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	<title>Palestina Libera</title>
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		<title>Messaggi di solidarietà con i prigionieri</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 23:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prigionieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il messaggio di Vauro: Il messaggio di Tommy McKearney, irlandese dell&#8217;IRA, in sciopero della fame nel 1980:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Il messaggio di Vauro:<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/QhjDhvT9Pzs?rel=0" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="https://lh4.googleusercontent.com/-F515EOD_KWY/T7GLViSgqDI/AAAAAAAABvY/Uahxu66Tmaw/s288/palestineIreland.jpg" alt="" width="288" height="183" /><br />
Il messaggio di Tommy McKearney, irlandese dell&#8217;IRA, in sciopero della fame nel 1980:<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/QHAJ4X1fbWk?rel=0" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2012%2F05%2Fmessaggi-di-solidarieta-con-i-prigionieri%2F&amp;title=Messaggi%20di%20solidariet%C3%A0%20con%20i%20prigionieri" id="wpa2a_2"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>1948 &#8211; 2012 La Nakba, una catastrofe non solo palestinese</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 23:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Nakba]]></category>
		<category><![CDATA[Prigionieri]]></category>

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		<description><![CDATA[di Forum Palestina L’anniversario della Nakba quest’anno cade mentre nelle carceri israeliane i palestinesi hanno ingaggiato una lotta durissima: la “battaglia delle pance vuote”, lo sciopero della fame in difesa della propria dignità e per il rispetto dei più elementari diritti. Bilal e Thaer sono al 74° giorno di sciopero della fame, ormai allo stremo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>Forum Palestina</em></p>
<p>L’anniversario della Nakba quest’anno cade mentre nelle carceri israeliane i palestinesi hanno ingaggiato una lotta durissima: la “battaglia delle pance vuote”, lo sciopero della fame in difesa della propria dignità e per il rispetto dei più elementari diritti. Bilal e Thaer sono al 74° giorno di sciopero della fame, ormai allo stremo. Rifiutano il cibo dei carcerieri per protestare contro la detenzione amministrativa, cioè la detenzione senza contestazione di accuse al detenuto e senza processo. Bilal è stato arrestato il 17 agosto 2011, Thaer il 28 giugno 2010.<span id="more-5807"></span> Nonostante la situazione drammatica, perseverando nell’arbitrio e nell’uso terroristico degli strumenti coercitivi pochi giorni fa la corte militare israeliana ha respinto la richiesta di liberazione. Il regime repressivo israeliano è uno dei mezzi più efferati con cui l’architettura statuale sionista perpetua il suo progetto neocoloniale. Terrorismo nei confronti della popolazione palestinese: non c’è altro termine che possa definire l’uso indiscriminato degli arresti, della carcerazione preventiva , della negazione di assistenza legale per oltre 90 giorni, che lascia i prigionieri alla mercé delle forze di sicurezza. L’ordinamento israeliano equipara agli adulti i minori palestinesi a partire dai dodici anni di età. Oltre 2300 prigionieri palestinesi si stanno battendo contro questo aspetto brutale ed infame del sistema oppressivo sionista, e intorno a loro sta crescendo in Palestina e all’estero il sostegno e la solidarietà internazionalista.<br />
La Nakba, la catastrofe come la chiamano i palestinesi continua: è l’occupazione israeliana che si perpetua quotidianamente, nello strangolamento dell’economia palestinese, nell’annullamento della cultura, nel furto dell’acqua e della terra. La Nakba oggi corrisponde all’ebraicizzazione di Gerusalemme, alla colonizzazione della città di Hebron, ai posti di blocco, che ogni giorno tengono prigionieri uomini e donne di qualsiasi età.<br />
L’uso della forza è la relazione di base che Israele stabilisce con la popolazione autoctona palestinese; lo fa da forza occupante, lo fa da prima del 15 maggio del 1948, quando, con il riconoscimento dello stato sionista all’assemblea delle Nazioni Unite, le potenze occidentali misero nero su bianco nell’ordinamento internazionale l’ennesimo arbitrio ai danni dei popoli oppressi. Sorto alla fine del 1800, il sionismo nella sua breve storia è arrivato a farsi Stato, e in questo percorso ha inglobato tendenze di destra neofasciste e tendenze apparentemente di sinistra, diverse in alcune caratteristiche ma formidabilmente alleate e complici nella costruzione di Heretz Israel. Insieme ai fascistoidi Menechem Begin, Jabotinski, Ariel Sharon, tra i padri fondatori israeliani, responsabili di guerre e pulizia etnica ai danni dei palestinesi, ci sono personaggi “sinistri” come Golda Meir, Moshe Dayan, Peres o l’attuale capo del partito laburista e pluridecorato generale Ehud Barak.<br />
Il progetto sionista ha mosso i suoi primi passi nella stagione degli imperialismi di fine Ottocento, si è evoluto sviluppando una sua specifica strategia, ed ancora oggi continua ad essere un alleato necessario agli attuali imperialismi statunitense ed europeo. E’ in ragione di questo asse economico, politico e strategico che quanti sostengono l’Unione Europea negandone la funzione colonialista e predatoria (trasversalmente da Napolitano a Fini) sostengono la supremazia sionista nei confronti dei palestinesi.<br />
La nascita del Governo di unità nazionale Netanyahu-Mofaz è un segnale preoccupante: ci racconta di un paese, Israele, che si compatta e si prepara a passare dalle minacce alla guerra vera e propria contro Siria ed Iran. Con le sue dichiarazioni, il capo della Farnesina, Terzi, mette a disposizione la portaerei Italia per l’ennesima avventura militare. Le imminenti manovre militari in Giordania, che vedranno 17000 militari dei paesi NATO e della Lega Araba addestrarsi proprio ai confini di Siria e Libano, danno l’idea dello scenario di guerra verso cui questa sporca alleanza sta portando l’intera area mediterranea. La necessità di mettere le mani sull’area strategica del Vicino Oriente e del Golfo Persico sta spingendo i paesi Nato verso una guerra aperta. Israele in questa situazione diviene una testa di ponte e, come tale, gode di una accresciuta impunità; il movimento di liberazione palestinese di nuovo si scontra con i disegni e gli appetiti delle cancellerie internazionali: una ragione in più per denunciare la Nakba e per sostenere la lotta dei prigionieri politici palestinesi. Vita, terra e libertà per il popolo palestinese.</p>
<p><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2012/Maggio12/13-05-12NakbaForumPalestina.htm" target="_blank">Forum Palestina 13 maggio 2012</a></p>
<p>A proposito di Nakba:<br />
Israele ha anche saccheggiato la cultura palestinese. <a href="http://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/watch-great-book-robbery-israels-1948-looting-palestines-cultural-heritage?utm_source=EI+readers&#038;utm_campaign=4d0169b5c2-RSS_EMAIL_CAMPAIGN&#038;utm_medium=email" target="_blank">The Great Book Robbery</a>, un filmato che racconta del saccheggio sistematico di decine di migliaia di libri e di altri tesori culturali durante la Nakba. </p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=tu0KVVxpZvs" target="_blank">Al Nakba Movie</a> &#8211; con sottotitoli in italiano &#8211; Al Nakba, documentario (200 min)-prodotto da Al-Jazeera in arabo per la prima volta in onda nel 60° anniversario della catastrofe palestinese. E &#8216;stato tradotto in Português nel 2009 e poi in quattro lingue diverse: francese, tedesco, spagnolo e italiano. Al Nakba ha vinto il premio per il miglior documentario di Al Jazeera in Palestina Fifth International Film Festival (Doha / Qatar) e il premio del pubblico a Amal Nona euro-araba Film Festival (Santiago / Spagna). Ha partecipato in altri festival in Brasile, Argentina, Italia, Giordania, Egitto e Palestina.  </p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2012%2F05%2F1948-2012-la-nakba-una-catastrofe-non-solo-palestinese%2F&amp;title=1948%20%26%238211%3B%202012%20La%20Nakba%2C%20una%20catastrofe%20non%20solo%20palestinese" id="wpa2a_4"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Appello per una giornata di mobilitazione internazionale</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2012/04/appello-per-una-giornata-di-mobilitazione-internazionale/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 01:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziativa internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Prigionieri]]></category>

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		<description><![CDATA[17 aprile 2012 mobilitazione internazionale In diversi paesi, organizzazioni per i diritti umani si sono unite a sostegno dello sciopero della fame di Khader Adnan, in lotta per i diritti dei prigionieri politici palestinesi. Hanno indetto una giornata di mobilitazione internazionale per il 17 aprile 2012. Gli oltre sessanta firmatari chiedono l’immediato rilascio di tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>17 aprile 2012 mobilitazione internazionale</h2>
<p><center><img src="https://lh6.googleusercontent.com/-L3iNgZvdeNw/TpTEcpDXQ9I/AAAAAAAABXM/be7a5goLAUA/s800/freePalestine.jpg" alt="" width="225" height="225" /></center></p>
