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	<title>Comitato di solidarietà con il popolo palestinese &#187; Italia &#8211; Israele</title>
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		<title>Mineo, Ovadia e la comunità ebraica romana</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 07:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho appena seguito l&#8217;intervista fatta da Mineo a Moni Ovadia. Devo dire che mi ha lasciato molte perplessità l&#8217;appello finale di &#8220;solidarietà&#8221;, a prescindere, con la comuunità ebraica romana, perché si pretende sarebbe stata &#8220;aggredita&#8221; dai manifestanti romani in solidarietà con i pacifisti trucidati dalla marina israeliana.

Perché perplessità? Perché le stesse immagini date dalla vostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena seguito l&#8217;intervista fatta da Mineo a Moni Ovadia. Devo dire che mi ha lasciato molte perplessità l&#8217;appello finale di &#8220;solidarietà&#8221;, a prescindere, con la comuunità ebraica romana, perché si pretende sarebbe stata &#8220;aggredita&#8221; dai manifestanti romani in solidarietà con i pacifisti trucidati dalla marina israeliana.<br />
<span id="more-2625"></span><br />
Perché perplessità? Perché le stesse immagini date dalla vostra emittente di quell&#8217;episodio ci dicono altre cose. Ci dicono che i fischi sono partiti copiosi dai giovani schierati all&#8217;ingresso della strada e non il contrario.</p>
<p>Sarebbe stato meglio, molto, se gli esponenti di punta di quella comunità avessero preso parte a quel corteo, invece di fare altro, ossia: difendere ancora una volta Israele in modo irrazionale.</p>
<p>Se dal 31 maggio 2010 il clima a livello mondiale e non solo italiano verso i cittadini ebrei è mutato in peggio lo si deve non a chi protesta contro un atto di pirateria internazionale, ma al contrario, a uno Stato che se ne infischia delle più elementari regole del vivere civile e cerca il consenso internazionale agitando in modo pretestuoso l&#8217;autodifesa e il terrorismo.<br />
Esattamente come ha spiegato egregiamente allo stesso Mineo Moni Ovadia.</p>
<p>Nel gennaio 2009 subito dopo l&#8217;aggressione a Gaza, riconosciuta tale dal giudice Goldstone e dall&#8217;ONU, Riccardo Pacifici, dimostrando un cinismo fuori dal comune, pretendeva di raccogliere &#8220;aiuti umanitari&#8221; per gli oltre 1000 bambini feriti da quei bombardamenti selvaggi e nello stesso tempo difendeva quell&#8217;attacco. Oggi Pacifici e gli esponenti della comunità ebraica romana difendono l&#8217;atto di pirateria, il sequestro in acque internazionali di circa 700 persone provenienti da 40 Paesi e l&#8217;assedio di Gaza.</p>
<p>Non si tratta di ritenere responsabili tutti gli ebrei, questo è un atteggiamento stupido, dannoso e controproducente e questa stupidità non appartiene a chi il 31 maggio per le vie di Roma manifestava a favore del dirittro internazionale.</p>
<p>Ricordo infine che la comunità ebraica nel 2002, dopo l&#8217;ennesima rappresaglia ordinata da Sharon, manifestò, insieme a Forza Nuova, sotto le finestre del giornale Liberazione, reo di aver messo in prima pagina una fotografia di Sharon con la didascalia &#8220;criminale di guerra&#8221;.</p>
<p>Sarebbe meglio, per evitare appunto le amalgame negative e razzistiche, che la comunità ebraica italiana prendesse posizione seriamente a favore del diritto internazionale invece pretendere ancora una volta di essere esente da un&#8217;assunzione di responsabilità.</p>
<p>Sarebbe bene che tutti noi chiedessimo spiegazioni del perché il nostro governo si schiera all&#8217;ONU contro un&#8217;inchiesta internazionale, invece di accettare scorciatoie pericolose, per tutti e tutte.</p>
<p>Pericolose perché aumentano l&#8217;impunità e l&#8217;impunità rende facile il grilletto&#8230;</p>
<h5>Cinzia Nachira &#8211; Lecce</h5>
<p><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Giugno10/03-06-10MineoOvadia.htm">da Forum Palestina del 3 giugno 2010</a></p>
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		<title>Israele-Italia, fine dell&#8217;idillio?</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 21:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giornale Maariv: stiamo perdendo il miglior alleato nell’Ue
Gerusalemme 04 maggio Nena-News
L’idillio tra il governo Berlusconi e Israele sta per avere fine? E’ questo l’interrogativo che si pone oggi a pagina 7 del quotidiano di Tel Aviv  “Maariv” l’analista Eli Bardestein. Nelle scorse settimane, spiega Bardestein, Roma ha fatto arrivare un messaggio al governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>Il giornale Maariv: stiamo perdendo il miglior alleato nell’Ue</h5>
<h4>Gerusalemme 04 maggio <a href="http://www.nena-news.com/?p=440">Nena-News</a></h4>
<p>L’idillio tra il governo Berlusconi e Israele sta per avere fine? E’ questo l’interrogativo che si pone oggi a pagina 7 del quotidiano di Tel Aviv  “Maariv” l’analista Eli Bardestein. Nelle scorse settimane, spiega Bardestein, Roma ha fatto arrivare un messaggio al governo Netanyahu spiegando di non poter continuare a difendere a spada tratta negli organismi internazionali, così come ha fatto sino ad oggi, la politica di colonizzazione ebraica a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Gli italiani, aggiunge l’analista, hanno spiegato di sentirsi come «il brutto anatroccolo», ossia isolati e irrilevanti, tra i membri dell’Ue per il sostegno incondizionato che accordano a Israele.<span id="more-2350"></span></p>
<p>I rappresentanti italiani nell’Unione, prosegue Bardestein, notano che le loro proposte in sostegno di Israele non vengono accolte dai principali paesi europei e ricevono appoggio dalla Repubblica Ceca e della Polonia, meno rilevanti. Non solo, ma essendo apertamente filo-israeliani, gli italiani non riescono più ad incidere in dibattiti in sede Ue che riguardano la questione israelo-palestinese.</p>
<p>L’Italia sotto la guida di Silvio Berlusconi – un accanito sostenitore di Israele, accolto con grande calore durante la sua recente visita nello Stato ebraico  – ha votato alle Nazioni Unite contro il rapporto Goldstone sull’offensiva israeliana a Gaza (dicembre 2008-gennaio 2009), non ha partecipato alla conferenza Durban2 sul razzismo che avrebbe preso in considerazione anche le politiche israeliane verso i palestinesi, e ha contestato il rapporto critico di Israele preparato dallla «ministra degli esteri» dell’Ue Catherine Ashton. Qualche giorno fa alle celebrazioni per l’anniversario di Israele tenute a Roma, Berlusconi ha ribadito il suo appello per l’inclusione dello Stato ebraico nell’Ue.</p>
<p>Bardestein conclude notando che il cambiamento italiano riflette più in generale l’atteggiamento mutato dell’Ue nei confornti di Israele, a causa della colonizzazione ebraica dei Territori occupati palestinesi.  Le recenti polemiche, proprio sugli insediamenti colonici, tra Washington e Tel Aviv hanno contributo ad accrescere le pressioni europee su Israele. «Molti nell’Unione europea preferirebbero vedere al potere in Israele un governo diverso da quello Netanyahu», ha commentato un funzionario governativo israeliano.<br />
(red) Nena-News</p>
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		<title>Da Israele un Ponte-shopping sullo Stretto</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 17:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[di Antonio Mazzeo
