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	<title>Palestina Libera &#187; Iniziativa internazionale</title>
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		<title>Handala va a scuola – riempiamo il suo zainetto</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 19:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziativa internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>

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		<description><![CDATA[I bambini palestinesi della Striscia di Gaza dopo le vacanze estive torneranno a scuola. Il materiale didattico, accessori e i libri a loro disposizione sono appena sufficienti. Per questo Sardegna Palestina ha aperto una campagna di solidarietà in loro favore dal titolo “Handala va a scuola”. Handala, simbolo della nostra Associazione, lo vediamo in tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://lh4.googleusercontent.com/-AUkMtu6aNow/TjrsJ67WN8I/AAAAAAAABVk/bhsCZmcqI8w/s800/logoSardi.png" alt="" width="75" height="108" /><br />
I bambini palestinesi della Striscia di Gaza dopo le vacanze estive torneranno a scuola. Il materiale didattico, accessori e i libri a loro disposizione sono appena sufficienti. Per questo Sardegna Palestina ha aperto una campagna di solidarietà in loro favore dal titolo “Handala va a scuola”.<br />
<span id="more-5026"></span><br />
Handala, simbolo della nostra Associazione, lo vediamo in tutte le caricature di Naji Al Ali come un silente testimone e sofferente spettatore, senza partecipare alle scene. Naji Al Ali disse: Handala è un testimone nel tempo.</p>
<p>Handala va a scuola, per questo anche tu contribuisci a riempire il suo zainetto versando il contributo sul <strong>C.C.P. n. 12907085 oppure C.IBAN IT-86-D07601-04800-000012907085</strong> intestato all’<strong>Associazione di Amicizia Sardegna Palestina -Cagliari</strong> – specificando la causale “Handala va a scuola”.</p>
<p><a href="http://www.sardegnapalestina.org/?p=1716">Associazione di Amicizia Sardegna &#8211; Palestina</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2011%2F08%2Fhandala-va-a-scuola-%25e2%2580%2593-riempiamo-il-suo-zainetto%2F&amp;title=Handala%20va%20a%20scuola%20%E2%80%93%20riempiamo%20il%20suo%20zainetto" id="wpa2a_2"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Freedom Flottilla 2</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 22:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziativa internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[La prossima primavera decine di navi da tutto il mondo tenteranno di rompere l&#8217;assedio nella Striscia di Gaza. Ne farà parte anche una nave italiana che porterà il nome di Stefano Chiarini. La campagna italiana per Freedom Flottilla 2 è stata presentata a Roma il 27 novembre scorso. In tale occasione è stato consegnato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="http://picasaweb.google.com/lh/photo/MLdJKJQcVW_QqYSRMsk5d4njvNrusdmYrCR_FSAlJP4?feat=embedwebsite"><img src="http://lh4.ggpht.com/_aT71utejorw/TPLY9QT0puI/AAAAAAAAA0E/HOAyoAHTmDk/s800/freedomflottilla.jpg" alt="" width="430" height="96" /></a></div>
<p>La prossima primavera decine di navi da tutto il mondo tenteranno di rompere l&#8217;assedio nella Striscia di Gaza. Ne farà parte anche una nave italiana che porterà il nome di Stefano Chiarini.</p>
<p>La campagna italiana per Freedom Flottilla 2 è stata presentata a Roma il 27 novembre scorso. In tale occasione è stato consegnato a Vauro, che ha disegnato il logo per questa campagna, il biglietto n.1</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="470" height="289" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/hri9r9jmAJ4?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="470" height="289" src="http://www.youtube.com/v/hri9r9jmAJ4?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.freedomflotilla.it/2010/10/28/manifesto-della-freedom-flotilla-2/">Il Manifesto della Freedom Flottilla 2</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2010%2F11%2Ffreedom-flottilla-2%2F&amp;title=Freedom%20Flottilla%202" id="wpa2a_4"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>MESSAGGIO DA PARTE DEI COMITATI POPOLARI  NELL&#8217;AREA DI BETLEMME</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/04/messaggio-da-parte-dei-comitati-popolari-nellarea-di-betlemme/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 16:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Apartheid]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziativa internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettera scritta dai comitati popolari e rivolta ai partecipanti della marcia per la pace che si è svolta domenica qui a Betlemme e che prevedeva, tra l&#8217;altro, l&#8217;incontro tra pellegrini italiani (400) e il ministro del turismo israeliano (dall&#8217;altra parte del check point). Tale iniziativa faceva parte di tutta una serie di attività previste da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lettera scritta dai comitati popolari e rivolta ai partecipanti della marcia per la pace che si è svolta domenica qui a Betlemme e  che prevedeva, tra l&#8217;altro, l&#8217;incontro tra  pellegrini italiani (400) e il ministro del turismo israeliano (dall&#8217;altra parte del check point). Tale iniziativa faceva parte di tutta una serie di attività previste da un accordo tra opera romana pellegrinaggi e Ministero del Turismo Israeliano.<span id="more-2268"></span></em></p>
