chi promuove boicottaggio dello Stato ebraico.</h4>
<p>Gerusalemme, 14 giugno 2010, (<a href="http://www.nena-news.com/?p=1619">Nena News</a>)</p>
<p>C’è anche la «pacifista» Tzipi Livni, ex ministro degli esteri e leader del partito di opposizione Kadima, tra i 26 parlamentari che hanno firmato la proposta di legge in discussione alla Knesset che prevede sanzioni durissime per tutti coloro promuovono la campagna BDS, di boicottaggio di Israele e delle colonie ebraiche in Cisgiordania.</p>
<p>La legge in discussione chiede il sequestro dei dazi doganali e l’Iva destinati ai palestinesi – che Israele raccoglie ai transiti di frontiera – in rappresaglia per il boicottaggio avviato dall’Anp di Abu Mazen delle merci prodotte nelle colonie ebraiche costruite da Israele nei Territori occupati palestinesi in violazione delle leggi internazionali. I fondi palestinesi sequestrati verrebbero dati come «risarcimento» alle aziende nelle colonie ebraiche colpite dal boicottaggio. E’ previsto anche la confisca di fondi palestinesi depositati nelle banche israeliane.</p>
<p>Ma la legge presentata alla Knesset vuole colpire anche quei gruppi  israeliani che promuovono il boicottaggio di Israele in cooperazione con associazioni straniere e palestinesi. Un cittadino israeliano che verrà trovato «colpevole» di boicottaggio dello Stato sarà punito con una sanzione fino a 8.500 dollari e la possibile confisca dei suoi risparmi. I cittadini stranieri coinvolti nella campagna BDS verranno puniti con il divieto di ingresso in Israele per almeno 10 anni e non potranno svolgere alcuna attività economica nello Stato ebraico o aprire un conto bancario.</p>
<p>Secondo indiscrezioni le autorità israeliane stanno ora raccogliendo all’estero informazioni sulle associazioni e gli individui che promuovo il boicottaggio di Israele a livello internazionale.(red) Nena News</p>
<p>vedi anche: <a href="http://www.nena-news.com/?p=871">Boicottaggio colonie di Israele porta a porta</a></p>
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		<title>I «costi accessori» della Freedom flotilla</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/06/i-%c2%abcosti-accessori%c2%bb-della-freedom-flotilla/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 23:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category>

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		<description><![CDATA[
Michele Giorgio
il manifesto del 10 giugno 2010
USATA A TEL AVIV LA CARTA DI CREDITO CONFISCATA

Sequestrato in acque internazionali, portato a forza ad Ashdod, interrogato, maltrattato, sbattuto in cella e infine espulso senza complimenti . L&#8217;«esperienza» in Israele del fotoreporter Manolo Luppichini potrebbe fermarsi qui, ma con il passare dei giorni si arricchisce di nuovi particolari. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://picasaweb.google.com/lh/photo/zk7WCnMM3rWkH3pkRS4MvlfWR750RZyXLaht8QrWZMg?feat=embedwebsite"><img class="aligncenter" src="http://lh3.ggpht.com/_aT71utejorw/TBVTwkePz7I/AAAAAAAAAo0/JARbQdZ4-lU/s288/Palestine282.jpg" alt="" /></a></p>
<h5>Michele Giorgio</h5>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100610/pagina/08/pezzo/280117/">il manifesto del 10 giugno 2010</a></p>
<h4>USATA A TEL AVIV LA CARTA DI CREDITO CONFISCATA</h4>
<p><span id="more-2739"></span><br />
Sequestrato in acque internazionali, portato a forza ad Ashdod, interrogato, maltrattato, sbattuto in cella e infine espulso senza complimenti . L&#8217;«esperienza» in Israele del fotoreporter Manolo Luppichini potrebbe fermarsi qui, ma con il passare dei giorni si arricchisce di nuovi particolari. Dopo aver visto soldati e poliziotti portargli via due telecamere e microfoni per un valore di 12mila euro &#8211; oltre alle immagini girate, soprattutto quelle delle ultime fasi della navigazione &#8211; il 31 maggio, poco prima dell&#8217;arrembaggio israeliano alle navi della Freedom Flotilla (costato la vita a nove civili turchi), Luppichini ora ha scoperto che qualcuno in Israele ha usato la sua carta di credito, confiscata come tutto il resto. Un danno di poco conto, poco più di 50 euro, ma aggiunge un tocco grottesco alla tremenda esperienza della «Flotilla». Era una carta di credito ricaricabile con dentro pochi spiccioli, un centinaio di euro in tutto, ma il fatto che qualcuno in Israele abbia pensato di fare shopping a spese di Luppichini lascia senza parole. Controllando i movimenti sulla carta, il fotoreporter ha scoperto che mentre lui era in manette nell&#8217;ufficio immigrazione dell&#8217;aeroporto Ben Gurion, qualcuno ha speso 10,5 shekel, poco più di un paio di euro, registrati come «Dually Vending &#8211; Tel Aviv». Il 3 giugno è stato rimpatriato a forza e messo su un aereo con la sottosegretario Stefania Craxi. Ma il 4 giugno la sua carta di credito ha registrato un&#8217;altra spesa in Israele: 52,61 euro, operazione registrata «R. M. Village Market Gedera», importo originario 240 shekel. Da non credere. La Free Gaza e le altre organizzazioni sponsor della Freedom Flotilla intercettata da Israele stanno indagando perché altri attivisti sequestrati in mare e poi messi in prigione hanno denunciato l&#8217;uso in Israele delle carte di credito confiscate.</p>
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		</item>
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		<title>Israele: prove di impunità, reazioni interne e autocelebrazioni dopo la pirateria</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/06/israele-prove-di-impunita-reazioni-interne-e-autocelebrazioni-dopo-la-pirateria/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 15:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Stati Uniti accettano che sia solo Israele a condurre &#8220;l&#8217;inchiesta&#8221; sul massacro degli attivisti sulla nave diretta a Gaza

Gli Stati Uniti hanno dato il via libera alla commissione d&#8217;inchiesta israeliana per indagare sul sanguinoso raid contro la &#8220;Freedom Flotilla&#8221; al largo di Gaza. Lo riporta l&#8217;edizione online del quotidiano Haaretz precisando che in giornata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Gli Stati Uniti accettano che sia solo Israele a condurre &#8220;l&#8217;inchiesta&#8221; sul massacro degli attivisti sulla nave diretta a Gaza</h3>
<p style="text-align: center;"><a href="http://picasaweb.google.com/lh/photo/fVcuP6tRD0t3oP4fL5IbuVfWR750RZyXLaht8QrWZMg?feat=embedwebsite"><img class="aligncenter" src="http://lh4.ggpht.com/_aT71utejorw/TBTvll1hkcI/AAAAAAAAAog/B8m8Pig2rg0/s288/Israel_refuses_lift_blockade_by_Latuff2.jpg" alt="" /></a></p>
<p><span id="more-2734"></span>Gli Stati Uniti hanno dato il via libera alla commissione d&#8217;inchiesta israeliana per indagare sul sanguinoso raid contro la &#8220;Freedom Flotilla&#8221; al largo di Gaza. Lo riporta l&#8217;edizione online del quotidiano Haaretz precisando che in giornata il Primo ministro Benjamin Netanyahu annuncerà ufficialmente obiettivi e composizione della commissione che sarà chiamata a pronunciarsi anche sulla conformità del blocco israeliano nella Striscia al diritto internazionale. Israele attendeva da giorni l&#8217;assenso americano che è giunto dopo quattro giorni di consultazioni condotte dal vice presidente Joe Biden da parte Usa e dal ministro della Difesa Ehud Barak e dallo stesso Netanyahu da parte israeliana. Stando sempre ad Haaretz, sono stati gli Usa ad avere l&#8217;ultima parola sulla natura della commissione. Secondo anticipazioni del quotidiano, la commissione sarà presieduta da un ex giudice della Corte suprema e da giuristi israeliani specializzati in diritto internazionale oltre che da due osservatori stranieri, uno americano e uno europeo. Ieri Netanyhau aveva assicurato che la commissione indagherà sia sull&#8217;operato dei militari e del governo israeliano ma anche sul comportamento tenuto dagli attivisti a bordo della flottiglia. La commissione dovrà inoltre stabilire se l&#8217;intervento israeliano in acque internazionali sia stato legale.<br />
<a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Giugno10/11-06-10StatiUnitiInchiesta.htm">da Forum Palestina</a></p>
<p>vedi anche:<br />
<a href="http://www.nena-news.com/?p=1478">Israele preme per accantonare inchiesta internazionale su Mavi Marmara</a></p>
<h3>Flotilla: “sangue” in fontane Tel Aviv</h3>
<h4>Azione di attivisti contro assedio Gaza, oggi salpa nave iraniana</h4>
<p>Tel Aviv 11 giugno 2010, <a href="http://www.nena-news.com/?p=1542">Nena News<br />
</a>Sgorga acqua rossa oggi dalle fontane pubbliche di Tel Aviv, come il colore del sangue versato da nove attivisti turchi contro il blocco di Gaza, uccisi lo scorso 31 maggio dai soldati israeliani lanciati all’arrembaggio delle navi della Freedom Flotilla. La clamorosa protesta è stata attuata nelle fontane delle centrali via Dizengoff, Yigal Alon e dal  Masaryk dal «Comitato contro il blocco di Gaza» per ricordare agli israeliani la brutalità dell’assedio contro il territorio palestinese e le recenti uccisioni dei pacifisti stranieri.</p>