Giunge da Israele un nuovo progetto per il collegamento stabile nello Stretto di Messina. Si tratta di un Ponte basato su &#8221; Piattaforme di calcestruzzo galleggianti&#8221; , dove travi e piloni saranno ancorati nell&#8217;acqua e ampi spazi del manufatto saranno destinati a centri commerciali, uffici, alberghi, parcheggi, parchi alberati, cinema, ecc.. Nel Ponte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>di Antonio Mazzeo</h5>
<p>Giunge da Israele un nuovo progetto per il collegamento stabile nello Stretto di Messina. Si tratta di un Ponte basato su &#8221; Piattaforme di calcestruzzo galleggianti&#8221; , dove travi e piloni saranno ancorati nell&#8217;acqua e ampi spazi del manufatto saranno destinati a centri commerciali, uffici, alberghi, parcheggi, parchi alberati, cinema, ecc.. <span id="more-2271"></span>Nel Ponte galleggiante si potranno costruire anche case a schiera per migliaia di residenti e finanche decine di porticcioli turistici che proteggeranno barche a vela e yacht dalle correnti e dai gorghi di Scilla e Cariddi. Più di 3 milioni di metri quadri di abitazioni con invidiabile vista sullo Stretto, la cui vendita assicurerà le risorse finanziarie necessarie a realizzare quella che è stata presentata come una «concreta alternativa» al Ponte da 7 miliardi di euro che governo e concessionaria statale hanno affidato al general contractor guidato da Impregilo.</p>
<p>Il progetto del Ponte-shopping è frutto delle ricerche dell&#8217;architetto israeliano Mor Temor, una laurea al Politecnico di Milano, a capo di uno studio privato specializzato nella progettazione di grandi opere con sede a Shaf-amer, cittadina nei pressi di Nazareth. «Il governo italiano deve sforzarsi per cercare un&#8217;alternativa molto più conveniente, economicamente e finanziariamente sostenibile, al tempo stesso socialmente più desiderabile», dichiara Mor Temor.</p>
<p>«Il 15 novembre 2009 ho inviato via e-mail il progetto del Ponte Galleggiante Abitato al Ministero delle infrastrutture italiano, ma finora non ha ricevuto alcuna risposta. Eppure grazie alla possibilità di costruire gran parte delle piattaforme in un cantiere navale che poi saranno trascinate galleggiando sull&#8217;acqua, si risparmierà nei costi e nei tempi di costruzione». «L&#8217; impatto ambientale del Ponte Galleggiante aggiunge l&#8217;architetto &#8211; è di molto inferiore rispetto a quello degli altri progetti proposti (si pensi alle non necessarie opere di raccordo, gallerie viarie e ferroviarie per circa 27Km, movimento terra, ecc). Il vantaggio economico ottenuto si farà sentire ad ogni livello non solo per il miglioramento dell&#8217;attraversamento tra Reggio Calabria e Messina, ma anche per il prevedibile sviluppo regionale su entrambi lati dello Stretto, in particolare nel settore dell&#8217;industria del turismo».</p>
<p>In verità a guardare il breve cartone animato sul progetto, postato da Temor su Youtube, resta forte il dubbio di trovarsi di fronte all&#8217;ennesimo bluff della lunga sacra dei Ponti e dei tunnel sullo Stretto, dove d&#8217; &#8220;innovativo&#8221; c&#8217;è solo la riconversione dell&#8217;opera a megacomplesso immobiliare e commerciale. Non la pensano tuttavia così politici, sindacalisti e docenti universitari che interverranno al seminario di presentazione del Ponte Galleggiante organizzato dallo studio privato israeliano il prossimo 29 aprile all&#8217;Altafiumara Resort e Spa di località Cannitello di Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Tra essi spiccano i nomi del Sindaco di Villa San Giovanni, Rocco La Valle; del Vicepresidente della Provincia di Reggio Calabria, Gesualdo Costantino; del Presidente della 1^ Commissione (assetto del territorio) del Comune di Reggio Calabria, Pasquale Molisani; del responsabile del Dipartimento Ambiente e territorio della CGIL Nazionale, Antonino Granata; di quattro professori degli Atenei di Messina e Reggio.</p>
<p>Sul suo curriculum vitae, Mor Temor scrive di essere in procinto di conseguire il dottorato di ricerca sui &#8221; ponti galleggianti &#8221; al &#8220;Technion &#8211; Israel Institute of Technology&#8221; , sotto la guida dei professori Michael Burt e Yehiel Rosenfeld. Un particolare che non è certo di poco conto. Il Technion (con sede ad Haifa) è infatti l&#8217;istituto israeliano per eccellenza nel settore delle tecnologie avanzate (ingegneria, elettronica ed informatica in testa), con una spiccata tendenza alla ricerca nel settore militare, nucleare ed aerospaziale. Nel solo periodo 2000-2007, Technion ha sottoscritto una decina di contratti con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per un monto totale di 525.000 dollari, relativamente alla fornitura di &#8221; servizi &#8221; e &#8221; attrezzature &#8221; top-secret. Alcuni dei contratti vedono come committente il FISC &#8211; Fleet &amp; Industrial Supply Center che ha sede presso il Comando dell&#8217;US Navy di Sigonella (Sicilia).</p>
<p>Per lo sviluppo dei Sistemi di Gestione Integrata della Sicurezza, l&#8217;istituto tecnologico israeliano ha sottoscritto recentemente un accordo di collaborazione con l&#8217;Università del Massachusetts, nell&#8217;ambito di un programma promosso dalla task force sulla commercializzazione delle tecnologie militari della U.S.-Israel Science and Technology Commission (USISTF), con fondi del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e dell&#8217;omologo ministero israeliano. Altro importante settore chiave finanziato dall&#8217;USISTF è quello relativo allo sviluppo delle micro e nano-tecnologie militari (tra cui le cosiddette &#8221; armi nucleari di quarta generazione &#8220;), già sperimentate da Israele nelle operazioni di guerra in Libano e Gaza.</p>
<p>Parallelamente alla ricerca avanzata sulle nano-tecnologie, il Technion ha ottenuto grossi successi internazionali nella realizzazione dei più avanzati sistemi di spionaggio e di guerra &#8221; anti-terrorismo&#8221; .</p>
<p>Il 16 giugno 2009, il Corriere della Sera ha dedicato un&#8217;ampia inchiesta al &#8221; serpente robot &#8221; messo a punto dai ricercatori dell&#8217;istituto tecnologico di Haifa e utilizzato dall&#8217;esercito israeliano con compiti d&#8217;intelligence e di lotta contro le milizie di Hamas. Il robot, lungo due metri, è dotato di telecamera e sensori e striscia sul terreno come un vero e proprio rettile, mimetizzandosi con la vegetazione e il suolo. Controllato a distanza, il &#8221; serpente &#8221; può avanzare anche all&#8217;interno di tunnel e cavità naturali e può essere caricato con piccole quantità di esplosivi ad alto potenziale. Nei piani degli scienziati del Technion è prevista a breve termine finanche la costruzione di robot militari a forma di gatti e cani.</p>
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		<title>Il 25 aprile senza fascisti e sionisti alle nostre manifestazioni</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/04/il-25-aprile-senza-fascisti-e-sionisti-alle-nostre-manifestazioni/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 13:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[Comitato “Palestina nel cuore”
A tutti gli antifascisti
Ai soci dell’ANPI
Agli iscritti all’ANPI giovani
Oggi a Roma il comizio convocato dall’ANPI a Porta San Paolo è stata l’occasione per assistere a una serie di gravissime provocazioni che come antifascisti e democratici non siamo disposti a tollerare e di cui chiediamo conto alla direzione dell’ANPI nazionale e romana.
