mar 18 2013

Per non dimenticare… il diritto al ritorno. Tutti a Gaza 2013

Siamo donne e uomini che ritengono che il diritto al ritorno sia un punto irremovibile e centrale per il futuro del popolo di Palestina. Nessun risarcimento potrà mai ripagare le sofferenze e le privazioni di decenni di diaspora, ma il riconoscimento di questo diritto è l’unico modo per poter pensare ad una soluzione che ponga fine all’occupazione delle terre palestinesi.

Per queste ragioni crediamo che si debba ricordare a noi e al mondo che l’occupazione ha generato una terribile diaspora del popolo di Palestina e che oggi ci sono palestinesi in Libano, come in Giordania, Siria, Iraq e altri Paesi – non ultimo il nostro Occidente – ma che ci sono palestinesi rifugiati nella stessa Palestina. 

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set 17 2012

Sostieni la continuità dei Comitati di Lavoro per la Sanità

Appello Urgente


HWC – Health Work Commitees

I Comitati di Lavoro per la Sanità (Health Work Committees – HWC) sono nati nel 1985 nella città occupata di Gerusalemme per far fronte allo stato di sofferenza del nostro popolo Palestinese vista la negligenza delle autorità d’occupazione. Un gruppo di palestinesi operanti nel settore della sanità hanno valutato la situazione prendendo in considerazione la necessità di fondare una istituzione che si occupasse delle condizioni sanitarie dei palestinesi dei territori occupati.

La “vision” di HWC afferma: “Una società Palestinese libera deve avere diritto alla salute, totale e onnicomprensivo.”

La nostra “mission”: “La HWC è una istituzione civile Palestinese che opera per lo sviluppo sociale e sanitario dei territori Palestinesi occupati, con un approccio che si basa sui diritti dei cittadini, fornendo servizi sanitari a tutti i settori della società, soprattutto ai poveri e agli emarginati. Inoltre, crea e propone dei modelli di sviluppo con lo scopo di influenzare e sostenere le relative politiche, legislazioni e programmi.”

La HWC eroga le sue prestazioni attraverso 17 ambulatori e centri sanitari disseminati in tutta la Cisgiordania, oltre agli ambulatori mobili che forniscono i loro servizi a 22 aree marginalizzate e isolate a causa dell’occupazione.

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mar 11 2012

L’8 per mille dei valdesi al progetto Saving Children? Noi non siamo d’accordo

La Chiesa Valdese ha deciso di destinare parte dei fondi dell’8 per mille al progetto Saving Children del Centro Peres, un progetto che negli scorsi anni è stato ampiamente criticato e contestato.
Negli scorsi mesi sono state inviate lettere ai valdesi per dissentire da questa scelta spiegandone le ragioni, e a tali dissensi è stato risposto invitando a visitare questo link:
http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/index_commenti.php?id=1302

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ott 13 2011

Prigionieri palestinesi: lettera da inviare al primo ministro Netanyahu

Appello di Addameer, organizzazione palestinese per i diritti dei prigionieri

Riportiamo la lettera che l’associazione palestinese per la difesa dei detenuti nelle carceri israeliane chiede di inviare al primo ministro israeliano Netanyahu e alle ambasciate israeliane dei propri Paesi. L’obiettivo è fare pressione sulle autorità d’Israele affinché migliorino le condizioni di vita nelle carceri.

Vedi su Alternative Information Center

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lug 4 2011

Mobilitazioni in tutta Italia a sostegno della Freedom Flotilla bloccata nei porti della Grecia

Fate pressioni sul Governo greco
Campagna di boicottaggio alla Grecia
Striscioni e bandiere alle finestre