<p><em>La lettera è stata distribuita il 24 aprile 2010 durante durante la cena di benvenuto ai 400 partecipanti (tutti italiani) della marcia per la pace che si è tenuta il giorno successivo (Programma: partenza alle 7 del mattino dalla chiesa della natività, attraversando il check point, incontro con il ministro del turismo israeliano).</em></p>
<p><em>L&#8217;iniziativa viene organizzata grazie al sostegno logistico della Fondazione Giovanni Paolo II, con sede a Gerusalemme e a Firenze (presidente ne è un frate molto famoso, Ibrahim Faltas.. presente durante tutto l&#8217;assedio alla chiesa della natività nel 2002), e fa parte di una serie di iniziative legate ad un accordo tra il Ministero del Turismo Israeliano e all&#8217;Opera Romana Pellegrinaggi volta alla collaborazione nella gestione del grosso e redditizio business dei pellegrini.</em></p>
<p><em>La Ministra del Turismo Palestinese (Dehibe) ha denunciato i dimostranti palestinesi presenti la sera del 24 aprile (ciò mostra il modo in cui purtroppo sempre più spesso questo governo non rappresenta più la società civile ma finisce col reprimerne tristemente le richieste).</em></p>
<p>&#8220;Sappiamo che vi trovate qui per impegnarvi in un&#8217;iniziativa che cerca di promuovere la pace e la riconciliazione tra noi e i nostri vicini israeliani. La pace è qualcosa che noi tutti vogliamo e ricerchiamo, ma questo particolare evento non ci farà avanzare di alcun passo. Queste solo solo alcune delle molte ragioni:</p>
<ol>
<li>I palestinesi (cristiani e musulmani) non hanno la libertà di muoversi da Betlemme a Gerusalemme per motivi religiosi, sportivi o di qualunque altro genere. Siamo ristretti da “permessi” che vengono concessi solo a pochi e questa realtà è peggiore persino del sistema di permessi in Sudafrica durante l&#8217;apartheid, come disse anche il vescovo Desmond Tutu. L&#8217;evento a cui partecipate viene presentato come se non ci fossero queste restrizioni e non considerate il fatto che voi in quanto turisti avete una maggiore libertà di movimento rispetto alla popolazione locale. È importante che vi chiediate: perché tutti i palestinesi non possono correre con noi? Perché solo pochissimi cristiani palestinesi posso avere il permesso per andare a pregare a Gerusalemme?</li>
<li>L&#8217;esercito e il governo israeliano sono impegnati in un&#8217;enorme confisca, un vero furto, di terra palestinese nell&#8217;area di Betlemme, per costruire il Muro e gli insediamenti, entrambi illegali. Nello stesso momento in cui voi correte per sport, bulldozers nel distretto di Betlemme stanno lavorando per sradicare ulivi, distruggere case e vite. Questo avviene anche nel distretto di di Betlemme, dove ora abbiamo accesso a meno del 20% dell&#8217;ampiezza originale dell&#8217;area e si prevede diminuire fino a meno del 13%. Questa terra appartiene a famiglie cristiane e musulmane a cui ora è stata rubata. La vostra iniziativa riconosce e accetta questa realtà, suggerendo che ci sia parità e desiderio di “pace” (senza definire meglio cosa questo significhi) tra i due “lati”. Questo non è un conflitto tra israeliani e palestinesi, ma tra coloro che privano e rubano la terra e impongono politiche coloniali di apartheid e persone di buona volontà che resistono a queste politiche (e questo comprende palestinesi, israeliani e internazionali).</li>
<li>La vostra iniziativa si svolge vicino a due dei campi profughi di Betlemme (Azza e Aida). Sono circa 7 milioni i profughi e rifugiati palestinesi a caausa delle politiche coloniali israeliane negli ultimi 62 anni. Per voi, ignorare questa pulizia etnica di massa e la povertà e indigenza sarebbe come avere un&#8217;iniziativa sportiva vicino a un campo di concentramento ancora attivo in Europa orientale.</li>