Alla  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>Comitato “Palestina nel cuore”</h5>
<h3>A tutti gli antifascisti<br />
Ai soci dell’ANPI<br />
Agli iscritti all’ANPI giovani</h3>
<p>Oggi a Roma il comizio convocato dall’ANPI a Porta San Paolo è stata l’occasione per assistere a una serie di gravissime provocazioni che come antifascisti e democratici non siamo disposti a tollerare e di cui chiediamo conto alla direzione dell’ANPI nazionale e romana.<span id="more-2254"></span></p>
<p>Alla  commemorazione del 25 aprile è stata invitata la neo-presidente della Regione Lazio Renata Polverini; un invito reso più grave all’imminenza del  7 maggio, giorno in cui  il blocco studentesco ha convocato la sua marcia su Roma insultando la storia di una città medaglia d’oro della Resistenza: un merito riaffermato nel corso degli anni dalle lotte antifasciste delle generazioni di giovani che si sono susseguite.  Renata Polverini è parte di una coalizione politica reazionaria, promotrice  di politiche classiste, razziste, clericali e omofobe.</p>
<p>Come se non bastasse, erano presenti e sono stati invitati sul palco esponenti dell’Associazione Romana Amici d’Israele, calata a Porta San Paolo con un delirante volantino inneggiante al sionismo e a Israele, e sventolando bandiere israeliane, tra cui faceva bella mostra di sè la bandiera dell’aviazione israeliana; <span style="text-decoration: underline;">l’aviazione  israeliana l’anno scorso  ha perpetrato – lo ricordiamo a chi se lo fosse dimenticato &#8211;  il massacro di Gaza bruciando oltre  1400 vite in 20 giorni</span>, e <span style="text-decoration: underline;">continua a bombardare quotidianamente la striscia di Gaza stretta in un assedio criminale.</span> Cosa c’entrano questi sciacalli con la Resistenza? La nostra Resistenza ha combattuto per dare a tutti la possibilità di emanciparsi e di vivere in uno stato laico e ospitale: il sionismo è un’ideologia neocoloniale che mira alla supremazia del popolo ebraico e alla sopraffazione del popolo palestinese, negandogli il diritto alla vita, alla terra e alla libertà; “il problema è la natura etnica del sionismo: il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. Essi non potranno essere mai parte dello stato e dello spazio sionista e continueranno a lottare” (da “La pulizia etnica della Palestina” di Ilan Pappè, docente israeliano rifugiatosi in Inghilterra, all’università di Exeter).</p>
<p>Contro la politica di apartheid dello stato israeliano in tutto il mondo sta crescendo  una campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni: “La stessa questione della uguaglianza è ciò che motiva il movimento per il disinvestimento di oggi, che ha come obiettivo la fine dell&#8217;occupazione israeliana da 43 anni e <strong>l&#8217;iniquo trattamento del popolo palestinese dal governo israeliano</strong>. Gli abusi che i palestinesi si trovano ad affrontare sono reali, e <strong>nessuna persona dovrebbe essere offesa da atti di principio, moralmente coerente e nonviolenta per opporvisi</strong>. Non è affatto sbagliato accusare Israele in particolare per i suoi abusi come non lo era accusare il regime dell&#8217;Apartheid in particolare per i suoi abusi”.  (Desmond Tutu, arcivescovo emerito di Città del Capo).</p>
<p>L’ANPI ospita invece i sostenitori di Israele!</p>
<p>A coloro che ingiustamente vi accusano di slealtà o danno a loro arrecato da questa vostra richiesta di disinvestimento, vi propongo, con umiltà, che il danno subito dal confrontarsi con pensieri che sfidano le proprie opinioni impallidisce rispetto al danno fatto da una vita sotto occupazione e quotidiana negazione dei diritti fondamentali e della dignità. Non è con rancore che critichiamo il governo israeliano, ma con speranza, una speranza che si possa realizzare un futuro migliore per israeliani e palestinesi, un futuro in cui sia la violenza degli occupanti che la conseguente resistenza violenta degli occupati finiscano, e dove una popolazione non domini su un&#8217;altra, generando sofferenza, umiliazione e ritorsioni.</p>
<p>In mezzo a loro c’era non solo il neofascista Riccardo Pacifici ma anche la deputata del  PDL nonché colona sionista israeliana Fiamma Nirenstein che si è dichiarata sorpresa dalla contestazione e così farnetica nel suo blog: “E&#8217; del tutto sconcertante assistere ad atteggiamenti di tale aggressività da parte di gente che <strong>ancora osa sventolare bandiere con falce e martello e soprattutto bandiere palestinesi nel giorno della Liberazione”</strong>.</p>
<h3>Sono le nostre bandiere: non tollereremo mai più simili offese nè che una simile razzista abbia agibilità nei nostri cortei.</h3>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Chiediamo conto ai dirigenti dell’ANPI di queste scelte</strong></span>: è chiaro il vostro tentativo di voler  riscrivere la storia e i valori dell’antifascismo, invitando personaggi come Renata Polverini, Fiamma Nirenstein e associazioni che sostengono uno stato  guerrafondaio e razzista come lo stato di Israele. L’apologia di Israele non ha niente a che vedere con la lotta di liberazione, la politica di Israele contraddice apertamente l’articolo 11 della costituzione italiana (così spesso citato dall’ANPI): Israele ha sempre utilizzato la guerra e il terrore come strumento politico  principale. E’ di questi giorni il decreto militare di espulsione emesso da Israele, che colpirà decine di migliaia di palestinesi residenti in Cisgiordania perché privi di documenti che Israele stessa si rifiuta di dargli.</p>
<h5>Ci rivolgiamo ai giovani iscritti all’ANPI e a tutti gli iscritti all’ANPI perché si facciano promotori di una protesta  presso i loro dirigenti, colpevoli di scelte che snaturano i valori di questa associazione!</h5>
<h5>Agli antifascisti: difendiamo i valori dell’antifascismo! Nessuno spazio per i sionisti e per i revisionisti! Ora e sempre resistenza a fianco dei popoli oppressi.</h5>
<p><em>Roma, 25 aprile 2010</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>«Il processo di pace è morto»</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/03/%c2%abil-processo-di-pace-e-morto%c2%bb/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 23:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[di Michele Giorgio