<p>La protesta ha fatto ancora più effetto perché attuata nella celebre fontana realizzata dallo scultore Yaakov Agam, in Piazza Dizengoff.  Tuttavia difficilmente l’azione scuoterà gli israeliani convinti in maggioranza della correttezza dell’assedio di Gaza e sostenitori dell’uso della forza anche contro i pacifisti internazionali che via mare provano a raggiungere la Striscia. Un sondaggio d’opinione pubblicato dal quotidiano Haaretz rivela che il 48% degli israeliani non ritiene necessaria la costituzione di alcuna commissione di inchiesta sull’arrembaggio della nave turca «Mavi Marmara», conclusosi con l’uccisione di nove passeggeri. Il 74% degli intervistati ritiene che i soldati abbiano agito «molto bene».</p>
<p>Oggi dovrebbe salpare per Gaza una nave iraniana carica di aiuti umanitari. La televisione al Alam ieri sera ha riferito che a bordo ci sono anche giornalisti e parlamentari.(red) Nena News</p>
<p>Vedi anche:<br />
<a href="http://www.nena-news.com/?p=1553">Gay parade, un corteo anche i palestinesi</a><br />
<a href="http://falafelcafe.wordpress.com/2010/06/12/israele-uno-striscione-critica-il-basso-numero-di-vittime-del-blitz-sulla-flottiglia/">Israele, uno striscione critica il basso numero di vittime del blitz sulla flottiglia<br />
</a><br />
<h3>Medaglia al valore all&#8217;israeliano che ha ucciso sei attivisti sulla Mavi Marmara</h3>
<h4>Il membro del comando israeliano che ha colpito a morte sei persone sulla nave<br />
potrebbe ricevere una “medaglia al valore”.</h4>
<h5>di James Hider e Alexander Christie-Miller</h5>
<p><a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/middle_east/article7144448.ece">Times on line del 5 giugno 2010</a></p>
<p>Sei dei nove attivisti uccisi nell’incursione di lunedì sul convoglio umanitario sono stati colpiti da un singolo componente del commando israeliano che, al momento, viene preso in considerazione per  l’attribuzione di una medaglia al valore.</p>
<p>Le notizie divulgate da Israele di una probabile onorificenza concessa al soldato –  per aver salvato i suoi camerati feriti a seguito della loro aggressione subita ad opera di passeggeri forniti di mazze, coltelli e perfino delle armi che avevano tolte a quelli del commando – si prevede che possano infiammare le discussioni con la Turchia a proposito dell’attacco alla flottiglia.</p>
<p>Mustafa Akyol, un importante redattore politico, ha definito la mossa come “un insulto e una provocazione nei confronti della Turchia”. Ieri, il Primo Ministro Turco, Recep Tayyip Erdogan, ha sfogato la sua rabbia con una citazione tratta dalla Bibbia.</p>
<p>“Mi rivolgo loro nella loro stessa lingua. Il sesto comandamento dice: ‘Non uccidere.’ Se non sono in grado di capire….lo pronuncio in ebraico: ‘ Lo Tirtzakh’,” ha dichiarato Mr. Erdogan.</p>
<p>Ieri sono spuntati fuori dei particolari nuovi sull’incursione, che hanno innescato accuse di pirateria e di terrorismo di stato, facendo naufragare l’alleanza strategica di Israele con la Turchia. Le autopsie condotte in Turchia sono in grado di dimostrare che la maggior parte delle vittime è stata colpita da una distanza ravvicinata. Il dr. Haluk Ince, direttore  dell’Istituto  per gli Esami Clinici di Istanbul, ha dichiarato che cinque delle vittime  sono morte per ferite da pallottola alla testa.</p>
<p>Le cronache fanno pensare che i passeggeri stessero trascinando tre commando catturati nella stiva della nave quando si è scatenata la sparatoria. Tuttavia, un passeggero britannico che è sopravissuto allo scontro avvenuto nelle acque internazionali prima che facesse giorno, ha raccontato al Times che alcuni degli attivisti più spiccatamente pacifisti presenti a bordo avevano cercato di proteggere i soldati israeliani catturati.</p>
<p>Il militare israeliano del commando che aveva ucciso sei dei passeggeri che si trovavano sul Mavi Marmara, il traghetto turco di proprietà della società caritatevole IHH, ha raccontato al Jerusalem Post di essere stato l’ultimo dei 15 soldati a calarsi dall’elicottero sull’imbarcazione  lungo una fune.</p>
<p>Citato, per motivi di sicurezza, con il solo nome di Sergente del gruppo S,  egli ha detto che , diversamente dalle notizie iniziali diffuse dall’esercito israeliano, la sparatoria era scattata nel breve intervallo di pochi minuti, nel momento in cui lui e i suoi camerati erano stati aggrediti da una “banda di mercenari”.</p>
<p>Non appena era atterrato sopra il ponte, ha raccontato di aver visto tre dei suoi ufficiali superiori che erano scesi prima di lui giacere feriti, uno con una ferita da pallottola nello stomaco, un altro colpito ad un ginocchio e il terzo, malmenato, fuori coscienza. Ha dispiegato i suoi uomini attorno ai feriti, ha estratto la sua pistola Glock da 9mm ed ha aperto il fuoco sui passeggeri che, lui dice, avevano sparato sul gruppo d’assalto con armi tolte ai primi soldati che erano scesi.</p>
<p>“Quando ho toccato il ponte, sono stato immediatamente attaccato da gente con mazze, tubi metallici ed accette, “ ha raccontato. “Erano senz’alcun dubbio dei terroristi. Nei loro occhi potevo vedere la rabbia assassina e che loro stavano venendo per ucciderci.” Ha detto di aver visto uno dei passeggeri che teneva una pistola sequestrata puntata alla testa di un altro commando israeliano.</p>
<p>Attivisti Americani e britannici che erano sull’imbarcazione hanno raccontato una storia diversa, accusando gli israeliani di aver sparato  pallottole dai battelli che circondavano la nave, dal tetto ove si erano calati  gli israeliani e dall’elicottero che volteggiava sopra di loro. Hanno detto che le donne erano andate sotto coperta per essere di aiuto in una sorta di ambulatorio preparato prima dell’attacco e che i soldati israeliani fatti prigionieri erano stati portati di sotto, in quel posto.</p>
<p>Ieri il quotidiano turco Haberturk ha pubblicato delle immagini che mostrano come questi venivano trattati sulla nave. “Venivano medicati quasi subito.” ha riferito Fatima Mohammadi, americana. “Poi venivano rilasciati per tornarsene in Israele, fasciati.”</p>
<p>Ha raccontato di essere stata l’unica donna a trovarsi sul ponte  quando è cominciata la sparatoria. “Hanno cominciato con pallottole rivestite di gomma e con granate assordanti e poi a un certo punto tutto è cambiato. Il cameraman vicino a me era stato colpito una volta da una pallottola di gomma e un’altra da un proiettile vero sparato da qualcuno dei battelli. Il sangue sgorgava mentre medicavo il suo braccio.”</p>
<p>Alexandra Lort-Phillips, un’attivista di 37 anni  proveniente da Hackney, East London, ha descritto di aver visto un soldato israeliano tirato giù nel pozzo delle scale, sotto il ponte dove atterravano i soldati.</p>
<p>“Scesi lungo il pozzo delle scale e c’era una gran massa di gente e molte grida,” ha narrato al Times. “C’era la percezione di ‘Mio dio, abbiamo preso un soldato israeliano’. Non penso che si sapesse veramente che cosa avremmo fatto. Vidi che gli veniva tolta un’arma. Che veniva rimossa la cintura della pistola e qualcuno  che correva oltre di me con l’arma e che scompariva. Avrebbero potuto sparargli, ma non lo avevano fatto.”</p>
<p>Un passeggero turco ferito, Muhyittin Yildirim, ha detto: “Alcuni soldati israeliani erano stati resi inoffensivi. I nostri amici avevano preso le loro armi: Se avessero avuto cattive intenzioni, avrebbero usato le armi contro i soldati, invece le buttarono in mare.” Ha detto che la gente ha opposto resistenza “ come precauzione” perché non si fidavano dei soldati.</p>
<p>Ms Lort-Phillips ha raccontato che circa 25 persone si erano raccolte attorno a un soldato mentre veniva trattenuto per le gambe  e spogliato fino a rimanere con la sola biancheria intima. “Le donne presenti gridavano ‘ Non fategli male.’ “</p>
<p>Ha negato che questi fosse stato picchiato, ma ha raccontato. “Ovviamente c’erano alcuni ragazzi che erano molto agitati a causa della situazione. E’ come te lo potresti immaginare quando c’è un litigio tra due uomini.”</p>
<p>Tauqir Sharif, di 23 anni, da East London, ha affermato che la sparatoria proveniva dall’elicottero sopra la testa. “La gente veramente cercava un posto dove nascondersi. Tutti correvano, strillavano, gridavano. Loro stavano usando tutti i diversi tipi di armi – pallottole rivestite di gomma, proiettili,” ha raccontato facendo riferimento agli israeliani.</p>
<p>Un palestinese nato a Briton, Osama Qashoo, ha descritto come un fotografo che era vicino a lui era stato colpito mentre sollevava la sua macchina fotografica. “C’era una pioggia di proiettili,” ha ricordato.”Posi la mia mano dietro la sua testa e cercai di sollevarlo. Allora ho sentito che la mia mano era bagnata. Il suo cervello era sulla mia mano. Non ho potuto trattenerlo.”</p>
<p>(tradotto da mariano mingarelli &#8211; Associazione Amicizia Italo-Palestinese)</p>
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		<title>Boicotta Israele!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 07:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Boicottaggio]]></category>
		<category><![CDATA[campagna BDS]]></category>

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		<description><![CDATA[Libano: Placebo, no grazie!

Tra accese polemiche il concerto ieri a Beirut della band britannica che ha espresso sostegno a Israele.