<p>In diversi paesi, organizzazioni per i diritti umani si sono unite a sostegno dello sciopero della fame di Khader Adnan, in lotta per i diritti dei prigionieri politici palestinesi. Hanno indetto una giornata di mobilitazione internazionale per il 17 aprile 2012. Gli oltre sessanta firmatari chiedono l’immediato rilascio di tutti i prigionieri politici palestinesi detenuti da Israele, vittime di un sistema legale ingiusto e ineguale.</p>
<p>L&#8217;appello di Khader Adnan:<a href="http://www.forumpalestina.org/news/2012/Febbraio12/21-02-12Appello17Aprile.htm" target="_blank"> Facciamo del 17 aprile 2012 la Giornata del Prigioniero Politico Palestinese &#8211; Giornata di mobilitazione internazionale</a></p>
<p><a href="http://www.forumpalestina.org/" target="_blank">Per il 17 aprile sono previste iniziative in varie città italiane. </a></p>
<hr />
<h2><a href="http://www.palestinalibera.org/documenti/repressione/carcere/detenzione-amministrativa-strumento-di-controllo-e-discriminazione/" target="_blank">Detenzione Amministrativa – strumento di controllo e discriminazione</a></h2>
<p style="text-align: left;"><em>Tratto dall&#8217;intervento di Fausto Gianelli, dei Giuristi Democratici, nell&#8217;incontro tenutosi il 21 marzo 2012 a Bologna </em></p>
<p><img src="https://lh5.googleusercontent.com/-8LfJZz_SU_U/T2XSVxPcitI/AAAAAAAABj4/tgwpIfLiwFc/s400/detenzioneamministrativa.jpg" alt="" width="288" /></p>
<hr />
<p><a title="I prigionieri politici detenuti da Israele" href="https://docs.google.com/present/view?id=dfx2bb56_0hc74t2gc&amp;interval=5&amp;pli=1" target="_blank">I prigionieri politici detenuti da Israele</a> (presentazione diapositive)</p>
<p><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2012/Marzo12/02-03-12DetenzioneAmministrativa.htm" target="_blank">La Detenzione amministrativa &#8211; un dossier sintetico</a> (tradotto dal sito di Addameer, associazione palestinese per il supporto e il rispetto dei diritti umani dei prigionieri)</p>
<p><a href="http://www.addameer.org/etemplate.php?id=342" target="_blank">Altri riferimenti sulla detenzione amministrativa sul sito di Addameer</a></p>
<p><a href="http://nena-news.globalist.it/?p=17805" target="_blank">&#8220;Save the children&#8221; denuncia soprusi su detenuti minori da Nena News</a></p>
<p><a href="https://docs.google.com/file/d/0B8fBrV4df00NZWJhM2FlYTUtOWQ1YS00NzhiLThkMmQtZmRmODg1MzRmMDdk/edit?hl=it&amp;authkey=COLA0owJ&amp;pli=1" target="_blank">ABUSO SUI MINORI. Azioni illegali della Polizia verso i Minori a Silwan sospettati di lancio di sassi.</a></p>
<p><a href="http://saluteinternazionale.info/2010/03/medici-e-tortura-il-caso-di-israele/" target="_blank">Medici e tortura. Il caso di Israele</a> di Valentina Spada e Ilaria Camplone su Salute Internazionale.</p>
<p><a href="http://www.palestinalibera.org/2011/05/arrestato-ahmed-qatamesh/" target="_blank">ARRESTATO AHMED QATAMESH</a> – appello di Omar Barghouti per la liberazione dell’attivista per i diritti umani, scrittore e docente universitario, arrestato nuovamente dagli israeliani il 21 aprile 2011. Ahmed Qatamesh, da aprile dello scorso anno, è ancora in detenzione amministrativa che gli è stata prorogata fino ad aprile 2012.</p>
<p>Detenuti in detenzione amministrativa, tra cui Kader Adnan e <a href="http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/28-news/3486-hana-rischia-la-vita-34d-giorno-di-sciopero-della-fame" target="_blank">Hana Shalabi</a>,  hanno fatto parlare anche i media occidentali di questa negazione del diritto poiché hanno rischiato la vita facendo un prolungato sciopero della fame.</p>
<p><center><img src="https://lh3.googleusercontent.com/-NkdMHmE2-q8/SspZQ5cxm9I/AAAAAAAAAik/j3K8u6LmrpA/s800/jihad-massaker.jpg" alt="" width="400" height="285" /></center>Il comunicato dell&#8217;USB(Unione Sindacale di Base)</p>
<p><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2012/Aprile12/MaterialeMobilitazioneInternazionale/17-04-12MaterialeMobilitazioneInternazionale.htm" target="_blank">Materiale per la mobilitazione dal Forum Palestina</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2012%2F04%2Fappello-per-una-giornata-di-mobilitazione-internazionale%2F&amp;title=Appello%20per%20una%20giornata%20di%20mobilitazione%20internazionale" id="wpa2a_6"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Vik&#8230; un anno dopo</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 01:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Arrigoni]]></category>

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		<description><![CDATA[Tante iniziative ed eventi, tra ieri ed oggi, per ricordare Vittorio Arrigoni ad un anno dalla scomparsa (nonostante il silenzio e l&#8217;indifferenza delle istituzioni e i tentativi di gettar fango sulla sua figura): uno special dedicato a Vittorio su Globalist; Il Manifesto dedicherà due pagine a Vittorio Arrigoni; in tutta Italia e in varie altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://lh5.googleusercontent.com/-ATU2-leTX4Y/T4oZOIzWM4I/AAAAAAAABkQ/dDv8W98j6Wk/s288/Vik%2520Latuff.jpg" alt="" width="288" height="183" /><br />
Tante iniziative ed eventi, tra ieri ed oggi, per ricordare Vittorio Arrigoni ad un anno dalla scomparsa (nonostante il silenzio e l&#8217;indifferenza delle istituzioni e i tentativi di gettar fango sulla sua figura):<br />
<a href="http://www.globalist.it/?Loid=143&amp;categoryId=187" target="_blank">uno special dedicato a Vittorio su Globalist</a>;<br />
Il Manifesto dedicherà due pagine a Vittorio Arrigoni;<br />
in <a href="http://nena-news.globalist.it/?p=18539" target="_blank">tutta Italia e in varie altre città del mondo iniziative per ricordarlo</a>.</p>
<p>Intanto da poco si è conclusa la produzione del <a href="http://www.restiamoumani.com/" target="_blank">Reading Movie &#8220;Restiamo umani&#8221;</a> realizzato con la lettura del libro di Vittorio da molti volti noti vicini alla causa palestinese.</p>
<p>Purtroppo il processo a Gaza va a rilento, <a href="http://nena-news.globalist.it/?p=18584" target="_blank">il 13 si è tenuta la prima vera udienza</a>, dopo vari rinvii, in cui gli imputati tentano di infangreo la figura di Vittorio e scaricano la responsabilità dell&#8217;assassinio sui due &#8220;capi&#8221;, Abdel Rahman Breizat e Bilal Omari, rimasti uccisi poco dopo l’assassinio di Vittorio (altre informazioni sul processo per Vittorio su <a href="http://nena-news.globalist.it/?p=18628" target="_blank">Nena News</a>).</p>
<p><a href="http://www.palestinalibera.org/documenti/repressione/gaza/vittorio-arrigoni/" target="_blank">La pagina per Vittorio sul nostro sito</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2012%2F04%2Fvik-un-anno-dopo%2F&amp;title=Vik%26%238230%3B%20un%20anno%20dopo" id="wpa2a_8"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Consigli di lettura</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2012/04/consigli-di-lettura-3/</link>
		<comments>http://www.palestinalibera.org/2012/04/consigli-di-lettura-3/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 23:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[FESTA DI ROVINE – Racconti Miriam Marino – Città del Sole Edizioni – gennaio 2012 – Cosenza Racconti toccanti. Racconti che mettono in rilievo soprattutto la sofferenza dei bambini, quelli palestinesi nel corso della feroce repressione israeliana della Seconda Intifada nei primi anni 2000, e quelli iracheni nella Baghdad dell&#8217;occupazione americana del 2001. Bambini e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #b40404;"><strong>FESTA DI ROVINE – Racconti</strong></span><br />
<strong>Miriam Marino – Città del Sole Edizioni – gennaio 2012 – Cosenza </strong><br />
Racconti toccanti. Racconti che mettono in rilievo soprattutto la sofferenza dei bambini, quelli palestinesi nel corso della feroce repressione israeliana della Seconda Intifada nei primi anni 2000, e quelli iracheni nella Baghdad dell&#8217;occupazione americana del 2001. Bambini e giovanissimi travolti dalla guerra, vite spezzate e famiglie distrutte.<br />
<em>Inizia con un elenco di nomi questa raccolta di racconti brevi&#8230;È l&#8217;elenco dei bambini uccisi &#8220;per caso&#8221; in due anni. Per caso, non in guerra, non in conflitti a fuoco. Uccisi da assassini impuniti di uno stato impunito che non rispetta nulla, assolutamente nulla e nessuno che si frapponga, anche solo &#8220;esistendo&#8221;, al suo progetto espansionista</em>, scrive nella prefazione Patrizia Cecconi.<br />
Con un tono amaro, in uno dei suoi racconti Miriam commenta <em>A che serve vedere tutto, capire tutto, se poi non si può fare niente?</em>.</p>
<p><span style="color: #b40404;"><strong>100 GIORNI NELLA PALESTINA OCCUPATA – Raccolta dedicata a Mustafa Tamimi martire per la libertà</strong></span><br />
<strong>Claudio Tamagnini – Stampato presso Cromografica Roma S.r.l., Roma, per Gruppo Editoriale L&#8217;Espresso S.p.A. – 2012</strong><br />
&#8220;Quando sono partito per la Palestina come volontario, non avevo neanche pensato a scrivere lettere. Poi è diventato un bisogno: un modo per sfogare la rabbia accumulata, raccontandola agli altri.&#8221; Claudio Tamagnini racconta la quotidianità dei palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme Est: il muro, i coloni, i posti di blocco, i lacrimogeni, la demolizione delle case&#8230;Nelle lettere racconta il suo impegno di scorta a bambini e greggi, parla della brutalità dell&#8217;esercito israeliano e delle varie forme di organizzazione e di resistenza dei palestinesi. L&#8217;uccisione di Mustafa Tamimi, palestinese di 28 anni il 9 dicembre 2011 a Nabi Saleh da un candelotto lacrimogeno criminale, sparatogli in faccia quasi a bruciapelo dai soldati israeliani, l&#8217;ha spinto a pubblicare le lettere in un libro. Un libro appunto a lui dedicato.</p>