A Gaza è ancora battaglia. Berlusconi: restituire il Golan alla Siria Il segretario generale Moussa lancia l&#8217;allarme sul negoziato israelo-palestinese
Lo avevano battezzato «il vertice di Gerusalemme», per il sostegno economico (500 milioni di dollari), e non solo, che verrà stanziato per i palestinesi del settore est della città sotto occupazione israeliana. Invece il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>di Michele Giorgio</h5>
<h4>A Gaza è ancora battaglia. Berlusconi: restituire il Golan alla Siria Il segretario generale Moussa lancia l&#8217;allarme sul negoziato israelo-palestinese</h4>
<p>Lo avevano battezzato «il vertice di Gerusalemme», per il sostegno economico (500 milioni di dollari), e non solo, che verrà stanziato per i palestinesi del settore est della città sotto occupazione israeliana. Invece il summit di ieri a Sirte, in Libia, verrà ricordato per il congelamento, di fatto, dell&#8217;iniziativa concepita dai sauditi e lanciata otto anni fa al vertice di Beirut in cui il mondo arabo proclamò di essere pronto a riconoscere Israele in cambio di un ritiro totale dello Stato ebraico dai territori arabi e palestinesi che occupò militarmente nel 1967. Un&#8217;offerta ribadita ad ogni vertice ma alla quale i governi israeliani, di ogni colore, dal 2002 a oggi, non hanno mai risposto, affermando così che Tel Aviv non chiede solo pace e riconoscimento ma vuole tenersi il Golan siriano e concedere ai palestinesi un minuscolo Stato a sovranità limitata.<span id="more-2049"></span><br />
A rappresentare la frustrazione e l&#8217;impotenza del mondo arabo, anche quello moderato e alleato degli Stati Uniti, è stato ieri il Segretario generale della Lega araba, Amr Moussa, che ha esortato i paesi membri a prepararsi al fallimento dei colloqui israelo-palestinesi, peraltro non ancora partiti. «Dobbiamo esaminare la possibilità che il processo di pace sia un completo fallimento. È tempo di affrontare Israele. Dobbiamo dotarci di piani alternativi perché la situazione è giunta a un punto di svolta», ha detto Moussa, senza specificare quali alternative e senza citare l&#8217;iniziativa del 2002. Da parte sua il presidente dell&#8217;Anp, Abu Mazen, che aveva ricevuto proprio dalla Lega araba il via libera al negoziato indiretto con Israele, ieri ha continuato a dichiararsi fedele alla soluzione dei «due Stati» ma ha dovuto ammettere che questo sbocco appare sempre più impraticabile di fronte alle politiche israeliane sul terreno. «Non ci saranno negoziati indiretti con Israele senza la fine dell&#8217;occupazione in Terra Santa e della colonizzazione di Gerusalemme» ha avvertito Abu Mazen. A margine del summit, il negoziatore palestinese Saeb Erekat ha spiegato che la pace non sarà «ad ogni costo» e ai leader arabi ha chiesto un aiuto economico per progetti sanitari, d&#8217;istruzione e abitativi a Gerusalemme est e di spingere Hamas ad accettare la proposta di «riconciliazione palestinese» fatta dall&#8217;Egitto (palesemente a svantaggio del movimento islamico).<br />
In questo clima dominato dalla rassegnazione e dalle notizie sulle ultime incursioni militari israeliane a Gaza, le più massicce dai giorni di «Piombo fuso», sono passate senza suscitare entusiasmo varie proposte sullo sviluppo delle relazioni future tra i 22 membri della Lega araba, come quella formulata da Moussa di lavorare alla creazione di una sorta Unione regionale araba (che piace soprattutto ai paesi più poveri come lo Yemen). Hanno fatto meno rumore del previsto anche le polemiche provocate dal gelo espresso da vari paesi arabi verso l&#8217;assegnazione all&#8217;Iraq dell&#8217;organizzazione del prossimo vertice per la mancanza a Baghdad delle necessarie condizioni di sicurezza. In realtà alcuni leader arabi, come il siriano Bashar Assad, non hanno intenzione di tenere il prossimo vertice all&#8217;ombra delle truppe di occupazione americane. Non sono invece sfuggiti ai media israeliani gli inviti di Amr Moussa ai paesi membri ad aderire ad un suo progetto per rafforzare i legami con Tehran, attraverso un forum per la cooperazione regionale e la risoluzione dei conflitti che includa le nazioni non arabe come appunto l&#8217;Iran e la Turchia. Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, presente al summit, ha immediatamente appoggiato la proposta.<br />
Mentre a Sirte andavano avanti gli interventi dei partecipanti, incluso quello del più fedele alleato di Israele in Europa, Silvio Berlusconi, unico leader occidentale invitato al vertice dal presidente libico Gheddafi &#8211; Berlusconi ha esortato Israele a ritirarsi dal Golan e ad accogliere le richieste dell&#8217;Amministrazione Obama per il congelamento della colonizzazione ebraica nei Territori occupati -, la tensione si manteneva alta a Gaza, dove un combattente palestinese delle Brigate Al Quds, il braccio armato del Jihad islami, è stato ucciso ieri nel corso di una nuova incursione dell&#8217;esercito israeliano nella zona di Khan Yunis. In precedenza almeno altri due palestinesi erano rimasti uccisi quando mezzi corazzati e bulldozer israeliani erano entrati, sempre nei pressi di Khan Yunis, per demolire edifici e abbattere alberi nell&#8217;area dove venerdì nel corso di un scontro a fuoco erano morti due militari dello Stato ebraico e due palestinesi. Un terzo soldato, rimasto gravemente ferito, ieri veniva dato in fin di vita. La rappresaglia israeliana proseguirà nelle prossime ore e a Gaza si attendono attacchi diretti contro il governo di Hamas.<br />
<a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100328/pagina/08/pezzo/274758/">da il manifesto del 28 marzo 2010</a></p>
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		<title>NON IN NOSTRO NOME</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 18:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[
Appello di FORUM PALESTINA
Il governo italiano, con la recente visita del premier Berlusconi in Israele, ha reso il nostro paese complice dell’oppressione del popolo palestinese e delle possibili escalation di guerra israeliana in Medio Oriente.
