COOP e NORDICONAD interrompono la commercializzazione dei prodotti dei territori palestinesi occupati
Un importante risultato della campagna di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro l’apartheid israeliana
Comunicato stampa – 22 maggio 2010
A seguito della campagna di pressione della coalizione italiana contro la Carmel-Agrexco, due importanti catene italiane di supermercati, COOP e Nordiconad, hanno dichiarato la sospensione della vendita dei prodotti Agrexco, principale esportatore di prodotti agricoli da Israele e dalle colonie israeliane illegali nei Territori Palestinesi Occupati. Continue reading
Boicottaggio porta a porta, imprese dei coloni in rosso
di Michele Giorgio – GERUSALEMME
RAMALLAH – Campagna dell’Anp: palestinesi, non commerciate con i settler
«Questo boicottaggio è stupido e miserabile, i palestinesi devono interromperlo subito». Non è stato un capo dei coloni israeliani a pronunciare ieri parole tanto infuocate nei confronti della protesta che i palestinesi stanno attuando contro gli insediamenti ebraici costruiti in Cisgiordania (in violazione delle leggi internazionali) dopo l’occupazione militare nel 1967.
Ad alzare la voce è stata Dalia Itzik, ex speaker della Knesset e attuale capogruppo del partito «centrista» Kadima, a conferma che il boicottaggio delle colonie e dei loro prodotti, avviato inizialmente dalla campagna popolare «Karame» (dignità) e poi adottato dall’Anp, si sta rivelando un efficace strumento di pressione economica nelle mani dei palestinesi.
Campagna BDS: emblematico editoriale di una agenzia israeliana
Un editoriale di Ynet news (agenzia israeliana) rivela le preoccupazioni e le contromisure che l’establishment israeliano intende prendere contro la campagna di pressioni internazionali avviatasi con le iniziative BDS in tutto il mondo. Ultima in ordine di tempo nel nostro paese, l’iniziativa di contestazione alla multinazionale farmaceutica israeliana “Teva” alla Fiera Cosmofarma di Roma sabato scorso. L’editoriale di Ynet news è stato tradotto da Stephanie Westbrook.
Contrastare la guerra “soft”
Fayyad si rende conto del potenziale potere della guerra “soft” contro Israele; anche noi dovremmo
di Asher Fredman
ynetnews – 5 maggio 2010
Israele e Palestina: Nuove parole per dirlo
di Eva Brugnettini*
Ilan Pappé è uno storico israeliano, uno degli esponenti di punta dei “nuovi storici”, studiosi che hanno ribaltato i miti legati alla nascita dello Stato ebraico, come quello che definiva la Palestina “terra senza un popolo”, o secondo cui i palestinesi fuggirono spontaneamente dai propri villaggi.
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La questione palestinese imbrigliata dentro i problemi regionali
di Sergio Cararo
La quiete prima della tempesta. E’ questa l’impressione che molti osservatori stanno ricavando dalla situazione in Medio Oriente. Molti sono i fattori che indicano come le contraddizioni che si vanno accumulando in uno dei principali teatri di crisi mondiali abbiano tutte le potenzialità per creare “un incidente della storia” capace di inviare a tutto campo la sua onda lunga destabilizzante. La questione palestinese appare oggi fortemente ipotecata da questo scenario regionale.
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Giornata della Terra celebrata in tutto il mondo con azioni che chiamano al Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro Israele
Nel corso della Giornata della Terra celebrata dai palestinesi, attivisti della solidarietà di tutto il mondo sono scesi in piazza per chiedere una campagna globale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele fino a quando non si conformerà al diritto internazionale e umanitario. Azioni creative e decise si sono svolte a Londra, Toronto, New York, Parigi, Roma, Il Cairo, Melbourne e in decine di altre città in tutto il mondo. Continue reading
La «giornata della terra» si tinge di sangue a Gaza
di Michele Giorgio
Dalla Galilea al Neghev, da Gaza alla Cisgiordania. Decine di migliaia di palestinesi ieri hanno partecipato a raduni e manifestazioni per il «Giorno della Terra», in ricordo dei sei palestinesi (con cittadinanza israeliana) uccisi il 30 marzo 1976 dalla polizia che fece fuoco contro i cortei di protesta per le confische di terre arabe in Galilea. Continue reading
Campagna BDS in Italia contro l’economia israeliana
Prossima tappa Trieste
La Camera di commercio Italo-israeliana sponsorizza la fiera dell’olio capitale a Trieste dal 5 all’8 marzo
E’ assurda, indecente e vergognosa la notizia che la fiera Olio Capitale che si terrà a Trieste dal 5 al 8 Marzo avrà tra i suoi sponsor la camera di commercio Italo Israeliana.