<p><span style="color: #b40404;"><strong>VERSI IN GALILEA</strong></span><br />
<strong>Collana Zenit a cura di Wasim Dahmash<br />
Samih Al-Qasim – Edizioni Q – luglio 2006</strong><br />
Le poesie presentate in questa antologia sono in rapporto stretto con la drammatica storia recente della Palestina. Samih al-Qasim vive in prima persona il peso del processo di trasformazione del suo paese, la Palestina, in un altro, Israele, che tende a cancellare la cultura arabo-palestinese e sostituire gli abitanti autoctoni. La distruzione di una società, la fine di un mondo, la resistenza dei sopravvissuti, la fiducia e la speranza in un futuro di liberazione e fratellanza riecheggiano nei versi del poeta. Delle sue numerose raccolte poetiche vengono presentate in questo volume alcune composizioni esemplicative, tutte impregnate di ribellione verso ogni ingiustizia.</p>
<p><span style="color: #b40404;"><strong>PALESTINA: UN PAESE NORMALE – Un Toscano del Settecento in Levante</strong></span><br />
<strong>Collana Zenit<br />
Lucia Rostagno – Edizioni Q – marzo 2009 – Città di Castello (PG)</strong><br />
Il libro offre uno sguardo sulla Palestina della seconda metà del settecento vista attraverso gli occhi attenti, interessati e non offuscati da pregiudizi, del fiorentino Giovanni Mariti, commerciante e funzionario consolare, che ebbe la dote, inconsueta allora ed ancor più oggi, di essere &#8220;un uomo che non è straniero in nessun posto.&#8221; Mariti scrive &#8220;Trovai la Galilea una deliziosa Provincia, non solo per la sua bella situazione e fertilità delle Campagne, quanto ancora per le diverse sorgenti di acqua, dalle quali è irrigata, che sempre la fanno verdeggiare&#8230;&#8221;.</p>
<p><span style="color: #b40404;"><strong>L&#8217;ALTERNATIVA – Oltre i muri (mentali e fisici) della Terra Santa</strong></span><br />
<strong>Lorenzo Kamel – Editori Riuniti – settembre 2011 – Roma</strong><br />
All&#8217;ombra dei Campi Profughi di Balata e Askar a Nablus, tra i villaggi martoriati di Ni&#8217;lin e Bi&#8217;lin, nella miseria di Shu&#8217;fat: lì dove la disperazione sembra aver il sopravvento sono nate negli ultimi anni alcune delle iniziative più significative della recente storia della Palestina. Frutto di tre anni di ricerche, &#8220;L&#8217;Alternativa&#8221; è un viaggio nella storia della regione. É un lavoro, grazie al contributo di diversi palestinesi e israeliani, che cerca di proporre una via per uscire dall&#8217;attuale stallo. Postfazione di Ugo Tramballi e conclusioni di Eric Salerno.</p>
<p><span style="color: #b40404;"><strong>ULTIMA FERMATA GAZA – Dove ci porta la guerra di Israele contro i palestinesi</strong></span><br />
<strong>Collana Saggi</strong><br />
<strong> Noam Chomsky e Ilan Pappé – Ponte Alle Grazie – ottobre 2010 – Varese</strong><br />
Libro prezioso per chiunque voglia essere informato ed avere nuove conoscenze e spunti di riflessione. Viene ricostruita in modo critico la storia del conflitto, a partire dal suo episodio chiave – la Nakba del 1948 – reinterpretato come un vero e proprio caso di pulizia etnica, e si discute del ruolo che hanno sempre svolto gli Stati Uniti, anche sotto l&#8217;amministrazione Obama, nell&#8217;avallare l&#8217;illegale politica israeliana di colonizzazione della Palestina. Lo storico Ilan Pappé e il linguista Noam Chomsky portano all&#8217;attenzione del lettore il contesto politico e sociale in Palestina e forniscono strumenti e argomenti circa la natura e le conseguenze dell&#8217;Operazione Piombo Fuso e l&#8217;assalto alla Flottiglia della Libertà del 2010. Le riflessioni dei due grandi esperti prospettano vari scenari futuri, a partire dalla proposta di un unico Stato Binazionale avanzata fra gli altri da Pappé e, più prudentemente, dallo stesso Chomsky.</p>
<p>Ulteriori consigli bibliografici nella pagina della Bibliografia </p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2012%2F04%2Fconsigli-di-lettura-3%2F&amp;title=Consigli%20di%20lettura" id="wpa2a_10"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ramallah. Dieci anni fa l&#8217;uccisione di Raffaele Ciriello</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2012/03/ramallah-dieci-anni-fa-luccisione-di-raffaele-ciriello/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 23:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Redazione Contropiano Cade oggi, 12 marzo, nel silenzio generale il decimo anniversario della morte del fotoreporter freelance italiano Raffaele Ciriello, ucciso nel 2002 dal fuoco d&#8217;un blindato israeliano a Ramallah (Cisgiordania), durante gli scontri della seconda Intifada. L&#8217;episodio non è stato commemorato con cerimonie ufficiali di sorta sul luogo dell&#8217;accaduto, dove non vi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://www.contropiano.org/it/vignette/item/7477-ramallah-dieci-anni-fa-luccisione-di-raffaele-ciriello?code=AQBH4Bx5Yi83E83vbeLbmPpR1y1njmWp2dIHqa9I7xtMm-zKioVfXU5fO7S0F50wLBXao6Ur2XfFLr2XKkhVmCxApWX_IDYyz09B-5niH2zXsw0C052iEsOUQUqtKzC4NVkIXTees5sfVJ3qm-v9FFBscebKyGCuNUPIevg3RWnXShSw0PPqVybJIRHAC3rkHe8#_=_" target="_blank">Redazione Contropiano</a></p>
<p>Cade oggi, 12 marzo, nel silenzio generale il decimo anniversario della morte del fotoreporter freelance italiano Raffaele Ciriello, ucciso nel 2002 dal fuoco d&#8217;un blindato israeliano a Ramallah (Cisgiordania), durante gli scontri della seconda Intifada.</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://lh5.googleusercontent.com/-Uxi_qXTaRN0/T1_JNRucKFI/AAAAAAAABjs/0NX_CobTBB8/s1600/Palestine231.jpg" rel="lightbox[5685]"><img src="https://lh5.googleusercontent.com/-Uxi_qXTaRN0/T1_JNRucKFI/AAAAAAAABjs/0NX_CobTBB8/s400/Palestine231.jpg" alt="" width="400" height="291" border="0" /></a></div>
<p>L&#8217;episodio non è stato commemorato con cerimonie ufficiali di sorta sul luogo dell&#8217;accaduto, dove non vi sono per ora lapidi, o segni di alcun tipo, a ricordare la sorte di Ciriello. Il fotoreporter venne ferito a morte dalla raffica partita da un tank israeliano mentre si affacciava dall&#8217;angolo di un edificio, nel cuore di Ramallah, nel pieno d&#8217;una giornata di scontri. Secondo i comandi israeliani, i militari aprirono il fuoco avendolo scambiato per uno dei cecchini palestinesi attivi in quei giorni nella zona. Giustificazione contestata dai colleghi di una troupe Rai che erano con la vittima al momento dei fatti. Le indagini avviate a suo tempo dalla magistratura italiana al riguardo, come di consueto quando si parla di Israele, si sono frattanto esaurite nel nulla. Le autorità israeliane, da parte loro, si sono rifiutate di collaborare negando ogni ipotesi di responsabilità legale dei soldati in un teatro considerato in quella fase di conflitto aperto.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2012%2F03%2Framallah-dieci-anni-fa-luccisione-di-raffaele-ciriello%2F&amp;title=Ramallah.%20Dieci%20anni%20fa%20l%26%238217%3Buccisione%20di%20Raffaele%20Ciriello" id="wpa2a_12"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Acqua per la vita</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2012/02/acqua-per-la-vita/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 19:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[colonie]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Incontro]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Video dell&#8217; Incontro-Dibattito Palestina, acqua per la vita tenuto a Milano il 13 dicembre presso la Casa della Cultura &#8211; via Borgogna, 3 alla 21,00 L&#8217;incontro è stato promosso dall&#8217;Università degli Studi di Milano e da Parallelo Palestina. Seguono i 6 video (realizzati e resi disponibili da Invictapalestina) degli interventi che hanno affrontato i seguenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Video dell&#8217; Incontro-Dibattito</p>
<h2>Palestina, acqua per la vita</h2>
<p>tenuto a Milano il 13 dicembre presso la Casa della Cultura &#8211; via Borgogna, 3 alla 21,00</p>
<p>L&#8217;incontro è stato promosso dall&#8217;Università degli Studi di Milano e da Parallelo Palestina.</p>
<p>Seguono i 6 video (realizzati e resi disponibili da Invictapalestina) degli interventi che hanno affrontato i seguenti punti:</p>
<p>- Il Comitato Popolare della Valle del Giordano<br />
- Il problema idro-naturale e idro-politico dell&#8217;acqua in Palestina<br />
- Accesso alle risorse idriche: profili di diritto internazionale<br />
- Acque nascoste. Perché i rifugiati palestinesi &#8220;rubano&#8221; l&#8217;acqua nella valle del Giordano<br />
- Colonialismo: Impatto ambientale e risorse idriche in Palestina<br />
- Sistemi idrici e territorio in ambiente arido: il caso della Palestina.</p>
<p><span id="more-5644"></span><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/hJ4aFMYkvpQ?rel=0" frameborder="0" width="240" height="152"></iframe><br />
<strong>Ramzi Abuabdou</strong><br />
Giovane attivista palestinese di Gaza.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/bobKsz_UzTk?rel=0" frameborder="0" width="240" height="152"></iframe><br />
<strong>Mauro Van Aken</strong><br />
Professore di antropologia culturale e di antropologia economica e sviluppo, Università degli Studi di Milano-Bicocca<br />
<em>Acque nascoste, perché i profughi palestinesi continuano a &#8220;rubare&#8221; l&#8217;acqua nella valle del Giordano</em>.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/unoW0G2wscU?rel=0" frameborder="0" width="240" height="152"></iframe><br />