<li>La vostra iniziativa mostra il vostro passaggio tra Betlemme e Gerusalemme come se fosse un passaggio tra due stati. Sarete accolti da una delegazione ufficiale del governo israeliano come se aveste passato il confine di un paese. Questa è una falsità. I territori in cui vi sposterete da Betlemme a Gerusalemme sono aree occupate nel 1967 e sono considerate dal diritto internazionali come Territori Occupati Palestinesi, soggetti alla 4° convenzione di Ginevra. La vostra iniziativa riconosce dunque il controllo israeliano su queste aree come qualcosa di legittimo e come se voi stesse attraversando il confine di due paesi. Tutto questo legittima l&#8217;occupazione israeliana.</li>
<li>Nel 2009 il ministero israeliano del turismo ha avviato una campagna mediatica internazionale per promuovere il turismo verso Israele. A differenza del passato, il ministero composto da membri estremisti ha privato completamente la Cisgiordania e qualunque area palestinese (inclusa Betlemme) dalle proprie risorse. Queste sono le persone che incontrerete dall&#8217;altra parte: essi nemmeno riconoscono che esistiamo come esseri umani. Questi sono gli individui che hanno promosso una pulizia etnica e continuano ad attuarla. Rafforzerete il controllo di questo governo estremista di destra.</li>
</ol>
<p>Questi sono alcuni tra i tanti punti che possono spiegare perché questa iniziativa non aiuterà la pace. Vi chiediamo di rivedere l&#8217;organizzazione di questo evento. È importante che voi protestiate contro l&#8217;occupazione e la distruzione di terra palestinese. Betlemme vive ora il suo peggior assedio nella storia e questo evento mostra solo al mondo che tutto va bene e il governo israeliano approfitterà di questo evento per dare questa immagine. Vi chiediamo di domandare a voce alta la fine dell&#8217;occupazione per creare una vera pace. Non unitevi agli atleti israeliani, non accettate la presenza del ministero del turismo israeliano, state con le persone di Betlemme e chiedete la libertà per tutti di pregare e correre a Gerusalemme.</p>
<p>Parlate con noi se volete lavorare con palestinesi e israeliani che collaborano mano nella mano per far terminare l&#8217;occupazione e contribuite a far rispettare il diritto internazionale sul diritto dei profughi al ritorno alle loro case e terre.&#8221;</p>
<h5>I Comitati Popolari dei villaggi e città dell&#8217;area di Betlemme</h5>
<h5>segnalato da Caterina Donattini</h5>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2010%2F04%2Fmessaggio-da-parte-dei-comitati-popolari-nellarea-di-betlemme%2F&amp;title=MESSAGGIO%20DA%20PARTE%20DEI%20COMITATI%20POPOLARI%20%20NELL%26%238217%3BAREA%20DI%20BETLEMME" id="wpa2a_6"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Israele NON DEVE entrare nell&#8217;OCSE!</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 10:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziativa internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[FIRMA LA PETIZIONE Care/i tutte/i, Il prossimo maggio ci sarà il voto all&#8217;OCSE sulla canditatura di Israele. Ci vuole un solo voto negativo per bloccare il suo ingresso, e dobbiamo fare di tutto per garantire che l&#8217;Israele, già dimostratosi un potere oppressivo di occupazione e colonizzazione con un sistema di discriminazione razziale istituzionalizzata, che commette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Maggio10/01-05-10PetizioneIsraeleOCSE.htm">FIRMA LA PETIZIONE</a></h3>
<p>Care/i tutte/i,</p>
<p>Il prossimo maggio ci sarà il voto all&#8217;OCSE sulla canditatura di Israele. Ci vuole un solo voto negativo per bloccare il suo ingresso, e dobbiamo fare di tutto per garantire che l&#8217;Israele, già dimostratosi un potere oppressivo di occupazione e colonizzazione con un sistema di<br />
discriminazione razziale istituzionalizzata, che commette crimini di guerra come documentato nel rapporto Goldstone dell&#8217;ONU, non entri a far parte dell&#8217;OCSE. In Europa e in tutto il mondo c&#8217;è una campagna svolta a bloccare l&#8217;ingresso di Israele.</p>
<p>In allegato [in fondi all'articolo] ci sono sei lettere da inviare via email:</p>
<p>- cinque in inglese indirizzate ai rappresentanti dei paesi più propensi a votare no (Messico, Turchia, Irlanda, Svizzera e Portogallo)</p>
<p>- una in italiano indirizzata ai ministri Frattini e Tremonti, insieme all&#8217;ambasciatore italiano all&#8217;OCSE.</p>
<p>Basta copiare e incollare il testo, aggiungere la firma e inviarlo agli indirizzi email indicati nelle lettere.</p>
<p>Una prima riunione dove si deciderà in linea di massima la questione si svolgerà l&#8217;11 maggio. Il voto finale sara durante il consiglio dell&#8217;OCSE, presieduta da Frattini, il 28/29 maggio.</p>
<p>Ricordatevi &#8211; ci vuole un solo voto negativo.  Facciamo di tutto perché ci sia.</p>
<p>Per maggiori informazioni sulle campagne internazionali: <a href="http://holdisraelac countable. net/">http://holdisraelac countable. net/</a></p>
<p>Si prega la massima diffusione! Fate girare anche ai vostri amici all&#8217;estero.</p>
