Storie personali
racconti di vita di alcuni bambini…
SUMMER CAMP – TRC – RAMALLAH
Tamer Nasser Zuhdi ha quattordici anni e vive nel campo profughi di Amari
Un giorno nella sua scuola c’è stato un raid delle forze di occupazione israeliane. I bambini sono rimasti nelle aule per difendersi dagli spari. Un candelotto lacrimogeno è arrivato all’interno di una classe e Tamer è rimasto intrappolato: ha inalato per un tempo prolungato i vapori velenosi e nelle due settimane seguenti ha sofferto di tremori, acuti mal di testa e dolori articolari.
La confusione, la paura e il senso di intrappolamento che ha provato durante l’attacco hanno causato a Tamer i sintomi di PTSD (disturbo da stress post-traumatico).
Tamer si sente incompreso e solo. La sua partecipazione al campo estivo lo aiuterà a superare il trauma attraverso attività di svago e di terapia.
Fadi Deeb Zuhdi ha dieci anni e vive nel campo profughi di Amari
Un giorno del marzo 2004 l’esercito israeliano ha circondato la scuola elementare di Amari ed ha cominciato a sparare e bombardarne il cortile. Gli insegnanti hanno aiutato i bambini a scendere ed a rifugiarsi nelle aule, ma quando un candelotto lacrimogeno è piombato nella classe di Fadi la situazione è peggiorata rapidamente.
Allievi e insegnanti si sono trovati senza via di scampo: uscire dall’aula significava esporsi agli spari, restare in classe significava esporsi alla possibilità di soffocare. Fadi è stato colto dal panico e si è lanciato dalla finestra della classe che era al terzo piano: si è fratturato molte ossa e ancora adesso cammina zoppicando.
Gli è stato diagnosticato un PTSD (disturbo da stress post-traumatico) ed il suo comportamento è completamente cambiato: è diventato aggressivo, pauroso, tende a nascondersi appena sente parlare dell’avvicinarsi dell’esercito israeliano; soffre di enuresi e di incubi; il suo disagio fisico lo rende insicuro e rinchiuso in se stesso.
Partecipando all’attività del campo estivo, Fadi interagirà con altri bambini per superare i complessi legati al suo zoppicare. Continuerà le sedute di terapia individuale e parteciperà a terapie di gruppo.
Isra Mohammed Abulatifa ha nove anni, frequenta la quarta elementare e risiede a Ramallah
Il 3 marzo 2002 suo padre è stato ucciso dall’esercito di occupazione israeliano: all’epoca della sua morte, Isra aveva solo 7 anni, ma era la maggiore in famiglia ed era particolarmente legata al padre.
La madre di Isra si è accorta subito di un forte cambiamento nel comportamento della ragazzina e l’ha portata al Centro per la cura e riabilitazione delle vittime di tortura: le è stato diagnosticato un PTSD (disturbo da stress post-traumatico).
Partecipando alle attività del Campo estivo, Isra potrà essere aiutata a superare il suo isolamento e gli altri sintomi nel comportamento psicologico, attraverso cure e terapie.
Anas Ziyad Wahdan ha nove anni, frequenta la quarta elementare e proviene dal campo profughi di Kalandia
Attualmente la situazione economica della sua famiglia è abbastanza buona, ma sfortunatamente instabile. La sua casa è composta da due stanze con scarsa circolazione di aria ed è poco soleggiata.
Anas è stato arrestato diverse volte dalle forze di occupazione israeliane ed ogni volta è stato trattenuto per ore.
L’ultima volta che i soldati israeliani l’hanno arrestato, era insieme al fratello undicenne, che è stato brutalmente picchiato: lui è stato costretto ad assistere al pestaggio, un’esperienza che lo ha traumatizzato.
Lo zio materno di Anas è stato ucciso dai soldati israeliani.
Anas parteciperà al campo estivo nelle attività di terapia individuale e di gruppo e in quelle ricreative. La sua presenza al Campo gli permetterà inoltre di fuggire momentaneamente dalla sua abitazione, che è un obbiettivo delle forze di occupazione israeliane.
Tariq Ziyad Wahdan ha undici anni, frequenta la quinta elementare e proviene dal campo profughi di Kalandia
Al momento, la situazione economica della sua famiglia è relativamente buona, anche se non può dirsi stabile. La sua casa è composta da due stanze poco arieggiate e poco soleggiate.
Il 10 ottobre 2003 Tariq è stato brutalmente picchiato dalle forze di occupazione israeliane: questo pestaggio ha lasciato sul suo giovane corpo ferite, segni e cicatrici permanenti.
Lo zio materno di Tariq è stato ucciso il 21 gennaio 2002: una tragedia che ha profondamente segnato la famiglia Wahdan.