<strong>Marco Pedrazzi</strong><br />
Professore ordinario di Diritto Internazionale, Università degli Studi di Milano<br />
<em>Accesso alle risorse idriche: Profili di diritto internazionale</em>.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/cSg2ihSha6w?rel=0" frameborder="0" width="240" height="152"></iframe><br />
<strong>Giorgio Cancelliere</strong><br />
Professore al Dipartimento di scienze geologiche e geo-tecnologiche.<br />
Uso del territorio e gestione delle acque, Università degli Studi di Milano-Bicocca<br />
<em>Impatto ambientale e risorse idriche in Palestina</em>.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/CYDadYn49Lo?rel=0" frameborder="0" width="240" height="152"></iframe><br />
<strong>Rajeh Ayed</strong><br />
Unione Democratica Arabo Palestinese &#8212; Genova<br />
<em>Acqua, inquinamento, Centrali Nucleari</em>.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/eJPkS51960k?rel=0" frameborder="0" width="240" height="152"></iframe><br />
<strong>Teresa Isenburg</strong><br />
Titolare della cattedra di geografia, Università degli Studi di Milano<br />
<em>Sistemi idrici e territorio in ambiente arido: Il caso Palestina</em>.</p>
<p style="text-align: center;">Gli interventi sono disponibili sulla<a href="http://www.youtube.com/user/invictapalestina#p/u" target="_blank"> pagina youtube di Invictapalestina</a> e su <a href="https://sites.google.com/site/parallelopalestina/palestina-acqua-per-la-vita" target="_blank">Parallelo Palestina</a> in cui sono anche reperibili link segnalati dal relatore Rajeh Zayed e un estratto del testo di Ugo Mattei intitolato &#8220;Beni Comuni&#8221;.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2012%2F02%2Facqua-per-la-vita%2F&amp;title=Acqua%20per%20la%20vita" id="wpa2a_14"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;angolo della lettura</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2012/02/langolo-della-lettura-2/</link>
		<comments>http://www.palestinalibera.org/2012/02/langolo-della-lettura-2/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 23:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palestinalibera.org/?p=5476</guid>
		<description><![CDATA[SENSI Adania Shibli – Argo – giugno 2007 – Lecce Uno splendido romanzo, un esemplare delle ultime tendenze della narrativa palestinese. La protagonista, una ragazzina senza nome, vive in un piccolo villaggio palestinese. Incarna la seconda generazione dell&#8217;Intifada e scopre la realtà ponendo uno accanto all&#8217;altro fatti minuti ed eventi soverchianti. Costruisce così il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #b40404;"><a href="http://babelfestival.com/it/index.php/babel/autori_2011/adania_shibli_e_monica_ruocco/" target="_blank">SENSI</a></span><br />
Adania Shibli – Argo – giugno 2007 – Lecce</strong><br />
Uno splendido romanzo, un esemplare delle ultime tendenze della narrativa palestinese. La protagonista, una ragazzina senza nome, vive in un piccolo villaggio palestinese. Incarna la seconda generazione dell&#8217;Intifada e scopre la realtà ponendo uno accanto all&#8217;altro fatti minuti ed eventi soverchianti. Costruisce così il suo universo, giorno dopo giorno: gli occhi verdi del vicino, il paesaggio che corre veloce dal finestrino dell&#8217;auto del padre&#8230;la morte del fratello la cui foto viene appesa nel soggiorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #b40404;">OCCHI DENTRO GAZA – Sotto la lente</span><br />
Mads Gilbert e Erik Fosse – Bianca&amp;Volta Edizioni – aprile 2011 – Meduno (PN)</strong><br />
Due uomini, quattro occhi, un unico racconto. Fosse e Gilbert, due medici norvegesi, uno chirurgo e l&#8217;altro anestetista, raccontano gli sguardi, le parole, le ferite e il dolore del popolo palestinese imprigionato nella Striscia di Gaza. Due testimoni, fra i pochi occidentali a Gaza durante l&#8217;&#8221;Operazione Piombo Fuso&#8221;, sferrata con estrema violenza ed ininterrottamente per ventidue giorni da Israele il 27 dicembre 2008 contro i palestinesi della Striscia.<br />
Accanto alla professionalità e alla paura dei medici palestinesi dell&#8217;ospedale di Shifa, vincolati giorno e notte per tre settimane al proprio posto di lavoro, i due volontari cercano di riempire il vuoto mediatico creato da Israele. Le testimonianze dei sopravissuti alle azioni atroci, barbare e disumane condotte coscientemente dall&#8217;esercito israeliano contro la popolazione civile palestinese, raggiungono in tempo reale i principali mezzi d&#8217;informazione norvegesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #b40404;">LA TERRA DEI GELSOMINI – C&#8217;era una volta il Medio Oriente&#8230;</span><br />
Collana: le tavole d&#8217;oro<br />
Gilbert Sinoué &#8211; Neri Pozza Editore – agosto 2011 – Trebaseleghe (PD)</strong><br />
É il maggio 1916 e a Londra i ministri degli esteri britannico e francese stanno per firmare un accordo che segnerà inesorabilmente le sorti di una parte del mondo cruciale dal punto di vista politico e economico: il Medio Oriente. L&#8217;Impero Ottomano infatti ha i giorni contati e la sua caduta sta per lasciare un vuoto di potere dall&#8217;Egitto all&#8217;Iraq al Libano e alla Palestina. Gli inglesi e i francesi si spartiscono le future zone di influenza in un patto segreto tra le loro diplomazie, noto alla storia come &#8220;Trattato Sykes-Picot&#8221;. Per il ministro inglese &#8220;&#8230;gli arabi non esistono, sono solo un miserabile aggregato di tribù, piccole fazioni gelose le une delle altre e incapaci di coesione&#8221;.<br />
Il volume restituisce in forma romanzata le trasformazioni avvenute nel ventesimo secolo in quel lembo di terra. Attraverso la storia di cinque famiglie, descrive come il Medio Oriente, la terra dei gelsomini, la culla della civiltà si sia trasformata in una polveriera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #b40404;">NON CI SARÀ UNO STATO PALESTINESE – Diario di un negoziatore in Palestina</span><br />
Ziyad Clot &#8211; Zambon Editore – 2011</strong><br />
Nato in Francia, Ziyad Clot è un giovane avvocato franco-palestinese. Nel 2007 si reca in Cisgiordania per un eventuale lavoro, come docente, all&#8217;Università di Birzeit. Invece a Ramallah, l&#8217;Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) gli offre un posto di consigliere giuridico nell&#8217;Unità di Sostegno per i Negoziati (NSU). Nel giugno 2008 partecipa, come consigliere di Saeb Erekat, ai negoziati di pace con Israele sul problema del Diritto al Ritorno dei profughi palestinesi. Intanto visita Haifa, la città dove fino al 1948 ha vissuto la sua famiglia materna prima di venir espulsa durante la Nakba. Nel novembre 2008, dopo l&#8217;esperienza da lui stesso definita sconvolgente di negoziati ridotti a una farsa, dà le dimissioni dall&#8217;incarico. Il 23 gennaio 2011, Al-Jazeera e Il Guardian pubblicano una serie di documenti che vanno sotto il nome di &#8220;Palestine Papers&#8221;: 1600 documenti e migliaia di pagine di rapporti diplomatici sulle trattative tra israeliani e palestinesi. Il 14 maggio, sempre sul Guardian, Ziyad Clot rivela di essere una delle persone che li ha resi pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #b40404;">VERSI</span><br />
Collana Zenit<br />
a cura di Wasim Dahmash<br />
Ibrahim Nasrallah – Edizioni Q – ottobre 2009 – Città di Castello (PG)</strong><br />
Le poesie contenute in quest’antologia – la prima in italiano del poeta e scrittore palestinese Ibrahim Nasrallah – sono tratte da raccolte diverse formate da serie monotematiche e vogliono essere esemplificative della sua vasta produzione. Una produzione che si inscrive in quel genere di poesia araba che, superata la fase di adesione al verso libero occidentalizzante, è più attenta agli aspetti formali e contenutistici nei quali la memoria dell&#8217;antica tradizione letteraria agisce come possibilità di mutamento dell&#8217;esistente. Rivisitati e rielaborati in chiave sperimentale, forme e temi sono ripensati per addentrarsi nelle profondità dei problemi contemporanei: la lotta anticoloniale – una condizione ancora attuale per i palestinesi – anzitutto. Alimentata dal movimento culturale della fine del XIX secolo, la tensione verso il rinnovamento che caratterizzava allora l&#8217;oriente arabo, riprende e rielabora l&#8217;eredità culturale ancora viva e dinamica nell&#8217;indicare una memoria implicita, legata strettamente al sentire comune, e una esplicita, che dalla sedimentazione trae la possibilità di veicolare la simbolizzazione di immagini e idee.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Vi riproponiamo:</h4>
<p><span style="color: #b40404;"><strong><a href="http://nena-news.globalist.it/?p=17025" target="_blank">GAZA 1956 – Note ai margini della storia</a></strong></span><br />
<strong> Collana Strade Blu</strong><br />
<strong> Joe Sacco &#8211; Arnoldo Mondadori Editore – Cles (TN), settembre 2010</strong><br />
