ricerca dell’UHWC

RICERCA DELL’UHWC

Union of Health Work Committees

SUL VILLAGGIO DI MARDA

INTRODUZIONE

Questa ricerca ha come obiettivo presentare la realtà del villaggio di Marda, delineare le problematiche che affliggono i suoi abitanti e definire i loro bisogni. Con un’ottica scientifica, vorrebbe porre le basi per un adeguato sviluppo che possa esser utile alla società locale – in tutte le sue parti – ed anche alle generazioni future, basandosi sulle sue ricchezze e risorse naturali nel pieno rispetto del contesto socio-politico-economico del villaggio.

Lo studio è stato effettuato adottando basi scientifiche per uno sviluppo permanente e secondo criteri prestabiliti che illustrano non solo la realtà di Marda, ma anche di altre località contadine confinanti nelle zone di Salfit e di Qalqilya, come parte di un programma per lo sviluppo promosso dall’Union Health Work Committees.

Seguendo criteri scientifici e oggettivi sono state raccolte, direttamente dalle fonti, informazioni dettagliate, in modo da poter essere utilizzate a seconda delle esigenze e delle richieste.

IL PIANO DI STUDIO

  • Ubicazione geografica
  • Cenni storici generali
  • Cenni socio-economici-politici
  • Agricoltura e pastorizia
  • L’istruzione nel villaggio
  • Mezzi di comunicazione
  • Telecomunicazione
  • Situazione idrica
  • Rifornimento di energia elettrica
  • Viabilità
  • Professioni e fonti di introito
  • Situazione della donna
  • Servizi sanitari

UBICAZIONE GEOGRAFICA

Il villaggio di Marda, a 440 metri di altitudine sul livello del mare, si trova a circa 7 km a nordest dalla città di Salfit.

Confina a nord con il villaggio di Giamai’in, ad ovest coi villaggi di Qyra e Kafal Hares, a sud con la città di Salfit ed a est coi villaggi di Iskaka e Yassuf.

Marda si estende su una superficie di circa 9.021 ettari, metà dei quali sono stati confiscati dalle autorità di occupazione per essere annessi all’insediamento di Ariel (una delle colonie israeliane più grandi della Cisgiordania).

Sui terreni del villaggio è stato eretto il Muro dell’Apartheid e passano le by-pass roads (rete autostradale ad uso esclusivo degli israeliani che collega fra di loro gli insediamenti in Cisgiordania). L’area edificata del villaggio ammonta a circa 821 ettari.

CENNI STORICI GENERALI

Marda si trova nella zona centrale della Palestina. Per questo motivo, nel passato, era una tappa pressoché obbligatoria per i viaggiatori.

Infatti, durante le epoche islamiche, il villaggio aveva conosciuto un periodo di gloria e tuttora risultano presenti dei siti archeologici che ricordano un mercato ed un albergo.

L’origine del nome Marda è piuttosto controverso. Con molta probabilità deriva dal siriano, dalla “marida” che vuol dire “luogo protetto”, ma anche “terra di rivolta e di ribellione”.

Al-Asmai’i (uno studioso palestinese) ritiene che il nome trae origine dalle caratteristiche del terreno della zona -sabbioso dove l’erba non cresce-. Secondo altri invece, il villaggio prende il nome da una famosa pietra preziosa.

Durante l’epoca dei Califfati il villaggio di Marda ha conosciuto un periodo di gloria. È poi stato teatro di vari eventi, soprattutto durante le Crociate, grazie al sostegno che dava agli eserciti islamici. La storia ricorda che, in seguito alla loro sconfitta nella battaglia di Hittin, i Crociati avevano tenuto a lungo Marda sotto stato d’assedio per poi entrarvi un venerdì durante le preghiere, compiendo un vero e proprio massacro e radendo al suolo quasi completamente villaggio.

Fra i suoi siti archeologici più importanti si possono menzionare varie grotte ed una sorgente d’acqua, scavate nelle rocce, che risalgono al periodo romano ed i resti di sette vecchie moschee tra le quali le moschee Al-Sciarki, Al-Awsat ed Al-Sciamama.

Nel villaggio si possono pure visitare vari siti come quello di Abu Rawwa’ e di Deir Bagiala, alcuni a carattere religioso come la residenza dello Sceicco Gium’a ad est del villaggio, oppure dello Sceicco Badr in pieno centro, senza dimenticare alcuni cimiteri storici come per esempio il cimitero Kattan Stir.