Il paese che ogni anno distrugge migliaia di alberi da frutta e di olivo in particolare per strappare terra ai contadini palestinesi e fare posto a colonie di invasati religiosi, avrà modo di fare tranquillamente la sua passerella e intrattenere rapporti commerciali.
Salviamo l’università e la cultura palestinese
di Daniele Zolo
Un gruppo di docenti universitari e di ricercatori italiani, sensibili alla situazione universitaria e scolastica delle nuove generazioni palestinesi, hanno lanciato una originale iniziativa che sta sollevando notevole interesse. L’iniziativa viene presentata questa settimana da docenti delle Università di Firenze, Pisa e Milano: Angelo Baracca, Giorgio Gallo, Martina Pignatti e Giorgio Forti ne sono i principali promotori. L’occasione è offerta dall’Israeli Apartheid Week, che è una campagna di denuncia delle discriminazioni alle quali è soggetto il popolo palestinese. Sia nei territori occupati, sia in Galilea, la situazione è molto grave, come dichiarano centri di ricerca non solo palestinesi, ma anche israeliani, come B’Tselem, il Centro israeliano che documenta le violazioni dei diritti umani nei territori occupati. Continue reading
Parola d’ordine: stop apartheid
di Michele Giorgio
PALESTINA 40 atenei mobilitati in tutto il mondo: basta al regime che segrega gli arabi
Partecipano anche accademici israeliani, ma Tel Aviv: «antisemiti»
È scesa in campo addirittura l’Agenzia ebraica per contrastare conferenze, sit-in, attività culturali ed artistiche legate alla sesta «Israel apartheid week» (Iaw), l’iniziativa internazionale annuale, cominciata il primo marzo, che denuncia la politica israeliana verso i palestinesi – paragonandola alla segregazione razziale che i bianchi attuavano nei confronti dei neri in Sudafrica – in 40 università e 50 città del mondo oltre che nei centri arabo israeliani e, naturalmente, nei Territori occupati. Dopo i risultati ottenuti lo scorso anno dalla campagna internazionale «Bds» (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) di boicottaggio di Israele, le autorità dello Stato ebraico seguono ora con attenzione i consensi che l’Iaw sta raccogliendo tra studenti e docenti nelle università occidentali e l’attivismo che ha messo in moto in Europa, anche in Italia, in particolare a Pisa, Roma e Bologna. Continue reading
Crescono le adesioni alla Campagna BDS
Crescono le adesioni alla Campagna BDS: un’ “altra comunità internazionale” è al fianco della Palestina
A 5 anni dall’appello che la società civile palestinese ha lanciato al mondo chiedendo di intervenire sui gangli economici, culturali, politici che tengono lo Stato di Israele strettamente ancorato agli interessi del capitale internazionale, è evidente che si sta sviluppando e diffondendo un livello di pressione che, se sporadicamente e poco incisivamente coinvolge pochi rappresentanti istituzionali, che pure avrebbero la possibilità di applicare le sanzioni, si mostra ben più contagioso all’interno delle società, che hanno la possibilità di ricorrere al boicottaggio. Non è un caso se il documento finale della Gaza Freedom March, Cairo Declaration, stilato su iniziativa della delegazione sudafricana e sottoscritto da tutte le altre delegazioni internazionali che erano al Cairo tra il 27 dicembre 2009 e il 2 gennaio 2010, si preoccupi di rilanciare con convinzione la Campagna BDS per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni verso l’economia di guerra israeliana.
Made in Israel per i palestinesi
di Michele Giorgio, inviato a Ramallah
«Il 2010 sarà un anno decisivo per ripulire i mercati palestinesi dalle merci prodotte nelle colonie israeliane che occupano le nostre terre».