CAGLIARI 3 LUGLIO dalle 18,oo alle 21,oo in Piazza San Cosimo sit-in di solidarietà con la 2° Freedom Flotilla bloccata dal governo Greco ad Atene. L’Associazione Amicizia Sardegna Palestina
ROMA 4 LUGLIO presidio davanti all’Ambasciata greca in Via Mercadante
BOLOGNA 4 LUGLIO SIT – IN ORE 17,30 DAVANTI AL CONSOLATO GRECO IN VIA INDIPENDENZA 67
MILANO 4 LUGLIO ore 17:30 PRESIDIO davanti al consolato greco in Viale Beatrice d’Este, 1 che dà il via all’assedio permanente del consolato, che durerà fino a quando il governo greco non consentirà la partenza di tutte le navi della coalizione.
NAPOLI 4 LUGLIO ore 18 PRESIDIO in piazza del Gesù in sostegno della FF2
FIRENZE 4 LUGLIO PRESIDIO ore 17:00 davanti al Consolato di Grecia, in via Cavour 38.
PALERMO 4 LUGLIO PRESIDIO ore 17:00 – 20:30 PIAZZA GIUSEPPE VERDI
PARMA 4 LUGLIO PRESIDIO ore 18:00 – 21:00 Piazza GARIBALDI
BARI 4 LUGLIO PRESIDIO h 19 davanti al consolato greco in Via Giovanni Amendola, 172

TORINO 5 LUGLIO ore 18 presidio davanti alla prefettura in piazza Castello a Torino contro il governo italiano complice del blocco della Fredom Flotilla 2. Il governo greco, ricattabile e ricattato, ha obbedito agli ordini di Israele, UE, USA e ONU.ISM-Italia

BRINDISI 5 LUGLIO alle ore 18.00, Consolato Greco, Via Giovanni Tarantini 52 (nei pressi di piazza santa Teresa) PRESIDIO IN SOSTEGNO DELLA FREEDOM FLOTILLA

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lug 2 2011

Il Mediterraneo non è proprietà di Israele.

Comunicato stampa e mobilitazioni in Italia

Freedom Flotilla Italia – Comunicato stampa 1 luglio 2011

La nave Statunitense “Audacity of Hope” ha deciso di tenere fede al proprio nome ed è salpata, per essere bloccata dopo un quarto d’ora di navigazione dalle autorità portuali greche che hanno intimato agli attivisti di tornare in porto ad Atene minacciando l’equipaggio ed i passeggeri con le armi. Stesso tentativo e stesso esito per la nave canadese Taharir. Intanto una nota del Ministero per la sicurezza interna greco mostra tutta la subalternità del governo di Papandreou alle politiche israeliane, dichiarando che la Grecia vieta alle barche della Freedom Flotilla 2 di salpare per Gaza. Continue reading

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giu 29 2011

FACCIAMOCI SENTIRE!

Molte navi della Freedom Flotilla 2, fra cui la “Stefano Chiarini”, sono all’ancora in alcuni porti della Grecia, pronte a partire. Le autorità greche frappongono continui ostacoli di carattere burocratico alla loro partenza, in conseguenza delle pesantissime pressioni esercitate dal governo di Israele.
Iniziamo a sollecitare le autorità della Grecia affinché non cedano alle pressioni israeliane e consentano la partenza delle navi, anche in considerazione del fatto che il prolungarsi della loro permanenza nei porti sta rendendo possibile il lavoro dei sabotatori: dopo una nave greca, è stata sabotata la nave irlandese, che ha riportato seri danni.

Invitiamo tutte e tutti a scrivere all’ambasciata di Grecia in Italia, all’indirizzo gremroma@tin.it , a telefonare al n. 06-8537551 e ad inviare fax al n. 06-8415927.
Proponiamo un testo base per le mail ed i fax:

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mag 30 2011

Contro la kermesse di Israele a Milano

FIRMA LA PETIZIONE

A: La Regione Lombardia, la Provincia e il Comune di Milano

Siamo dalla parte dei palestinesi.
A chi rifiuta la guerra, sempre e comunque. A chi non accetta che nel 2011 ancora sopravvivano regimi di apartheid. A chi pensa che ogni persona ed ogni popolo abbia il diritto di autodeterminarsi, senza dover sottostare alla volontà e ai permessi (cinicamente poi sempre negati) di un altro governo. Continue reading

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mag 28 2011

Firma la petizione al Presidente Napolitano per dimostrare il sostegno alla Freedom Flotilla II – Restiamo Umani

Chiediamo che le istituzioni italiane facciano pressione su Israele per assicurare che i passeggeri non siano attaccati violentemente e che la Freedom Flotilla II – Restiamo Umani, in partenza a fine giugno 2011 riesca ad arrivare a Gaza, in conformità con il diritto internazionale.