di Barbara Antonelli
Roma 10 giugno 2010 Nena News &#8211;  Si e’ esibito ieri sera in Libano il gruppo rock inglese Placebo. Nonostante l’appello della campagna BDS (di boicottaggio, sanzioni e disinvestimento nei confronti di Israele) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Libano: Placebo, no grazie!</h3>
<p><span id="more-2719"></span></p>
<h4>Tra accese polemiche il concerto ieri a Beirut della band britannica che ha espresso sostegno a Israele.</h4>
<h5>di Barbara Antonelli</h5>
<p>Roma 10 giugno 2010 <a href="http://www.nena-news.com/?p=1511">Nena New</a>s &#8211;  Si e’ esibito ieri sera in Libano il gruppo rock inglese Placebo. Nonostante l’appello della campagna BDS (di boicottaggio, sanzioni e disinvestimento nei confronti di Israele) a cancellare la loro tappa prevista a Tel Aviv, appena cinque giorni dopo l’attacco di Israele alla Freedom Flottiglia, il gruppo rock inglese ha ugualmente suonato il 5 giugno nello stato ebraico, trovando assolutamente normale recarsi al festival musicale previsto al Forum di Beirut, il mercoledi successivo.</p>
<p>“Il gruppo deve scegliere se vuole suonare in Libano o se vuole suonare in uno stato che viola continuamente i diritti umani” aveva detto Samah Idriss , portavoce dei gruppi di boicottaggio e della rivista libanese Al-Adab, tra i firmartari, insieme ad altre associazioni e ong libanesi dell’appello “I Placebo non sono i benvenuti in Libano”.</p>
<p>Gli attivisti della BDS hanno giustamente attaccato nel comunicato stampa anche gli stessi organizzatori del festival musicale di Beirut, facendo notare che siccome il concerto dei Placebo in Israele era gia’ fissato prima di quello in Libano, il gruppo inglese non avrebbe proprio dovuto essere invitato. “Non riconosciamo normale l’occupazione, ne’ un sistema basato sull’apartheid” hanno detto gli attivisti, rispondendo all’organizzatore e promotore del festival musicale al Beirut Forum, Jihad Al Mur che aveva sostenuto che si “trattava solo di musica e che la musica non ha nulla a che vedere con la politica.”</p>
<p>Un numero crescente di artisti internazionali, sia europei che statunitensi non accettano piu’ che Israele sia incluso come tappa dei loro tour o decidono di cancellare i concerti gia’ fissati in precedenza.</p>
<p>Esemplari i casi di Carlos Santana, del poeta rap Gil Scott-Heron e di Elvis Costello: quest’ultimo ha annullato i suoi concerti previsti per il 30 giugnio e il 1 luglio all’anfiteatro romano di Cesarea in una lettera ufficiale apparsa anche sul suo sito internet esprimendo preoccupazione rispetto al fatto che suonare in Israele “possa costituire di per se’ un atto politico” e spiegando la sua scelta come risposta alla “intimidazione e umiliazione subita dalla popolazione palestinese”.</p>
<p>L’attacco alla Freedom Flottiglia poi non ha fatto che rafforzare questa tendenza a boicottare Israele: in una sola settimana i Pixies, i Gorillaz e i Klaxons hanno tutti annullato concerti gia’in calendario.</p>
<p>Grandi conquiste per la PACBI, la campagna nata a Ramallah in Cisgiordania nel 2004 che promuove e sostiene il boicottaggio accademico e culturale di Israele e che ha ormai numerosi gruppi di appoggio in molti paesi europei e negli Usa. “ Una vittoria per la responsabilita’ etica degli artisti internazionali” ha dichiarato la PACBI, che ha recentemente messo in luce anche il fenomeno del boicottaggio silenzioso: accanto a molti artisti che pubblicamente dichiarano di non volere esibirsi in Israele, ce ne sono molti altri che senza alcun annuncio alla stampa, semplicemente decidono di non includere Israele come tappa dei loro tour. Ora la PACBI annuncia che concentrera’ tutti i suoi sforzi su Elton John, Rod Stewart e Massive Attack, che hanno concerti gia’ fissati in Israele entro l’estate. Nena News</p>
<h3>Anche i portuali greci per tre giorni bloccheranno le navi israeliane in arrivo e in partenza</h3>
<p>Ieri, 9 giugno, Haydar Ibrahim, segretario generale della Federazione dei sindacati palestinesi, ha affermato di aver ricevuto una lettera da parte dell&#8217;Unione sindacale greca, con una notizia incoraggiante. Dopo quelli della Svezia, anche i sindacati della Grecia rispondono all&#8217;appello e decidono di chiudere i porti al traffico israeliano; Atene ha decretato la chiusura di tre porti. I lavoratori greci puntualizzano che sebbene la decisione troverà esecuzione soltanto in tre giornate, il loro vuole essere un importante segnale e un atto di solidarietà forte nei confronti degli attivisti, degli operatori umanitari e dei giornalisti attaccati da Israele in acque internazionali.<br />
vedi su Al Alouf: <a href="http://www.aloufok.net/spip.php?article2015">Three-day Strike for Israel commercial vessels</a></p>
<h3>Il movimento gay spagnolo invita la delegazione israeliana a non partecipare all&#8217;edizione di quest&#8217;anno del Gay Pride</h3>
<p>Le associazioni lgbt spagnole, hanno deciso di annullare l&#8217;invito esteso agli omosessuali e alle lesbiche di Israele a partecipare al <em>Dìa del Orgullo</em>, uno dei più affollati gay Pride europei, fissato per l&#8217;inizio di luglio. L&#8217;annuncio è stato confermato direttamente da Tel Aviv dopo che indiscrezioni sull&#8217;invito annullato erano uscite sull&#8217;edizione online di El Mundo. La delegazione israeliana, che prevedeva di organizzare un autobus con un Dj e numerosi danzatori e danzatrici, è rimasta molto delusa da questo sviluppo che &#8211; ritiene &#8211; è da collegarsi al clima di forte ostilità verso Israele legato dopo il tragico blitz da parte delle forze armate di Israele alla nave Marmara degli attivisti pro-palestinesi della settimana scorsa.<br />
<em>(fonte:<a href="http://www.gay.it/channel/attualita/29943/Pride-Madrid-via-i-gay-isreliani-dal-corteo.html"> gay.it</a>)</em></p>
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		<title>Sheikh Jarrah: palestinesi senza casa tra 45 giorni</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/06/sheikh-jarrah-palestinesi-senza-casa-tra-45-giorni/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 22:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Apartheid]]></category>
		<category><![CDATA[Gerusalemme]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Le famiglie Kanabi and Siyam-Idkadk si vedranno occupare l’abitazione dai coloni israeliani.
di Barbara Antonelli
Gerusalemme Est 09 giugno, Nena News
Da 42 anni, Karim Siyam-Idkadk vive con sua moglie, due figli e la madre vedova nella sua casa di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme Est, ma un avvocato israeliano gli ha consegnato una notifica di sfratto esecutivo, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Le famiglie Kanabi and Siyam-Idkadk si vedranno occupare l’abitazione dai coloni israeliani.</h4>
<h5>di Barbara Antonelli</h5>
<p><a href="http://www.nena-news.com/?p=1467">Gerusalemme Est 09 giugno, Nena News</a></p>
<p>Da 42 anni, Karim Siyam-Idkadk vive con sua moglie, due figli e la madre vedova nella sua casa di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme Est, ma un avvocato israeliano gli ha consegnato una notifica di sfratto esecutivo, per conto della compagnia legale Eitan Gabay. Se non lasceranno la loro casa entro 45 giorni, dovranno pagare una multa di 350 shekels al giorno alle autorita’ israeliane e subiranno lo sfratto forzato da parte della polizia. <span id="more-2710"></span>Sull’ordine di sfratto non compaiono ovviamente i nomi di chi reclama la proprietà; inoltre come nei casi precedenti, per motivare legalmente lo sfratto, gli avvocati israeliani adducono il mancato pagamento dell’affitto e la rivendicazione che le case sono costruite su terra di proprietà ebraica.</p>
<p>Quello degli Idkadk non è certo il primo caso di famiglie palestinesi sfrattate a Sheikh Jarrah: gli Al Kurd a novembre del 2008, poi gli Hanoun e gli al-Ghawi, tutte famiglie le cui case sono state occupate nel giro di poche ore da intere famiglie di coloni israeliani. Alcuni componenti delle famiglie Al Kurd e Al Ghawi, hanno anche scontato alcuni giorni di carcere per aver opposto resistenza agli sfratti o per aver partecipato alle manifestazioni ormai settimanali contro il processo di ebraicizzazione forzata di Sheikh Jarrah, come di altri quartieri arabi di Gerusalemme Est. Si tratta di 28 famiglie profughe della guerra del 1948, che tramite un accordo tra autorità giordane e Unrwa (l’agenzia dell’Onu che assiste i profughi palestinesi), hanno ricevuto delle abitazioni a  Sheikh Jarrah con la successiva promessa di entrarne in possesso dopo tre anni (a fronte di una rinuncia dello status di profughi).</p>
<p>«Facciamo quel che possiamo – dice Karem Idkadk –  anche il nostro avvocato fa quel che può, ma non possiamo cambiare la realtà. Staremo qui fino alla fine, non ce ne andremo. Dopo la scadenza dei 45 giorni useranno la forza, verrà la polizia e le forze speciali. In quel caso cosa potremo fare? Finiremo sulla strada».</p>
<p>Giusto dietro l’angolo, la famiglia Kanabi ha ricevuto lo stessa notifica, lo stesso giorno. Due dei componenti della famiglia, padre e figlio sono fisicamente disabili.</p>
<p>Tutte e due le case hanno una parte in comune con una terza proprietà, abbandonata quando l’affittuaria, una donna anziana palestinese è morta, circa 10 anni fa. Nel 2009, alcuni coloni israeliani ci si sono insediati con il supporto dell’organizzazione Bayit Echad (in ebraico «Una casa»), un movimento di coloni fondato da Benny Raz, ex agente del Mossad. Attualmente una barriera di metallo circonda la proprietà. Non è certo un caso che proprio le due case confinanti con la proprietà abbandonata e poi occupata, abbiano ricevuto notifiche di sfratto.</p>
<p>L’espropriazione delle case è solo uno dei tanti tasselli delle politiche discriminatorie portate avanti da Nir Barkat, il sindaco di Gerusalemme, e dalle precednti amministrazioni comunali, con il supporto del governo israeliano. Un report rilasciato dall’associazione ACRI a inizio maggio, mette in luce i drammatici dati relativi alla questione «casa» per la popolazione palestinese: dal 2007, 50.197 appartamenti sono stati costruiti per la popolazione ebraica (su terra espropriata) e nessuna per quella palestinese che ha dovuto far ricorso solo a permessi individuali rilasciati con il contagocce del comune.</p>
<p>Non solo: le discriminazioni di cui sono vittime i palestinesi si applicano a tutti i settori della vita pubblica e sociale e soprattutto nell’accesso alle infrastrutture e ai servizi della municipalita’. Per fare qualche esempio significativo: il budget allocato per le scuole elementari di Gerusalemme est è di circa cinque volte inferiore a quello della parte ovest (ebraica); il 65 % delle famiglie palestinesi vive sotto la soglia di povertà contro il 31 % delle famiglie ebraiche. Nella zona est il comune mette a disposizione solo 3 strutture per i servizi sociali, contro le 20 presenti a ovest. Nena News</p>
<p>vedi anche:<br />
Palestine Monitor: <a href="http://www.palestinemonitor.org/spip/spip.php?article1439">Two More Families To Be Evicted From Sheikh Jarrah</a><br />
Alternative Information Center:<br />
<a href="http://www.alternativenews.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2654:four-palestinians-stripped-of-jerusalem-residency-&amp;catid=119:english&amp;Itemid=878">Four Palestinians Stripped of Jerusalem Residency</a><br />
<a href="http://www.alternativenews.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2664:israel-issues-demolition-evacuation-orders-to-three-palestinian-families-in-jordan-valley&amp;catid=119:english&amp;Itemid=878">Israel Issues Demolition, Evacuation Orders to Three Palestinian Families in Jordan Valley </a></p>
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		<title>Egitto: quasi pronto muro a Rafah</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/06/egitto-quasi-pronto-muro-a-rafah/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 00:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Muro Gaza/Egitto]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà terminata entro l’estate la barriera sotterranea costruita dal governo egiziano al confine con Gaza.