Un&#8217;inchiesta accurata e meticolosa; con il suo originalissimo tipo di giornalismo, Joe Sacco, attraverso le voci dei profughi e dei sopravissuti, cerca di costruire la storia di uno dei tanti massacri compiuti da Israele a danno del popolo palestinese. Siamo nel 1956, l&#8217;esercito israeliano invade la Striscia di Gaza e raggiunge Khan Younis e Rafah. É l&#8217;ennesimo crimine di guerra. Circa 200 palestinesi tra 15 e 60 anni vengono fucilati a sangue freddo per le strade di queste due città.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.palestinalibera.org/documenti/bibliografia-in-ordine-cronologico/" target="_blank">Altri consigli di lettura sulla pagina della bibliografia</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2012%2F02%2Flangolo-della-lettura-2%2F&amp;title=L%26%238217%3Bangolo%20della%20lettura" id="wpa2a_16"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Atti nazisti a Gaza</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2012/02/atti-nazisti-a-gaza/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Sionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo dice un deputato inglese ebreo, Gerald Kaufman. (giornata della memoria) Facebook: http://www.facebook.com/pages/Vittorio-Arrigoni/290463280451 Testo tradotto in italiano: Gerald Kaufman, deputato laburista. 15 gennaio 2009. Sono cresciuto come un ebreo ortodosso e un sionista. Su una mensola in cucina c&#8217;era una scatola di latta per il Fondo nazionale ebraico, dentro la quale mettevamo le monete per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Lo dice un deputato inglese ebreo, Gerald Kaufman. (giornata della memoria)</h2>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/jVuWwx7X3TA?rel=0" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></center></p>
<p>Facebook: <a href="http://www.facebook.com/pages/Vittorio-Arrigoni/290463280451" target="_blank">http://www.facebook.com/pages/Vittorio-Arrigoni/290463280451</a><br />
Testo tradotto in italiano:<br />
Gerald Kaufman, deputato laburista. 15 gennaio 2009.</p>
<p>Sono cresciuto come un ebreo ortodosso e un sionista. Su una mensola in cucina c&#8217;era una scatola di latta per il Fondo nazionale ebraico, dentro la quale mettevamo le monete per aiutare i pionieri a costruire una presenza ebraica in Palestina.<br />
<span id="more-5599"></span><br />
Sono andato la prima volta in Israele nel 1961 e vi sono tornato innumerevoli volte. Ho avuto familiari in Israele e ho amici in Israele. Uno di essi ha combattuto nelle guerre del 1956, 1967 e 1973 ed è stato ferito in due di esse. Il distintivo che indosso viene da una decorazione sul campo a lui insignita, che mi ha regalato. Ho conosciuto la maggior parte dei primi ministri di Israele, a partire dal Primo ministro fondatore David Ben-Gurion. Golda Meir era mia amica, così come lo è stato Yigal Allon, vice primo ministro, che, da generale, conquistò il Negev per Israele nella guerra del 1948 per l&#8217;indipendenza.</p>
<p>I miei genitori vennero in Gran Bretagna come rifugiati provenienti dalla Polonia. La maggior parte dei loro familiari sono stati in seguito uccisi dai nazisti nell&#8217;olocausto. Mia nonna era a letto malata, quando i nazisti giunsero alla sua città natale, Staszow. Un soldato tedesco la uccise sparandole nel suo letto. Mia nonna non è morta per fornire la copertura ai soldati israeliani che ammazzano le nonne palestinesi a Gaza.<br />
L&#8217;attuale governo israeliano sfrutta spietatamente e cinicamente il continuo senso di colpa tra i gentili per la strage degli ebrei nell&#8217;olocausto per giustificare la sua uccisione di palestinesi.</p>
<p>L&#8217;implicazione è che la vita degli ebrei sia preziosa, ma la vita dei palestinesi non conti. Su Sky News pochi giorni fa, al portavoce dell&#8217;esercito israeliano, il Maggiore Leibovich, è stato chiesto in merito all&#8217;uccisione da parte israeliana di, in quel momento, 800 palestinesi (il totale è ora di 1000). Ha risposto all&#8217;istante che «500 di questi erano militanti».</p>
<p>Questa era la risposta di un nazista.</p>
<p>Suppongo che gli ebrei che lottavano per la loro vita nel ghetto di Varsavia avrebbero potuto essere denigrati in quanto militanti.</p>
<p>Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, afferma che il suo governo non avrà rapporti con Hamas, perché sono terroristi. Il padre di Tzipi Livni era Eitan Livni, il capo delle operazioni dell&#8217;organizzazione terroristica Irgun Zvai Leumi, che ha organizzato l&#8217;attentato esplosivo dell&#8217;Hotel King David di Gerusalemme, in cui perirono 91 vittime, di cui quattro ebrei. Israele è stato partorito dal terrorismo ebraico.<br />
Terroristi ebraici impiccarono due sergenti britannici e fecero esplodere i loro cadaveri.<br />
Irgun, insieme con la banda terrorista Stern, nel 1948 massacrò 254 palestinesi nel villaggio di Deir Yassin.<br />
Oggi, gli attuale governanti israeliani indicano che sarebbero disposti, in circostanze per loro accettabili, a negoziare con il presidente palestinese Abbas, di al-Fatah. È troppo tardi per farlo. Essi avrebbero potuto negoziare con il precedente leader di al-Fatah, Yasser Arafat, che era un mio amico. Invece, lo assediarono in un bunker a Ramallah, dove lo visitai. A causa dei fallimenti di al-Fatah, a partire dalla morte di Arafat, Hamas ha vinto le elezioni palestinesi nel 2006. Hamas è una organizzazione sgradevolissima, ma è stata democraticamente eletta, ed è quel che passa il convento.<br />
Il boicottaggio di Hamas, anche da parte del nostro governo, è stato un errore colpevole, dal quale sono derivate terribili conseguenze. Il grande ministro degli Esteri israeliano Abba Eban, con il quale ho fatto campagna per la pace da molte tribune, ha dichiarato: «Fate la pace se parlate con i vostri nemici.»Per quanti palestinesi gli israeliani possano uccidere a Gaza, non possono risolvere questo problema esistenziale con mezzi militari.<br />
Quando e qualora i combattimenti finissero, ci sarebbero ancora un milione e mezzo di palestinesi a Gaza e altri due milioni e mezzo in Cisgiordania. Essi sono trattati alla stregua di immondizia da parte degli israeliani, con centinaia di blocchi stradali e con gli orrendi abitatori degli insediamenti ebraici illegali che li molestano.</p>
<p>Verrà il momento, non molto lontano da ora, in cui supereranno la popolazione ebraica in Israele. È giunto il momento per il nostro governo di render chiaro al governo israeliano che la sua condotta e la sua politica sono inaccettabili, e di imporre un divieto totale di esportare armi a Israele.<br />
È l&#8217;ora della pace, ma la pace vera, non la soluzione attraverso il soggiogamento che è il vero obiettivo degli israeliani, ma che è impossibile per loro da raggiungere.</p>
<p>Essi non sono semplicemente dei criminali di guerra, sono stupidi.</p>
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		<title>Valle del Giordano, sopravvivenza a rischio</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 01:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Attraverso le demolizioni, la confisca delle risorse idriche, il trasferimento forzato e lo sfruttamento della forza lavoro, Israele porta avanti la propria politica di occupazione ed annessione delle terre della Valle del Giordano.&#8221; Il caso Al-Auja su: Nena News di Marta Fortunato Monitoring Israeli Colonization Activities in Palestinian Territories]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Attraverso le demolizioni, la confisca delle risorse idriche, il trasferimento forzato e lo sfruttamento della forza lavoro, Israele porta avanti la propria politica di occupazione ed annessione delle terre della Valle del Giordano.&#8221;</p>
<p>Il caso Al-Auja su:<br />
<a href="http://nena-news.globalist.it/?p=16717" target="_blank">Nena News</a> di Marta Fortunato<br />
<a href="http://www.poica.org/editor/case_studies/view.php?recordID=4166" target="_blank">Monitoring Israeli Colonization Activities in Palestinian Territories</a></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/JMmOI6_zbMI?rel=0" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2012%2F01%2Fvalle-del-giordano-sopravvivenza-a-rischio%2F&amp;title=Valle%20del%20Giordano%2C%20sopravvivenza%20a%20rischio" id="wpa2a_20"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Una donna ebrea israeliana ad Obama</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 01:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un po&#8217; datato ma ancora attuale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un po&#8217; datato ma ancora attuale</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/EcGm-gxmxHw?rel=0" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2012%2F01%2Funa-donna-ebrea-israeliana-ad-obama%2F&amp;title=Una%20donna%20ebrea%20israeliana%20ad%20Obama" id="wpa2a_22"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La Palestina nei libri scolastici israeliani</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 18:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;intervista a Nurit Peled-Elhanan Nurit Peled-Elhanan (Hebrew University of Jerusalem), autrice del libro di prossima pubblicazione: Palestine in Israeli School Books: Ideology and Propaganda in Education, descrive il modo in cui la Palestina e i palestinesi sono descritti nei testi scolastici israeliani. L&#8217;autrice prende in esame mappe, immagini, contenuti e linguaggio utilizzati nella redazione di questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Un&#8217;intervista a Nurit Peled-Elhanan</h3>
