giu
16
2010
I partiti della destra cristiana contro emendanti alle leggi che oggi negano una esistenza dignitosa ai profughi.
Roma, 16 giugno 2010, Nena News
Continua nel Parlamento libanese il dibattito sulla proposta volta ad emendare le leggi che oggi negano diritti civili fondamentali ai circa 400mila profughi palestinesi che dal 1948 vivono nel Paese dei Cedri.
La stampa locale riferisce che ieri, alla seconda seduta sull’argomento dopo la prima tenuta a febbraio, il presidente del Parlamento, lo sciita Nabih Berri, ha fatto fatica a contenere le proteste e le urla di oppositori e sostenitori del miglioramento della condizione dei rifugiati palestinesi. In discussione ci sono la possibilità per i profughi di poter acquistare proprietà, svolgere attività professionali, fare decine di lavori dai quali oggi sono preclusi.
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apr
22
2010
di ‘Abd el-Ghani ash-Shami
Un nuovo rapporto pubblicato dall’ex prigioniero e ricercatore specializzato sulle questioni dei detenuti palestinesi ‘Abd al-Naser Farwana spiega che gli occupanti israeliani, dal 1967, hanno arrestato circa 750.000 palestinesi di ogni parte della Palestina, tra cui circa 12.000 donne e decine di migliaia di ragazzini.
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apr
13
2010
di Caterina Donattini
L’esercito israeliano uccide due ragazzi palestinesi nel villaggio di Awarta. Li hanno spacciati per terroristi, raccoglievano metallo per vivere.
Awarta è un piccolo villaggio di contadini sulle pendici di antiche colline, incorniciato da ulivi che non hanno la voce per raccontare le storie di queste valli in Cisgiordania, a otto chilometri da Nablus. Awarta è il villaggio natale di due ragazzi, Mohammad e Salah Qawariq, entrambi 19enni. Continue reading
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apr
13
2010
L’atomica? Non si discute
Come sulle colonie, Tel Aviv non vuole negoziare sulle sue testate Il premier Netanyahu declina l’invito di Obama al vertice di Washington
di Michele Giorgio
Benyamin Netanyahu non ci sarà. Il premier israeliano ieri ha fatto sapere che il 12 e 13 aprile non prenderà parte al vertice per la sicurezza nucleare organizzato a Washington dal presidente Barack Obama. Con questa improvvisa «exit strategy», il premier israeliano riuscirà a sottrarsi al tentativo di Turchia ed Egitto di mettere al centro della discussione anche la questione dell’arsenale atomico israeliano e il rifiuto di Tel Aviv di firmare il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). Continue reading
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apr
13
2010
Tyro, Libano (AFP, Agence France Presse) – Dopo quasi quattro anni da quando Israele, durante la sua guerra devastante con Hezbollah, ha cosparso il Sud del Libano di mine, con grande difficoltà si riesce a far parlare il ragazzetto Mohammed al-Hajj Mussa del giorno in cui ha perso le sue gambe. Continue reading
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apr
2
2010
di Saree Makdisi*
Sebbene l’Apartheid del Sud Africa può rappresentare il precedente storico più vicino al sistema Israele-Palestina, scrive Saree Makdisi, il trattamento che lo stato israeliano somministra al popolo palestinese sotto molti aspetti eclissa le sofferenze imposte dal governo dell’apartheid del Sud Africa alla popolazione “non bianca”. Sebbene i suoi sostenitori a livello mondiale si rifiutino di ammettere che Israele perpetri ogni forma di sistematico razzismo, Makdisi mette in rilievo che il razzismo del paese è ‘messo in pratica nella condotta piuttosto che nel linguaggio’ ed il trattare i palestinesi semplicemente non come inferiori, ma addirittura come subumani, ha messo radici profonde. Continue reading
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apr
2
2010
di Michele Giorgio
Dalla Galilea al Neghev, da Gaza alla Cisgiordania. Decine di migliaia di palestinesi ieri hanno partecipato a raduni e manifestazioni per il «Giorno della Terra», in ricordo dei sei palestinesi (con cittadinanza israeliana) uccisi il 30 marzo 1976 dalla polizia che fece fuoco contro i cortei di protesta per le confische di terre arabe in Galilea. Continue reading
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mar
30
2010
Alcuni dubbi sulle versioni ufficiali dell’esercito israeliano
di Amira Hass – 26 marzo 2010
Il 20 marzo i soldati israeliani hanno ucciso due ragazzi palestinesi in un villaggio vicino a Nablus durante una manifestazione per denunciare l’annessione di alcuni territori compiuta dai coloni di un vicino insediamento. L’esercito ha dichiarato di aver usato proiettili di metallo ricoperti di gomma da una distanza di 70 metri, un mezzo legittimo per disperdere la folla. I palestinesi accusano invece i soldati di aver usato armi da fuoco.