Roma, 08 giugno 2010, Nena News
Nel giro di un anno, le potenti escavatrici egiziane finanziate dagli Stati Uniti hanno quasi completato la barriera di acciao a prova di bomba che, estendendosi per 10 -11 km lungo il confine tra Egitto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Sarà terminata entro l’estate la barriera sotterranea costruita dal governo egiziano al confine con Gaza.</h4>
<p>Roma, 08 giugno 2010, <a href="http://www.nena-news.com/?p=1441">Nena News</a><br />
Nel giro di un anno, le potenti escavatrici egiziane finanziate dagli Stati Uniti hanno quasi completato la barriera di acciao a prova di bomba che, estendendosi per 10 -11 km lungo il confine tra Egitto e Gaza, mettera’ fine, secondo quanto dichiarato dall’Egitto, al sistema di tunnel sotterranei.<span id="more-2676"></span></p>
<p>Il “muro della vergogna”, cosi’ lo hanno definito scrittori e opinionisti politici del mondo arabo, secondo i quali la barriera non blocchera’ di fatto i tunnel, ma costringera’ i palestinesi a scavare ancora piu’ a fondo, per far entrare a Gaza merci negate alla popolazione della Striscia dal soffocante e illegale embargo imposto da Israele. Infatti non solo le armi, come continua a dire Israele, ma soprattutto beni di prima necessita’ entrano a Gaza con il sistema dei tunnel sotterranei, che ha anche garantito la sopravvivenza alla popolazione beduina del Sinai abbandonata dalle autorita’ centrali egiziane.</p>
<p>Il governo di Mubarak, non solo non ha mai fornito dettagli precisi sulla barriera; ma e’ sempre rimasto in silenzio di fronte alle proteste arrivate da parte del mondo arabo per questa “opera di ingegneria” che affamera’ ancora di piu’ la popolazione della Striscia, se nel frattempo Israele non mettera’ fine all’assedio. La polizia egiziana ha piu’ volte intimidito i residenti della parte egiziana di Rahah, per far in modo che non parlassero con la stampa straniera, arrivata nell’area diventata ormai una groviera svizzera, tra tunnel e buchi, per seguire il business commerciale che si snoda lungo le gallerie sotterranee. Nemmeno la campagna mediatica lanciata da Hamas contro Mubarak e’ riuscita a fermare i lavori.</p>
<p>“Chiuderemo tutti i tunnel, e’ un nostro diritto costruire questa  barriera, ed e’ anche legittimo”, ha  dichiarato alla stampa un ufficiale della sicurezza egiziana rimasto anonimo, alla fine del summit che si e’ tenuto lunedi a Sharm El Sheikh tra il Presidente Mubarak e il Vice Presidente USA, Joe Biden.</p>
<p>Ma se da una parte sotto pressione di Israele e Stati uniti, l’Egitto ha da tempo intrapreso questa campagna anti-tunnel, dall’altra deve pur cedere ogni tanto – almeno in apparenza – alle insofferenze causate dalla sua posizione ambigua. Oggi e’ stato Mubarak a dichiarare aperto a tempo indeterminato il valico di Rafah, pur sempre con la condizione “fino a quando non ci saranno violazioni dall’altra parte”.</p>
<p>Durante lo scorso fine settimana, in un comunicato diffuso da alcune agenzie di stampa arabe, si e’ appreso che le autorita’ egiziane hanno rifiutato la richiesta dell’Unione dei medici arabi, di far entrare a Gaza 400 tonnellate di aiuti e materiale da costruzione, compreso il cemento: una richiesta respinta senza fornire ulteriori spiegazioni. Munir Al Barsh, portavoce dell’Unione ha denunciato che “nonostante il valico sia aperto, l’Egitto continua a vietare l’afflusso di materiale da costruzione e altri beni destinati alla popolazione di Gaza, accatastati al momento ad Al Arish in attesa di ottenere un permesso dall’Egitto.” (Ba.An.) Nena News</p>
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		<title>Uccisi 4 palestinesi; ferita Emily a Qalqilya</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/06/uccisi-4-palestinesi-ferita-emily-a-qalqilya/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 00:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[
Uccisi quattro palestinesi nel mare davanti a Gaza
Quattro palestinesi che si trovavano su un&#8217;imbarcazione al largo di Gaza sono stati uccisi questa mattina all&#8217;alba dagli spari di un gruppo di soldati israeliani: lo hanno reso noto fonti del servizio sanitario palestinese ed alcuni testimoni. La versione riferita da Radio Israele, è che i quattro palestinesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/img_0695cc63cf_gaza_dead_aljazeera_cartoon.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2701" title="img_0695cc63cf_gaza_dead_aljazeera_cartoon" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/img_0695cc63cf_gaza_dead_aljazeera_cartoon.jpg" alt="" width="390" height="300" /></a></h3>
<h3>Uccisi quattro palestinesi nel mare davanti a Gaza</h3>
<p>Quattro palestinesi che si trovavano su un&#8217;imbarcazione al largo di Gaza sono stati uccisi questa mattina all&#8217;alba dagli spari di un gruppo di soldati israeliani: lo hanno reso noto fonti del servizio sanitario palestinese ed alcuni testimoni. <span id="more-2674"></span>La versione riferita da Radio Israele, è che i quattro palestinesi avevano tute da sub e sarebbero stati armati. L&#8217;imbarcazione nella quale si trovavano i palestinesi è stata attaccata da motovedette ed elicotteri israeliani, è stato riferito. Subito dopo l&#8217;assalto, sono stati trovati quattro cadaveri che sono stati trasportati in un ospedale di Gaza. Al momento sono in corso le ricerche di altre due persone, considerate disperse. Un portavoce dell&#8217;esercito israeliano ha confermato che una motovedetta della marina militare aveva individuato una barca con a bordo &#8220;membri di un commando terrorista&#8221; vicino alla costa sud della città di Gaza. &#8220;I soldati hanno aperto il fuoco ed hanno colpito molti di loro&#8221;, ha aggiunto senza fornire altri dettagli.<br />
(fonte afp)<br />
<a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Giugno10/07-06-10Uccisi4Palestinesi.htm"><br />
da Forum Palestina</a></p>
<h3>Emily, colpita al volto ha perso un occhio</h3>
<h4>Il dramma di una giovane americana ferita da un candelotto lacrimogeno sparato dai poliziotti israeliani a Qalandiya.</h4>
<h5>di Barbara Antonelli</h5>
<p>Ramallah, 07 giugno 2010 <a href="http://www.nena-news.com/?p=1391">Nena News</a><br />
Il 31 maggio Emily Henochowicz, una artista americana 21enne, era scesa in strada come tanti altri, palestinesi e stranieri, per partecipare a una delle manifestazioni spontanee organizzate nelle ore successive all’uccisione di 9 attivisti turchi della «Freedom Flottiglia» da parte dei soldati israeliani. A Qalandyia, il grande posto di blocco che divide Ramallah da Gerusalemme, erano più o meno le 12 quando un candelotto di gas lacrimogeno sparato dalla polizia israeliana, l’ha colpita in pieno volto, distruggendole letteralmente l’occhio sinistro e provocandole diverse altre fratture al viso. Ricoverata all’ospedale di Hadassah, di Gerusalemme, Emily ha subito l’asportazione del bulbo oculare il giorno dopo. Ora l’ambasciata Usa a Tel Aviv ha chiesto alle autorità israeliane di aprire subito un’indagine che chiarisca come sia avvenuto il ferimento grave di Emily.<br />
Secondo diversi testimoni la guardia di frontiera israeliana (un corpo paramilitare della polizia) avrebbe sparato in successione tre candelotti di alluminio ad alta velocità mirando direttamente ai manifestanti. Come sempre accade in questi casi, la versione della polizia è diversa: secondo una nota diffusa dalle autorità israeliane oggi, una indagine interna avrebbe accertato che il candelotto avrebbe colpito prima il muro e poi Emily.</p>
<p>Jonathan Pollack, un attivista israeliano contro l’occupazione, che era presente alla manifestazione, al contrario sostiene, insieme ad altri manifestanti, che «Emily era a soli 10 o 15 metri di distanza dalla polizia, il che indica che l’impatto è stato fortissimo e che il candelotto sparato da così breve distanza ha colpito la giovane americana ad alta velocità». Il codice di condotta militare israeliano – ha aggiunge Pollack – prevede  in questi casi che il gas lacrimogeno deve essere lanciato con una traiettoria di 60 gradi, ma in molti casi questo non avviene e l’esercito spara direttamente sui dimostranti e a distanza molto ravvicinata».</p>
<p>Altre testimonianze sono state raccolte dallo studio legale dell’avvocato Michael Sfard. L’avvocato, che rappresenterà Emily, ha chiesto che il distretto di polizia competente per la Cisgiordania, apra subito un’indagine. Nipote del famoso sociologo Bauman, Sfard assiste legalmente da anni diverse associazioni pacifiste israeliane e ha rappresentato presso le corti israeliane molti casi di violazioni di diritti umani a danno di palestinesi. In passato ha curato gli interessi legali delle famiglie di tre cittadini stranieri uccisi dall’esercito israeliano: la famiglia di James Miller, il fotografo inglese ucciso a Gaza, e quelle di due attivisti dell’ «International Solidarity Movement» entrambi uccisi dall’esercito israeliano a Gaza, Tom Hurndall e Rachel Corrie.</p>
<p>«I testimoni che si trovavano a Qalandyia – riferisce Sfard –  hanno detto tutti che  il lancio del gas lacrimogeno è avvenuto a distanza molto ravvicinata». Il caso di Emily Henochowicz si aggiunge a una lunga lista di altri attivisti, che hanno subito ferite, in alcuni casi gravissime e con conseguenze irreversibili, durante manifestazioni pacifiche. A maggio, Hasen Brejieyah del villaggio di Al Masara, vicino Betlemme, è stato colpito da un candelotto in testa. Lo stesso per Imad Rizka palestinese con cittadinaza israeliana, di Jaffa, ferito al viso nella manifestazione conclusiva dei tre giorni della Conferenza sulla resistenza popolare non violenta a Bi’lin.  Bassem Abu Rahma, sempre di Bi’lin,è morto nel 2009, ucciso da un candelotto di gas che gli ha perforato il torace.</p>
<p>Tristan Anderson è ancora in coma con danni irreversibili al cervello e impossibilitato ad essere rimpatriato negli Stati Uniti, dopo che l’esercito gli ha sparato un candelotto di gas lacrimogeno in testa.</p>
<p>Emily era arrivata da New York a Gerusalemme 6 settimane fa, per studiare arti visuali alla Bezalel Accademy, un istituto di arte e design a Gerusalemme. Il suo lavoro più recente trova proprio ispirazione dall’esperienza di vita vissuta nei Territori occupati palestinesi.  Nena News</p>
<p>vedi anche:</p>