L’Italia sta fornendo ufficialmente armamenti, investimenti economici, collaborazioni scientifiche al governo israeliano condannato dalle istituzioni internazionali per la costruzione del Muro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/resiste.jpg"><img class="size-full wp-image-1245 aligncenter" title="resiste" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/resiste.jpg" alt="" width="212" height="197" /></a></h2>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Appello di FORUM PALESTINA</strong></h2>
<p>Il governo italiano, con la recente visita del premier Berlusconi in Israele, ha reso il nostro paese complice dell’oppressione del popolo palestinese e delle possibili escalation di guerra israeliana in Medio Oriente.</p>
<p>L’Italia sta fornendo ufficialmente armamenti, investimenti economici, collaborazioni scientifiche al governo israeliano condannato dalle istituzioni internazionali per la costruzione del Muro di segregazione, per i crimini di guerra a Gaza e l’occupazione coloniale dei Territori Palestinesi</p>
<p>Noi, in quanto cittadini italiani, non accettiamo di essere considerati complici di questa politica di oppressione e di guerra</p>
<p>Per questi motivi</p>
<p>Chiediamo la revoca degli accordi militari, commerciali, scientifici, culturali tra le istituzioni italiane e quelle israeliane</p>
<p>Chiediamo la revoca della partecipazione italiana ed europea al vergognoso embargo contro la popolazione palestinese di Gaza ormai da quattro anni sotto assedio</p>
<p>Non c’è pace duratura senza giustizia</p>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="color: #800000;">Per le adesioni all’appello “Non in nostro nome” scrivete a:</span> <a href="mailto:noninostronome@libero.it" target="_blank">noninostronome@libero.it</a></strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Sottoscrivete, fate sottoscrivere e fate circolare questo appello di indignazione</strong><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; color: #0000ff;"><strong> </strong></span></h3>
<p><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Febbraio10/09-02-10NonNostroNomeAppello.htm">vedi prime adesioni</a></p>
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		<title>La collaborazione con i nazi-fascisti della X Mas</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 20:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[da Il Manifesto
«Il primo incontro con gli israeliani risale all&#8217;aprile 1948. Yehuda Arazi è in procinto di lasciare l&#8217;Italia e sta affidando tutte le operazioni nella penisola alla collega Sereni, considerata ormai capace di gestire l&#8217;organizzazione da sola. Si mettono d&#8217;accordo su tutto. E, dopo una serie di colloqui per definire i particolari dell&#8217;operazione sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100216/pagina/16/pezzo/271597/">da Il Manifesto</a></p>
<p style="text-align: justify;">«Il primo incontro con gli israeliani risale all&#8217;aprile 1948. Yehuda Arazi è in procinto di lasciare l&#8217;Italia e sta affidando tutte le operazioni nella penisola alla collega Sereni, considerata ormai capace di gestire l&#8217;organizzazione da sola. Si mettono d&#8217;accordo su tutto. E, dopo una serie di colloqui per definire i particolari dell&#8217;operazione sulla base di quanto veniva chiesto da Tel Aviv, va a parlare con Ephraim Ilin a Milano. L&#8217;uomo d&#8217;affari di origine russa aveva appena acquistato dalla Cabi Cattaneo, per conto del Mossad, sei motosiluranti Mas, residuati bellici. Capriotti, munito di passaporto e identità nuovi &#8211; adesso è il signor Katz &#8211; controlla i mezzi e autorizza la loro spedizione in Israele. La guerra, quella vera, era da poco cominciata e i &#8220;maiali&#8221;, come erano chiamati nel gergo militare italiano i siluri a lunga corsa, sarebbero stati estremamente utili. Pochi giorni dopo Capriotti sbarca a Tel Aviv per incontrare i comandanti del primo gruppo israeliano dei mezzi d&#8217;assalto. Sono reduci da esperiente in Italia»</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #b40404;"><strong>Il paradiso DEL MOSSAD</strong></span></h2>
<p style="text-align: center;"><strong>GLI 007 D&#8217;ISRAELE IN AZIONE NELLA «BASE ITALIA» </strong></p>
<p>di <em>Roberto Livi</em></p>
<p style="text-align: justify;">In un libro appena uscito Eric Salerno racconta come il nostro sia sempre stato un paese in cui i servizi israeliani hanno potuto fare quel che han voluto (Zwaiter, Vanunu&#8230;).Fin dal 48 quando Ada Sereni disse a De Gasperi : «Il governo italiano deve chiudere un occhio e possibilmente due sulle nostre attività in questo paese»  <a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100216/pagina/16/pezzo/271598/">&#8230;..leggi su Il Manifesto</a></p>
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		<title>Berlusconi si scusi</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 16:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Ong palestinesi chiedono a Berlusconi di scusarsi per le                      dichiarazioni rilasciate in Israele
Organizzazioni palestinesi non governative hanno chiesto                [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>Le Ong palestinesi chiedono a Berlusconi di scusarsi per le                      dichiarazioni rilasciate in Israele</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Organizzazioni palestinesi non governative hanno chiesto                      al primo ministro italiano Silvio Berlusconi di scusarsi per                      il commento che ha fatto durante la sua recente visita nello                      Stato ebraico, giustificando l’aggressione israeliana                      alla Striscia di Gaza di circa un anno fa. La Lega delle ONG                      palestinesi, in un comunicato stampa, ha dichiarato: “Le                      dichiarazioni rese da Berlusconi sono a favore dell&#8217;aggressore                      contro la vittima e una flagrante violazione di tutte le convenzioni                      e dei trattati internazionali, nonché del Rapporto                      Goldstone sui crimini di guerra israeliani”. Berlusconi,                      durante la sua visita a Tel Aviv di pochi giorni fa, ha considerato                      l’aggressione di Israele alla Striscia di Gaza come                      una “reazione equa contro il lancio da parte delle fazioni                      palestinesi a Gaza di missili di fabbricazione artigianale                      contro il sud di Israele” (cioè il sud della…                      Palestina occupata nel 1948). La Lega delle ONG palestinesi,                      nel suo comunicato, precisa che &#8220;le forze armate israeliane                      hanno usato armi proibite a livello internazionale contro                      i civili palestinesi, come il fosforo bianco, con le quali                      sono stati uccisi più di 1.400 palestinesi, tra cui                      molte donne e circa 340 bambini&#8221;. Infine la Lega delle                      ONG ha ribadito che il popolo palestinese distingue tra la                      posizione di Berlusconi e quella del “popolo italiano                      amico, che rispettiamo e apprezziamo”. Inoltre, ha accolto                      con favore la posizione delle ONG italiane che operano nei                      territori palestinesi occupati, contraria alla posizione assunta                      da Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Febbraio10/10-02-10OngPalestinesi.htm"><em>da Forum Palestina</em></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<h3><strong><a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/Piattaforma-su-visita-Berlusconi.pdf"> Le Ong italiane si dissociano dalle dichiarazioni di Berlusconi</a></strong></h3>