<p>Stephanie Westbrook<br />
Loretta Mussi</p>
<p><a href="https://docs.google.com/document/pub?id=13tuL5r8iucA7BK9eoPWNZsZll9vs_qgBSGwk1FDLgLk">ocse-Italia, Irlanda, Messico, Portogallo, Svizzera , Turchia</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2010%2F04%2Fisraele-non-deve-entrare-nellocse%2F&amp;title=Israele%20NON%20DEVE%20entrare%20nell%26%238217%3BOCSE%21" id="wpa2a_8"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Settimana contro l&#8217;Aparheid Israeliana</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/02/settimana-contro-laparheid-israeliana/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 20:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Apartheid]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziativa internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Invito a partecipare alla Settimana Internazionale contro l’Apartheid Israeliana (IAW International Apartheid Week) 1-7 marzo Versione ridotta in Italiano BACKGROUND STORICO La IAW nasce a Toronto, in Canada, nel febbraio 2005. Fu inizialmente organizzata da un collettivo di studenti arabi dell’Università di Toronto, in coordinamento con altri soggetti in tutta la città. Registrò un incredible [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>Invito a                      partecipare alla Settimana Internazionale contro l’Apartheid                      Israeliana (IAW International Apartheid Week) 1-7 </strong>marzo</h3>
<h5 style="text-align: center;">Versione ridotta                      in Italiano</h5>
<h3><strong>BACKGROUND STORICO</strong></h3>
<p>La IAW nasce a Toronto, in Canada, nel febbraio                      2005. Fu inizialmente organizzata da un collettivo di studenti                      arabi dell’Università di Toronto, in coordinamento                      con altri soggetti in tutta la città. Registrò                      un incredible successo richiamando a se i media di tutto il                      mondo.</p>
<p><span id="more-1166"></span></p>
<p>La IAW fu il risultato di lunghissimi anni                      di lotte degli attivisti canadesi. L’azione degli attivisti                      negli anni precedenti si era concentrata sugli eventi di violenza                      e brutalità che l’ccupazione israeliana nella                      West Bank e a Gaza causava ogni giorno, si trattava di una                      continua situazione d’emergenza. Il grande merito della                      IAW è stato quello di allargare il dibattito includendo                      importanti fattori quali ad esempio la discriminazione razziale                      nei confronti dei cittadini palestinesi residenti all’interno                      dello stato d’israele e l’evacuazione dei rifugiati                      palestinesi dalle proprie terre, entrambi conseguenze delle                      dottrine sioniste, strutturalmente razziste.</p>
<p>La IAW si ispira inoltre alla campagna BDS                      (Boicottaggio disinvestimento e sanzioni contro israele) lanciata                      nel 2005 da 170 organizzazioni civili e politiche palestinesi.                      La BDS chiede all’opinione pubblica internazionale di                      boicottare israele fino a quando esso non rispetterà:</p>
<blockquote><p>1- principi di uguaglianza totale verso                        i cittadini arabi dello stato d’israele</p>
<p>2- fine dell’occupazione e della                        colonizzazione delle terre arabe</p>
<p>3- distruzione del muro di separazione</p>
<p>4- garanzia del diritto dei rifugiati palestinesi                        al ritorno alle proprie case e proprietà stipulato                        dalla risoluzione delle Nazioni Unite numero 194</p></blockquote>
<p>La IAW è dunque una campagna dagli                      scopi sopratutto educativi che mira a sensibilizzare l’opinione                      pubblica circa le politiche, le pratiche e le istituzioni                      dell’aparthied israliana e il modo in cui influenzano                      la vita quotidiana dei palestinesi. –all’interno                      di israele, nei territori occupati e nel mondo,-i palestinesi                      della diaspora-. La IAW intende promuovere un’analisi                      rigorosa delle caratteristiche dell’apartheid israeliana                      chiamando la società civile di ogni paese ad agire                      in solidarietà con i palestinesi.</p>
<p>Negli anni la IAW diventò poi allo                      stesso tempo un incentivo alla creatività, all’originalità                      e all’approfondimento degli organizzatori circa la comprensione                      del conflitto che veniva analizzato secondo metodologie e                      prospettive diverse: cineforum, lezioni forntali, eventi culturali,                      mostre, spettacoli teatrali, manifestazioni, atti di protesta                      ecc.</p>