<h3><a href="http://www.nena-news.com/?p=1075">Polizia al di sopra della legge</a></h3>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Minacce e rischio di espulsione dalla Knesset per la parlamentare araba Zuabi</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 23:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due deputati arabo-israeliani dell&#8217;alleanza &#8216;Ta&#8217;al &#8211; United Arab List&#8217; hanno ricevuto minacce di morte da parte di persone rimaste anonime, come riportano i siti dei quotidiani &#8216;Haaretz&#8217; e &#8216;Yedioth Ahronoth&#8217;. Uno di loro, Taleb el-Sana, ha anche riferito di essere stato aggredito verbalmente all&#8217;interno dell&#8217;edificio del Parlamento.Minacce via facebook e adesso rischia anche il ritiro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due deputati arabo-israeliani dell&#8217;alleanza &#8216;Ta&#8217;al &#8211; United Arab List&#8217; hanno ricevuto minacce di morte da parte di persone rimaste anonime, come riportano i siti dei quotidiani &#8216;Haaretz&#8217; e &#8216;Yedioth Ahronoth&#8217;. <span id="more-2672"></span>Uno di loro, Taleb el-Sana, ha anche riferito di essere stato aggredito verbalmente all&#8217;interno dell&#8217;edificio del Parlamento.Minacce via facebook e adesso rischia anche il ritiro del passaporto e la soppressione dei fondi per la difesa legale dei parlamentari, Haneen Zuabi deputata israeliana del Balad, il partito progressista arabo. Non e&#8217; esclusa neanche l&#8217;espulsione dalla Knesset. Il motivo? Essere stata a bordo la settimana scorsa di uno dei carghi umanitari della Freedom Flotilla diretti verso Gaza e intercettati dall&#8217;esercito israeliano, che ha provocato l&#8217;uccisione di nove pacifisti. Una commissione parlamentare della Knesset ha votato già ieri contro la Zuabi. Michael Ben-Ari, uno dei membri della commissione, &#8221;e&#8217; ora di mostrare un cartellino giallo ai deputati arabi, specialmente alla Zuabi, complice dell&#8217;attentato contro i nostri soldati&#8221;. La delibera della commissione non avra&#8217; effetto senza la previa approvazione della Knesset, che potrebbe affrontare la questione nei prossimi giorni. &#8221;Si tratta di un attacco contro la democrazia &#8211; ha commentato la deputata araba &#8211; &#8221;la decisione della commissione non fa altro che confermare l&#8217;atmosfera d&#8217;istigazione conto di me. Mi voglio far passare da terrorista, solo perche&#8217; critico la politica di Israele&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Giugno10/08-06-10EspulsioneKnesset.htm">da Forum Palestina</a></p>
<p>In inglese:<br />
<a href="http://www.alternativenews.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2660:israeli-knesset-committee-recommends-revoking-privileges-of-mk-zoabi-after-her-participation-in-freedom-flotilla-&amp;catid=119:english&amp;Itemid=878">su AIC (Alternative Information Centre)</a><br />
<a href="http://electronicintifada.net/v2/article11325.shtml">su Electronic Intifada</a></p>
<p>L&#8217;attacco in Parlamento alla parlamentare palestinese israeliana, &#8216;colpevole&#8217; di essere stata su una delle navi: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Q3iIhE-euwk&amp;feature=related">http://www.youtube.com/watch?v=Q3iIhE-euwk&amp;feature=related</a></p>
<p>Israele &#8220;Stato democratico&#8221;:<br />
Israele vuole ripulire il Paese dei non ebrei.<br />
<a href="http://www.haaretz.com/magazine/week-s-end/a-scandalous-web-of-laws-1.294081">da Haaretz del 7 giugno 2010</a></p>
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		<title>Crescono le pressioni per una inchiesta internazionale sul massacro degli attivisti della Freedom Flottilla</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 16:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aumentano le pressioni su Israele perché accetti lo svolgimento di una inchiesta internazionale sul blitz compiuto lo scorso lunedì dalle sue forze speciali contro una flottiglia umanitaria diretta nella Striscia di Gaza, in cui sono rimasti uccisi nove attivisti turchi. Dopo che il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha proposto l&#8217;istituzione di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aumentano le pressioni su Israele perché accetti lo svolgimento di una inchiesta internazionale sul blitz compiuto lo scorso lunedì dalle sue forze speciali contro una flottiglia umanitaria diretta nella Striscia di Gaza, in cui sono rimasti uccisi nove attivisti turchi. Dopo che il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha proposto l&#8217;istituzione di una commissione presieduta dall&#8217;ex premier neozelandese Geoffrey Palmer, che avrebbe come membri rappresentanti israeliani, turchi e americani, anche il presidente francese Nicolas Sarkozy, nel corso di un colloquio telefonico, ha invitato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ad accettare &#8220;una inchiesta credibile e imparziale&#8221; sul blitz. &#8220;Il presidente della Repubblica ha invitato&#8221;, in un colloquio telefonico, il premier &#8220;Netanyahu a dare seguito alle richieste del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riguardo alla messa in opera di una inchiesta credibile e imparziale sulle condizioni dell&#8217;intervento israeliano contro la &#8216;Freedom Flotilla&#8217;&#8221; ha dichiarato la presidenza francese. Sarkozy ha informato Netanyahu anche della &#8220;disponibilità della Francia a partecipare&#8221;, ha proseguito. &#8220;Riguardo alla situazione nella Striscia di Gaza, il capo di Stato ha sottolineato l&#8217;urgenza di una soluzione per mettere fine al blocco&#8221;, ha aggiunto la presidenza. Da parte sua Netanyahu ha respinto la proposta di Ban Ki-moon, come ha spiegato ai suoi ministri nel corso del consueto vertice di governo della domenica. &#8220;L&#8217;indagine sui fatti dovrà essere svolta in modo responsabile e obiettivo&#8221;, ha dichiarato Netanyahu. &#8220;Abbiamo bisogno di considerare la questione attentamente, salvaguardando gli interessi di Israele e dell&#8217;esercito israeliano&#8221;. Anche l&#8217;ambasciatore israeliano a Washington, Michael Oren, in un&#8217;intervista a Fox News ha detto chiaramente che Israele non accetta lo svolgimento di &#8220;una inchiesta internazionale&#8221;. &#8220;Israele è una democrazia, Israele ha la capacità e il diritto di condurre una inchiesta interna, non può essere oggetto di una inchiesta di qualsiasi commissione internazionale&#8221;.<br />
<a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Giugno10/07-06-10CresconoPressioni.htm">da Forum Palestina</a></p>
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		<title>In Svezia e in Italia i sindacati annunciano il boicottaggio delle merci israeliane. Il blocco navale israeliano contro Gaza è illegale</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 15:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I lavoratori portuali svedesi hanno deciso di dare il via a un&#8217;azione di boicottaggio di Israele, impedendo l&#8217;ingresso nei porti delle navi e delle merci israeliane. Lo ha detto Peter Annerback, portavoce dell&#8217;organizzazione sindacale Swedish Port Workers Union che conta 1500 membri. Il blocco nei confronti di Israele durerà più di una settimana, dal 15 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I lavoratori portuali svedesi hanno deciso di dare il via a un&#8217;azione di boicottaggio di Israele, impedendo l&#8217;ingresso nei porti delle navi e delle merci israeliane. Lo ha detto Peter Annerback, portavoce dell&#8217;organizzazione sindacale Swedish Port Workers Union che conta 1500 membri. Il blocco nei confronti di Israele durerà più di una settimana, dal 15 al 24 giugno. &#8220;Non accettiamo il silenzio e la complicità con il terrorismo di stato israeliano e l’ennesima violazione della legalità internazionale. Sosteniamo la campagna di boicottaggio dell’economia di guerra israeliana&#8221; hanno detto dal palco della manifestazione di sabato pomeriggio i rappresentanti della Unione Sindacale di Base e dei Cobas prima di dare la parola al rappresentante della comunità palestinese. L’Alto commissario dell’Onu per i Diritti umani, la signora Navi Pillay, ha detto che il blocco navale della Striscia di Gaza è illegale e che va rimosso. “La legge umanitaria internazionale vieta di affamare un popolo come arma di guerra… ed è proibito anche imporre ai civili punizioni collettive”, ha detto Pillay.<br />
<a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Giugno10/07-06-10SveziaItaliaBoicottaggio.htm">da Forum Palestina</a></p>
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		<title>I portuali svedesi: ‘Bloccheremo navi e merci di Israele nei nostri porti’. Altre 3 band musicali USA e GB annullano le loro date a Tel Aviv</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 20:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marco Santopadre*
Israele ha espulso oggi sei attivisti malesi e un membro dell&#8217;equipaggio cubano che si trovavano a bordo della Rachel Corrie, la nave battente bandiera irlandese che ieri è stata abbordata dalla marina militare israeliana prima che riuscisse a raggiungere le coste della Striscia di Gaza, e scortata poi nel porto israeliano di Ashdod. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>di Marco Santopadre*</h5>
<p>Israele ha espulso oggi sei attivisti malesi e un membro dell&#8217;equipaggio cubano che si trovavano a bordo della Rachel Corrie, la nave battente bandiera irlandese che ieri è stata abbordata dalla marina militare israeliana prima che riuscisse a raggiungere le coste della Striscia di Gaza, e scortata poi nel porto israeliano di Ashdod. <span id="more-2651"></span>A bordo della nave, che trasportava svariate tonnellate di aiuti umanitari per la popolazione di Gaza, c&#8217;erano anche cinque attivisti irlandesi, tra cui la premio Nobel per la Pace Mairead Maguire, e altri sette membri di equipaggio (sei filippini e il capitano scozzese). Secondo quanto ha riferito una portavoce del servizio immigrazione israeliano, &#8220;tutte le persone a bordo della nave saranno espulse oggi, dopo che avranno firmato un documento in cui affermano di rinunciare a ricorrere presso la giustizia israeliana contro questa misura&#8221;. Un cubano, membro dell&#8217;equipaggio, e sei malesi &#8211; il deputato Mohd Nizar Zakaria, due giornalisti della tv malese TV3 e tre impiegati della ong malese Perdana Global Peace &#8211; sono arrivati nel pomeriggio in Giordania, attraverso il valico del ponte Allenby. Assieme a loro è giunto in Giordania anche un reporter indonesiano di 28 anni che era rimasto ferito nel sanguinoso blitz israeliano compiuto lunedi&#8217; scorso. Ha riferito un diplomatico indonesiano: &#8220;Surya Fachrizal é un giornalista della rivista Hidavatullah. E&#8217; stato ferito con un&#8217;arma da fuoco al busto e ora verrà ricoverato nuovamente in un ospedale di Amman&#8221;. Le altre 12 persone saranno espulse nel corso della giornata. La partenza di Mairead Maguire, celebre avvocato nordirlandese di 66 anni, simpatizzante per la causa palestinese, e degli altri attivisti irlandesi è stata ritardata per il loro rifiuto di firmare il foglio di via sottopostogli dalle autorità israeliane in cui si ammette di essere entrati illegalmente in territorio israeliano. I sei saranno messi a bordo di un volo diretto a Londra, hanno detto le autorità di Tel Aviv.</p>