Firma la petizione al Presidente Napolitano per dimostrare il crescente sostegno pubblico per porre fine all’assedio di Gaza e in favore dei diritti dei Palestinesi.

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mag 28 2011

Appello di 21 intellettuali israeliani «Sì all’indipendenza palestinese»

In un lettera indirizzata all’Europa, l’ex presidente della Knesset Burg e altre 20 personalita’ dello Stato ebraico criticano duramente Obama e Netanyahu e chiedono riconoscimento dichiarazione unilaterale Stato palestinese

di Michele Giorgio*

Ci sono anche l’ex presidente della Knesset Avraham Burg e il premio Nobel Daniel Kahneman tra i firmatari dell’appello a riconoscere la dichiarazione unilaterale di indipendenza palestinese, elaborato da un gruppo di 21 personalità d’Israele e intellettuali vicini al «Movimento di Solidarietà con Sheikh Jarrah» (Gerusalemme est), rivolto all’Europa e alla comunità internazionale. Il documento, che verrà diffuso oggi dai media locali e che il manifesto ha ottenuto ieri in anticipo, è una risposta ai discorsi pronunciati nei giorni scorsi negli Stati Uniti dal presidente Usa Barack Obama e dal premier israeliano Benyamin Netanyahu, contrari all’iniziativa annunciata dal presidente palestinese Abu Mazen di rompere l’impasse facendo ricorso all’Assemblea Generale dell’Onu il prossimo settembre. Continue reading

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mag 19 2011

Il compagno Sa’adat esprime la speranza per una nuova era di democrazia e unità palestinese

Il compagno Ahmad Sa’adat, segretario generale del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina, ha dichiarato in un comunicato stampa del 6 maggio 2011, dalla sua cella in isolamento nelle prigioni dell’occupante, che spera che la firma di un accordo di riconciliazione tra Fateh e Hamas porti ad un accordo più generale tra tutte le fazioni e le forze sociali e politiche per voltare pagina una volta per sempre sulle divisioni e sulla mancanza di democrazia.
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mag 2 2011

GAZA, STIAMO ARRIVANDO. CON VITTORIO NEL CUORE.

Con l’approssimarsi della manifestazione nazionale del 14 maggio, vogliamo rivolgere un appello a tutte le associazioni, le forze politiche e le personalità che hanno aderito al progetto della Freedom Flotilla per far cessare l’assedio di cui i Palestinesi della Striscia di Gaza sono vittime da anni.

Le dichiarazioni del Ministro degli Esteri egiziano sull’ipotesi di un’apertura permanente del valico di Rafah ci incoraggiano ancora di più nel nostro progetto di raggiungere la Striscia via mare, sfidando il blocco israeliano insieme a tutte le organizzazioni della coalizione internazionale della Freedom Flotilla 2 – Stay Human
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apr 15 2011

Per l’immediato rilascio di Vittorio Arrigoni

International Solidarity Movement
Free Gaza Movement

For immediate release

[14 aprile 2001] Oggi, il nostro amico e compagno, Vittorio Arrigoni, giornalista e difensore dei diritti umani di attivo nella Striscia di Gaza, è stato rapito dai salafiti, un gruppo molto piccolo ed estremista operante a Gaza.
Vittorio è stato attivo per la causa palestinese per quasi 10 anni.
Negli ultimi due anni e mezzo, è stato a Gaza con l’International Solidarity Movement, monitorando violazioni dei diritti umani da parte di Israele, sostenendo la resistenza popolare palestinese contro l’occupazione israeliana e diffondendo informazioni sulla situazione a Gaza verso l’Italia. Era a bordo della barca del Free Gaza Movement nel 2008 per la rottura dell’assedio e fu incarcerato nelle prigioni israeliane più volte. Continue reading

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apr 14 2011

LIBERATE SUBITO VITTORIO ARRIGONI!

