mar 5 2010

Campagna BDS in Italia contro l’economia israeliana

Prossima tappa Trieste

La Camera di commercio Italo-israeliana sponsorizza la fiera dell’olio capitale a Trieste dal 5 all’8 marzo

E’ assurda, indecente e  vergognosa la notizia che  la fiera Olio Capitale che si terrà a Trieste dal 5 al 8 Marzo avrà tra i suoi sponsor la camera di commercio Italo Israeliana.

Il paese che ogni anno distrugge migliaia di alberi da frutta e di olivo in particolare per strappare terra ai contadini palestinesi e fare posto a colonie di invasati religiosi, avrà modo di fare tranquillamente la sua passerella e intrattenere rapporti commerciali.

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mar 5 2010

Parola d’ordine: stop apartheid

di Michele Giorgio

PALESTINA 40 atenei mobilitati in tutto il mondo: basta al regime che segrega gli arabi
Partecipano anche accademici israeliani, ma Tel Aviv: «antisemiti»

È scesa in campo addirittura l’Agenzia ebraica per contrastare conferenze, sit-in, attività culturali ed artistiche legate alla sesta «Israel apartheid week» (Iaw), l’iniziativa internazionale annuale, cominciata il primo marzo, che denuncia la politica israeliana verso i palestinesi – paragonandola alla segregazione razziale che i bianchi attuavano nei confronti dei neri in Sudafrica – in 40 università e 50 città del mondo oltre che nei centri arabo israeliani e, naturalmente, nei Territori occupati. Dopo i risultati ottenuti lo scorso anno dalla campagna internazionale «Bds» (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) di boicottaggio di Israele, le autorità dello Stato ebraico seguono ora con attenzione i consensi che l’Iaw sta raccogliendo tra studenti e docenti nelle università occidentali e l’attivismo che ha messo in moto in Europa, anche in Italia, in particolare a Pisa, Roma e Bologna. Continue reading


gen 26 2010

Made in Israel per i palestinesi

di Michele Giorgio, inviato a Ramallah

«Il 2010 sarà un anno decisivo per ripulire i mercati palestinesi dalle merci prodotte nelle colonie israeliane che occupano le nostre terre».

Lo scorso 7 gennaio, dopo aver pronunciate queste parole, il premier dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Salam Fayyad sollevò un pacco con un marchio in lingua ebraica, rendendolo ben visibile alle telecamere delle rete televisive presenti, e lo lanciò verso una catasta in fiamme di prodotti degli insediamenti colonici sequestrati in quel periodo. In linea con la posizione del presidente Abu Mazen di rifiuto dei negoziati con il governo israeliano sino a quando la colonizzazione non cesserà completamente, Fayyad ha avviato una campagna di boicottaggio dei prodotti dei «settler» nei territori controllati dall’Anp (di fatto solo le principali città cisgiordane). Ha anche creato il «Fondo per la dignità nazionale», gestito dal ministro dell’economia Hassan Abu Libda, per «risarcire» i commercianti palestinesi che si sono visti sequestrare le merci che avevano comprato dai coloni. «Abbiamo confiscato e distrutto sino ad oggi prodotti provenienti dagli insediamenti ebraici per un valore di 1.5 milioni di dollari», ha riferito Abu Libda di recente alla Camera di commercio di Nablus, aggiungendo che le colonie israeliane vendono annualmente nei Territori occupati merci per 500 milioni di dollari.
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gen 18 2010

Parte la Campagna Palestinese per Boicottare i Prodotti delle Colonie

I palestinesi continuano a “pulire” i loro mercati dai prodotti delle colonie, mentre il premio Salam Faiad ha dato fuoco ad una scatola piena di prodotti annunciando: “Se i palestinesi vogliono convincere la unione europea di boicottare il commercio con le colonie israeliane, illegali secondo il diritto internazionale, allora debbano boicottarle loro per primi”.

