NON CREDO AL PARADISO Patrizia Varetto – Instar Libri – ottobre 2011 – Torino
Torino e Gaza unite da storie di donne, di maternità, di guerra e dal dolore. La storia di una donna che ha perso il figlio e di un viaggio nella Palestina sotto assedio. Un viaggio che la porta a confrontarsi con la propria storia e con la vitalità ostinata della Striscia di Gaza che la accoglie. La sconcertante bellezza della Palestina e le tremende ferite subite durante l’operazione Piombo Fuso mettono a confronto il proprio dolore e quello di un intero popolo. A distanza di tre anni dall’aggressione israeliana, “Non credo al Paradiso” con la sua trama di forti legami femminili, parla delle profondità del dolore ma anche dell’ostinazione della vita.
I bambini palestinesi della Striscia di Gaza dopo le vacanze estive torneranno a scuola. Il materiale didattico, accessori e i libri a loro disposizione sono appena sufficienti. Per questo Sardegna Palestina ha aperto una campagna di solidarietà in loro favore dal titolo “Handala va a scuola”. Continue reading
Dopo quasi un mese dall’apertura del valico di Rafah, le aspettative dei palestinesi di Gaza non sono state esaudite. La situazione all’interno della striscia non è migliorata e il numero di gaziani che riescono ad attraversare il confine rimane basso.
Nel frattempo più di 20.000 persone si sono messe in lista in attesa di entrare in Egitto. Un’attesa lunga, troppo lunga: le prime date disponibili per uscire da questa prigione a cielo aperto sono a fine agosto.
Il conto alla rovescia è iniziato. Dopo più di un anno di preparazione, che ha coinvolto una coalizione di oltre 20 paesi, centinaia di attivisti provenienti da decine di nazioni sono pronti a partire con l’obiettivo di rompere l’infame assedio della Striscia di Gaza e di lanciare alla comunità internazionale un messaggio forte e chiaro: non siamo disposti ad unirci alla vostra omertosa complicità con le politiche israeliane.
Questa mattina le autorità egiziane hanno revocato le restrizioni attuate dopo il 2007. Ma la riapertura riguarderà le persone non le merci. Il blocco di Gaza non è finito.
Rafah, 28 maggio 2011, Nena News
Il primo autobus palestinese con a bordo una cinquantina di persone ha attraversato il valico di Rafah e questa mattina, dopo dopo le 8 italiane, è entrato in Egitto sulla base delle nuove disposizioni decise dalle autorità del Cairo che, come avevano promesso, hanno revocato le restrizioni attuate dal giugno 2006 in poi (in seguito alla cattura del soldato israeliano Ghilad Shalit da parte di un commando palestinese). Da oggi in poi il movimento da e per Gaza sarà «libero», su «base permanente», non più limitato a 300 transiti e solo in alcuni giorni. Continue reading
Un mese fa l’attivista italiano veniva ucciso dai suoi rapitori. Il governo di Hamas non ha ancora diffuso alcuna informazione sugli interrogatori di tre dei suoi assassini. Oggi a Gaza la commemorazione ufficiale, presenti decine di italiani.
di Michele Giorgio
Gaza, 15 maggio 2011, Nena News
La notte tra il 14 e 15 aprile passò tra la speranza e l’angoscia. Vittorio Arrigoni, si era appreso nel pomeriggio, era stato rapito il giorno prima a Gaza da un gruppo che si definiva salafita e che in cambio della sua liberazione chiedeva la scarcerazione di un leader del gruppo qaedista al-Tawhid wal-Jihad. Un pugno allo stomaco, di quelli che ti lasciano senza respiro. Non si riusciva a crederlo, eppure era vero. Continue reading
VITTORIO ARRIGONI Tre degli assassini sono in carcere. Il governo di Hamas riveli gli interrogatori
«Le indagini sull’assassinio di Vittorio Arrigoni sono in corso ma io non ho aggiornamenti, adesso provo a chiamare un paio di comandanti della sicurezza». Si mostra gentile il vice ministro degli esteri del governo di Hamas, Ghazi Hamad. «Occorre fare chiarezza, lo dobbiamo a Vittorio e a tutto il popolo italiano». Ma il suo tentativo di aiutarci va a vuoto. Continue reading
Il maestro israelo-argentino sfidando l’embargo attuato da Tel Aviv ha portato nella Striscia un’orchestra con musicisti provenienti da tutta Europa, inclusa La Scala di Milano.
