Sono cresciuto come un ebreo ortodosso e un sionista. Su una mensola in cucina c’era una scatola di latta per il Fondo nazionale ebraico, dentro la quale mettevamo le monete per aiutare i pionieri a costruire una presenza ebraica in Palestina. Continue reading
“Attraverso le demolizioni, la confisca delle risorse idriche, il trasferimento forzato e lo sfruttamento della forza lavoro, Israele porta avanti la propria politica di occupazione ed annessione delle terre della Valle del Giordano.”
Palestinesi maggiorenni a 18 anni. Dopo anni di violazioni, l’esercito israeliano ha emesso un’ordinanza che sposta l’età per poter giudicare un minore in un tribunale militare da 15 a 18 anni. La nuova legislazione sarà valida in Giudea e Samaria, ovvero in Cisgiordania.
di Emma Mancini, Alternative Information Center (AIC) del 5 ottobre 2011
Come ha spiegato un portavoce dell’IDF, da lunedì 3 ottobre i tribunali militari considereranno “minori” tutti coloro che non avranno raggiunto i 18 anni di età. Un importante vittoria per le tante organizzazioni israeliane, palestinesi e internazionali che da anni si battono per il riconoscimento di un diritto basilare dei bambini residenti in Cisgiordania. E che potrebbe segnare un significativo cambiamento nel trattamento dei minori palestinesi, vittime della precedente normativa che discriminava palesemente i palestinesi dagli israeliani: nello Stato di Israele minore è sempre stato considerato chi non ha raggiunto i 18 anni di età. Continue reading
In cambio del soldato israeliano ventiquattrenne Ghilad Shalit, verranno rilasciati più di mille prigionieri palestinesi. Una vittoria per Hamas, ma soprattutto per il governo Netanyahu
di Giorgia Grifoni
Betlemme (Cisgiordania), 12 ottobre 2011, Nena News
“Un risultato nazionale”. Così il leader di Hamas Khaled Meshaal ha descritto lo storico accordo che il movimento per la resistenza islamica ha raggiunto con il governo Netanyahu: un israeliano per 1027 palestinesi. Sembrerà paradossale, ma è questo il valore dato ai prigionieri palestinesi. Come nel 1985, quando un migliaio di detenuti, tra cui il fondatore di Hamas -lo sceicco Ahmed Yassin, vennero liberati in cambio di tre soldati israeliani catturati dal Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Non va meglio per i libanesi: 199 prigionieri morti e 5 vivi vennero rilasciati nel 2008 a Naqura contro le salme dei due militari israeliani rapiti da Hezbollah nel 2006.
Prigionieri palestinesi: a rischio la salute di Ahmad Sa’dat
Nel quindicesimo giorno di protesta, 420 nuovi prigionieri si sono uniti allo sciopero della fame. Tra strategie da adottare e solidarietà, è allarme per lo stato di salute di Ahmad Sa’dat, segretario del Fronte popolare per la liberazione della Palestina in isolamento dal 2009
Di GIORGIA GRIFONI, Betlemme (Cisgiordania), 11 ottobre 2011, Nena News
La protesta non si fermerà fino a quando i carcerati non avranno raggiunto tutti gli obiettivi che si sono prefissi due settimane fa. E’ quanto ha riportato oggi il quotidiano al-Ayyam, citando anche una dichiarazione del ministro palestinese per gli affari dei prigionieri, Issa Qaraqei secondo cui 420 detenuti della prigione di Gilbou si sarebbero uniti allo sciopero della fame iniziato il 27 settembre scorso. Continue reading
CARCERI ISRAELIANE: CRESCE IL NUMERO DEI PRIGIONIERI PALESTINESI IN SCIOPERO DELLA FAME
Le autorità e la stampa israeliane minimizzano. In realtà la campagna di disobbedienza civile portata avanti dai detenuti palestinesi si è estesa a molte carceri israeliane. Da oggi in sciopero anche gli ex carcerati, in segno di solidarietà.