<p><strong>IAW 2006-2009</strong></p>
<p>Dal 2006 in poi la IAW si è diffusa                      in tutto il mondo raggiungendo famose ed antiche università                      quali Oxford, SOAS, Cambridge, Ottawa, Hamilton, Montreal,                      New York. Nel 2007 il numero di adesioni per l’Apartheid                      Week raddoppiò. A new York in particolare nacque l’idea                      di diffondere gli eventi organizzati durante la IAW in tutti                      gli spazi della città, senza mantenerli all’interno                      del campus universitario. Nel 2008 l’evento raggiunse                      grande visibilità mediatica e 25 grandi città                      nel mondo ne fecero parte, tra cui Soweto in Sud Africa, la                      città resa famosa dall’insurrezione del 1976                      contro il regime d’apartheid. Migliaia di studenti in                      tutto il mondo parteciparono agli venti ed ebbero modo di                      analizzare lo stato israeliano quale stato d’aparthied                      prendendo dunque in esame la necessità di agire con                      atti concreti di solidarietà nei confronti del popolo                      palestinese.</p>
<p>L’analogia con l’apartheid è                      risultata utile a comprendere il contesto coloniale del sionismo                      e le sue marcate similitudini con movimenti quali i Pied Noir                      nell’Algeria colonizzata, i coloni della Rodesia e gli                      Afrikaners della Sud Africa dell’apartheid. Questo paradigma                      ci ha aiutato a comprendere le connessioni tra questa ed altre                      lotte passate contro il razzismo e la discriminazione.</p>
<p><strong>COME PARTECIPARE</strong></p>
<p>La IAW si sviluppa in tutto il mondo grazie                      alle organizzazioni, alle associazioni, ai gruppi di cittadini                      che ne sposano i principi base organizzando iniziative in                      questo senso. Questa rete di organizzazioni del mondo è                      importantissima e deve mantenersi in contatto per poter condividere                      e coordinare azioni, supporto reciproco, capacità,                      idee, informazioni e risorse.</p>
<p>Per le nuove adesioni alla rete della IAW                      internazionale vi chiediamo di aderire ai principi base elencati                      di seguito e così potremo unirvi alla lista ufficiale                      di città che organizzano l’apartheid week in                      tutto il mondo. Tale lista sarà utilizzata per il coordinamento                      tra città e paesi, per condividere idee, consolidare                      e costruire risorse in modo che possano essere più                      accessibili a tutti i partecipanti.</p>
<p>Presso questo indirizzo <a href="http://www.apartheidweek.org/" target="_blank">www.apartheidweek.org</a> ogni area ha una pagina e possono essere inviati eventi ed                      informazioni così come informazioni e programmi circa                      le IAW degli ultimi due anni.</p>
<p>Per mettervi in contatto con la rete della                      IAW internazionale contattare:</p>
<p>Palestina: Anti-Apartheid Wall Campaign:                      global@stopthewall.org</p>
<p>Canada: Students Against Israeli Apartheid:                      saia@riseup.net</p>
<p>U.S: israeliapartheidweek@yahoo.com</p>
<p>U.K: palsoc@herald.ox.ac.uk and palsoc@saos.ac.uk</p>
<p>South Africa: witspsc@gmail.com</p>
<p><strong>PRINCIPI BASE</strong></p>
<blockquote><p><strong>1- Il fine della IAW è quello                        di educare i cittadini circa la natura d’apartheid                        dello stato d’Israele contribuendo a rafforzare campagne                        per il Boicottaggio il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS)                        contro Israele.</strong></p></blockquote>