<p>Mary Hughes, una dei co-fondatori del movimento filo-palestinese &#8216;Free Gaza Movement&#8217;, ha oggi pesantemente denunciato il nuovo intervento israeliano contro la Rachel Corrie ed ha preannunciato nuove iniziative per cercare di forzare il blocco. &#8221;Sono furibonda per quello che é accaduto &#8211; ha detto alla BBC &#8211; ancora una volta gli israeliani hanno agito in acque internazionali e hanno abbordato una nave con metodi violenti e costretto quanti erano a bordo a fare rotta per Israele contro la loro volontà&#8221;. &#8221;Volevamo che ci lasciassero passare per andare a Gaza, era quella la nostra meta ma non ci arrenderemo, faremo altri tentativi per rompere l&#8217;assedio&#8221;, ha aggiunto. Da parte sua Greta Berlin, un&#8217;altra esponente del gruppo, ha annunciato che l&#8217;organizzazione chiuderà il suo quartier generale di Cipro per spostarsi forse a Londra, dopo che le autorità dell&#8217;isola, lo scorso mese, hanno deciso di impedire l&#8217;attracco a qualsiasi nave diretta a Gaza. Il &#8216;Free Gaza Movement&#8217; è un&#8217;organizzazione che raccoglie vari gruppi filo-palestinesi e che dal 2008 si batte contro il blocco israeliano imposto sulla Striscia. E&#8217; sotto l&#8217;egida di questa organizzazione che sono partiti gli ultimi convogli diretti a Gaza, sia la nave intercettata ieri sia la flottiglia presa d&#8217;assalto lunedi con un bilancio di 19 tra morti e dispersi (dei quali sono 9 riconsegnati alle famiglie).</p>
<p>I lavoratori portuali svedesi si apprestano a lanciare una settimana di blocco delle navi e delle merci israeliane per protestare contro la strage di lunedì scorso a bordo della Freedom Flotilla e il sequestro delle 10 mila tonnellate di aiuti destinati alla sofferente popolazione di Gaza. Lo ha annunciato ieri Peter Annerback, uno dei portavoce del Sindacato dei lavoratori portuali svedesi che riunisce circa 1500 dipendenti, spiegando che dal 15 al 24 di giugno i lavoratori si rifiuteranno si scaricare o caricare merci destinate o provenienti da Israele. Il sindacato, che era già tra i sostenitori della piattaforma ‘Una barca per Gaza’ che ha preso parte alla gestione della Freedom Flotilla, spiega in un documento i motivi del boicottaggio: &#8220;quella israeliana è un attacco criminale e senza precedenti al pacifico convoglio navale che faceva rotta per Gaza. Numerosi attivisti per la pace sono stati assassinati dai commandos israeliani e altri partecipanti sono stati arbitrariamente arrestati”. L’Unione dei lavoratori portuali svedesi lancia anche un appello alle altre organizzazioni sindacali affinché si uniscano al boicottaggio contro gli interessi israeliani “per imporre a Tel Aviv il rispetto delle leggi internazionali e per costringerla a togliere immeditamente l’assedio alla popolazione di Gaza”. “Anche se non è facile individuare quali siano le navi e i beni israeliani nei nostri porti abbiamo molti lavoratori detective al lavoro” ha detto un altro sindacalista.</p>
<p>E il boicottaggio si estende anche nel mondo della cultura e della musica: l&#8217;ultimo importante evento ad essere annullato è quello dei Pixies, una band statunitense di rock alternativo che aveva in programma un concerto mercoledì prossimo a Tel Aviv. Il gruppo si é scusato con i fan, a cui sarà comunque rimborsato il biglietto, ed ha annullato la data prevista all’interno del festival musicale Pic.Nic 2010, boicottato anche da altre due band britanniche, il gruppo punk Klaxons e i Gorillaz che invece fanno musica hiphop. Nei mesi scorsi avevano già annullato le loro esibizioni in Israele Elvis Costello, Santana e il padre del rap, Gil Scott-Heron.</p>
<h5>* Radio Città Aperta</h5>
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		<title>Mavi Marmara, vittime crivellate di colpi</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 19:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proiettili sparati a bruciapelo, alla fronte, alla nuca. E’ questo l’esito agghiacciante delle autopsie svolte dai medici legali turchi sui corpi dei nove attivisti uccisi dai soldati israeliani


foto da JMCC (Jerusalem Media and Communication Centre
Roma, 05 giugno 2010, Nena News 
Le autopsie svolte dai medici legali turchi sui corpi dei loro nove connazionali uccisi dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Proiettili sparati a bruciapelo, alla fronte, alla nuca. E’ questo l’esito agghiacciante delle autopsie svolte dai medici legali turchi sui corpi dei nove attivisti uccisi dai soldati israeliani</h4>
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<div id="attachment_2660" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/Mavi.jpg"><img class="size-full wp-image-2660" title="Flotilla" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/Mavi.jpg" alt="" width="450" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">May 31, 2010. (AP Photo/Uriel Sinai, Pool)</p></div>
<p><a href="http://www.jmcc.org/multimedia.aspx?photoid=469">foto da JMCC (Jerusalem Media and Communication Centre</a></p>
<p><a href="http://www.nena-news.com/?p=1356">Roma, 05 giugno 2010, Nena News </a><span id="more-2649"></span><br />
Le autopsie svolte dai medici legali turchi sui corpi dei loro nove connazionali uccisi dai militari israeliani lunedì scorso sulla nave «Mavi Marmara», fanno emergere uno scenario a dir poco inquietante. Il quotidiano britannico Guardian che pubblica oggi in esclusiva l’esito delle autopsie, scrive che le nove vittime sono state raggiunte complessivamente da 30 colpi di arma da fuoco. Solo una delle vittime è stata raggiunta da un unico colpo, sulla fronte, sparato da una certa distanza. Le altre sono state ferite da: una da cinque, altre due da quattro. Cinque degli attivisti uccisi sono stati colpiti sia di fronte che di schiena o solo di schiena. Il governo Netanyahu, al contrario, parla di «legittima difesa» esercitata dai soldati di fronte alla reazione «violenta» di alcuni passeggeri.</p>
<p>«Il colpo più ravvicinato è stato sparato approssimativamente da 20 centimetri», ha spiegato il presidente del consiglio turco della medicina forense, Haluk Ince. Il 19enne turco-americano Fulkan Dogan, è stato raggiunto da cinque colpi sparati da meno di 45 centimetri: uno ravvicinato al lato destro del naso, poi dietro la testa, alla schiena e due volte alla gamba sinistra. Il più anziano delle vittime, Ibrahim Bilgen, 60 anni, è stato colpito quattro volte: alla tempia destra, al lato destro del petto, alla schiena e all’anca. Cetin Topcuotlu, 54 anni, è stato raggiunto da tre colpi: uno dietro la testa, uno all’anca e uno al ventre. I colpi erano tutti di calibro 9, salvo uno, un tipo di proiettile mai visto dai medici legali turchi. Tutti i proiettili esplosi sono stati ritrovati intatti nei corpi dei nove attivisti uccisi. Un dato importante per la medicina forense. Quando un proiettile colpisce prima un altro punto, entra nel corpo deformato, se invece entra direttamente nel corpo rimane intatto. Una circostanza che proverebbe che i militari israeliani hanno sparato direttamente contro gli attivisti e che questi non sono stati raggiunti da proiettili di rimbalzo.</p>
<p>Un portavoce dell’ambasciata israeliana a Londra, sentito dal «Guardian» sui risultati delle autopsie, ha commentato che il numero elevato di proiettili sparati non modifica il fatto che i soldati abbiano agito per autodifesa.</p>
<p>Intanto non sono stati ancora risolti i dubbi relativi al numero delle vittime. Le autorità turche lo hanno fissato a nove ma uno degli attivisti italiani Manolo Luppichini, sulla base di quanto aveva appreso in carcere in Israele da una infermiera australiana, Jerry Campbell, ha detto che diversi corpi sono stati gettati in mare. (red) Nena News</p>
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		<title>The Guardian: gli attivisti della Freedom Flotilla uccisi da colpi ravvicinati</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 13:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il quotidiano inglese  The Guardian  ha pubblicato in esclusiva le analisi autoptiche effettuate dai medici legali incaricati dal governo turco sui corpi degli attivisti uccisi dall&#8217;esercito israeliano durante l&#8217;assalto alla Freedom Flotilla.  I nove cadaveri portano i segni di almeno trenta di colpi d&#8217;arma da fuoco del calibro di 9 millimetri, sparati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il quotidiano inglese  <em>The Guardian</em>  ha pubblicato in esclusiva le analisi autoptiche effettuate dai medici legali incaricati dal governo turco sui corpi degli attivisti uccisi dall&#8217;esercito israeliano durante l&#8217;assalto alla Freedom Flotilla.  I nove cadaveri portano i segni di almeno trenta di colpi d&#8217;arma da fuoco del calibro di 9 millimetri, sparati in molti casi da distanza ravvicinata, circa 45 centimetri, poco più della lunghezza di un avambraccio.</p>
<p>Ibrahim Bilgen, cittadino turco sessantenne, è stato colpito alla tempia, al petto, ai fianchi e alla schiena. Il cittadino statunitense Fulkan Dogan, di diciannove anni, è stato colpèito al volto, alla nuca, alle gambe e alla schiena.</p>
<p>Almeno cinque delle vittime sono state raggiunte da colpi alla schiena.<br />
<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/22351/The+Guardian%3A+gli+attivisti+della+Freedom+Flotilla+uccisi+da+colpi+ravvicinati">da PeaceReporter</a></p>
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		<title>Abbordata anche la «Rachel Corrie»</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 13:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category>

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		<description><![CDATA[La nave e gli attivisti a bordo portati ad Ashdod. 
