giu 13 2010

Israele: prove di impunità, reazioni interne e autocelebrazioni dopo la pirateria

Gli Stati Uniti accettano che sia solo Israele a condurre “l’inchiesta” sul massacro degli attivisti sulla nave diretta a Gaza

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giu 9 2010

Minacce e rischio di espulsione dalla Knesset per la parlamentare araba Zuabi

Due deputati arabo-israeliani dell’alleanza ‘Ta’al – United Arab List’ hanno ricevuto minacce di morte da parte di persone rimaste anonime, come riportano i siti dei quotidiani ‘Haaretz’ e ‘Yedioth Ahronoth’. Continue reading


giu 7 2010

Crescono le pressioni per una inchiesta internazionale sul massacro degli attivisti della Freedom Flottilla

Aumentano le pressioni su Israele perché accetti lo svolgimento di una inchiesta internazionale sul blitz compiuto lo scorso lunedì dalle sue forze speciali contro una flottiglia umanitaria diretta nella Striscia di Gaza, in cui sono rimasti uccisi nove attivisti turchi. Dopo che il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha proposto l’istituzione di una commissione presieduta dall’ex premier neozelandese Geoffrey Palmer, che avrebbe come membri rappresentanti israeliani, turchi e americani, anche il presidente francese Nicolas Sarkozy, nel corso di un colloquio telefonico, ha invitato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ad accettare “una inchiesta credibile e imparziale” sul blitz. “Il presidente della Repubblica ha invitato”, in un colloquio telefonico, il premier “Netanyahu a dare seguito alle richieste del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riguardo alla messa in opera di una inchiesta credibile e imparziale sulle condizioni dell’intervento israeliano contro la ‘Freedom Flotilla’” ha dichiarato la presidenza francese. Sarkozy ha informato Netanyahu anche della “disponibilità della Francia a partecipare”, ha proseguito. “Riguardo alla situazione nella Striscia di Gaza, il capo di Stato ha sottolineato l’urgenza di una soluzione per mettere fine al blocco”, ha aggiunto la presidenza. Da parte sua Netanyahu ha respinto la proposta di Ban Ki-moon, come ha spiegato ai suoi ministri nel corso del consueto vertice di governo della domenica. “L’indagine sui fatti dovrà essere svolta in modo responsabile e obiettivo”, ha dichiarato Netanyahu. “Abbiamo bisogno di considerare la questione attentamente, salvaguardando gli interessi di Israele e dell’esercito israeliano”. Anche l’ambasciatore israeliano a Washington, Michael Oren, in un’intervista a Fox News ha detto chiaramente che Israele non accetta lo svolgimento di “una inchiesta internazionale”. “Israele è una democrazia, Israele ha la capacità e il diritto di condurre una inchiesta interna, non può essere oggetto di una inchiesta di qualsiasi commissione internazionale”.
da Forum Palestina


mag 23 2010

Boicottaggio porta a porta, imprese dei coloni in rosso

di Michele Giorgio – GERUSALEMME

RAMALLAH – Campagna dell’Anp: palestinesi, non commerciate con i settler

«Questo boicottaggio è stupido e miserabile, i palestinesi devono interromperlo subito». Non è stato un capo dei coloni israeliani a pronunciare ieri parole tanto infuocate nei confronti della protesta che i palestinesi stanno attuando contro gli insediamenti ebraici costruiti in Cisgiordania (in violazione delle leggi internazionali) dopo l’occupazione militare nel 1967.
Ad alzare la voce è stata Dalia Itzik, ex speaker della Knesset e attuale capogruppo del partito «centrista» Kadima, a conferma che il boicottaggio delle colonie e dei loro prodotti, avviato inizialmente dalla campagna popolare «Karame» (dignità) e poi adottato dall’Anp, si sta rivelando un efficace strumento di pressione economica nelle mani dei palestinesi.

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mag 23 2010

Campagna BDS: emblematico editoriale di una agenzia israeliana

Un editoriale di Ynet news (agenzia israeliana) rivela le preoccupazioni e le contromisure che l’establishment israeliano intende prendere contro la campagna di pressioni internazionali avviatasi con le iniziative BDS in tutto il mondo. Ultima in ordine di tempo nel nostro paese, l’iniziativa di contestazione alla multinazionale farmaceutica israeliana “Teva” alla Fiera Cosmofarma di Roma sabato scorso. L’editoriale di Ynet news è stato tradotto da Stephanie Westbrook.