Vittorio Arrigoni è stato sequestrato nella Striscia di Gaza. Vittorio è un amico del popolo palestinese, rischia quotidianamente la sua vita per essere vicino alle sofferenze degli uomini e delle donne di Gaza assediata. Vittorio è un amico della Freedom Flotilla, che fra poche settimane partirà per portare solidarietà e aiuti umanitari nella Striscia di Gaza assediata. Gli amici del popolo palestinese, gli amici di Gaza assediata vogliono VITTORIO LIBERO SUBITO!

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mar 1 2011

Petizione urgente di solidarietà con Mohammad Bakri

Nel 2008, decine di registi, attori, sceneggiatori italiani aderirono alla campagna “Il pessottimista” attraverso cui si portò a conoscenza dell’opinione pubblica il fatto, in se aberrante, di un vero e proprio attentato alla libera espressione artistica. “Jenin, Jenin” venne proiettato in 56 sale italiane; Mohammad Bakri raccontò la propria vicenda a Napoli, Roma, Siena, Bologna e Torino; molti media italiani riportarono la notizia ed, infine, Hareetz dedicò diversi articoli al caso.

La prima sentenza del tribunale israeliano di Petah Tikva, il 30 giugno 2008, conteneva il peggio dell’ambiguità giuridico-politica: dichiarava infatti che i querelanti (5 soldati) non erano stati diffamati dal film – quindi l’imputato andava assolto – ma piuttosto era l’intero esercito israeliano ad esser stato diffamato …. ecco come si è arrivati al nuovo, attuale processo.

È una vicenda talmente assurda – prima che tragica – che la semplice “emersione” mediatica rivelerebbe i metodi e la prassi della “unica democrazia del Medio Oriente”: quindi la diffusione del presente appello risulta primario per veramente aiutare, attraverso Mohammad, il principio basilare della libertà di espressione.


Fermate la persecuzione politica dell’attore e regista Mohammad Bakri

C’è un crescente razzismo in Israele contro gli Arabi, che costituiscono più del 20 % dei cittadini. Lo stato stesso contribuisce a questo clima di razzismo. Le agenzie governative cercano di intimidire i rappresentanti politici dei cittadini arabi. Membri dei partiti del governo di coalizione stanno introducendo nel parlamento israeliano una serie di proposte di legge, sempre più razziste.

Il governo non fa niente per contrastare il dilagante proclama emesso da una dozzina di importanti rabbini: un appello per espellere i cittadini arabi dai quartieri delle città di Safed, Tel Aviv, Bat Yam e altrove.

In linea con tutto ciò, si stanno usando i tribunali per un attacco concertato contro il regista e attore Mohammad Bakri: è perseguitato per l’uso della sua arte che documenta i crimini dello stato di Israele e del suo esercito.

Bakri aveva ragione quando, commentando la sua persecuzione disse: “Nessuno mi ha fatto causa quando, oltre i film sulle vittime dell’Olocausto, ho partecipato ai film sul genocidio armeno e dei crimini contro i curdi. Perché allora vengo perseguito perché ho fatto il film “Jenin Jenin”, sull’attacco dell’esercito israeliano al campo profughi di quella città, nella primavera del 2002 ?”.

Noi sappiamo cosa c’è dietro la causa legale dei soldati israeliani contro Bakri. Questi soldati non sono né mostrati, né menzionati nel film. E’ evidente che questa accusa contro Bakri è un tentativo di azzittire una voce importante che ha osato rivelare la verità sull’occupazione israeliana.