Lo scorso 7 gennaio, dopo aver pronunciate queste parole, il premier dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Salam Fayyad sollevò un pacco con un marchio in lingua ebraica, rendendolo ben visibile alle telecamere delle rete televisive presenti, e lo lanciò verso una catasta in fiamme di prodotti degli insediamenti colonici sequestrati in quel periodo. In linea con la posizione del presidente Abu Mazen di rifiuto dei negoziati con il governo israeliano sino a quando la colonizzazione non cesserà completamente, Fayyad ha avviato una campagna di boicottaggio dei prodotti dei «settler» nei territori controllati dall’Anp (di fatto solo le principali città cisgiordane). Ha anche creato il «Fondo per la dignità nazionale», gestito dal ministro dell’economia Hassan Abu Libda, per «risarcire» i commercianti palestinesi che si sono visti sequestrare le merci che avevano comprato dai coloni. «Abbiamo confiscato e distrutto sino ad oggi prodotti provenienti dagli insediamenti ebraici per un valore di 1.5 milioni di dollari», ha riferito Abu Libda di recente alla Camera di commercio di Nablus, aggiungendo che le colonie israeliane vendono annualmente nei Territori occupati merci per 500 milioni di dollari.
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Parte la Campagna Palestinese per Boicottare i Prodotti delle Colonie
E mentre un ammasso di merci si stava bruciando vicino alla città di Selfit in cisgiordania, circondata da fabbriche israeliane, Faiad ha commentato il gesto dicendo: “questo è il rifiuto dei palestinesi dell’insediamento israeliano in tutte le sue forme”.
PLAF chiede difesa dei lavoratori palestinesi
Il Progressive Labor Action Front (PLAF) chiede il boicottaggio di Histadrut e la difesa dei lavoratori palestinesi
Il Progressive Labor Action Front palestinese ha invitato tutte le organizzazioni sindacali internazionali e arabe, le organizzazioni e le associazioni dei lavoratori, in particolare l’Organizzazione Internazionale del Lavoro e la Confederazione Internazionale dei Sindacati Indipendenti, a boicottare l’Histadrut [organizzazione sindacale sionista, ndt]. In una dichiarazione del 4 gennaio 2009, il PLAF ha sottolineato che l’Histadrut non è un normale sindacato ma una parte integrante dello Stato di occupazione razzista e della sua macchina militare.
Comunicato su campagna BDS
Gennaio 2010
Le continue violazioni da parte di Israele dei diritti umani dei Palestinesi hanno raggiunto limiti intollerabili sia in Israele sia nei Territori Palestinesi Occupati (TPO) ed a Gaza. Oltre le violazioni del diritto internazionale, sancito da numerose dichiarazioni della Nazioni Unite alle quali Israele ha formalmente aderito, Israele si è reso colpevole di gravissimi crimini contro l’Umanità. Recentemente a Gaza l’esercito israeliano ha compiuto un immane massacro di civili, con oltre 1400 morti tra cui numerosi bambini ed infanti, ben documentato nella relazione della Commissione di inchiesta delle Nazioni Unite, presieduta dal giudice Goldstone. Un simile massacro era stato commesso da Israele nel 2006, in Libano. L’invasione da parte di coloni israeliani, appoggiati dall’esercito, nei TPO di Cisgiordania, è proseguita e prosegue tuttora, accompagnata dalla espulsione dei Palestinesi dalle loro case e dalle loro terre. A nulla sono valse, sinora, le condanne da parte di varie Istituzioni delle Nazioni Unite: Israele non ha ascoltato nessuna delle ingiunzioni, forte dell’appoggio degli Stati Uniti d’America e del colpevole silenzio o comunque mancanza di sanzioni da parte dell’Unione Europea.
Il ghetto di Gaza, un anno dopo il massacro
Era l’inizio della barbara aggressione chiamata « Piombo fuso » ; l’inizio di una guerra criminale contro un popolo indifeso che avrebbe provocato, in tre settimane, 1.400 morti dei quali piu di 410 bambini, 5.300 feriti, mutilati, dei quali 2.400 donne e bambini, decine di migliaia di senza tetto, fra una popolazione civile già esangue dopo i lunghi mesi della chiusura di Gaza da parte di Israele ; un blocco totale che l’aveva privata di cibo e di ogni prodotto essenziale, come i farmaci, il gas, il carburante, in violazione di tutte le convenzioni internazionali.