A Tariq è stato diagnosticato un PTSD (disturbo da stress post-traumatico): è nervoso, aggressivo, molto suscettibile, isolato e letargico.
Durante la sua partecipazione alle attività del campo estivo, Tariq sarà incoraggiato ad interagire con ragazzi che lo possono comprendere e riconoscersi in lui; un gruppo di ragazzi di supporto lo aiuterà a ritrovare la voglia di vivere.
I conduttori del campo ed i terapeuti offriranno a Tariq una terapia sia individuale che di gruppo, per cercare di allentare la pressione psicologica che lo opprime: attività come il teatro, il canto, la pittura e il disegno lo aiuteranno ad alleviare il suo dolore.
Feraas Faris ha nove anni e frequenta la quarta elementare
Più di una volta è stato arrestato dai militari israeliani. Una volta è stato tenuto per molte ore coi fucili puntati alla testa e ripetutamente minacciato. È stato picchiato duramente e ne ha riportato cicatrici permanenti sul corpo. Soffre anche di problemi psicologici, come sonno agitato e incapacità di concentrazione. Non gli piace allontanarsi da casa e tende ad isolarsi. Gli è stato diagnosticato un PTSD (disturbo da stress post-traumatico).
Faris parteciperà all’attività del campo estivo per fuggire qualche ora al giorno dalla zona pericolosa in cui vive. Giocherà con altri bambini della sua età, prendendo parte alle attività ricreative.
Riceverà anche una terapia individuale e di gruppo, per cercare di alleviare gli effetti negativi del trauma subito.
Mustafa Jihad Tayem ha cinque anni, vive con la sua famiglia a Ramallah
Mustafa soffre molto a causa di una incursione di militari israeliani a Ramallah.
All’epoca aveva solo 3 anni e giocava sul balcone di casa: un carro armato israeliano iniziò a sparare a casaccio all’impazzata e molti colpi raggiunsero il balcone dove lui stava giocando.
Fu portato al Centro per la cura e riabilitazione delle vittime di tortura per la diagnosi e la terapia, perché non parlava e si era rinchiuso in sé. Gli venne diagnosticato un PTSD (disturbo da stress post-traumatico) ed è tuttora sottoposto a terapia individuale presso il centro.
Mustafa parteciperà alle attività del campo estivo per interagire con bambini della sua età, in modo da cercare di superare il suo isolamento.
Continuerà a ricevere terapia individuale e sarà inserito nella terapia di gruppo.
Ahmed Muneed Abuawad ha quattordici anni, frequenta la settima classe e vive ad Al-Ram, vicino a Ramallah
Ahmed si è trovato in mezzo al fuoco incrociato israeliano ed uno sparo lo ha raggiunto all’occhio sinistro: ha perso completamente la vista da quell’occhio, mentre l’occhio destro è molto debole. La ferita gli causa inoltre intensi dolori alla testa, il che ha pregiudicato il suo rendimento scolastico. Ahmed ha ora frequenti vuoti di memoria ed è tormentato da incubi ed affetto da sonnambulismo. Gli è stato diagnosticato un PTSD (disturbo da stress post-traumatico).
Ahmed parteciperà al campo estivo per interagire con altri bambini e prender parte alle attività ricreative e terapeutiche. Gli saranno date particolari opportunità di partecipare ad attività in cui è bravo, per incoraggiare l’autostima e il rispetto di sé.
Insieme al suo terapeuta si creerà un programma speciale per l’inserimento in attività che lo aiutino a reintegrarsi nella società.
Rawan Abulatifa ha diciassette anni, frequenta la nona classe e proviene dal campo profughi di Kalandia
La sua famiglia vive in una situazione economica disastrosa, molto al di sotto della soglia di povertà.
Rawan è stata traumatizzata dalla morte del fratello minore, che è stato ucciso dalle forze di occupazione israeliane quando aveva 12 anni. Inoltre il fratello maggiore si trova ora in una prigione israeliana.
Questi avvenimenti le hanno causato incubi, disturbi del sonno, nervosismo, pessimismo e isolamento; piange di continuo, ed il suo percorso di studi è stato gravemente compromesso.
Rawan riceverà un supporto terapeutico sia individuale che di gruppo durante le attività del campo estivo e si cercherà di coinvolgerla in attività ricreative: l’atmosfera serena in cui si troverà potrà alleviare i suoi sintomi.