Contrastare la guerra “soft”

Fayyad si rende conto del potenziale potere della guerra “soft” contro Israele; anche noi dovremmo

di Asher Fredman
ynetnews – 5 maggio 2010

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mag 22 2010

Israele oggi manda in mare controflottilla

Decine di yacht mostreranno striscioni contro Turchia

Tel Aviv, 22 maggio 2010 Nena News

Centinaia di israeliani a bordo di decine di yacht lasceranno il porto di Herzliya oggi alle 10 ora locale (le 9 in Italia) per manifestare in mare aperto, con cartelli sul genocidio degli armeni e la repressione dei curdi, contro la Turchia e la Freedom Flotilla in viaggio verso Gaza sotto embargo israeliano. Lo ha riferito nei giorni scorsi il quotidiano di Tel Aviv “Yediot Ahronot”. Continue reading


mag 9 2010

Droni, piloti in guerra con il joystick

Gli americani in Afghanistan e Iraq, gli israeliani a Gaza

Questo articolo riguarda l’Afghanistan non il Vicino Oriente ma l’uso dei droni (gli aerei senza pilota e guidati elettronicamente a distanza) è stato fatto in abbondanza dagli Stati Uniti anche in Iraq, e occasionalmente in Yemen, nonché da Israele contro i palestinesi a Gaza. Per questa ragione la Nena-News ha ritenuto opportuno tradurre in italiano e pubblicare questo interessante servizio del Los Angeles Times dello scorso febbraio sulla guerra nel terzo millennio versione USA, che assomiglia sempre più a un gioco elettronico ma che resta una guerra vera con morti e feriti tra civili innocenti. Continue reading


apr 25 2010

Agli occhi dello stato, noi, qui, non esistiamo

di Nora Barrows-Friedman*

Mercoledì 14 aprile, le Forze Israeliane hanno portato a termine le operazioni di demolizione di alcune case di maggiori dimensioni all’interno di tre aree distinte nella West Bank occupata. Le demolizioni hanno lasciato senza casa dozzine di persone ad Hares (vicino alla città settentrionale di Tulkarem); e nelle cittadine di Beit Sahour e al-Khader vicine a Bethlehem. Ah Hares, pure alcuni negozi di proprietà di palestinesi sono stati ridotti in un cumulo di macerie, mentre ufficiali israeliani hanno minacciato gli abitanti di future demolizioni nell’area. Continue reading


apr 25 2010

Decreto apartheid, espulsi i primi due palestinesi

di Michele Giorgio

Non ha frenato le autorità di occupazione israeliane la manifestazione unitaria Hamas-Fatah dell’altro giorno ad Erez (Gaza) contro il recente «decreto militare 1650» che potrebbe causare la deportazione di migliaia di palestinesi della Cisgiordania descritti come «infiltrati». Poche ore dopo il corteo, due palestinesi sono stati espulsi verso Gaza. Continue reading


apr 25 2010

La cattiva immagine di Israele nel mondo secondo un sondaggio della BBC

Un sondaggio della BBC pubblicato lo scorso 19 aprile, testimonia la cattiva immagine che Israele ha nel mondo. Il sondaggio è stato condotto in 28 paesi e Israele risulta il paese più malvisto insieme alla Corea del Nord, il Pakistan e – ironia della sorta – l’Iran. Continue reading


apr 25 2010

Israele NON DEVE entrare nell’OCSE!

FIRMA LA PETIZIONE

Care/i tutte/i,

Il prossimo maggio ci sarà il voto all’OCSE sulla canditatura di Israele. Ci vuole un solo voto negativo per bloccare il suo ingresso, e dobbiamo fare di tutto per garantire che l’Israele, già dimostratosi un potere oppressivo di occupazione e colonizzazione con un sistema di
discriminazione razziale istituzionalizzata, che commette crimini di guerra come documentato nel rapporto Goldstone dell’ONU, non entri a far parte dell’OCSE. In Europa e in tutto il mondo c’è una campagna svolta a bloccare l’ingresso di Israele.