<h3><strong><a href="http://www.unita.it/news/moni_ovadia/94682/il_re_dellacqua_calda">Silvio banana</a><br />
</strong></h3>
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		<title>Italia-Israele</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/02/italia-israele/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 23:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Muro]]></category>

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		<description><![CDATA[Berlusconi non ha visto il Muro
di Raniero Della Valle (4/02/2010)
Con mezzo governo Berlusconi è andato in Israele per fare affari e per promettere che non ne farà più col nemico iraniano. Diligentemente è andato a visitare il museo della Shoah, scrivendo un’apposita frase che attesta il suo orrore per quella ignominia. Poi dall’hotel King David [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>Berlusconi non ha visto il Muro</strong></h3>
<p><a href="http://domani.arcoiris.tv/?p=3937"><em>di Raniero Della Valle</em></a> (4/02/2010)</p>
<p style="text-align: justify;">Con mezzo governo Berlusconi è andato in Israele per fare affari e per promettere che non ne farà più col nemico iraniano. Diligentemente è andato a visitare il museo della Shoah, scrivendo un’apposita frase che attesta il suo orrore per quella ignominia. Poi dall’hotel King David dove con il suo seguito occupava una “suite regale” con altre 170 stanze e vestiva un accappatoio bianco con su scritto a lettere d’oro “Silvio Berlusconi”, si è spostato alla Knesset per dire che Israele è la migliore democrazia del mondo e che bene ha fatto a punire i palestinesi con l’operazione “Piombo fuso” e con il massacro di Gaza, nonostante la condanna ufficiale dell’ONU da cui l’Italia del resto già si era dissociata votando contro di essa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1205"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo il nostro presidente del Consiglio ha fatto nel giorno in cui a Roma alla Camera faceva votare dai suoi devoti la legge-beffa che, unica nelle democrazie dell’Occidente, sancisce la legittima latitanza sua e dei suoi ministri dalle aule giudiziarie nelle quali fossero processati anche per i più gravi reati; una legge così ingegnosa (si raffina con il ripetuto esercizio l’arte di Ghedini) che questa latitanza non ha nemmeno bisogno di essere consumata all’estero, come almeno fece Craxi, ma può essere meramente figurativa e vissuta allegramente in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello stesso giorno Berlusconi si trasferiva nei Territori occupati per una doverosa visita all’infelice Abu Mazen. Per passare da Israele nei Territori bisogna imbattersi nel Muro che sigilla i palestinesi nel loro “apartheid” e sfregia la Terra santa e la stessa Gerusalemme. Ma ai giornalisti che gliene chiedevano le impressioni lo statista ha detto di non averlo veduto, occupato com’era a riordinare le idee per l’incontro con l’Autorità palestinese. Ma non si può avere alcuna idea da scambiare con i palestinesi, se non si vede il Muro, che è come la trave ficcata nel loro occhio. Non vedere il Muro che è la più imponente opera edilizia della regione, è come andare in Egitto e non vedere le piramidi, è come essere andati nella Germania divisa e non aver visto il Muro di Berlino, è come essere andati ad Auschwitz senza aver visto il cancello con la scritta sul “lavoro che libera”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vedere il Muro che uccide la Palestina e ghettizza Israele è come non vedere gli operai licenziati di Termini Imerese che salgono sui tetti, o quelli dell’Alcoa, o i disoccupati e i cassintegrati che assediano palazzo Chigi, per proteggere il quale il centro di Roma si è trasformato in un bivacco della polizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vedere il muro che da Nazaret impedisce di andare a Betlemme, e da Gerusalemme blocca la strada per Emmaus, è come non vedere che c’è la crisi economica che si abbatte su milioni di famiglie, e dire che tutto va bene, basta dare qualche condono ai ricchi che evadendo le tasse hanno messo le mani in tasca agli italiani poveri.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vedere il Muro che modernizza la Terra promessa è come non vedere altri monumenti della modernità: lo Stato di Diritto, il Cesare Beccaria dei delitti e delle pene, la divisione dei poteri, la funzione della magistratura, l’universalità della legge penale, l’eguaglianza di tutti davanti alla legge.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vedere il Muro oltre il quale è ricacciato l’intero mondo arabo e islamico vuol dire rovesciare la politica estera italiana che ha intessuto legami e gettato ponti in tutto il Medio Oriente; significa distruggere l’immagine dell’Italia che per decenni ha compiuto il miracolo di praticare l’amicizia con Israele senza rompere la solidarietà con i palestinesi; significa ignorare che il Parlamento italiano votò a suo tempo per l’ingresso non del solo Israele, come oggi vorrebbe Berlusconi, ma dei due Stati della Palestina e di Israele nella Comunità europea, intesa non come una fortezza per lo scontro con gli arabi, ma come uno spazio in cui le frontiere si abbassano e Israele e Palestina potessero vivere insieme come Stati indipendenti e sovrani, non confusi ma non divisi nel godimento dello stesso territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vedere il Muro che umilia i palestinesi vuol dire andare da loro a promettere non la libertà, ma un po’ di soldi di un ipotetico “piano Marshall” per un impossibile “benessere”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo ministro Netanyau ha detto che Israele non ha un altro amico pari a Berlusconi in tutta la comunità internazionale. Povero Israele. Se amico di Israele è chi non vede il Muro, allora vuol dire che Israele vive nella irrealtà, in un mondo che non è quello vero, in un mondo dove non c’è nessun altro che lui, un mondo che esiste solo nel sogno di chi è senza ragione. Questo sogno è molto pericoloso. Se ne può morire. E quello di far entrare il solo Israele nella Unione europea, per meglio combattere tutti insieme l’Islam, non è un sogno, è un incubo.</p>
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		<title>Il Muro? Non l&#8217;ho visto</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/02/il-muro-non-lho-visto/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 23:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Muro]]></category>

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		<description><![CDATA[di Michele Giorgio
Berlusconi: «Giusta la reazione di Israele contro Gaza». Poi incontra Abu Mazen a Betlemme ma non si accorge della barriera dell&#8217;apartheid. La palestinese Hanan Ashrawi: scandaloso, prenda ripetizioni di storia