Roma 05 giugno 2010, Nena News
Ancora una volta la Marina militare israeliana ha sequestrato in acque internazionali una nave civile diretta a Gaza con aiuti umanitari. Stamani anche la nave pacifista «Rachel Corrie» è stata fermata dalle unità da guerra israeliane e costretta a dirigersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>La nave e gli attivisti a bordo portati ad Ashdod. </h3>
<p><a href="http://www.nena-news.com/?p=1336">Roma 05 giugno 2010, Nena News</a><br />
Ancora una volta la Marina militare israeliana ha sequestrato in acque internazionali una nave civile diretta a Gaza con aiuti umanitari. Stamani anche la nave pacifista «Rachel Corrie» è stata fermata dalle unità da guerra israeliane e costretta a dirigersi verso il porto di Ashdod assieme ad equipaggio e passeggeri.<br />
<span id="more-2644"></span><br />
L’azione israeliana questa volta non si è conclusa in un bagno di sangue come invece era avvenuto lunedì scorso quando le unità scelte dello Stato ebraico uccisero nove attivisti su un traghetto turco, il «Mavi Marmara», che faceva parte della «Freedom Flotilla».</p>
<p>In linea con il rifiuto di un compromesso con le autorità dello Stato ebraico, che hanno «offerto» di far scaricare gli aiuti umanitari al porto di Ashdod e non di Gaza city, comandante e passeggeri della «Rachel Corrie» hanno ignorato l’ordine giunto prima dell’arrembaggio dalla Marina militare israeliana di invertire la rotta o di dirigersi ad Ashdod. Israele ora promette che libererà ed espellerà subitogli 11 attivisti e i nove membri dell’equipaggi a bordo della «Rachel Corrie» e sminuisce l’accaduto che rappresenta invece l’ennesima violazione della legalità internazionale.</p>
<p>Gli Stati Uniti nel frattempo continuano ad avere una posizione ambigua verso il blocco navale di Gaza. Washington se da un lato considera «insostenibile» l’attuale situazione di embargo totale, dall’altro invita gli attivisti ad andare Ashdod, come vuole Israele. «Le attuali condizioni sono insostenibili e vanno cambiate», ha dichiarato Mike Hammer, portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, ma, ha aggiunto, «nell’interesse di tutte le persone coinvolte, e del sicuro trasferimento degli aiuti alla popolazione di Gaza, incoraggiamo fortemente le persone a bordo della Rachel Corrie e di altri navi a dirigersi verso Ashdod per consegnare il materiale a Gaza».  I pacifisti non cambiano posizione.  «Noi – ha spiegato uno degli attivisti a bordo della «Rachel Corrie», John Graham – non abbiamo intenzione di accettare alcun compromesso che legittimi l’assedio navale israeliano contro la Striscia di Gaza». </p>
<p>Tra gli 11 passeggeri della nave pacifista spicca il nome di Mairead Maguire, premio Nobel per la pace nel l976; Denis Halliday, ex vice Segretario Generale dell’Onu;  Matthias Chang Wen Chieh, Malese, già segretario politico del primo ministro malese Mahathir Mohamad;  e il deputato malese Mohd Nizar bin Zakaria. Assieme a loro ci sono anche tre cineoperatori della Malaysia TV3 e il giornalista Shamsul Akmar bin Musa Kamal.(red) Nena News</p>
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		<title>La «Rachel Corrie» vicina a Gaza</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 07:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; seguita da unita&#8217; da guerra israeliane e si teme arrembaggio
foto da Nena-News
Roma 05 giugno 2010, Nena News
E’ ormai a breve distanza dalla costa di Gaza la nave pacifista, battente bandiera irlandese «Rachel Corrie», che in sfida al blocco israeliano, intende consegnare alla popolazione palestinese centinaia di tonnellate di merci e generi di prima necessità. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>E&#8217; seguita da unita&#8217; da guerra israeliane e si teme arrembaggio</h3>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/timthumb.php_.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2635" title="timthumb.php" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/timthumb.php_.jpeg" alt="" width="293" height="195" /></a>foto da Nena-News</p>
<h5><a href="http://www.nena-news.com/?p=1336">Roma 05 giugno 2010, Nena News</a></h5>
<p>E’ ormai a breve distanza dalla costa di Gaza la nave pacifista, battente bandiera irlandese «Rachel Corrie», che in sfida al blocco israeliano, intende consegnare alla popolazione palestinese centinaia di tonnellate di merci e generi di prima necessità. L’arrivo a Gaza city potrebbe avvenire tra le 9 e le 10 italiane, se non ci saranno ostacoli.<br />
<span id="more-2627"></span><br />
In linea con il rifiuto di un compromesso con le autorità dello Stato ebraico, che hanno «offerto» lo scarico degli aiuti umanitari al porto di Ashdod e non di Gaza city, comandante e passeggeri della «Rachel Corrie» hanno ignorato l’ordine giunto dalla Marina militare israeliana di invertire la rotta o di dirigersi ad Ashdod, e ora proseguono verso la loro destinazione. Il nave-cargo però è seguita da due unità da guerra e, secondo i media israeliani, i comandi militari stanno valutando se e quando abbordarla. Gli attivisti a bordo da parte loro hanno ripetuto in questi giorni che di fronte ad un blitz di forze speciali israeliane alzeranno subito le mani e non opporranno resistenza attiva.</p>
<p>Le comunicazioni radio con la «Rachel Corrie» intanto rimangono difficili a causa delle interferenze provocate dalla Marina israeliana.  A bordo ci sono una quindicina di passeggeri tra i quali Mairead Maguire, premio Nobel per la pace nel l976; Denis Halliday, ex vice Segretario Generale dell’Onu;  Matthias Chang Wen Chieh, Malese, già segretario politico del primo ministro malese Mahathir Mohamad;  e il deputato malese Mohd Nizar bin Zakaria. Assieme a loro ci sono anche tre cineoperatori della Malaysia TV3 e il giornalista Shamsul Akmar bin Musa Kamal.</p>
<p>Gli Stati Uniti nel frattempo continuano ad avere una posizione ambigua verso il blocco navale di Gaza. Washington se da un lato considera «insostenibile» l’attuale situazione di embargo totale, dall’altro invita gli attivisti ad andare Ashdod, come vuole Israele. «Le attuali condizioni sono insostenibili e vanno cambiate», ha dichiarato Mike Hammer, portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, ma, ha aggiunto, «nell’interesse di tutte le persone coinvolte, e del sicuro trasferimento degli aiuti alla popolazione di Gaza, incoraggiamo fortemente le persone a bordo della Rachel Corrie e di altri navi a dirigersi verso Ashdod per consegnare il materiale a Gaza».  I pacifisti non cambiano posizione.  «Noi – ha spiegato uno degli attivisti a bordo della «Rachel Corrie», John Graham – non abbiamo intenzione di accettare alcun compromesso che legittimi l’assedio navale israeliano contro la Striscia di Gaza».(red) Nena News</p>
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		<title>Mineo, Ovadia e la comunità ebraica romana</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/06/mineo-ovadia-e-la-comunita-ebraica-romana/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 07:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho appena seguito l&#8217;intervista fatta da Mineo a Moni Ovadia. Devo dire che mi ha lasciato molte perplessità l&#8217;appello finale di &#8220;solidarietà&#8221;, a prescindere, con la comuunità ebraica romana, perché si pretende sarebbe stata &#8220;aggredita&#8221; dai manifestanti romani in solidarietà con i pacifisti trucidati dalla marina israeliana.

Perché perplessità? Perché le stesse immagini date dalla vostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena seguito l&#8217;intervista fatta da Mineo a Moni Ovadia. Devo dire che mi ha lasciato molte perplessità l&#8217;appello finale di &#8220;solidarietà&#8221;, a prescindere, con la comuunità ebraica romana, perché si pretende sarebbe stata &#8220;aggredita&#8221; dai manifestanti romani in solidarietà con i pacifisti trucidati dalla marina israeliana.<br />
<span id="more-2625"></span><br />
Perché perplessità? Perché le stesse immagini date dalla vostra emittente di quell&#8217;episodio ci dicono altre cose. Ci dicono che i fischi sono partiti copiosi dai giovani schierati all&#8217;ingresso della strada e non il contrario.</p>
<p>Sarebbe stato meglio, molto, se gli esponenti di punta di quella comunità avessero preso parte a quel corteo, invece di fare altro, ossia: difendere ancora una volta Israele in modo irrazionale.</p>
<p>Se dal 31 maggio 2010 il clima a livello mondiale e non solo italiano verso i cittadini ebrei è mutato in peggio lo si deve non a chi protesta contro un atto di pirateria internazionale, ma al contrario, a uno Stato che se ne infischia delle più elementari regole del vivere civile e cerca il consenso internazionale agitando in modo pretestuoso l&#8217;autodifesa e il terrorismo.<br />
Esattamente come ha spiegato egregiamente allo stesso Mineo Moni Ovadia.</p>
<p>Nel gennaio 2009 subito dopo l&#8217;aggressione a Gaza, riconosciuta tale dal giudice Goldstone e dall&#8217;ONU, Riccardo Pacifici, dimostrando un cinismo fuori dal comune, pretendeva di raccogliere &#8220;aiuti umanitari&#8221; per gli oltre 1000 bambini feriti da quei bombardamenti selvaggi e nello stesso tempo difendeva quell&#8217;attacco. Oggi Pacifici e gli esponenti della comunità ebraica romana difendono l&#8217;atto di pirateria, il sequestro in acque internazionali di circa 700 persone provenienti da 40 Paesi e l&#8217;assedio di Gaza.</p>
<p>Non si tratta di ritenere responsabili tutti gli ebrei, questo è un atteggiamento stupido, dannoso e controproducente e questa stupidità non appartiene a chi il 31 maggio per le vie di Roma manifestava a favore del dirittro internazionale.</p>
<p>Ricordo infine che la comunità ebraica nel 2002, dopo l&#8217;ennesima rappresaglia ordinata da Sharon, manifestò, insieme a Forza Nuova, sotto le finestre del giornale Liberazione, reo di aver messo in prima pagina una fotografia di Sharon con la didascalia &#8220;criminale di guerra&#8221;.</p>
<p>Sarebbe meglio, per evitare appunto le amalgame negative e razzistiche, che la comunità ebraica italiana prendesse posizione seriamente a favore del diritto internazionale invece pretendere ancora una volta di essere esente da un&#8217;assunzione di responsabilità.</p>
<p>Sarebbe bene che tutti noi chiedessimo spiegazioni del perché il nostro governo si schiera all&#8217;ONU contro un&#8217;inchiesta internazionale, invece di accettare scorciatoie pericolose, per tutti e tutte.</p>
<p>Pericolose perché aumentano l&#8217;impunità e l&#8217;impunità rende facile il grilletto&#8230;</p>
<h5>Cinzia Nachira &#8211; Lecce</h5>
<p><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Giugno10/03-06-10MineoOvadia.htm">da Forum Palestina del 3 giugno 2010</a></p>
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		<title>Mubarak revoca blocco di Gaza…PER ORA</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 22:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>

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		<description><![CDATA[ANALISI Era stato il rais egiziano il primo ad usare la forza, lo scorso dicembre, contro gli attivisti internazionali. La strage compiuta da Israele in mare lo ha costretto a riaprire il valico di Rafah.