Secondo il censimento effettuato durante il periodo del Mandato Britannico nel 1922, gli abitanti di Marda erano 290 per arrivare nel 1945 a470. A settembre del 1967, all’indomani dell’occupazione israeliana, gli abitanti di Marda erano 763, per arrivare a 1.397 nel 1996.

Secondo l’ultimo censimento del maggio 2006, erano 2.467.

La maggior parte degli abitanti di Marda ha le sue origini negli eserciti islamici, che durante il periodo dei Califfati si erano insediati nel villaggio.

Un’altra parte delle sue origini, non trascurabile, ha a che fare con l’occupazione dei  territori nel 1948, in seguito alla Nakba (“catastrofe”), infatti,  molti palestinesi avevano trovato rifugio nel villaggio integrandosi completamente nel tessuto sociale.

In seguito all’occupazione del 1967 ed alla conseguente repressione, molti dei suoi abitanti hanno dovuto emigrare nei paesi arabi, in Europa e nelle due Americhe per poter sopravvivere.

CENNI SOCIO-ECONOMICI-POLITICI

Attualmente il villaggio è composto dalle seguenti principali famiglie: Al-Khafash, Ibdah, Sulaiman, Mansour, Sa’id, Abu-Bakr, Hagir, Abu- Shama, Al-Bara’sheh, Dar Ma’tuk, Dar Al-Summari e Dar Al-Diuk fra le quali esistono buoni rapporti.

Dal punto di vista politico, tutte le forze politiche nazionaliste ed islamiche sono presenti nel villaggio, dove convivono con vero spirito di unità nazionale.

Dal punto di vista architettonico, nel villaggio non sono pochi gli edifici storici. Purtroppo, sono quasi tutti disabitati, per l’assenza delle necessarie opere di restauro.

Gli abitanti risiedono quindi principalmente in edifici moderni, fatti di pietra e di cemento e costruiti lungo la strada principale del paese con una estensione più orizzontale che verticale.

Uno dei problemi principali che affliggono Marda è rappresentato dall’insediamento dei coloni israeliani che la minaccia nella sua stessa sopravvivenza.

Diverse decine di migliaia di ettari sono stati confiscate: terreni appartenenti a Marda ed ad altri villaggi vicini a favore di 24 colonie che compongono il principale insediamento israeliano in Cisgiordania. La colonia per eccellenza, quella di Ariel, si sta continuando ad espandere in modo strategico in tutta la valle avvicinandosi progressivamente alle case di Marda, dalle quali dista ormai soltanto pochi metri.

L’area originale di Marda è di 9.021 ettari. Ma di questi, 3.000 ettari sono stati confiscati a favore dell’insediamento di Ariel, altri 800 ettari per costruire il Muro dell’Apartheid, escludendo fuori dal Muro 800 ettari ed altri 300 per far passare la pass- road Samaria.

Quel che rimane del territorio è distribuito come segue:

Numero

Utilizzo

Superficie (in ettari)

percentuale

1

Strade

174,03

21,200

2

Cimiteri

1,58

1,920

3

Abitazioni “a”

356,73

42,270

4

Abitazioni “b”

193,06

23,500

5

Abitazioni “c”

55,28

7,000

6

Giardini pubblici

1,13

0,001

7

Centro storico

29,13

4,000

8

Centri pubblici

9,93

0,010

9

Siti archeologici

1,23

0,100

totale

822,10

100%

AGRICOLTURA E PASTORIZIA

L’agricoltura e la pastorizia versano in gravissime condizioni.

L’occupazione israeliana è il principale responsabile delle difficoltà che l’agricoltura ed i contadini devono affrontare.

La zona di Marda e dintorni viene spesso usata come discarica per i rifiuti solidi dei circondanti insediamenti.

I percorsi delle principali sorgenti idriche sono stati deviati verso la colonia di Ariel.

I terreni coltivabili rappresentano circa il 70% di ciò che è rimasto al villaggio dopo le varie confische.

Inoltre, grazie al Muro, una loro parte non trascurabile è rimasta tagliata fuori e quindi è diventata nei fatti inaccessibile.

I contadini, le loro proprietà, come pure i loro terreni coltivati ed i loro prodotti, sono soggetti a continue aggressioni e devastazioni da parte dell’esercito e dei coloni.

Ciò avviene regolarmente durante la stagione della raccolta delle olive. Sono ben note, a questo proposito, le campagne internazionali per la protezione dei contadini palestinesi durante la raccolta della olive.