In allegato [in fondi all'articolo] ci sono sei lettere da inviare via email:

- cinque in inglese indirizzate ai rappresentanti dei paesi più propensi a votare no (Messico, Turchia, Irlanda, Svizzera e Portogallo)

- una in italiano indirizzata ai ministri Frattini e Tremonti, insieme all’ambasciatore italiano all’OCSE.

Basta copiare e incollare il testo, aggiungere la firma e inviarlo agli indirizzi email indicati nelle lettere.

Una prima riunione dove si deciderà in linea di massima la questione si svolgerà l’11 maggio. Il voto finale sara durante il consiglio dell’OCSE, presieduta da Frattini, il 28/29 maggio.

Ricordatevi – ci vuole un solo voto negativo. Facciamo di tutto perché ci sia.

Per maggiori informazioni sulle campagne internazionali: http://holdisraelac countable. net/

Si prega la massima diffusione! Fate girare anche ai vostri amici all’estero.

Stephanie Westbrook
Loretta Mussi

ocse-italia

ocse-irlanda

ocse-messico

ocse-portogallo

ocse-svizzera

ocse-turchia


apr 22 2010

Israele e Palestina: Nuove parole per dirlo

di Eva Brugnettini*

Ilan Pappé è uno storico israeliano, uno degli esponenti di punta dei “nuovi storici”, studiosi che hanno ribaltato i miti legati alla nascita dello Stato ebraico, come quello che definiva la Palestina “terra senza un popolo”, o secondo cui i palestinesi fuggirono spontaneamente dai propri villaggi.
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apr 22 2010

La lunga mano del Mossad

L’impronta sionista nelle “guerre sporche” dell’America Latina

di Andrea Necciai

Da qualche tempo in tutto il subcontinente latinoamericano (ma specie in Centroamerica e nei Caraibi) sta operando una nuova e potente “internazionale del terrore”. Più esattamente, si tratta di una zona grigia in cui interagiscono specialisti nelle guerre di bassa intensità, commercianti di armi, apparati dei servizi segreti e di sicurezza statali in stretta collaborazione con contractors privati. Continue reading


apr 21 2010

La questione palestinese imbrigliata dentro i problemi regionali

di Sergio Cararo

La quiete prima della tempesta. E’ questa l’impressione che molti osservatori stanno ricavando dalla situazione in Medio Oriente. Molti sono i fattori che indicano come le contraddizioni che si vanno accumulando in uno dei principali teatri di crisi mondiali abbiano tutte le potenzialità per creare “un incidente della storia” capace di inviare a tutto campo la sua onda lunga destabilizzante. La questione palestinese appare oggi fortemente ipotecata da questo scenario regionale.
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apr 15 2010

MEMORANDUM

AI: MEMBRI COMITATO ESECUTIVO dell’OLP, e Fateh Comitato Centrale.

DA DR. Saeb Erakat

Oggetto: Ordini Militari israeliani Rivolto a espulsione palestinesi dalla Cisgiordania

Data: 14 aprile 2010

Lo scopo di questa nota è fornire consulenza sulle implicazioni dei due nuovi ordini militari israeliane in materia di prevenzione delle infiltrazioni (Emendamento n. 2) e Disposizioni in materia di sicurezza (Emendamento n. 112), entrato in vigore il 13 aprile 2010.
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apr 13 2010

“Lo Stato più democratico del Medio Oriente”

L’atomica? Non si discute

Come sulle colonie, Tel Aviv non vuole negoziare sulle sue testate Il premier Netanyahu declina l’invito di Obama al vertice di Washington

di Michele Giorgio

Benyamin Netanyahu non ci sarà. Il premier israeliano ieri ha fatto sapere che il 12 e 13 aprile non prenderà parte al vertice per la sicurezza nucleare organizzato a Washington dal presidente Barack Obama. Con questa improvvisa «exit strategy», il premier israeliano riuscirà a sottrarsi al tentativo di Turchia ed Egitto di mettere al centro della discussione anche la questione dell’arsenale atomico israeliano e il rifiuto di Tel Aviv di firmare il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). Continue reading


apr 13 2010

Una mortale eredità lasciata da Israele si aggira ancora di soppiatto in Libano

di Natacha Yazbeck
da Uruknet.info

Tyro, Libano (AFP, Agence France Presse) – Dopo quasi quattro anni da quando Israele, durante la sua guerra devastante con Hezbollah, ha cosparso il Sud del Libano di mine, con grande difficoltà si riesce a far parlare il ragazzetto Mohammed al-Hajj Mussa del giorno in cui ha perso le sue gambe. Continue reading