Bakri ha osato sfidare la “narrativa” dell’ occupante. Lui viene perseguito con lo scopo di mandare un chiaro messaggio a tutti coloro che potrebbero essere tentati di rivelare le verità che sono imbarazzanti per l’egemonia razzista in Israele.

La causa contro Bakri è semplicemente un espediente per una campagna di intimidazione, che mira a mettere a tacere tutti coloro che osano dire la verità sulle ingiustizie che lo stato Israeliano sta infliggendo ai Palestinesi.

Gli artisti e gli intellettuali di tutto il mondo dovrebbero dare il loro supporto a coloro che in Israele provano a resistere a questa vile campagna di intimidazione. Facendo ciò, aiuteranno a salvare ciò che ancora è rimasto in quel paese del diritto alla libertà di pensiero, alla libertà di espressione, alla libertà della creazione artistica.

Noi, i sottoscrittori avvertiamo tutti gli israeliani: oggi stanno abusando dei tribunali per intimidire Mohammad Bakri; un giorno toccherà a voi.

Ai tribunali israeliani diciamo: invalidate questa insensata causa contro Mohammad Bakri.

Altrimenti trascinerete lo stato di Israele e le sue istituzioni in un ulteriore discredito.

Si può sottoscrivere la petizione, cliccando su:
Solidarity with the actor Mohammad Bakri Petition

Oppure mandare una mail di solidarietà all’indirizzo: jenin.jenin48@gmail.com

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gen 13 2011

Boicottiamo l’economia di guerra e di apartheid dello stato di Israele

SABATO 12 FEBBRAIO 2011, alle ore 14.00 INIZIATIVA NAZIONALE A LIVORNO AL TERMINAL PASSEGGERI DI FRONTE A PIAZZA DEL LUOGO PIO.
PORTO CHE OGNI MESE VEDE APPRODARE DECINE DI NAVI MERCANTILI ISRAELIANE.

La lista delle compagnie italiane che commerciano con le compagnie e lo Stato di Israele

Il boicottaggio è una forma di protesta e di pressione che va usata contro chi con la forza espropria i popoli della loro libertà e sfrutta le risorse degli altri adottando politiche coloniali e sradicando popolazioni intere dalle loro terre per costruire nuove colonie illegali. Questo è quanto accade al popolo palestinese per mano di Israele.
Oggi davanti agli occhi del mondo il governo coloniale israeliano mette sotto completo assedio la popolazione palestinese della Striscia di Gaza, costringendo oltre un milione e mezzo di persone a vivere nella più grande prigione a cielo aperto del mondo, impedendo il passaggio costante e sufficiente dei generi di prima necessità.

Il governo israeliano imprigiona migliaia di persone (circa 11.000), costruisce quotidianamente colonie illegali, distrugge case e terreni coltivati, attua sistematicamente una vera e propria pulizia etnica con metodi criminali, usa contro il popolo palestinese armi non convenzionali al fosforo bianco.

E’ chiaro che lo stato sionista di Israele, sin dalla sua nascita, altro non è che il baluardo degli interessi imperialisti in tutta la regione del Medio Oriente, rappresentando realmente la punta dell’iceberg del vecchio/nuovo colonialismo che mira allo sfruttamento globale dei popoli e delle loro risorse.

Oggi vogliamo invitare chi lotta contro tutte le ingiustizie ad unirsi a noi per una campagna di efficace boicottaggio dello stato di Israele, al fine di isolare la sua economia di guerra e di apartheid, di ottenere la liberazione di tutti i prigionieri politici e l’autodeterminazione del popolo palestinese.