Si coltivano soprattutto le olive (su circa il 70% dei terreni), in misura minore le mandorle, i legumi ed altri prodotti che servono a soddisfare il fabbisogno familiare.

Le problematiche che affliggono l’agricoltura a Marda sono molteplici. All’indomani della guerra del 1967 ed in seguito alle confische delle terre, molti contadini hanno dovuto abbandonare il lavoro dei campi per trasformarsi in semplice manodopera costretta a lavorare nelle fabbriche e nelle fattorie israeliane.

Nel corso degli anni, nessuna autorità, né israeliana né palestinese, ha proposto un piano per lo sviluppo dell’agricoltura nella zona.

Per esempio, in tutto il villaggio esiste una sola serra ed è totale l’assenza di manodopera specializzata nel settore. L’agricoltura continua a dipendere quasi esclusivamente dall’acqua piovana. Mancano i progetti ed i mezzi per raccogliere ed utilizzare l’acqua delle sorgenti presenti nel villaggio: acqua che viene di conseguenza sprecata.

Escludendo una piccola zona coltivabile piana all’interno del villaggio, i contadini per lavorare la propria terra continuano a far uso di mezzi tradizionali primitivi, adeguandosi alla natura collinare e rocciosa della zona, sulla quale risulta difficile far arrivare ai campi i mezzi meccanici (già di per sé pochi e rudimentali).

A Marda manca un frantoio moderno, per cui i contadini sono costretti a portare il loro raccolto ai paesini vicini sobbarcandosi costi elevatissimi di trasporto.

Poi subentra il problema della distribuzione e della vendita dell’olio.

L’esportazione è vietata. Inoltre è molto difficile, visto lo situazione di blocco, riuscire a distribuire l’olio in altre zone della Palestina.

La concorrenza locale diventa quindi alta con un conseguente abbassamento dei prezzi.

Per tutti questi motivi, visto il suo scarso rendimento, molti abitanti di Marda hanno abbandonato l’agricoltura che rappresenta ormai una fonte di sostentamento solo per una piccola percentuale di proprietari di terreni.

Pure la pastorizia ha subito un gravissimo colpo. La continua confisca dei terreni tradizionalmente utilizzati come pascoli, lo stato di chiusura grazie al Muro ed ai sempre presenti check-points, l’elevato costo di fieno e mangime, le continue aggressioni ai pastori da parte dei coloni con furto di intere greggi, l’impossibilità di garantire una adeguata assistenza veterinaria, nonché l’elevato costo dei farmaci necessari (sempre che risultino reperibili) hanno determinato il progressivo abbandono di questa fonte di reddito.

ISTRUZIONE

Nel corso dei secoli, il villaggio è stato un centro molto importante per la scienza.

I libri di storia riferiscono che lì sono nati una sessantina fra scienziati e scienziate, soprattutto in teologia ed in materie umanistiche.

A Marda hanno vissuto Omar Ben Youssef Ben Ahmad Ben Babel Ben ‘Izaz Almardawi Zeid Addin Alhanbali, nato nel 621° anno lunare, e Abdallah Ben Abi Attaher Ben Muhammad Ben Abi Almakarem Muhammed Almardawi Abu Abderrahim, nato nel 620° e morto nel 721° anno lunare e sepolto nel villaggio.

Per ulteriori informazioni sulla storia della scienza e degli scienziati nel villaggio di Marda si può consultare “Biladuna Falastin” (Il Nostro Paese Palestina) oppure Algiamai’iat.

A parte la scuola dell’obbligo, attualmente a Marda ci sono due licei ad indirizzo classico: uno maschile e l’altro femminile.

Al primo risultano iscritti, nell’anno scolastico in corso, 279 studenti che dovrebbero diventare l’anno prossimo 292.

Il fenomeno dell’abbandono scolastico colpisce circa l’1% degli studenti.

La percentuale di coloro che non superano gli esami della maturità non supera il 7%.

Il corpo docente è tutto laureato tranne i professori di educazione artistica.

L’edificio che ospita la scuola è stato costruito nel 1951 e le aule sono piccole. Sono pressoché assenti spazi per le attività sportive e musicali. L’unico cortile ed i due servizi igienici presenti sono insufficienti ed alcune parti della struttura sono diroccate.

Urgono lavori di restauro per rendere la scuola più sicura e più adeguata.

Il servizio fornito dall’infermeria non va oltre al pronto soccorso.