apr 2 2010

Un razzismo che esula dal linguaggio: l’Apartheid di Israele

di Saree Makdisi*

Sebbene l’Apartheid del Sud Africa può rappresentare il precedente storico più vicino al sistema Israele-Palestina, scrive Saree Makdisi, il trattamento che lo stato israeliano somministra al popolo palestinese sotto molti aspetti eclissa le sofferenze imposte dal governo dell’apartheid del Sud Africa alla popolazione “non bianca”. Sebbene i suoi sostenitori a livello mondiale si rifiutino di ammettere che Israele perpetri ogni forma di sistematico razzismo, Makdisi mette in rilievo che il razzismo del paese è ‘messo in pratica nella condotta piuttosto che nel linguaggio’ ed il trattare i palestinesi semplicemente non come inferiori, ma addirittura come subumani, ha messo radici profonde. Continue reading


apr 2 2010

Armi britanniche per Piombo fuso, bufera su Brown

di Paolo Gerbaudo

l governo britannico «deve imparare la lezione» di fronte all’evidenza dell’utilizzo di armamenti «made in the UK» nell’operazione «Piombo fuso» lanciata dall’esercito israeliano contro Gaza nel dicembre 2008. A chiederlo è la commissione parlamentare per il controllo all’esportazione di armi che in una relazione presentata ieri ai Commons ha criticato pesantemente il governo per aver violato la promessa che armi britanniche vendute ad Israele non sarebbero mai state usate contro i palestinesi.
A seguito di mesi di audizioni, la commissione di inchiesta ha stabilito che ogni anno il Regno unito vende ad Israele commesse d’armi per un valore tra 10 e 30 milioni di sterline. 28 milioni di sterline di armamenti furono venduti nel solo 2008, anno dell’attacco a Gaza. Di fronte all’indignazione provocata dall’operazione israeliana, il governo britannico ha revocato cinque commesse di armi. Ma secondo la commissione «ora il governo deve prendere provvedimenti a lungo termine».
Tra gli armamenti britannici che riforniscono l’arsenale di uno degli eserciti più potenti al mondo figurano apparecchiature ad alta tecnologia per i caccia F16, gli elicotteri Apache e i carri armati Merkava, equipaggiamenti per le comunicazioni, per la teleguida dei missili e pure i display elettronici incorporati negli elmetti dei soldati di Israele. Tra le imprese fornitrici spicca l’aerospaziale Bae Systems, che fino a qualche anno fa produceva pure componenti per le bombe a grappolo ed è recentemente finita sotto inchiesta per una tangente da 2 miliardi di sterline versata alle autorità saudite per ottenere una commessa da 80 miliardi di sterline in armamenti.
I nuovi controlli chiesti dalla commissione non sono sufficienti, secondo la Campaign Against Arms Trade che lotta contro il traffico di armi. «È impossibile assicurare che le armi vendute in Israele non siano utilizzate nei territori occupati». L’unica soluzione è «un embargo totale all’esportazione di armi verso Israele».

da il manifesto del 31 marzo 2010


mar 30 2010

«Il processo di pace è morto»

di Michele Giorgio

A Gaza è ancora battaglia. Berlusconi: restituire il Golan alla Siria Il segretario generale Moussa lancia l’allarme sul negoziato israelo-palestinese

Lo avevano battezzato «il vertice di Gerusalemme», per il sostegno economico (500 milioni di dollari), e non solo, che verrà stanziato per i palestinesi del settore est della città sotto occupazione israeliana. Invece il summit di ieri a Sirte, in Libia, verrà ricordato per il congelamento, di fatto, dell’iniziativa concepita dai sauditi e lanciata otto anni fa al vertice di Beirut in cui il mondo arabo proclamò di essere pronto a riconoscere Israele in cambio di un ritiro totale dello Stato ebraico dai territori arabi e palestinesi che occupò militarmente nel 1967. Un’offerta ribadita ad ogni vertice ma alla quale i governi israeliani, di ogni colore, dal 2002 a oggi, non hanno mai risposto, affermando così che Tel Aviv non chiede solo pace e riconoscimento ma vuole tenersi il Golan siriano e concedere ai palestinesi un minuscolo Stato a sovranità limitata. Continue reading