I galloni di alleato più fedele di Israele Silvio Berlusconi non se li è guadagnati ieri mattina alla Knesset, dove ha attaccato il rapporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>di Michele Giorgio</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Berlusconi: «Giusta la reazione di Israele contro Gaza». Poi incontra Abu Mazen a Betlemme ma non si accorge della barriera dell&#8217;apartheid. La palestinese Hanan Ashrawi: scandaloso, prenda ripetizioni di storia</em><br />
I galloni di alleato più fedele di Israele Silvio Berlusconi non se li è guadagnati ieri mattina alla Knesset, dove ha attaccato il rapporto del giudice dell&#8217;Onu Richard Goldstone che ha indagato sulla devastante offensiva israeliana «Piombo fuso» di un anno fa a Gaza in cui sono stati uccisi 1.400 palestinesi, tra i quali centinaia di civili. Non se li è guadagnati accusando la conferenza internazionale «Durban II» di voler «sanzionare Israele con intollerabili accuse di razzismo e di violenza». Quei gradi Berlusconi li ha ottenuti ieri pomeriggio a Betlemme quando, con la bandierina di Israele appuntata sul bavero della giacca, ha penosamente affermato di non aver visto il muro di cemento armato costruito dalle forze armate israeliane intorno alla città palestinese.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1214"></span>«Mi spiace deluderla, ma non me ne sono accorto» ha detto il presidente del consiglio rispondendo a un giornalista che, durante la conferenza stampa congiunta con il presidente dell&#8217;Anp Abu Mazen, gli ha chiesto che impressione avesse avuto vedendo e attraversando il muro di cemento mentre andava in auto da Gerusalemme a Betlemme. «Non me ne sono accorto &#8211; ha affermato &#8211; stavo rimettendo a posto le mie idee, prendendo appunti sulle cose che avrei dovuto dire al presidente incontrandolo». Vergognoso, senza pudore. Berlusconi in fondo avrebbe potuto ripetere le frasi insipide e banali che altri capi di stato e di governo, alleati di ferro di Israele, pronunciano quando fanno riferimento alla barriera di cemento armato in Cisgiordania. Frasi del tipo: «È una misura di sicurezza contro gli attentati, speriamo possa essere rimossa quando si farà la pace nella regione». Invece il capo del governo ha voluto superare tutti anche in questa occasione con dichiarazioni prive di senso. Se gli altri il muro lo giustificano, lui addirittura non lo vede. Neppure il più accanito estremista di destra israeliana ha pronunciato parole tanto gravi sul muro. «È inconcepibile, non riesco a crederci &#8211; ha commentato Hanan Ashrawi, una delle personalità palestinesi più note &#8211; chi finge di non vedere la realtà, allora non vuole capire cosa sta accadendo in questa terra, non vuole partecipare alla ricerca di una soluzione per questo conflitto. Berlusconi deve andare a lezione di storia, politica e geografia».<br />
Per i palestinesi è un momento davvero difficile, forse il più complesso della loro tormentata storia, dai tempi della Nakba nel 1948. E non solo per l&#8217;atteggiamento di coloro, come Silvio Berlusconi, che nel mondo lavorano per negare i loro diritti sanciti dalle risoluzioni internazionali, ma anche per l&#8217;assenza di una leadership palestinese in grado di reagire a ciò che accade con dignità, intelligenza e senso strategico. Ieri pesava come un macigno il silenzio di Abu Mazen e del premier Salam Fayyad mentre il primo ministro italiano affermava di «non aver visto il muro» entrando a Betlemme. Sono rimasti muti, immobili. Come se avessero un bavaglio e un cappello in mano per raccogliere il «generoso contributo dell&#8217;Italia per il popolo palestinese», che, in realtà è un sostegno finanziario all&#8217;Anp affinché non crolli e continui a fare la sua parte nel «mantenimento della legge e dell&#8217;ordine» e nella «lotta al terrorismo» in Cisgiordania. Entrambi hanno ascoltato con vivo interesse il disco rotto del «piano Marshall» che Berlusconi mette sul piatto dal 1994 e che, a suo dire, dovrebbe «favorire lo sviluppo e il progresso economico della Terra Santa» e a dare «un&#8217;ulteriore spinta per far ripartire i negoziati di pace».<br />
A Betlemme in ogni caso Berlusconi è arrivato come «messaggero» del premier israeliano Netanyahu. Se prima del suo arrivo a Gerusalemme il Cavaliere aveva chiesto a Israele di fermare la colonizzazione, ieri ha detto di aver rivolto un appello «che viene dal cuore», al presidente Abbas (Abu Mazen) affinché torni al tavolo del negoziato», quindi senza porre la condizione di uno stop totale all&#8217;espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Non solo, ma dopo aver definito alla Knesset i massacri di un anno fa a Gaza una «giusta reazione d&#8217;Israele al terrorismo», ha espresso l&#8217;auspicio che i palestinesi «mettano per sempre da parte la cultura della violenza». Come se la violenza venisse solo dal popolo schiacciato dall&#8217;occupazione e da da decenni chiede di essere libero. Ha concesso soltanto che «come è giusto piangere le vittime della Shoah, è giusto manifestare dolore per quanto accaduto a Gaza», un anno fa.<br />
Berlusconi ha chiuso in serata la sua visita ufficiale in Israele di tre giorni ed è ripartito per l&#8217;Italia, certo di aver conquistato definitivamente gli israeliani con la sua «carpet-diplomacy»: lui, steso come un tappetino, pronto a fare di tutto, senza fiatare, senza mai opporre la più piccola critica, pur di soddisfare tutte le politiche dell&#8217;alleato israeliano. Ben 12 applausi hanno sottolineato la sua descrizione di Israele quale «esempio unico di democrazia in Medio Oriente», i suoi appelli alla lotta all&#8217;antisemitismo misti ad attacchi al programma nucleare iraniano, le sue espressioni di amicizia «franca, aperta e reciproca» che «non è solo vicinanza verbale, non è solo diplomazia, è un moto dell&#8217;anima e viene dal cuore». I leader israeliani lo hanno omaggiato, ringraziato in ogni modo. Netanyahu ha anche esaltato la madre del primo ministro italiano, la signora Rosa Bossi, definendola un&#8217;eroina che salvò una ragazza ebrea da un ufficiale tedesco che la stava arrestando. Il capo dello stato israeliano Shimon Peres ha definito Berlusconi «il leader più solare fra tutti quelli che ho conosciuto». Il Cavaliere lo ha ricambiato, non mancando durante il pranzo di gala nella residenza del presidente di raccontare le sue barzellette che non fanno ridere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100204/pagina/02/pezzo/270646/"><em>da Il Manifesto del 4/02/2010</em></a></p>
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		<title>Liquidazione totale</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 23:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Don Nandino Capovilla*