1948. L’esercito israeliano espelle con la violenza 750.000 palestinesi da più di 400 villaggi che vengono distrutti o evacuati. E la Nakba, la catastrofe, quella che Ilan Pappe, storico israeliano, definisce la pulizia etnica di tre quarti dei palestinesi di allora. I profughi non possono più ritornare alle loro case come invece prevede la IV Convenzione di Ginevra. Continue reading
Lo rivela il quotidiano Haaretz. Dal 1967 al 1994, senza alcun preavviso e con criteri mai rivelati apertamente, Israele ha annullato il diritto a vivere nella loro terra ad un numero tanto elevato di palestinesi della Cisgiordania.
Gerusalemme, 11 maggio 2011, Nena News
Tra il 1967 e il 1994 Israele ha usato criteri non resi pubblici per annullare lo status di residente in Cisgiordania (territorio che ha occupato militarmente nel 1967 assieme a Gaza e Gerusalemme Est), a circa 140mila palestinesi. Lo rivela il quotidiano israeliano Haaretz riferendo le ammissioni fatte dal consigliere legale dell’ufficio del ministero della giustizia israeliano responsabile per la Samaria e la Giudea (i nomi biblici con i quali gli occupanti israeliani definiscono la Cisgiordania palestinese), al Centro per la Difesa dei Diritti dell’Individuo.
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha condannato l’azione della corte d’occupazione del 3 maggio 2011 che ha esteso l’isolamento del Segretario Generale del PFLP Ahmad Sa’adat. L’udienza nella prigione di Beersheba, a cui il Compagno Sa’adat ha rifiutato di partecipare dato che era basata su prove segrete, ha emanato un ordine di isolamento che durerà fino al 3 novembre 2011. Questa azione, che arriva in spregio a numerosi appelli palestinesi, arabi e internazionali che chiedevano la fine dell’uso dell’isolamento e del confinamento solitario contro prigionieri palestinesi e si fa beffe degli standard della legge internazionale, indica chiaramente che le forze d’occupazione israeliane stanno usando l’arma dell’isolamento contro il Continue reading
Il Dr Ahmad Qatamesh (scrittore, attivista, e academico) è stato arrestato da Israele 21 Aprile. Qui sotto la lettera inviata da Omar Barghouthi. per favore, fate circolare e fate pressione per il suo immediato rilascio!
Il dott. Ahmed Qatamesh, eminente e rispettato scrittore palestinese, nonché docente universitario e difensore dei diritti umani.
Un ingente numero di unità israeliane lo ha arrestato nelle prime ore del mattino di giovedì 21 aprile, dopo aver preso in ostaggio sua moglie Suha Barghouti e la loro figlia di 22 anni, assieme ad altre due donne della famiglia.
Le autorità israeliane di occupazione lo tengono detenuto nel centro detentivo di Ofer, senza alcuna accusa. Gli hanno detto che emetteranno un’ordinanza di detenzione amministrativa contro di lui, mostrando chiaramente di averlo arrestato per i suoi scritti e le sue opinioni politiche. Le organizzazioni per i diritti umani hanno fermamente condannato come affronto alla giustizia la cosiddetta detenzione amministrativa, dal momento che il detenuto non viene formalmente accusato di alcunché e non gli viene data la possibilità di difendersi o di aver accesso alle accuse mossegli.
Vi prego di far circolare la notizia nelle varie reti di attivisti e di difesa dei diritti umani, chiedendo a tutti di far pressione su Israele affinché venga rilasciato, lui e tutti gli altri prigionieri di coscienza palestinesi.
Saluti, Omar Barghouti
Ahmed Qatamesh è l’autore di: NON METTERÒ IL VOSTRO CAPPELLO Diario dalle stanze di interrogatorio israeliane Ahmed Qatamesh – Edizioni della battaglia – Palermo – 1998 (purtroppo fuori produzione ora)
Toccante testimonianza di Ahmed Qatamesh (personaggio di spicco del FPLP) che è il prigioniero palestinese rimasto più lungo in stato di detenzione amministrativa nelle carceri dell’occupazione israeliane. Come lui, si trovano incarcerati a tempo indeterminato migliaia di palestinesi: prigionieri politici senza che siano mai mosse loro delle accuse precise e senza alcun processo.