<p>Nurit Peled-Elhanan (Hebrew University of Jerusalem), autrice del libro di prossima pubblicazione: <strong>Palestine in Israeli School Books: Ideology and Propaganda in Education,</strong> descrive il modo in cui la Palestina e i palestinesi sono descritti nei testi scolastici israeliani. L&#8217;autrice prende in esame mappe, immagini, contenuti e linguaggio utilizzati nella redazione di questi testi scolastici, giungendo alla conclusione che questi ultimi sono funzionali alla marginalizzazione (ma anche, si potrebbe dire, alla deumanizzazione) dei palestinesi e alla legittimazione delle azioni militari israeliane.  <em>(Video in inglese)</em></p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/pWKPRC-_oSg" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2011%2F12%2Fla-palestina-nei-libri-scolastici-israeliani%2F&amp;title=La%20Palestina%20nei%20libri%20scolastici%20israeliani" id="wpa2a_24"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Muro della vergogna. Devastazione e resistenze</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 23:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Muro]]></category>
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		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[‘Azzoun, storia di un villaggio palestinese in via di estinzione Il villaggio di ‘Azzoun ‘Atma è la Palestina: colonie, Muro di Separazione e confisca di terreni agricoli e alberi di ulivo. Negli anni la confisca di terre per la costruzione del Muro e l’espansione degli insediamenti israeliani ha provocato un dissanguamento delle proprietà del villaggio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>‘Azzoun, storia di un villaggio palestinese in via di estinzione</h2>
<h4>Il villaggio di ‘Azzoun ‘Atma è la Palestina: colonie, Muro di Separazione e confisca di terreni agricoli e alberi di ulivo. Negli anni la confisca di terre per la costruzione del Muro e l’espansione degli insediamenti israeliani ha provocato un dissanguamento delle proprietà del villaggio.</h4>
<h5>di Emma Mancini</h5>
<p><a href="http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/news/3291-azzoun-storia-di-un-villaggio-palestinese-in-via-di-estinzione" target="_blank">AIC, Alternative Information Center</a> &#8211; 3 dicembre 2011<br />
A 24 chilometri a Sud di Tulkarem, in Area C, il villaggio fa parte del distretto di Qalqilya, nel Nord della Cisgiordania. Prima del 1948 e della creazione dello Stato di Israele, ‘Azzoun si estendeva su un’area pari a 24.496 dunams (1 dunam = 1 km²). Oggi il villaggio, in cui vivono circa 2.000 palestinesi, si è ridotto a 9.130 dunam.</p>
<p><span id="more-5450"></span>‘Azzoun, a soli 12 chilometri dalla città di Qalqilya, sta subendo dal 2002 la costruzione del Muro di Separazione da parte delle autorità israeliane: la barriera che corre a pochi metri dal villaggio ha già inghiottito circa 500 dunam di terre e portato alla distruzione di oltre 1.500 alberi di ulivo. E una parte delle terre agricole di ‘Azzoun sono finite al di là del Muro, annesse alle quattro colonie che sovrastano il villaggio: circa 2.000 dunam a Sud di ‘Azzoun sono ora inaccessibili ai legittimi proprietari, palestinesi residenti nel villaggio.</p>
<p>Soltanto 90 residenti hanno la possibilità di raggiungere i propri appezzamenti di terreno, al di là del Muro, come spiega in un report l’associazione palestinese Al Haq: le loro sette abitazioni, nel processo di costruzione della barriera, sono rimaste separate dal resto del villaggio dal Muro. Novanta persone che hanno la teorica possibilità di attraversare il checkpoint di Yo’af per raggiungere il villaggio. Teorica perché per poter entrare necessitano dello speciale permesso rilasciato dall’Amministrazione Civile israeliana.</p>
<p>Al Muro si aggiungono quattro colonie: Sha’arej Tivka a Nord Est e Ma’ale Shamron, Ginnot Shomeron e Karne Shomron a Sud del villaggio. Una presenza non solo pericolosa per la continua espansione degli insediamenti nelle terre di proprietà di ‘Azzoun, ma anche per gli attacchi che i coloni israeliani compiono regolarmente contro il villaggio. In particolare, a danneggiare i terreni ancora disponibili ci pensano le acque nere provenienti da Sha’arej Tivka, il cui sistema fognario termina ad ‘Azzoun. A subirne maggiormente le conseguenze, è la scuola superiore di Beit Amin: il regolare deflusso delle acque nere impedisce spesso agli studenti di tenere lezione e rappresenta un serio pericolo per la loro salute.</p>
<p>E le annessioni non si fermano. Come riportato da Al Haq, il 13 e il 14 novembre scorsi, il contadino palestinese ‘Ali Yousef, 40 anni, stava lavorando nel suo appezzamento agricolo quando ha visto arrivare 40 soldati israeliani, due bulldozer militari, sette jeep e otto operai. Il “team” ha iniziato a livellare l’area di Khalet al-Masaya, un chilometro ad Ovest del villaggio di ‘Azzoun: gli operai hanno sradicato ottanta alberi di ulivo e i bulldozer hanno livellato circa trenta dunam di terra.</p>
<p>‘Ali si è fatto avanti ed ha chiesto all’ufficiale israeliano più alto in grado la ragione di un simile scempio, la distruzione della sua terra e di quella di altri residenti del villaggio. Secondo le autorità israeliane, su quella terra appartenente al villaggio di ‘Azzoun e ad altri villaggi vicini pesa un ordine militare del 2007: a giustificare l’ennesima confisca, secondo le autorità di Tel Aviv, sono la costruzione del Muro, la protezione delle colonie intorno al villaggio e la loro espansione.</p>
<p>Una nuova espropriazione che non fa che peggiorare le già difficili condizioni di vita nel villaggio: secondo i dati forniti dal Palestinian Central Bureau of Statistic, Il tasso di disoccupazione nel 2008 era pari al 19%. E la diretta conseguenza della costruzione del Muro e dell’espansione degli insediamenti è il dissanguamento dei mezzi di sostentamento di cui godeva ‘Azzoun. La nuova confisca ha provocato la perdita di altri 500 dunam di terra: circa 40 contadini palestinesi hanno così perso le coltivazioni di ulivo e di limoni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Ramallah: scontri a Nabi Saleh (video)</h2>
<h4 id="post-title">Nelle immagini la nuova giornata di lotta degli abitanti del villaggio palestinese contro il Muro che Israele sta completando nella Cisgiordania occupata e intorno a Gerusalemme est.</h4>
<p>Gerusalemme, 03 dicembre 2011, <a href="http://nena-news.globalist.it/?p=15187" target="_blank">Nena News</a><br />
Ancora un venerdi’ di resistenza popolare nel villaggio palestinese di Nabi Saleh, tra Gerusalemme e Ramallah (Cisgiordania), minacciato dalla costruzione del Muro israeliano. Nena News vi propone un video girato dall’attivista Israel Puterman durante gli scontri divampati ieri in questo piccolo villaggio divenuto uno dei simboli della lotta contro la barriera. Ad un certo punto gli abitanti sono stati in grado di allontanare soldati e poliziotti che, pero’, sono tornati poco dopo inondando di gas lacrimogeni Nabi Saleh.</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/bINP2lSu2vE?rel=0" frameborder="0" width="640" height="360"></iframe></center></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2011%2F12%2Fil-muro-della-vergogna-devastazione-e-resistenze%2F&amp;title=Il%20Muro%20della%20vergogna.%20Devastazione%20e%20resistenze" id="wpa2a_26"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Mea Shearim, le tensioni della società israeliana</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 23:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gerusalemme]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno sguardo al quartiere ebreo ultra-ortodosso di Mea Shearim a Gerusalemme lascia intravedere le divisioni nella società israeliana. di Mikaela Levin da AIC, Alternative Information Center Appena dieci minuti a piedi dalla Città Vecchia e dal centro di Gerusalemme c’è un quartiere che sembra sia rimasto incontaminato dalla vita moderna. Le facciate degli edifici sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Uno sguardo al quartiere ebreo ultra-ortodosso di Mea Shearim a Gerusalemme lascia intravedere le divisioni nella società israeliana.</h4>
<h5>di Mikaela Levin</h5>
<p>da <a href="http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/11-aic-projects/3302-mea-shearim-le-tensioni-della-societa-israeliana" target="_blank">AIC, Alternative Information Center</a></p>
<p>Appena dieci minuti a piedi dalla Città Vecchia e dal centro di Gerusalemme c’è un quartiere che sembra sia rimasto incontaminato dalla vita moderna. Le facciate degli edifici sono vecchie e sporche. Le strade sono strette come vicoli, piene di uomini e donne vestiti di nero. Appaiono tesi mentre si affrettano, ignorando chiunque sembri alieno alla comunità.</p>
<p><span id="more-5448"></span>I muri della cittadina ricordano ai turisti che non sono i benvenuti. I cartelli all’entrata del quartiere dicono: “I gruppi che passano attraverso il nostro quartiere offendono gravemente i residenti. Si prega di porvi fine”. O ancora, “Si prega di non disturbare la santità del nostro quartiere e del nostro stile di vita di ebrei profondamente devoti a Dio e alla sua Torah”. Ci sono inoltre cartelli che descrivono come dovrebbe essere il modesto abbigliamento per donne e ragazze: maglia chiusa a maniche lunghe, gonna lunga; niente pantaloni o capi attillati.</p>
<p>Mea Shearim è il quartiere ebraico più antico fuori dalle mura della Città Vecchia di Gerusalemme. È stato costruito nel 1874 da cento persone che riuscirono ad unire le proprie risorse per comprare un pezzo di terra in un’area non igienizzata, infestata dalla peste ed abitata solo da animali. Un architetto tedesco e due muratori — un ebreo residente a Gerusalemme e un cristiano di Betlemme — innalzarono le prime cento abitazioni. Oggi, Mea Shearim è un ghetto per ebrei ortodossi e ultra-ortodossi, nel cuore della decisamente europea Gerusalemme Ovest.</p>