Roma, 04 giugno 2010, Nena News
Si dice che il premier israeliano Benyamin Netanyahu, su insistenza degli americani, stia valutando la possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>ANALISI Era stato il rais egiziano il primo ad usare la forza, lo scorso dicembre, contro gli attivisti internazionali. La strage compiuta da Israele in mare lo ha costretto a riaprire il valico di Rafah.</h3>
<p><a href="http://www.nena-news.com/?p=1319">Roma, 04 giugno 2010, Nena News</a><br />
Si dice che il premier israeliano Benyamin Netanyahu, su insistenza degli americani, stia valutando la possibilità di allentare il blocco totale che strangola la Striscia di Gaza. Pochi in verità credono che Israele, forte dell’appoggio degli Stati Uniti, faccia un deciso passo indietro revocando un assedio che lunedì scorso ha difeso lanciando una sanguinosa operazione militare in acque internazionali contro la flottiglia pacifista. Chi invece non ha retto la pressione è stato il presidente egiziano Hosni Mubarak che negli ultimi tre anni ha collaborato attivamente all’assedio della Striscia di Gaza tenendo sbarrato il valico di Rafah, ad eccezione di occasionali brevi aperture.<br />
<span id="more-2637"></span><br />
Di fronte alla strage di nove civili sulla nave turca «Mavi Marmara» compiuta dai commando israeliani, le stesse organizzazioni pacifiste che lottano per rompere l’assedio di Gaza hanno dimenticato  che il rais egiziano – tornato ad essere nell’ultimo anno un alleato di ferro degli Stati Uniti e un esecutore fedele delle politiche americane nella regione – lo scorso dicembre non esitò ad usare migliaia di agenti delle forze di sicurezza per impedire a 1.400 attivisti giunti da ogni parte del mondo di entrare, dal valico di Rafah, nella Striscia di Gaza. Non pochi degli stranieri che in quei giorni chiedevano all’Egitto di smarcarsi da Israele, ebbero come risposta il pestaggio eseguito dagli uomini dei servizi di sicurezza dei manifestanti riuniti di fronte al Museo Egizio del Cairo. E pochi giorni dopo a El Arish furono costretti a subire bastonate e percosse anche gli attivisti del convoglio umanitario «Viva Palestina», guidati dal deputato britannico George Galloway, poi espulso senza tanti complimenti dall’Egitto. Per mesi Murabak ha ripetuto che il valico di Rafah sarebbe rimasto chiuso e ha anche dato il via alla costruzione di una barriera d’acciaio in profondità nel terreno tra Gaza e l’Egitto per fermare il traffico sotterraneo di merci che rappresenta la bombola d’ossigeno che tiene in vita Gaza.</p>
<p>Lunedì Mubarak ha ceduto. Davanti alla strage degli attivisti compiuta dai commando israeliani, il dittatore egiziano è stato, suo malgrado, costretto ad aprire «a tempo indeterminato» il valico di Rafah permettendo il passaggio a migliaia di palestinesi bloccati da mesi sui due versanti del confine. Non ha potuto far altro di fronte alle pressioni della sua opinione pubblica e per allontanare l’accusa di «collaborazionismo» con Tel Aviv nell’assediare la popolazione civile palestinese, al solo scopo di colpire il movimento islamico Hamas al potere a Gaza, considerato «nemico» tanto da Israele quanto dal regime egiziano.</p>
<p>«E’ stato un gesto umanitario per alleviare le sofferenze dei palestinesi», ha detto il governatore del Nord del Sinai Murad Muwafi, senza spiegare perché l’Egitto si sia deciso ad «alleviare» i patimenti dei civili di Gaza soltanto ora.</p>
<p>In questi ultimi giorni i palestinesi si sono radunati a migliaia nei pressi del valico di Rafah in attesa di passare in Egitto, mentre medicine e generi alimentari facevano il percorso inverso. Mubarak però ha vietato l’esportazione verso Gaza di cemento ed acciaio – necessari per la ricostruzione mai partita ad un anno e mezzo dalla devastante offensiva israeliana «Piombo fuso» (1.400 palestinesi uccisi) – per non turbare gli ottimi rapporti che mantiene con il premier israeliano Netanyahu.</p>
<p>Tuttavia si illudono coloro che sperano in una apertura davvero «a tempo indeterminato» della frontiera di Rafah. Passati lo sdegno e l’emozione seguiti alla strage sul «Mavi Marmara», Mubarak non esiterà a richiudere il valico pronto, come sempre, ad adeguarsi alle decisioni politiche israeliane e americane.(red) Nena News</p>
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		<title>Cisgiordania/Gaza: oggi manifestazioni per Flottilla</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/06/cisgiordaniagaza-oggi-manifestazioni-per-flottilla/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 21:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cisgiordania]]></category>
		<category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Gerusalemme]]></category>

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		<description><![CDATA[Gerusalemme Est blindata, vietato ingresso in moschee a giovani palestinesi. Hamas chiede invio altre navi.
di Barbara Antonelli
Gerusalemme 04 giugno 2010, Nena News
In Cisgiordania si aspetta col fiato sospeso l’arrivo domani a Gaza della nave pacifista “Rachel Corrie”. Intanto oggi si e’ registrata una grande partecipazione dei palestinesi alle manifestazioni organizzate nei villaggi dove ogni venerdì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Gerusalemme Est blindata, vietato ingresso in moschee a giovani palestinesi. Hamas chiede invio altre navi.</h3>
<h5>di Barbara Antonelli</h5>
<p><a href="http://www.nena-news.com/?p=1326">Gerusalemme 04 giugno 2010, Nena News</a><br />
In Cisgiordania si aspetta col fiato sospeso l’arrivo domani a Gaza della nave pacifista “Rachel Corrie”. Intanto oggi si e’ registrata una grande partecipazione dei palestinesi alle manifestazioni organizzate nei villaggi dove ogni venerdì si tengono dimostrazioni contro il muro e l’espansione  delle colonie israeliane: a Al Masara (Betlemme), Bi’lin, Ni’lin e Nebi Saleh (Ramallah) e poi nel weekend a Hebron, Beit Ummar, Beit Jalla e in altri villaggi, i comitati popolari per la resistenza non-violenta palestinese hanno deciso di dedicare le proteste del venerdì alla “Freedom Flotilla”, per condannare il brutale e illegale attacco della marina israeliana che ha provocato nove vittime civili e decine di feriti su una nave turca. I manifestanti hanno chiesto che gli attivisti della Rachel Corrie arrivino sani e salvi a Gaza, e la fine immediata dell’assedio.<br />
<span id="more-2629"></span><br />
A Gerusalemme, la polizia israeliana in allerta per la preghiera del venerdì e temendo prevedibili proteste, ha  impedito ai palestinesi (pur con carta di identità gerosolimitana) di età inferiore ai 40 anni l’accesso alla moschea di Al-Aqsa e alla Città Vecchia.<br />
Intanto è stato diffuso un comunicato stampa unitario firmato da oltre 800 organizzazioni e ONG della società civile di oltre 16 paesi del mondo arabo che condanna i crimini israeliani commessi nell’assalto alla Freedom Flottiglia e ribadisce la necessità della fine immediata dell’assedio a Gaza.<br />
<!--more--><br />
Nel comunicato si legge che “l’azione intrapresa da Israele è una chiara e aperta violazione dei principi del diritto internazionale e umanitario, in particolare della Quarta Convenzione di Ginevra.”</p>
<p>Le associazioni firmatarie definiscono l’assalto alla Freedom Flottiglia “un crimine di pirateria internazionale in aperta contraddizione con il diritto internazionale che vieta attacchi a navi battenti bandiera di un determinato paese e che abbiano dichiarato la loro destinazione, il carico i porti di imbarcazione e lo scopo della missione”. Chiedono inoltre ai singoli cittadini che erano sulle imbarcazioni e ai loro governi di intraprendere subito azioni legali contro Israele presso le corti internazionali, in particolare contro il leader e le autorità che hanno impartito gli ordini di commettere le uccisioni degli attivisti del convoglio.</p>
<p>A Gaza, Hamas ha lanciato un appello all’invio di altre navi mentre raduni con oltre 20mila persone contro il blocco israeliano si sono svolti in varie localita’ della Striscia.</p>
<p>Anche le manifestazioni organizzate tra oggi e domani  dal movimento pacifista israeliano, che inizialmente avevano un generico slogan per la fine dell’occupazione (oggi 5 giugno segna l’inizio della guerra dei sei giorni nel 1967, con cui Israele occupa da 43 anni West Bank, Gaza, Gerusalemme Est e alture del Golan) sono state dedicate alla condanna del governo israeliano per le azioni criminali contro la Freedom Flottiglia. Nena News</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;I morti sono almeno diciannove e ci hanno trattato come animali&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 17:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category>

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		<description><![CDATA[Il video sul rientro degli attivisti italiani sequestrati dalle forze armate israeliane sulla Freedom Flottilla
http://www.youtube.com/watch?v=gSNhVUz5H7I

Gli attivisti e i marinai uccisi dagli israeliani sarebbero 19 e non 9. Alcuni corpi gettati in mare. Dura denuncia al rientro in Italia
Diciannove morti e molti gettati in mare. Nel blitz dell&#8217;esercito israeliano &#8220;ci sono stati almeno 19 morti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>Il video sul rientro degli attivisti italiani sequestrati dalle forze armate israeliane sulla Freedom Flottilla</h5>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gSNhVUz5H7I">http://www.youtube.com/watch?v=gSNhVUz5H7I</a><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gSNhVUz5H7I&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/v/gSNhVUz5H7I&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h3>Gli attivisti e i marinai uccisi dagli israeliani sarebbero 19 e non 9. Alcuni corpi gettati in mare. Dura denuncia al rientro in Italia<span id="more-2617"></span></h3>
<p>Diciannove morti e molti gettati in mare. Nel blitz dell&#8217;esercito israeliano &#8220;ci sono stati almeno 19 morti e parecchi cadaveri sono stati buttati in mare&#8221; ha riferito Manolo Luppichini appena rientrato all&#8217;aeroporto di Ciampino, a Roma. &#8220;Ho la testimonianza delle infermiere che stavano sulla nave, parecchi cadaveri sono stati buttati in mare e ci sono 170 feriti alcuni dei quali in gravissime condizioni&#8221;. L&#8217;attivista ha raccontato di essere stato picchiato nell&#8217;aeroporto dall&#8217;esercito israeliano: &#8220;siamo stati lasciati senza acqua, trattati come bestie&#8221;. Al suo arrivo in Turchia fallisi ha raccontato che Luppichini è rimasto coinvolto in una &#8220;violenta discussione&#8221; con le forze di polizia israeliane. &#8220;Un ragazzo di origine palestinese di nome Osama si è messo a discutere con la polizia, sono cominciate a volare parole grosse e qualche sberla, a quel punto Manolo è intervenuto per difenderlo. I poliziotti lo hanno portato via&#8221;, ha detto. &#8220;Quando stavamo per muoverci per l&#8217;aeroporto, io ho chiesto che fine avesse fatto Manolo, la polizia mi ha risposto che sarebbe arrivato di lì a poco e invece non l&#8217;ho più visto&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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