<p>Desideriamo dare il nostro contributo circa                      la comprensione di Israele quale stato d’apartheid.                      I cittadini palestinesi sono esclusi dal controllo e dallo                      sviluppo di più del 90% delle terre, vengono discriminati                      negli aspetti più basilari e quotidiani della loro                      vita: educazione, sistema sanitario, servizi pubblici, pubblico                      impiego, semplicemente perché sono palestinesi. I palestinesi                      che furono espulsi nel 1948 e nel 1967 non possono tornare                      alle proprie case e alle proprie terre e allo stesso tempo                      qualsiasi persona ebrea nel mondo ha il diritto di trasferirsi                      a vivere in Israele ricevendo automaticamente la cittadinanza                      israeliana. Nella West Bank occupata e nella striscia di Gaza                      i palestinesi vivono sottoposti a una legge militare discriminatoria,                      distribuiti in bantustans isolati tra loro e circondati dal                      muro</p>
<p><strong>2- Lavoreremo per porre fine alla                      complicità internazionale con questo stato d’apartheid.</strong> I governi offrono grande supporto economico e politico al                      regime di apartheid israeliano. Le corporazioni guadagnano                      grazie agli investimenti e alle operazioni bancarie congiunte                      a compagnie israeliane. Le istituzioni, le organizzazioni                      e i sindacati che non si oppongono a ciò permettono                      il sostegno morale ed economico di Israele. Questo tipo di                      cooperazione e supporto permette all’apartheid di continuare                      ad esistere, per questo porre fine alla complicità                      internazionale è così importante.</p>
<p><strong>3-Crediamo che l’apartheid                      israeliana sia un elemento facente parte di un più                      vasto sistema economico e militare di dominazione.</strong> Per questo restiamo solidali con tutte le persone oppresse                      del mondo, in particolare con le comunità indigene                      che soffrono la repressione di regimi coloniali, lo sfruttamento                      e il dislocamento.</p>
<p><strong>4-Siamo contro l’ideologia                      razzista del sionismo che fornisce le basi al colonialismo                      israeliano.</strong> Siamo contrari perché esso discrimina                      direttamente e forzatamente tutti coloro che non sono ebrei.                      Siamo contro tutte le forme di discriminazione e crediamo                      che non ci sarà mai giustizia senza la restaurazione                      di tutti i diritti di ciascuno, senza differenze di razza,                      etnia o nazionalità.</p>
<p><strong>5-Le nostre richieste si basano sulla richiesta                      della società civile palestinese per il Boicottaggio,                      il disinvestimento e le sanzioni</strong> contro Israele del 9 Luglio                      2009 e avanzata da più di 170 organizzazioni palestinesi.</p>
<p><strong>6-Boicottaggio disinvestimento e                      sanzioni dovranno essere applicate fino a quando </strong>Israele                      <strong>riconoscerà il diritto inalienabile</strong> del popolo palestinese <strong>all’autodeterminazione</strong>,                      riconosciuto dal diritto internazionale quale diritto fondamentale:</p>
<blockquote><p>1- <strong>Mettendo fine all’occupazione                        e alla colonizzazione</strong> delle terre arabe, <strong>distruggendo                        il muro</strong> e<strong> liberando tutti i prigionieri                        politici </strong>arabi e palestinesi</p>
<p>2- <strong>Riconscendo i diritti fondamentali                        dei cittadini arabi</strong> residenti all’interno                        dello stato d’israele e la loro uguaglianza con gli                        altri cittadini</p>
<p>3- <strong>Rispettando, proteggendo e promuovendo                        il diritto dei rifugiati palestinesi al ritorno</strong> alle proprie case e proproetà stipulato dalla risoluzione                        dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite numero                        194.</p></blockquote>
<p><strong>7-Per fare parte dell’International                      Apartheid week le organizzaioni devono impegnarsi a:<br />
</strong></p>
<blockquote><p>a) Accettare i principi esposti qui sopra</p>
<p>b) coordinarsi con il network internazionale</p>
<p>c) promuovere campagne di sensibilizzazione                        circa la BDS all’interno delle attività della                        IAW</p></blockquote>
<p><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Febbraio10/02-02-10InvitoIAW.htm">da Forum Palestina</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.palestinalibera.org%2F2010%2F02%2Fsettimana-contro-laparheid-israeliana%2F&amp;title=Settimana%20contro%20l%26%238217%3BAparheid%20Israeliana" id="wpa2a_10"><img src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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