<p>A Gerusalemme Ovest, i giovedì sera segnano un divertente inizio del weekend — le famiglie e le coppie escono a mangiare nei ristoranti e i giovani assaltano i bar. Ma a Mea Shearim sembra che nessuno abbia voglia di una passeggiata; le persone camminano in direzioni ben precise e pare che non abbiano molto tempo. Gli uomini non guardano le donne e tutti guardano in basso quando si avvicina loro qualcuno che non è del posto. E in una comunità omogenea come questa, non è difficile individuare i turisti.</p>
<p>Camminando lungo la strada commerciale principale si sente parlare inglese, francese, ebraico, yiddish e persino spagnolo. Alcuni degli attuali residenti sono arrivati nel corso degli ultimi anni ed altri, i più ortodossi e i membri di un piccolo gruppo anti-sionista, si rifiutano di parlare ebraico. Non riconoscono lo Stato d’Israele e, così, non riconoscono la sua lingua ufficiale. Non sono la maggioranza, ma lasciano il segno. Guardando più da vicino e ad alcuni angoli, si notano piccoli cartelli che richiamano al riconoscimento della città di Gerusalemme come capitale indivisibile della Palestina.</p>
<p>A differenza di altri quartieri di Gerusalemme e d’Israele, Mea Shearim non espone le bandiere israeliane sulle finestre o sulle porte. Il simbolo che contrassegna il quartiere è il giudaismo, non il nazionalismo. Le librerie sono completamente devote alla religione. Sono disponibili artigianato ebraico e cibo kosher. I negozi d’abbigliamento offrono una ristretta varietà, la maggior parte dei vestiti sono neri ed hanno lo stesso aspetto.</p>
<p>Molti dei residenti di Mea Shearim rifiutano la tecnologia moderna, così ricorrono alla tipografia. Su ogni palazzo, cartelli bianchi con lettere ebraiche in nero invitano gli abitanti a matrimoni ed incontri, e annunciano la morte dei membri della comunità. I cartelli avvisano i residenti sui cambiamenti nel quartiere e su altri eventi sociali.</p>
<p>Mea Shearim non è solo un luogo pittoresco. Rappresenta la crescente e visibile divisione esistente tra le comunità ebraiche ortodosse e il resto della società israeliana. Rappresenta anche le divisioni all’interno della stessa comunità ortodossa — mentre alcuni degli abitanti di Mea Shearim non sono o sono anti-sionisti, molti degli ebrei ortodossi di Israele sono nazionalisti religiosi.</p>
<p>Oggigiorno, il gruppo ortodosso è il più grande settore in crescita demografica del Paese. Hanno poco in comune con l’immagine di una nazione moderna e occidentale che Israele tenta di esportare. Poiché i gruppi ortodossi stanno diventando sempre più visibili e godono di più potere politico, chiedono dei cambiamenti al di fuori delle mura e dei confini dei loro quartieri e delle loro comunità. Il messaggio è lo stesso lasciato dal cartello a Mea Shearim: “Si prega di non disturbare il nostro stile di vita di ebrei profondamente devoti a Dio e alla Torah”.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2011%2F12%2Fmea-shearim-le-tensioni-della-societa-israeliana%2F&amp;title=Mea%20Shearim%2C%20le%20tensioni%20della%20societ%C3%A0%20israeliana" id="wpa2a_28"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Consigli di lettura</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2011/12/consigli-di-lettura-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 23:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NON CREDO AL PARADISO Patrizia Varetto – Instar Libri – ottobre 2011 – Torino Torino e Gaza unite da storie di donne, di maternità, di guerra e dal dolore. La storia di una donna che ha perso il figlio e di un viaggio nella Palestina sotto assedio. Un viaggio che la porta a confrontarsi con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #b40404;"><strong><a href="http://www.patriziavaretto.it/Paradiso.php" target="_blank">NON CREDO AL PARADISO</a></strong></span><br />
<strong>Patrizia Varetto – Instar Libri – ottobre 2011 – Torino</strong><br />
Torino e Gaza unite da storie di donne, di maternità, di guerra e dal dolore. La storia di una donna che ha perso il figlio e di un viaggio nella Palestina sotto assedio. Un viaggio che la porta a confrontarsi con la propria storia e con la vitalità ostinata della Striscia di Gaza che la accoglie. La sconcertante bellezza della Palestina e le tremende ferite subite durante l&#8217;operazione Piombo Fuso mettono a confronto il proprio dolore e quello di un intero popolo. A distanza di tre anni dall&#8217;aggressione israeliana, &#8220;Non credo al Paradiso&#8221; con la sua trama di forti legami femminili, parla delle profondità del dolore ma anche dell&#8217;ostinazione della vita.</p>
<p><a href="www.palestinalibera.org/documenti/bibliografia-in-ordine-cronologico/" target="_blank">Altri riferimenti bibliografici</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2011%2F12%2Fconsigli-di-lettura-2%2F&amp;title=Consigli%20di%20lettura" id="wpa2a_30"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;One-State solution&#8221;: il discorso di Ali Abunimah</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2011/11/one-state-solution-il-discorso-di-ali-abunimah/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 00:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Apartheid]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il discorso di Ali Abunimah (giornalista di EI, Electronic Intifada) a Brussell sull&#8217;auto-determinazione e sulla soluzione Uno-Stato&#8221; in Palestina]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/bkYffFq7kR0" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></center></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://electronicintifada.net/blog/ali-abunimah/video-my-talk-brussels-self-determination-and-one-state-solution-palestine#.TtV6L82L7hu" target="_blank">Il discorso di Ali Abunimah (giornalista di EI, Electronic Intifada) a Brussell sull&#8217;auto-determinazione e sulla soluzione Uno-Stato&#8221; in Palestina</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2011%2F11%2Fone-state-solution-il-discorso-di-ali-abunimah%2F&amp;title=%26%238220%3BOne-State%20solution%26%238221%3B%3A%20il%20discorso%20di%20Ali%20Abunimah" id="wpa2a_32"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Le lacrime di Gaza</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2011/11/le-lacrime-di-gaza-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 23:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/gLXSa923o-Q" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></center></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2011%2F11%2Fle-lacrime-di-gaza-2%2F&amp;title=Le%20lacrime%20di%20Gaza" id="wpa2a_34"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Visitate la Palestina</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2011/11/visitate-la-palestina/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 00:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Paula Rosine Long* Electronic Intifada, 5 febbraio 2011 Un dettaglio di un annuncio pubblicitario del Ministero del Turismo Palestinese In questo periodo di vacanze, un annuncio del Ministero del Turismo Palestinese è stato attaccato per “aver ignorato” l’esistenza di Israele. Le accuse di false dichiarazioni geografica si basano sulle seguenti righe: “Dalle famose città di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>Paula Rosine Long*</h5>
<p><a href="http://electronicintifada.net/content/visit-palestine/9795#.TshDL82L7hs" target="_blank">Electronic Intifada</a>, 5 febbraio 2011</p>
<h4>Un dettaglio di un annuncio pubblicitario del Ministero del Turismo Palestinese</h4>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="https://lh6.googleusercontent.com/-ya6iAohcwOI/TpTEcNbRjII/AAAAAAAABY4/xH4ncqcO6DM/s800/Palestine-tourism-ad-001.jpg" alt="" width="446" height="600" /></p>
<p>In questo periodo di vacanze, un annuncio del Ministero del Turismo Palestinese è stato attaccato per “aver ignorato” l’esistenza di Israele. Le accuse di false dichiarazioni geografica si basano sulle seguenti righe:</p>
<p>“Dalle famose città di Gerusalemme, Betlemme, Hebron, Jerico, Nablus e Gaza, i Palestinesi vi accolgono per visitare questa Terra Santa…La Palestina si estende tra la Costa del Mediterraneo e il Fiume Giordano, al crocevia tra Africa e Medio Oriente.”<br />
<span id="more-5403"></span><br />
L’annuncio, che è apparso sulla rivista National Geographic’s <em>Traveller</em>, ha provocato più di sessanta denunce depositate presso l’Advertising Standards Authority (ASA) del Regno Unito ed è ora sotto inchiesta. Come ha riportato il giornale britannico <em>Guardian</em>, l’avvocato londinese David Lewis ha scritto una lettera all’ASA lamentandosi che “ciò implica che la ‘Palestina’ ha una costa mediterranea, ma se questo è vero per quanto riguarda Gaza, quel territorio non è <em>de facto</em> nella giurisdizione dell’Autorità Palestinese. Più seriamente implica che la Palestina occupa l’intero blocco del territorio tra il Mediterraneo e il Giordano, ignorando l’esistenza di Israele”. Altri commentatori hanno obiettato in merito all’inclusione di Gerusalemme come città palestinese. (“<a href="http://www.guardian.co.uk/media/2011/jan/10/palestinian-holiday-ad#zoomed-picture" target="_blank">Palestinian holiday ad ’ignored existence of israel’</a>“, 10 gennaio 2011).</p>