E mentre un ammasso di merci si stava bruciando vicino alla città di Selfit in cisgiordania, circondata da fabbriche israeliane, Faiad ha commentato il gesto dicendo: “questo è il rifiuto dei palestinesi dell’insediamento israeliano in tutte le sue forme”.


gen 17 2010

PLAF chiede difesa dei lavoratori palestinesi

Il Progressive Labor Action Front (PLAF) chiede il boicottaggio di Histadrut e la difesa dei lavoratori palestinesi

Il Progressive Labor Action Front palestinese ha invitato tutte le organizzazioni sindacali internazionali e arabe, le organizzazioni e le associazioni dei lavoratori, in particolare l’Organizzazione Internazionale del Lavoro e la Confederazione Internazionale dei Sindacati Indipendenti, a boicottare l’Histadrut [organizzazione sindacale sionista, ndt]. In una dichiarazione del 4 gennaio 2009, il PLAF ha sottolineato che l’Histadrut non è un normale sindacato ma una parte integrante dello Stato di occupazione razzista e della sua macchina militare.

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gen 17 2010

Comunicato su campagna BDS

Gennaio 2010

Le continue violazioni da parte di Israele dei diritti umani dei Palestinesi hanno raggiunto limiti intollerabili sia in Israele sia nei Territori Palestinesi Occupati (TPO) ed a Gaza. Oltre le violazioni del diritto internazionale, sancito da numerose dichiarazioni della Nazioni Unite alle quali Israele ha formalmente aderito, Israele si è reso colpevole di gravissimi crimini contro l’Umanità. Recentemente a Gaza l’esercito israeliano ha compiuto un immane massacro di civili, con oltre 1400 morti tra cui numerosi bambini ed infanti, ben documentato nella relazione della Commissione di inchiesta delle Nazioni Unite, presieduta dal giudice Goldstone. Un simile massacro era stato commesso da Israele nel 2006, in Libano. L’invasione da parte di coloni israeliani, appoggiati dall’esercito, nei TPO di Cisgiordania, è proseguita e prosegue tuttora, accompagnata dalla espulsione dei Palestinesi dalle loro case e dalle loro terre. A nulla sono valse, sinora, le condanne da parte di varie Istituzioni delle Nazioni Unite: Israele non ha ascoltato nessuna delle ingiunzioni, forte dell’appoggio degli Stati Uniti d’America e del colpevole silenzio o comunque mancanza di sanzioni da parte dell’Unione Europea.

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gen 14 2010

Boicottiamo la fiera di Vicenza

Contro l’apartheid israeliano boicottiamo la fiera di Vicenza

SABATO 16 GENNAIO ORE 18 PIAZZA MATTEOTTI VICENZA.

PRESIDIO IN OCCASIONE DEL GALA´ DELLA FIERA CON LA PRESENZA DI RAPPRESENTANTI DI ISRAELE.

vedi sul sito del Forumpalestina


ott 7 2009

Gli israeliani rubano la Kefia palestinese

kefia israeliana

Gli israeliani rubano la Kefia palestinese che diventa bianca e azzurra (i colori della loro bandiera) con la stella di Davide come trama

L’ideatore della nuova Kefia (il designer Moshe Hariel) e il distributore commerciale (Marc Israel) non vedevano di buon occhio che la Kefia rimanesse araba, per cui l’hanno riprodotta in versione israeliana (notizia riportata dal giornale ebraico londinese “Jewish Chronicle”).

Si tratta dell’ennesimo tentativo di furto della cultura del popolo palestinese da parte di Israele.

Infatti, dopo essersi appropriato dell’artigianato palestinese, della cultura popolare e dei proverbi palestinesi proclamandone origini ebraiche, Israele ha cominciato anche a spacciare come tipici piatti ebraici i piatti tradizionali palestinesi.

Persino i famosi “semi”, le olive e i datteri palestinesi vengono ormai venduti come prodotti nazionali israeliani.

E ora tocca alla Kefia, simbolo della lotta palestinese.

L’hanno indossata i combattenti palestinesi nel 1936 ed è diventata il simbolo della Palestina a livello internazionale, compagna inseparabile del defunto presidente palestinese Yasser Arafat, che la indossava in modo da rappresentare la cartina geografica della Palestina storica.

Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese – Torino

www.palestinalibera.org