All’inizio la stampa israeliana ha scelto la versione dell’esercito, anche se la radio militare – a volte più coraggiosa di quella pubblica – aveva citato un anonimo comandante secondo il quale le regole d’ingaggio non erano state rispettate. L’attivista israeliano Jonathan Pollak, portavoce del Comitato di coordinamento per la lotta popolare (palestinese), ha smentito la versione ufficiale spiegando che le pallottole di gomma non possono penetrare nel cranio e nel petto di nessun essere umano. E comunque non da una distanza di 70 metri.
Il 23 marzo la polizia militare ha annunciato l’apertura di un’inchiesta. Evidentemente anche le alte sfere cominciano ad avere dei dubbi. Questo mi fa tornare in mente il quotidiano polacco Gazeta Wyborcza, che nel 2003 aveva ricevuto un rapporto sui prigionieri iracheni picchiati, torturati e umiliati dai soldati americani ad Abu Ghraib. Il giornale decise di non pubblicare le testimonianze: gli arabi avevano sicuramente esagerato, se non inventato di sana pianta. Poi la documentazione arrivò alla Cbs, che la mostrò a tutti. A quanto pare gli arabi non avevano esagerato.
Il fatto:
Due giovani palestinesi uccisi dai soldati israeliani in Cisgiordania
Un ragazzo palestinese colpito dalle forze israeliane è morto oggi per le ferite, secondo quanto riferito dai medici palestinesi, dopo avere partecipato ieri agli scontri in cui è rimasto vittima un altro giovane, e che aggravano le tensioni nella Cisgiordania occupata. Osaid al-Kaddous, di 17 anni, era tra i dimostranti che si sono scontrati con le forze israeliane nel villaggio palestinese di Iraq Burin, vicino a Nablus. Ieri, durante gli stessi scontri, è stato ucciso Mohammed Ibrahim, di 16 anni. Kaddus è stato colpito alla testa da un proiettile, come ha riferito un medico palestinese. L’esercito israeliano ha negato di avere usato munizioni pesanti. Gli abitanti di Iraq Burin protestano da una settimana contro le restrizioni imposte da Israele nell’accesso alle terre coltivate che si distendono vicino all’insediamento ebraico di Har Brakha. Nei pressi di Betlemme circa 100 giovani palestinesi si sono scontrati oggi con la sicurezza israeliana. In giornata sono attesi i funerali di entrambi, le prime vittime palestinesi della nuova ondata di proteste in Cisgiordania e a Gerusalemme est. In un comunicato le forze armate hanno detto che due palestinesi sono stati colpiti dai militari in quello che hanno definito “una sommossa illegale” nel villaggio, e rivendicano di avere impiegato soltanto proiettili di gomma.
Ghassan Khatib, portavoce del governo palestinese del premier Salam Fayyad, ha detto: “Questo episodio rientra nell’escalation israeliana”.
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mar
28
2010
di Vittorio Arrigoni da Gaza City
Morire per un piatto di sardine o poco più è il rischio a cui vanno incontro coscienti i pescatori di Gaza quando mollano gli ormeggi per allontanarsi dalla riva.
Questa mattina Hazem Gora’ani, 26 anni, pescatore di Deir Al Balah, sud della Striscia, è stato portato all’ospedale Shifa Hospital con gravi ferite alla testa.