La scuola è dotata di un’aula d’informatica e di un laboratorio, però l’attrezzatura è alquanto vecchia e non copre le necessità degli alunni.

La libreria, che è priva di un adeguato arredamento e di un sistema audiovisivo, risulta povera di libri soprattutto scientifici e enciclopedie.

Le ragazze iscritte al liceo femminile sono 283 ed il prossimo anno scolastico dovrebbero arrivare a 290.

Il fenomeno di abbandono scolastico colpisce circa l’1% delle studentesse.

La percentuale di quelle che non superano gli esami della maturità si aggira attorno al 5%. Le 19 professoresse che vi insegnano sono tutte specializzate tranne quelle di educazione artistica e di matematica.

Questa scuola presenta le stesse carenze che si riscontrano nel liceo maschile.

L’80% dei diplomati proseguono i loro studi nelle università locali.

Nel villaggio ci sono tre scuole materne che accolgono 75 bambini, invece sono del tutto assenti gli asili nidi: una carenza grave visto il crescente numero di mamme che si inseriscono nel mondo del lavoro.

Nel villaggio non c’è nemmeno un liceo scientifico e neppure una scuola tecnica. Di conseguenza, chi intende effettuare tali studi è costretto a fare il pendolare fra Marda ed i paesi adiacenti, sottoponendosi ai relativi costi ed esponendosi alle continue aggressioni da parte dei coloni e dell’esercito israeliano durante gli spostamenti.

Manca inoltre un programma specifico per l’alfabetizzazione degli anziani del villaggio e per affrontare il crescente problema dell’abbandono scolastico.

Oltre a tutte le problematiche sopradescritte, occorre sottolineare le difficoltà che gli studenti e gli insegnanti devono affrontare quotidianamente per poter raggiungere le scuole viste le continue chiusure ed i posti di blocco imposti dagli israeliani, per non parlare dei continui arresti ai quali sono esposti.

Tutto ciò rende spesso impossibile il regolare svolgimento delle attività scolastiche.

COLLEGAMENTI CON MARDA

Marda si trova all’interno di un enclave con un’unica via d’uscita.

Il villaggio è circondato ad ovest ed a nord dalla bypass road Al-Samera (autostrada ad uso esclusivo degli israeliani) e da una barriera metallica, a sud dall’insediamento di Ariel e dal Muro.

L’accesso occidentale al paese è stato chiuso con enormi quantità di detriti, di rifiuti e di terra rendendolo impercorribile se non a piedi.

Quindi l’unica via per entrare nel villaggio è un cancello metallico sul suo versante orientale.

I mezzi di trasporto da/per il villaggio sono auto private ed un unico furgoncino (tipo Ford transit) che possono/devono attraversare tale cancello metallico sotto il controllo dei militari israeliani.

Ovviamente la situazione diventa difficile se non insostenibile di notte ed in casi di emergenza.

Nel villaggio circolano alcuni mezzi di trasporto non ben identificati guidati da soggetti sospetti.

È superfluo sottolineare che i costi dei trasporti sono altissimi visto l’elevato costo del carburante nonché la sua scarsità a causa delle continue chiusure imposte dagli israeliani.

LA TELECOMUNICAZIONE

La situazione di Marda è analoga a quella esistente nei villaggi vicini.

Esiste una rete telefonica fissa, però la percentuale degli abbonati non supera il 30% dei residenti.

Più del 20% degli abitanti del paese hanno visto le loro linee telefoniche bloccate in seguito ai debiti accumulati nel corso degli anni.

Mancano del tutto telefoni pubblici, mentre risulta molto diffuso il ricorso alla telefonia mobile.

A Marda non ci sono centri internet ed il villaggio non è fornito dal servizio ADSL.

L’ACQUA

Marda si trova su una falda acquifera e la zona risulta ricca di varie sorgenti d’acqua.

Purtroppo tale risorse sono scarsamente utilizzate dagli abitanti del villaggio.

Le autorità israeliane hanno scavato vari pozzi artesiani per gli insediamenti.

La quota idrica, notevolmente ridotta, che rimane a disposizione dei palestinesi è fortemente inquinata.

Inoltre, mancano i mezzi necessari per raccoglierla, trattarla ed usarla a scopi domestici ed agricoli.

Nel paese esistono vari pozzi ad uso familiare per la raccolta dell’acqua piovana.

Fino ad una decina di anni fa, il villaggio dipendeva esclusivamente dalle acque dei sorgenti.