<p>Lo scorso anno, due annunci del turismo di Israele sono stati banditi dall’ASA per aver incluso riferimenti dei Territori contesi, come la Cupola della Roccia. Ma se gli stessi standard sono applicati alla Palestina &#8211; se alla Palestina è proibito includere territori “contesi” – allora alla Palestina rimane poco o nulla da pubblicizzare. Perfino la parte di Palestina che potrebbe essere considerata “sotto controllo palestinese” è <em>de facto</em> sotto controllo di Israele a causa dell’occupazione, degli insediamenti, e del muro di Israele in West Bank. Secondo quanto riportato nell&#8217;<em>Apartheid israeliana</em> di Ben White, nel 2000 solo il 17% della Cisgriordania era sotto “pieno controllo palestinese”, e l’incremento della costruzione degli insediamenti durante l’ultimo decennio comporta che sempre meno terra è sotto controllo palestinese oggi. Addirittura l’idea di “pieno controllo palestinese” è un inganno in quanto i Palestinesi non hanno il controllo dello spazio aereo o dell’anagrafe e neppure possono attraversare a loro discrezione i confini all’interno dei Territori Occupati.</p>
<p>Secondo la definizione di Lewis, in cui solamente le aree “sotto il pieno controllo palestinese” possono essere considerate Palestina, non c’è nessun terreno Palestinese che il Ministero del Turismo possa pubblicizzare. Questo fa degli attuali simboli dello Stato Palestinese, come il Ministero del Turismo, una mistificazione. “Concedere” delle organizzazioni culturali al Popolo Palestinese a dimostrazione di concedere loro qualche grado di propria autorità è un atto vuoto quando gli è negato il loro territorio dal quale agire come autorità culturale e politica. Negare l’intera West Bank e Gaza al Ministero del Turismo Palestinese è negarle all’Autorità Palestinese, o ad ogni altra istituzione-governo–fantoccio concessa ai Palestinesi. Se l’ Autorità Palestinese non controlla i territori occupati – ed è così in questo caso – come ci si può aspettare che governi il Popolo Palestinese, o che negozi con Israele su pari condizioni?</p>
<p>La differenza è particolarmente stridente se si considera che il sito del turismo del Governo di Israele (<a href="http://www.goisrael.com/tourism_eng" target="_blank">www.goisrael.com</a>) non menziona una sezione “la Palestina sotto lo Stato di Israele” e neppure una sezione “i Musulmani in Israele”. Quando fornisce un tour virtuale si apre una mappa in cui la West Bank e la Striscia di Gaza sono in una sfumatura leggermente diversa, ma sembrano essere parte di Israele e le città di Hebron, Betlemme e Nablus sono evidenziate a grandi lettere. Non c’è nulla a indicare che la West Bank occupata e la Striscia di Gaza o queste città particolari non appartengono ad Israele. La mappa non comprende i nomi delle città nei territori di confine, enfatizzando l’illusione che Hebron, e le altre siano parte di Israele. I confini di Israele non curvano dentro la West Bank e Gaza, neppure seguono la linea del muro che taglia in profondità nella West Bank, ma inglobano completamente i Territori Occupati.</p>
<p>Questa mappa, purtroppo, per i Palestinesi non è per nulla una distorsione quanto un’accurata rappresentazione della realtà in cui Israele è <em>de facto</em> – se non <em>de jure</em> – padrone di tutta la terra, controllata attraverso l’occupazione militare, l&#8217;ineguale accesso alle risorse naturali, la negazione di licenze edilizie e limitazioni agli spostamenti dei Palestinesi attraverso checkpoint e blocchi stradali.</p>
<p>La mappa è appropriata dato che i Palestinesi sono costantemente richiamati a riconoscere Israele quale condizione aprioristica ad ogni negoziato, dagli Israeliani non si pretende, prima dei negoziati, che riconoscano la Palestina. La pubblicità palestinese è stata biasimata per per il suo “negazionismo” dal Consiglio dei Deputati degli Ebrei Britannici poiché non menzionava Israele, ma l’etichetta “negazionista” dovrebbe essere applicata al Ministero del Turismo di Israele (per non parlare della serie della BBC Top Gear per l’episodio in cui i protagonisti hanno guidato verso la città palestinese di Betlemme senza dire “Palestina” o “Palestinesi” neppure una volta).</p>
<p>Forse un pezzo più accurato avrebbe potuto passare come segue: “La Palestina si estende dalla Striscia di Gaza sul Mar Mediterraneo alla West Bank sul Fiume Giordano, con lo Stato di Israele in mezzo. Tuttavia un muro, che è illegale secondo il Diritto Internazionale, taglia fuori larga parte della West Bank e molto del territorio che oggi è chiamato Palestina è attualmente sotto la legge militare di Israele. Vi invitiamo a Gerusalemme Est che viene annessa illegalmente da Israele. Vi invitiamo a Hebron, Betlemme e Nablus, ma, per piacere, provate a viaggiare tra queste città della West Bank soltanto se non siete di origine palestinese (e preferibilmente non di etnia araba) come tali potreste essere trattenuti per ore ai checkpoint o potrebbe esservi negato l’ingresso. Dobbiamo anche puntualizzare, se vogliamo rappresentare onestamente la Palestina, che gran parte della West Bank è presa in consegna con insediamenti israeliani, anche questi considerati illegali dal Diritto Internazionale. Siete anche invitati – sempre che non siate un palestinese – a vedere i siti turistici del vicino Israele che sono stati etnicamente puliti durante la sua fondazione nel 1948.”</p>
<p>Questa formulazione è più chiara, e menziona Israele. Ci si chiede se Mr. Lewis protesterebbe.</p>
<p>*<em>Paula Rosine Long è una poetessa ed attivista del Nord Carolina (USA). È attualmente studentessa dottoranda alla Cambridge University in Studi del Medio Orientali e sta scrivendo la sua tesi sul ruolo di Edward Said nella memoria collettiva Palestinese</em></p>
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		<title>Invito alla lettura</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2011/11/invito-alla-lettura-3/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 23:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovi inserimenti nella pagina Bibliografia: Conflitti Globali 7 – PALESTINA ANNO ZERO Aa.Vv. &#8211; a cura di Guareschi Massimiliano e Rahola Federico – Agenzia X – 2010 – Truccazzano (MI) Attraversato dalla matrice del controllo israeliano, che punta ad azzerarne periodicamente il fragile equilibrio, il campo palestinese appare frammentato e diviso come non mai, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovi inserimenti nella pagina <a href="http://www.palestinalibera.org/documenti/bibliografia-in-ordine-cronologico/">Bibliografia</a>:</p>
<p><span style="color: #b40404;"><strong>Conflitti Globali 7 – PALESTINA ANNO ZERO</strong></span><br />
<strong>Aa.Vv. &#8211; a cura di Guareschi Massimiliano e Rahola Federico – Agenzia X – 2010 – Truccazzano (MI)</strong><br />
Attraversato dalla matrice del controllo israeliano, che punta ad azzerarne periodicamente il fragile equilibrio, il campo palestinese appare frammentato e diviso come non mai, da frontiere fisiche, check point, muri e colonie che rendono la Cisgiordania una terra in cui è quasi impossibile vivere e muoversi. Gaza, con le sue frontiere sigillate ormai da anni, appare più come un enorme campo di internamento che come territorio di un futuro stato. Le divisioni non sono solo fisiche ma anche politiche: il conflitto tutto palestinese che contrappone Fatah e Hamas &#8211; laici e religiosi &#8211; crea ulteriori barriere.<br />
Il volume &#8220;Palestina anno zero&#8221; è pensato su un duplice versante, che evidenza frammentazioni e resistenze in cui si può collocare attualmente la Questione Palestinese.<br />
Autorevoli voci palestinesi ed europee, architetti ed urbanisti, geografi e sociologi, storici e antrolopogi descrivono sia l’impatto dell’azione israeliana e delle conseguenze sull’assetto politico-territoriale palestinese, sia la costellazione di pratiche di resistenza in cui i palestinesi sono soggetti attivi.<br />
&#8220;La storia non può ridursi a un risarcimento per la geografia perduta. È anche un punto d’osservazione delle ombre, di sé e dell’altro, colte entro un’evoluzione umana più complessa.&#8221;  <em>Mahmoud Darwish</em></p>
<p><span style="color: #b40404;"><strong>I GIORNI DELLE PIETRE – Dai territori occupati: Israele e la rivolta palestinese nel più recente racconto politico – Intervista ad Arafat documenti inediti</span></strong><br />
<strong>Arminio Savioli – Vecchio Faggio Editore – agosto 1988 – Neuburg-Donau (Germania Federale)</strong><br />
L&#8217;Intifada, la rivolta delle pietre, è un momento emblematico della mobilitazione di massa dei palestinesi nei territori occupati da Israele. L&#8217;autore, profondo conoscitore del Medio Oriente, vive gli eventi a contatto con i palestinesi e gli israeliani in un viaggio-esplorazione fra cronaca, politica e storia. Savioli si muove nel groviglio palestinese avviluppato attorno ai problemi della terra, dell&#8217;acqua e del lavoro. Il volume cerca di spiegare, di far conoscere e riflettere, di provocare la discussione su uno dei punti più caldi della politica internazionale.  </p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2011%2F11%2Finvito-alla-lettura-3%2F&amp;title=Invito%20alla%20lettura" id="wpa2a_38"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Visita virtuale: rafforzamento della Buffer zone da parte di Israele nella striscia di Gaza</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 22:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ve5f2AHDuqE" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></center></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2011%2F10%2Fvisita-virtuale-rafforzamento-della-buffer-zone-da-parte-di-israele-nella-striscia-di-gaza%2F&amp;title=Visita%20virtuale%3A%20rafforzamento%20della%20Buffer%20zone%20da%20parte%20di%20Israele%20nella%20striscia%20di%20Gaza" id="wpa2a_40"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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