“E’ stata necessaria un’operazione urgente per fermare l’emorragia” ci ha spiegato il dottor Samir Kahlout del reparto terapia intensiva, “le condizioni di Hazem sono critiche e instabili”. Continue reading
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mar
12
2010
Note di Giorgio Forti Rete ECO – Ebrei Contro l’Occupazione
La prima seduta del Tribunale Russell sulla Palestina ha avuto luogo a Barcelona nei giorni 1, 2 e 3 marzo 2010 (per informazioni sulla struttura ed il modo di operare del Tribunale Russell vedere il sito: http:// www.russelltribunalonpalestine.com)
Il Tribunale costituito a Barcellona ha avuto come scopo quello di esaminare in che misura l’Unione Europea ed i suoi Stati membri si siano resi complici dell’occupazione, in corso da 40 anni, dei Territori Palestinesi, e delle violazioni dei diritti del popolo palestinese commesse da Israele. Continue reading
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mar
7
2010
Comunicato stampa (da Operazione Colomba del 7/03/2010)
TRE BAMBINI PALESTINESI TRATTENUTI MENTRE RACCOGLIEVANO DELLE ERBE
[Nota: Secondo la IV Convenzione di Ginevra, la corte internazionale di giustizia dell' Aia e numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti israeliani sono considerati illegali secondo la legge israeliana]
At Tuwani, South Hebron Hills
Il 6 marzo 2010 alle ore 10:30 del mattino un gruppo di soldati israeliani ha fermato tre bambini, due tredicenni e un quattordicenne, mentre stavano raccogliendo delle erbe nel villaggio di At-Tuwani, nelle colline a sud di Hebron. Continue reading
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mar
5
2010
di Daniele Zolo
Un gruppo di docenti universitari e di ricercatori italiani, sensibili alla situazione universitaria e scolastica delle nuove generazioni palestinesi, hanno lanciato una originale iniziativa che sta sollevando notevole interesse. L’iniziativa viene presentata questa settimana da docenti delle Università di Firenze, Pisa e Milano: Angelo Baracca, Giorgio Gallo, Martina Pignatti e Giorgio Forti ne sono i principali promotori. L’occasione è offerta dall’Israeli Apartheid Week, che è una campagna di denuncia delle discriminazioni alle quali è soggetto il popolo palestinese. Sia nei territori occupati, sia in Galilea, la situazione è molto grave, come dichiarano centri di ricerca non solo palestinesi, ma anche israeliani, come B’Tselem, il Centro israeliano che documenta le violazioni dei diritti umani nei territori occupati. Continue reading
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feb
7
2010

di Tommaso di Francesco
Che avrebbe detto Stefano Chiarini che tre anni fa ci ha lasciato, di Berlusconi a Bethlemme, tronfio e bugiardo dalla tribuna accanto all’ improbabile Abu Mazen, che risponde alla domanda se ha visto il Muro d’Israele, «Non l’ho visto»?
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feb
7
2010
di Don Nandino Capovilla*
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha attuato ieri una liquidazione totale delle speranze di pace in Terra Santa. Una pesantissima banalizzazione del processo di pace e un’irrisione delle Nazioni Unite che rischiano di trascinare l’Italia fuori dal consesso dei Paesi e delle Istituzioni internazionali che tessono da anni il faticoso cammino della pace.
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feb
7
2010
Robert Fisk, The Independent, 30/I/2010
L’espressione Area C non ha un suono sinistro. Partorita da quel fallimento che fu l’Accordo di Oslo, delle cui macerie fa parte, indica una terra di colline grigie cosparse di pietre e di verdi valli gentili, e costituisce il 60% della Cisgiordania occupata da Israele, che sarebbe dovuta ritornare ai suoi abitanti palestinesi secondo quell’Accordo.
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feb
7
2010
Che cosa c’è che possa assomigliare di più al trascorrere almeno di un terzo, se non dell’intera giornata, senza elettricità? Un milione e mezzo di persone stanno vivendo in questo modo da oltre una settimana in quello che si presenta proprio come l’ultimo capitolo della crisi di elettricità in atto nella Striscia di Gaza. Se c’è un elemento in comune che persiste dappertutto in questa saga, questo è il senso imposto e perpetuo del “vivere ai bordi”..
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feb
4
2010
Berlusconi in Israele: frasi e simboli di un filo-sionista senza scrupoli
La visita di Berlusconi in Israele rappresenta un ulteriore strappo in senso bellicista e filo sionista dell’Italia, ma rischia di venir giudicata solo per il significato superficiale delle frasi ciniche contenute nel discorso tenuto alla Knesset e durante la visita in Israele e in West Bank .
Il governo italiano, rappresentato da ben 8 ministri, è partito all’indomani della richiesta di Berlusconi ad Israele di fermare la costruzione di colonie. Una presa di posizione che è risultata utile ad attirare l’attenzione dei media e ad accreditare il cavaliere e i suoi ministri erranti come mediatori.
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