Nel 1995, l’azienda Mikorot (israeliana) ha collegato il villaggio alla rete idrica israeliana. Tale collegamento è stato effettuato con un evidente pressappochismo, soprattutto nelle diramazioni collaterali. Sono state usate delle tubature di pessima qualità e senza isolanti.

Attualmente il villaggio riceve circa 4.200 metri cubi d’acqua al mese, con una quota di 2 metri cubi mensili a testa, da paragonarsi ai 25-30 metri cubi riservati ai coloni israeliani degli insediamenti circostanti. Tale quantità risulta appena sufficiente per l’uso domestico soprattutto durante la stagione estiva. In quel periodo inoltre, le case dislocate sulle colline vedono completamente interrotto il rifornimento dell’acqua per la mancanza di un serbatoio con una relativa pompa.

L’unico serbatoio presente a Marda è vecchio e in disuso: occorre costruirne uno nuovo e collegarlo direttamente con la sorgente con una pompa adeguata.

Resta da sottolineare che nessuna istituzione, locale o nazionale, si è mostrata interessata ad elaborare un piano per dare un adeguato sviluppo della rete idrica del villaggio.

RIFORNIMENTO DI ENERGIA ELETTRICA

Fino al 1985, anno in cui Marda è stata collegata con l’azienda elettrica israeliana, il villaggio riusciva a soddisfare il suo fabbisogno di energia elettrica ricorrendo all’uso di generatori locali.

La rete locale, gestita dal Consiglio del Villaggio, copre quasi tutto il paese.

Siamo di fronte ad un utilizzo esclusivamente domestico dal momento che non ci sono impianti industriali.

L’elettricità si interrompe solo per brevissimi momenti, per esempio durante i lavori di manutenzione oppure a causa di temporali.

Il consumo complessivo del villaggio è di circa 60.000 kilowatt mensile con una media di 25 kilowatt per ogni cittadino.

È pressoché impossibile prevedere in queste condizioni un piano di sviluppo e l’illuminazione delle strade e dei luoghi pubblici resta scarsa e limitata ad alcune fasce orarie.

Inoltre, vista la grave situazione economica in cui versa il villaggio, molti non riescono a adempiere al pagamento dei relativi consumi.

VIABILITÀ NEL VILLAGGIO

A Marda esiste una strada principale, lunga 2 chilometri e larga 5 metri, che attraversa il villaggio dal suo ingresso orientale a quello occidentale.

La strada, da poco asfaltata ed in buone condizioni, è fornita da un lato solo di un marciapiede largo 80 centimetri. Manca il marciapiede del lato opposto perché è continuamente esposto durante l’inverno alle frane.

Il villaggio, trovandosi rinchiuso tra l’insediamento di Ariel e la bypass road israeliana, ha una struttura urbanistica alquanto caotica.

Il suo sviluppo orizzontale e verticale avviene in modo spontaneo, senza piano regolatore, semplicemente per soddisfare i bisogni abitativi.

Di conseguenza, anche le strade e le vie secondarie sono casuali, spesso non asfaltate, prive di illuminazione e di marciapiedi.

PROFESSIONI E FONTI DI REDDITO

Fino a qualche anno fa, l’80% dei lavoratori di Marda trovava impiego all’interno della linea verde. Il protrarsi dello stato di chiusura e di assedio, le difficoltà di spostamento all’interno dei territori dell’Autorità Palestinese e l’impossibilità di essere assorbiti nel mercato locale, li hanno resi disoccupati a gran maggioranza.

L’agricoltura con le sue difficoltà e i suoi elevatissimi costi, rappresenta ormai una fonte di reddito per una ristrettissima percentuale di abitanti.

A Marda non ci sono industrie e sono pochissimi gli uffici pubblici o privati. Questi ultimi assorbono circa il 5% della forza lavoro.

Esiste qualche falegnameria, impresa edile e negozio, però sono per lo più a gestione familiare. Impiegano una parte della manodopera con qualche specializzazione (elettricisti, fabbri, edili, fresatori, sarti, idraulici…), senza superare però il 15% della forza lavoro.

Attualmente la disoccupazione a Marda raggiunge il 60%.

In linea generale si può dire che lo stipendio medio mensile delle famiglie è molto basso oltre ad essere non costante.

Molte famiglie vivono al di sotto del livello di povertà e dipendono per la loro sopravvivenza dagli aiuti umanitari.