Deena Hourani ha otto anni, frequenta la terza elementare, ha tre fratelli e vive a Ramallah
Nel 2001 lo zio di Deena venne brutalmente picchiato di fronte a lei e assistere a questo atto di violenza le ha provocato enuresi. Nell’aprile 2003 i militari israeliani fecero irruzione di notte nella casa di Deena ed arrestarono suo padre. Le circostanze dell’arresto furono molto violente: lei vide i soldati buttare giù la porta, distruggere tutto, trascinare l’intera famiglia giù dal letto, picchiare il padre, ammanettarlo e bendarlo prima di spingerlo in una jeep israeliana. La famiglia ignora tuttora dove egli si trovi, in quali condizioni di salute, quali siano le accuse a suo carico e quale sarà il suo futuro.
Deena si è ammalata fisicamente subito dopo l’arresto del padre e continua ad avere disturbi del sonno e si rifiuta di dormire da sola: essere lasciata sola può causarle attacchi di panico e grande paura.
È una paziente del TRC e continuerà a ricevere terapia individuale e di gruppo anche durante le attività del campo estivo.
La partecipazione alle attività ricreative le offrirà un’opportunità di cambiare atmosfera e un’occasione per sentirsi contenta.
Mohammed Abutaha ha sei anni, frequenta la prima classe, è il minore di cinque fratelli e risiede a Ramallah
Entrambi i genitori lavorano e la situazione economica della famiglia è tranquilla.
I suoi genitori lo hanno portato al TRC per una diagnosi ed una terapia dopo che è sopravvissuto ad un attacco israeliano: era in macchina con il padre quando un carro armato iniziò a sparare contro la loro auto. Mohammed e suo padre abbandonarono l’auto, fuggirono schivando letteralmente le pallottole e si ripararono in una casa vicina: il tank riposizionò il fuoco contro la casa. Questo attacco proseguì per ore e terrorizzò il ragazzino, che ora è aggressivo, ostinato, ha turbe del sonno, è molto riluttante ad uscire di casa ed è diventato isolato e chiuso in se stesso.
La partecipazione alla attività del campo lo aiuterà ad interagire con bambini della sua età, anch’essi sopravvissuti a traumi legati alla guerra.
Le attività ricreative gli forniranno un’evasione dai devastanti ricordi del suo trauma.
Mohammed riceverà terapia individuale e di gruppo, che lo aiuteranno a ridurre i sintomi del PTSD.
Mahmoud Hassan Nimr ha dodici anni e vive nel campo profughi di Kalandia
Il campo in cui vive è spesso bersaglio delle forze di occupazione israeliane .
La sua famiglia vive al di sotto della soglia di povertà.
Nel febbraio 2004, Mohammed è stato colpito da un proiettile di gomma al checkpoint di Kalandia: questa esperienza gli ha provocato agitazione fisica e psicologica. Gli è stato diagnosticato un PTSD (disturbo da stress post-traumatico), che lo paralizza per la paura.
L’attività del campo estivo lo incoraggerà ad interagire con altri bambini sopravvissuti a traumi simili; parteciperà alle attività ricreative che, oltre ad alleviare la sua tensione, gli permetteranno di allontanarsi almeno per un po’ dall’area di conflitto in cui vive.
Riceverà terapia individuale e di gruppo, per facilitargli il superamento del suo trauma.
Khader Mahmoud Khader ha dieci anni, risiede a Ramallah e frequenta la quarta classe
Khader vive in una famiglia di quattro figli ed è il più vecchio. La situazione economica della famiglia è molto instabile dato che il padre è un negoziante e l’economia della città è in declino.
Il 29 marzo 2002 dei jet israeliani bombardarono una stazione di polizia palestinese mentre Khader stava giocando vicino alla sua porta.
Il trauma ha avuto gravi effetti negativi su di lui. Il suo successo scolastico è stato molto compromesso ed egli non riesce più a concentrarsi; prova orrore quando deve lasciare la casa e rifiuta di dormire o di rimanere da solo. Ha incubi ricorrenti, un comportamento aggressivo e spesso appare nervoso e triste.
È stato scelto per partecipare alle attività del campo estivo 2004 per interagire con altri bambini, rompere la sua barriera di paura ed avere un aiuto per superare i suoi sentimenti negativi.
La natura ricreativa delle attività aiuterà Khader ad incontrare coetanei che hanno vissuto un trauma come lui, mentre le attività terapeutiche come le sedute di rilassamento e lo psicodramma lo aiuteranno ad superare le proprie sfide emozionali.
Yezen Mazen Hamdan ha undici anni, frequenta la quinta classe e risiede vicino al campo profughi di Amari
La casa della famiglia di Yezen è in una posizione critica e spesso si trova sulla linea degli spari: stare semplicemente seduto sul porticato della casa potrebbe essere pericoloso.
Il 1° dicembre 2003 il fratello maggiore di Yezen è stato colpito e ucciso dalle forze occupanti israeliane. Yezen era con suo fratello quando un tank israeliano ha iniziato a sparare a casaccio e l’ha ucciso.