Il discorso letto da Caterina Donattini e Alessandra Capone ai funerali di Vittorio Arrigoni a nome delle associazioni e le reti di solidarietà con la Palestina
Da Il Profeta di Gibran Khalil Gibran: “Salì sulla collina oltre le mura della città e guardò verso il mare; e vide la sua nave risalire nella nebbia. Allora gli si aprirono le porte del cuore e la sua gioia volò lontano sopra il mare. Ma discendendo la collina una grande tristezza cadde su di lui e pesò nel suo cuore: Continue reading
Oltre in mille a salutare Vittorio Arrigoni a Bulciago, dove si é svolto il funerale. “Grazie Vik”, recita la moltitudine della “famiglia umana”, quella in cui Vittorio credeva. Collegamenti video anche da Ramallah e da Gaza. Assenti le istituzioni italiane.
Roma, 24 aprile 2011, Nena News
Un applauso lungo 10 minuti all’arrivo del feretro e una grande scritta: “Grazie Vik”. Sono partiti questa mattina all’alba da tutta Italia, i pullman organizzati in modo spontaneo da quanti hanno voluto essere a Bulciago, in provincia di Lecco, per dare l’ultimo saluto a Vittorio Arrigoni, l’attivista, pacifista e giornalista ucciso nella Striscia di Gaza la scorsa settimana. Per essere lì a ricordare un compagno, un amico, Vik-Utopia. Dopo giorni di manifestazioni, presidi, fiaccolate e sit-in che si sono svolti da Nord a Sud. Oltre in mille, molti assiepati nella palestra comunale troppo piccola per contenere tutti; , altri fuori, sul prato per seguire la cerimonia con gli altoparlanti. Continue reading
Il messaggio della madre di Vittorio, affidato a tutti noi, perché si possa restare umani. Non abbassando mai la testa, senza mai arrendersi alla menzogna.
Bisogna morire per diventare un eroe, per avere la prima pagina dei giornali, per avere le tv fuori di casa, bisogna morire per restare umani? Mi torna alla mente il Vittorio del Natale 2005, imprigionato nel carcere dell’aeroporto Ben Gurion, le cicatrici dei manettoni che gli hanno segato i polsi, i contatti negati con il consolato, il processo farsa.
PARIGI – Siamo appena tornati da una settimana in Israele e Palestina. Noi organizziamo un festival di musica da camera nel sud-ovest della Francia e siamo interessati a portare studenti israeliani e palestinesi al nostro master classes. Non abbiamo avuto problemi a raggiungere Ramallah da Gerusalemme con i mezzi pubblici. Ma abbiamo avuto problemi durante il nostro viaggio di ritorno. Abbiamo raggiunto il checkpoint di Kalandia tra Ramallah e Gerusalemme venerdì 11 marzo alle 9,30 del mattino. Abbiamo scelto di scendere dal bus con tutti gli altri anche se, come stranieri, potevamo rimanere su. Continue reading
Vienna – Ips. Negare rappresentanza legale e cure mediche alle prigioniere palestinesi detenute in Israele è realtà ricorrente. Esse sono detenute in condizioni squallide e vengono lasciate in celle infestate anche da ratti.
L’intervista che segue è stata rilasciata a Ips da Fabrizia Falcione, dirigente dei progetti di Unifem, agenzia Onu per i diritti delle donne. Dalla conversazione emergono dettagli raccapriccianti sulle violazioni della legislazione internazionale umanitaria, ai danni dei prigionieri politici palestinesi, tra i quali anche donne e bambini. Continue reading
Vi auguro un Egitto, di modo che possiate decolonizzare la vostra mente, perché solo allora riuscirete a visualizzare la vera libertà, la vera giustizia, la vera uguaglianza, e la vera dignità.
Lettera aperta all’Occidente di Omar Barghouti*
Roma, 01 aprile 2011, Nena News
Vi auguro empowerment per resistere; per lottare per la giustizia sociale ed economica; per conquistare la vostra vera libertà e uguali diritti.
Ennesima denuncia dell’agenzia ONU e di altre organizzazioni, per i metodi e le procedure imposte da Israele al passaggio degli aiuti umanitari in entrata a Gaza. Nell’unico valico ormai rimasto aperto, Kerem Shalom, ogni giorno è il caos. Con costi raddoppiati.
Sono centinaia i prigionieri palestinesi che oggi iniziano uno sciopero della fame contro le politiche disumane adottate nei loro confronti dalle autorità carcerarie israeliane. Continue reading