SITUAZIONE DELLA DONNA

Le donne rappresentano circa il 50% degli abitanti di Marda.

Si sposano per lo più all’età di 17 anni ed in media hanno 5 o 6 figli.

Le donne risultano molto impegnate nelle attività sociali e politiche. Infatti, alcuni membri del Consiglio Locale sono donne. Alcuni settori come l’agricoltura, l’insegnamento, la sartoria e la sanità vedono una discreta partecipazione delle donne, senza però superare il 2% della forza lavoro impegnata.

Infatti, vista la cultura e le tradizioni dominanti, il ruolo della maggior parte delle donne rimane confinato dentro le mura domestiche.

La donna a Marda soffre di una serie di problematiche sociali ed economiche. La gravissima situazione economica che colpisce il villaggio ovviamente si riflette maggiormente sugli anelli più deboli della società.

Sono poche le donne che riescono a proseguire i loro studi universitari (vista la situazione economica si preferisce garantire gli studi ai figli maschi).

Gli stipendi percepiti dalle donne lavoratrici sono sempre alquanto più bassi rispetto ai loro colleghi maschi.

A Marda permangono ancora i fenomeni del matrimonio precoce, del matrimonio tradizionale con uomini della propria famiglia senza poter dare il proprio parere, e della poligamia.

Ad aggravare ulteriormente la situazione delle donne sono il divorzio, la violenza domestica, i molti figli e le tradizioni che spesso limitano i loro movimenti.

A conseguenza del loro impegno politico, molte donne hanno conosciuto le carceri israeliane.

In seguito all’arresto o all’uccisione dei loro mariti, alcune hanno dovuto assumersi la responsabilità di sostenere la propria famiglia.

Non sono poche le donne che hanno dovuto partorire ai numerosi posti di blocco che circondano il villaggio o ad abortire per le pratiche dell’esercito israeliano (esposizione protratta ai lacrimogeni, stress da paura, ecc.).

Da anni, l’Unione dei Comitati delle Donne Palestinesi svolge una campagna di sensibilizzazione delle donne a Marda organizzando degli incontri ed assemblee cittadine di varia natura.

Mancano a Marda centri specifici per aiutare le donne ad emanciparsi ed a sviluppare una propria personalità indipendente con maggior consapevolezza dei propri diritti.

Risultano del tutto assenti gli asili nidi che potrebbero rendere le donne più libere e quindi con la possibilità di lavorare fuori casa o studiare.

Sono allo stato di studio da parte dell’Unione dei Comitati delle Donne Palestinesi alcuni microprogetti individuali o collettivi che hanno come interlocutrici le donne.

I SERVIZI SANITARI NEL VILLAGGIO

La situazione sanitaria nel villaggio di Marda è piuttosto drammatica.

L’unico centro funzionante è un ambulatorio per l’assistenza materno-infantile gestito dal Ministero della Sanità palestinese. Vi lavora un medico per due giorni alla settimana ed una infermiera per cinque giorni. Il servizio si limita a garantire un’assistenza medica generale.

A parte questo centro risultano del tutto assenti altri presidi sanitari.

Non c’è neppure una farmacia oppure un laboratorio per le analisi.

Fra gli abitanti del villaggio ci sono: tre infermiere, un ortopedico, un tecnico di radiologia e due tecnici di laboratorio, ma lavorano nei villaggi circostanti, come molti medici e specializzati, nativi di Marda, che sono all’estero.

Nel villaggio ci sono alcune malattie croniche come per esempio il diabete.

Il Ministero della Sanità palestinese, il Medical Relief e la Luna Rossa Palestinese conducono varie campagne e corsi di sensibilizzazione sanitaria presso la sede dell’Unione delle Donne o del Consiglio Locale. Alcune di queste attività sono gratuite, altre vengono effettuate dietro un modico contributo da parte della cittadinanza.

Visto il luogo dove si trova il villaggio, lo stato d’assedio al quale è continuamente soggetto, lo stato di chiusura ed i ripetuti coprifuochi diventa urgente fornire Marda di un Pronto Soccorso con la presenza costante di un medico e di un’ambulanza.


FONTI
Libri e fonti storiche

  • Interviste fatte a vari personaggi di Marda: anziani, contadini, studenti, operai, donne…
  • Varie relazioni
  • Consiglio Locale
  • Scuole
  • Gruppi di studio
  • Ministero della Sanità palestinese
  • Ministero dell’Agricoltura palestinese
  • Autorità Locale
  • Internet