Per adesioni: udap.it@gmail.com

Unione Democratica Arabo Palestinese (UDAP)

- Livorno è da anni il più importante scalo italiano di ZIM Integrated Shipping Services, il maggior operatore marittimo israeliano (e tra i primi 12 operatori mondiali), la cui storia è all’origine stessa dello stato di Israele

- ZIM è di fatto la compagnia marittima di bandiera di Israele, sebbene sia stata privatizzata e dal 1999 sia sotto il controllo del gruppo multinazionale di Sammy Ofer e famiglia (Ofer Group/Ofer Brothers)

- il processo di privatizzazione di ZIM è stato ampiamente “pilotato” dal governo israeliano: la scalata di Ofer non ha infatti messo in discussione i servizi di trasporto e logistici forniti allo stato e alle forze armate israeliane, assolutamente vitali per la sopravvivenza di Israele e la prosecuzione dell’occupazione militare di Gaza e Cisgiordania

- il gruppo Ofer – coinvolto in molti settori d’attività: bancario, immobiliare, media, hi-tech, petrolchimica ecc. – è però concentrato nello shipping, ed è tra l’altro l’armatore delle due navi (Carmel Eco-Fresh e Carmel Bio-Top) utilizzate da Agrexco nella rotta Israele-Europa

- alcuni servizi ZIM (tra cui quelli verso e dall’America del Sud) scalano non solo Livorno ma anche Vado Ligure, Marsiglia-Fos e Valencia, cioè i tre porti mediterranei toccati anche dalle navi Agrexco, a confermare la complementarietà delle due logistiche (reefer e non) gestite nei diversi scali

- non va dimenticato che la scelta di Livorno come hub italiano di ZIM è fortemente legata alla vicinanza di Camp Darby. L’asse USA-Livorno-Israele è una linea essenziale per l’approvvigionamento militare di Israele

UDAP – Unione Democratica Arabo Palestinese

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dic 12 2010

Urgentissimo! Solidarietà con Enzo Iacopino!

Riceviamo da Freedom Flotilla – Roma, roma@freedomflotilla.it:

Care compagne e cari compagni,
come certamente sapete, per domani mattina (13 dicembre 2010) è convocata una conferenza stampa a Roma per presentare la Freedom Flotilla 2, con la presenza di alcuni compagni della Coalizione Internazionale. La conferenza stampa si terrà presso la sede nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, In Via Parigi n. 11, dalle ore 11.00.

Da alcuni giorni, la Israel Lobby si è scatenata contro il Presidente dell’Ordine, Enzo Iacopino, chiedendone le dimissioni, perchè “colpevole” di ospitare la nostra conferenza stampa. La canea, guidata dai soliti Fiamma Nirenstein, Claudio Pagliara, Dimitri Buffa e dal sito Informazione Corretta, è fatta anche da un massiccio invio di mail di protesta.
Il Presidente Iacopino non si è lasciato intimidire ed ha confermato l’ospitalità nella sede dell’O.d.G. per la conferenza stampa. E’ assolutamente necessario ed urgente manifestare solidarietà al Presidente Iacopino, per cui, chiediamo a tutte e tutti di inviare immediatamente a nostra volta mail ai seguenti indirizzi:

enzo.iacopino@odg.it e, per conoscenza (Cc) a enrico.paissan@odg.it e giancarlo.ghirra@odg.it

Di seguito, una proposta di testo che ognuno può rielaborare come meglio crede. L’importante è che le mail partano subito e che siano tantissime, per cui l’invito è a diffondere questo appello a quanta più gente possibile.

Gentile Presidente Iacopino,
a fronte degli attacchi strumentali che Le vengono rivolti per aver consentito lo svolgimento di una conferenza stampa per illustrare la prossima Freedom Flotilla che dirigerà verso la Striscia di Gaza, Le esprimiamo i sensi della nostra solidarietà e della nostra stima per la sensibilità democratica dimostrata.
Garantire il diritto di informazione è una delle più nobili manifestazioni di democrazia e ci auguriamo che in molti seguano il Suo esempio.

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ott 7 2010

Liberate Ahmad Sa’adat! Agite contro l’isolamento dei prigionieri palestinesi!