La famiglia di Yezen piange la perdita del suo figlio maggiore ed è in forte apprensione per Yezen.
Il suo comportamento è molto cambiato da allora e gli è stato diagnosticato un disturbo da stress post-traumatico (PTSD).
Attività abituali, come andare a scuola, che Yezen faceva con suo fratello, ora sono diventate impossibili.
Yezen è seguito individualmente dal Centro di trattamento e riabilitazione per le vittime della tortura e parteciperà alle attività del campo estivo.
La sua partecipazione lo terrà lontano dall’atmosfera negativa della sua casa, lo coinvolgerà in terapie di gruppo e lo incoraggerà ad interagire con altri bambini.
Mohammed Rasim Yousef ha quattordici anni, frequenta l’ottava classe e risiede a Ramallah
Vive in una famiglia di nove figli ed è il terzo dei più grandi. Suo padre è attualmente disoccupato per le sue condizioni fisiche e la situazione economica familiare è al di sotto della soglia di povertà. La casa consiste in non più di una stanza, che riceve poca luce ed è poco aerata.
Il 3 maggio 2003 Mohammed fu duramente picchiato dai soldati israeliani con bastoni e con il calcio dei fucili. Rimase gravemente ferito e gli sono restati segni sia fisici che psichici.
Ha difficoltà di concentrazione ed i suoi risultati scolastici sono peggiorati.
È sempre in un perenne stato di sogno in cui rivive la sua orribile esperienza e durante la notte ha inquietanti incubi.
Il costante stato di paura in cui vive gli rende impossibile separarsi dai familiari, specialmente dalla madre.
È nervoso, aggressivo, isolato ed ha sviluppato una accentuata balbuzie e spasmi muscolari. Gli è stato diagnosticato un disturbo da stress post-traumatico (PTSD).
Mohammed è un eccellente candidato per l’attività del campo estivo, in quanto la terapia sia individuale che di gruppo che riceverà lo aiuterà a superare il suo malessere attraverso il rilassamento e lo psicodramma. Entrerà in contatto con ragazzi che hanno vissuto esperienze simili alle sue e poco per volta si avvicinerà agli altri attraverso attività ricreative.
Islam Abdeljawwad Aburedaha ha undici anni, frequenta la quinta classe e risiede nel campo profughi di Amari
Il 17 luglio 2002 il fratello minore di Islam raccolse un pacchetto lasciato dai soldati che esplose e lo uccise: aveva sette anni.
Questo incidente ha causato un grave trauma ad Islam e gli è stato diagnosticato un disturbo da stress post-traumatico (PTSD).
Con la partecipazione alle attività del campo estivo, Islam potrà sperimentare la terapia individuale e di gruppo. Le attività ricreative e terapeutiche lo aiuteranno a superare il suo trauma.
Mohammed Yousef Jadallah ha otto anni, frequenta la terza classe e risiede a Ramallah
Il 1° dicembre 2003 un amico di Mohammed fu ucciso dalle forze di occupazione israeliane. Mohammed vide il soldato puntare sul suo amico e cercò di spingerlo fuori dalla traiettoria dei proiettili, ma il ragazzo fu colpito e ucciso. Mohammed fu il testimone della tragedia ed ebbe l’incarico di darne notizia.
Ora vive in un sogno ad occhi aperti in cui riesce a spingere l’amico fuori dal pericolo ed è afflitto da incubi notturni.
Mohammed è stato incluso nelle attività del campo estivo per aiutarlo a superare il suo disturbo da stress post-traumatico ed i problemi comportamentali che sono insorti dopo la morte del suo amico.
La partecipazione al campo lo aiuterà ad interagire con altri bambini traumatizzati ed a superare la pressione psicologica che lo sta soffocando.
Ahmed Mohammed Khader ha dodici anni, frequenta la settima classe e risiede nel campo profughi di Amari
La situazione economica della sua famiglia è instabile e precaria.
Nel dicembre del 2003 i soldati israeliani demolirono la casa della famiglia di Ahmed e quella dei loro vicini.
Due dei loro vicini rimasero sepolti vivi sotto le macerie ed Ahmed vide i loro cadaveri attraverso i mattoni.
La famiglia di Ahmed anche se sta lottando per la pura sopravvivenza, ha notato l’improvviso cambiamento di carattere nel figlio.
Partecipare alle attività del Campo estivo aiuterà Ahmed a superare il disturbo da stress post-traumatico ed a modificare il suo comportamento. La natura ricreativa delle attività darà sollievo alla mente affaticata di Ahmed e la terapia lo aiuterà a superare il suo trauma.