Ieri sera, 22 aprile 2011, Vik Utopia è arrivato dalla sua famiglia a Bulciago (Lecco) dove domani 24 aprile alle 16,30 si celebreranno i funerali.
Il viaggio di Vittorio verso casa è cominciato il 18 aprile, dopo le celebrazioni svolte a Gaza per salutarlo. La gente di Gaza lo ha accompagnato al valico di Rafah attraverso cui è arrivato in Egitto, al Cairo. Non ha attraversato Israele, Vittorio, come richiesto dalla famiglia, poiché Israele lo aveva imprigionato e torturato e definito come indesiderato allo stato di Israele.
Tragico epilogo martedì nel campo profughi di Nusseirat, nella Striscia, dopo la caccia ai ricercati, sospettati di aver rapito e ucciso Vittorio Arrigoni. Il principale indiziato, il Giordano, si sarebbe suicidato.
Gaza City, 20 aprile 2011
A dare la notizia è stato il Ministero degli Interni di Hamas: due degli uomini sospettati per aver rapito e ucciso il volontario e attivista Vittorio Arigoni, sono morti martedì pomeriggio a Gaza, dopo essersi asserragliati in un’abitazione nella Striscia di Gaza, nel campo profughi di Nusseirat (campo dove vivono circa 60.000 profughi palestinesi del 1948). Il principale indiziato, Abdul- Rahman Al- Breizat, il Giordano, si sarebbe suicidato (alcune fonti e agenzie riportano che si sarebbe sparato) dopo aver lanciato una granata contro i suoi compagni. A seguito dell e ferite riportate, sarebbe morto anche un secondo uomo, Bilal-Al Umari.
«Grazie di aver portato Vittorio in questo mondo. Mamma, per favore perdonaci per non essere stati capaci di proteggere Vittorio!», ha scritto un ragazzo palestinese rivolgendosi alla madre dell’attivista ucciso.
di Silvia Todeschini*
Gaza, 17 aprile 2011, Nena News
Vittorio ormai considerava Gaza come la sua casa. Aveva in programma di andarsene il mese scorso, e poi imbarcarsi nella Freedom Flotilla, ma non se la sentiva di abbandonare il posto a causa delle recenti aggressioni delle forze d’occupazione israeliane: in meno di un mese sono stati ammazzati più di 40 palestinesi, tra cui due donne mentre preparavano il pane e bambini che giocavano a calcio. Continue reading
E’ una notizia, ma non sappiamo quanto attendibile. Gli esecutori materiali dell’omicidio di Vittorio sarebbero stati catturati.
In precedenza, il governo di Hamas aveva annunciato l’arresto di due salafiti coinvolti nel rapimento, senza specificarne il ruolo. Secondo quanto riferito dall’Interno, sarebbero in tutto quattro gli estremisti arrestati per il sequestro e l’assassinio di Vittorio. Continue reading
Video su Rainews24: Vittorio Arrigoni racconta Gaza
L’intervista al pacifista italiano ucciso a Gaza. Vittorio racconta alle telecamere, così come nel suo libro ‘Restiamo umani’, la strage silenziosa di Gaza. Una striscia di terra in eterno conflitto.
Le minacce dei siti dell’estrema destra israeliana, un documento contro Hamas e Fatah sottoscritto da Vittorio, gruppi salafiti finanziati da un ex ambasciatore saudita con legami con la Cia. Tutte le piste di un assassinio che ci lascia attoniti e con ancora molti punti oscuri da chiarire
Vittorio si concedeva pochi svaghi. Un po’ di esercizio fisico in palestra e, a sera, una shisha, il narghilè, se possibile sulla spiaggia di Gaza city, in compagnia di un paio dei tantissimi amici che aveva nella Striscia. Continue reading
Il complottismo a tutti i costi spesso porta fuori strada nell’analisi di vicende oscure e ambigue, come è quella di Vittorio Arrigoni. Ma non può essere considerata seria e credibile l’analisi di un evento che non tenga razionalmente conto della ‘fabbrica del falso’ all’opera costantemente per renderne più difficile la lettura.
Soprattutto se ha a che fare con un teatro – quello palestinese e medio orientale più in generale – dove in azione non ci sono solo attori riconoscibili e facilmente individuabili, ma anche gruppi, sigle e attori che rendono il quadro più torbido e spesso sono l’espressione di interessi e apparati che agiscono per conto terzi. A volte senza neanche esserne al corrente…