Giorni per azioni a livello internazionale

OTTOBRE 5-15, 2010

http://www.israeli-occupation.org/2010-09-07/take-action-against-isolation-free-ahmad-saadat/

http://freeahmadsaadat.org/

E’ prevista una nuova udienza per il leader politico palestinese Ahmad Sa’adat a metà ottobre. Sarà l’occasione di protestare contro il suo isolamento e contro quello di tutti i prigionieri politici palestinesi. Scrivete lettere di protesta ed organizzate azioni di protesta nel periodo che va dal 5 al 15 ottobre 2010 in sostegno dei prigionieri politici palestinesi e della loro lotta per la libertà, richiedete la fine del loro isolamento!

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mar 24 2010

Israele/Territori palestinesi occupati: pretendiamo una goccia di dignità!

La mancanza di accesso all’acqua pulita e potabile è un problema di vecchia data per la popolazione palestinese dei Territori palestinesi occupati (Tpo), soprattutto come risultato di politiche e pratiche discriminatorie da parte di Israele da quando ha preso il controllo dei Tpo nel 1967. Il consumo giornaliero di acqua dei palestinesi arriva a 70 litri, meno di un quarto della quantità usata da ogni israeliano, inclusi i coloni che vivono nei Tpo.

L’accesso alle risorse idriche per i palestinesi nei Tpo,  sotto il controllo di Israele e non soddisfa i loro bisogni né non costituisce una distribuzione giusta e adeguata delle risorse idriche comuni. Dell’acqua che Israele permette di gestire all’Autorità palestinese, un terzo (circa il 34 per cento) si perde in fuoriuscite a causa di reti vecchie e inefficienti, che non possono essere sostituite e modernizzate a causa delle restrizioni sui movimenti dei palestinesi e di altri ostacoli imposti da Israele, inclusa la condizione che i permessi, persino per i piccoli progetti di sviluppo, devono essere rilasciati dall’esercito israeliano.

L’impatto delle restrizioni israeliane e i ritardi nell’ottenimento dei permessi, ammmesso che vengano accettati, sono stato ampiamente documentati dalle Ong locali e internazionali e dalle agenzie delle Nazioni Unite che sono state coinvolte o che hanno contribuito a progetti nel settore idrico nei Tpo. I donatori internazionali hanno per lo più sostenuto i costi dei progetti sull’emergenza idrica nei Tpo, riparando le infrastrutture idriche danneggiate o distrutte dagli attacchi militari israeliani oppure fornendo servizi idrici e sanitari di emergenza ai palestinesi, le cui case e proprietà sono state distrutte o che non hanno accesso ad adeguate forniture idriche. Comunque, i finanziatori internazionali sono generalmente riluttanti a rendere pubblici i problemi che devono affrontare nell’implementazione di specifici progetti su questo problema o in qualsiasi altro campo, consci che ciò porterà le autorità israeliane a imporre ulteriori ostacoli.

Circa 180.000-200.000 palestinesi che vivono nelle comunità rurali della Cisgiordania non hanno accesso all’acqua corrente. Alcuni sopravvivono con meno di 20 litri al giorno, equivalenti al livello minimo raccomandato per evitare epidemie. Persino in paesi e villaggi raggiunti dalla rete idrica i rubinetti spesso sono asciutti, a volte anche per settimane, se non per mesi. In tempi di scarsità d’acqua i palestinesi la comprano da fornitori privati con autobotti, ma questa è costosa e spesso di bassa qualità.

A Gaza l’unica risorsa idrica, la parte meridionale della falda acquifera costiera, è in esaurimento e contaminata; infatti, più del 90 per cento della fornitura d’acqua è inutilizzabile per uso domestico. Il blocco israeliano di Gaza impedisce l’ingresso di materiale per la costruzione e la riparazione di impianti idrici di cui c’è disperatamente bisogno. Questo ha peggiorato la situazione già di per sé drammatica.

La scarsità d’acqua ha impedito lo sviluppo sociale ed economico dei palestinesi che vivono nei Tpo e ha portato a violazioni del loro diritto ad avere un adeguato standard di vita, incluso il diritto all’acqua, al cibo, all’assistenza sanitaria, al lavoro e a un alloggio adeguato.

Appello di Amnesty International

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