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi              ha attuato ieri una liquidazione totale delle speranze di pace in              Terra Santa. Una pesantissima banalizzazione del processo di pace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>di Don Nandino Capovilla*</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi              ha attuato ieri una liquidazione totale delle speranze di pace in              Terra Santa. Una pesantissima banalizzazione del processo di pace              e un&#8217;irrisione delle Nazioni Unite che rischiano di trascinare l&#8217;Italia              fuori dal consesso dei Paesi e delle Istituzioni internazionali che              tessono da anni il faticoso cammino della pace.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1210"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Affermando che è stato giusto il massacro              su Gaza, ha liquidato il lavoro prezioso e oggettivo svolto dalle              Nazioni Unite nel monitorare un inaudito massacro di civili, la distruzione              di migliaia di case, scuole, ospedali attraverso l&#8217;uso di armi illegali.              Possiamo ancora ritenerci parte degli organismi internazionali, in              primis dell&#8217;Onu?</p>
<p style="text-align: justify;">Asserendo di &#8216;non aver visto&#8217; il Muro dell&#8217;apartheid              che circonda Betlemme, ha vergognosamente liquidato il pronunciamento              fatto nel 2004 dall&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ne              ha condannato la costruzione evidenziandone le terribili conseguenze              umanitarie. Può il Presidente del Consiglio arrivare a un livello              così insopportabile di irresponsabilità?</p>
<p style="text-align: justify;">Definendo più volte Israele come “Stato              ebraico, libero e democratico”, ha liquidato quel milione e              duecentomila cittadini dello Stato d&#8217;Israele, che ebrei non sono,              e che vedono ogni giorno calpestati i loro diritti. Come proclamarsi              insistentemente “amici di Israele” quando non lo si esorta              ad essere veramente uno stato democratico?</p>
<p style="text-align: justify;">Identificando come antisemita chiunque si opponga              alla politica di occupazione, di umiliazione e di disprezzo di qualsiasi              Risoluzione Onu da parte dello Stato d&#8217;Israele, ha liquidato e denigrato              le sofferenze patite da migliaia e migliaia di palestinesi, in spregio              a quanti, israeliani, palestinesi, uomini e donne di ogni Paese, si              battono insieme alla ricerca di una pace giusta, fondata sul rispetto              delle leggi internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Davvero non ci possono essere i saldi della pace.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si può raggiungere la meta della riconciliazione              tra i popoli svendendo sul mercato una “pace economica”,              la “pace del benessere”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>*Coordinatore nazionale di Pax Christi</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Febbraio10/05-02-10LiquidazioneTotale.htm">da Forum Palestina</a></p>
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		<title>Berlusconi in Israele</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 20:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Berlusconi in Israele: frasi e simboli di un filo-sionista senza scrupoli
La visita di Berlusconi in Israele rappresenta              un ulteriore strappo in senso bellicista e filo sionista dell’Italia,              ma rischia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Berlusconi in Israele: frasi e simboli di un filo-sionista senza scrupoli</h3>
<p style="text-align: justify;">La visita di Berlusconi in Israele rappresenta              un ulteriore strappo in senso bellicista e filo sionista dell’Italia,              ma rischia di venir giudicata solo per il significato superficiale              delle frasi ciniche contenute nel discorso tenuto alla Knesset e durante              la visita in Israele e in West Bank .</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo italiano, rappresentato da ben 8 ministri, è partito              all’indomani della richiesta di Berlusconi ad Israele di fermare              la costruzione di colonie. Una presa di posizione che è risultata              utile ad attirare l’attenzione dei media e ad accreditare il              cavaliere e i suoi ministri erranti come mediatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1188"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Con questa visita Berlusconi punta a sviluppare rapporti              di partnership che valgono circa 2 miliardi di esportazioni italiane              verso Israele (dati Istat 2008),</p>
<p style="text-align: justify;">L’alleanza tra le sponde europee del Mediterraneo,              secondo il punto di vista neocoloniale, sarà alimentata da              ulteriori accordi commerciali, industriali e da collaborazioni nei              campi della ricerca e sviluppo, investendo le principali agenzie italiane              ed israeliane.</p>
<p style="text-align: justify;">Si va dai contratti per la fornitura di aerei da              addestramento Aermacchi M346, al riciclo delle acque, al settore delle              telecomunicazioni sicure, alla collaborazione nel settore spaziale              .</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo, come              riporta il sito del Ministero degli Esteri : “si svolgerà              una Tavola Rotonda tra i vertici delle principali agenzie di Ricerca              &amp; Sviluppo italiane (CNR ed ENEA in testa) che aprirà la              strada al lancio del Biennio Scientifico e Tecnologico italo-israeliano              e inaugurerà tre Laboratori Congiunti, resi possibili dagli              ulteriori stanziamenti per l’Accordo scientifico tra Italia              ed Israele, voluti dal Ministro Frattini: tra ENEA e Università              di Beersheva sulle energie alternative e rinnovabili; tra CNR e Università              di Tel Aviv sulle neuroscienze; tra LENS di Firenze e Istituto Weizmann              sugli atomi freddi.”</p>
<p style="text-align: justify;">Ma con questa visita Berlusconi, sfruttando l’empasse              della situazione Medio orientale, lancia il suo governo come possibile              mediatore tra Israele e Autorità Palestinese. Un mediatore              che sposa le sole tesi Israeliane, ribadendo “ il diritto              di Israele ad esistere come stato ebraico” e che “Israele              è senza dubbio un esempio per la nostra possibilità              di essere liberi e mantenere la democrazia anche fuori dai confini              dell’occidente”.</p>
<p style="text-align: justify;">Affermando la giustezza dei bombardamenti sionisti              a Gaza, Berlusconi dichiara, suggellandolo con il fosforo bianco,              che Hamas è fuori dai tavoli negoziali, che Israele è              al di sopra del rapporto Goldstone e quindi dell’O.N.U. e del              diritto internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Berlusconi si è spinto anche oltre. Infatti, nell’incontro              con Abu Mazen, l’ostentazione della spilla con la bandiera israeliana              e la svista sul dettaglio del Muro della vergogna si inseriscono perfettamente              nella pratica israeliana di ignorare ed umiliare le ragioni del popolo              palestinese .</p>
<p style="text-align: justify;">Le frasi ad effetto sono state pronunciate con calcolo e suonano come              una provocazione e una minaccia per il mondo arabo e palestinese,              mentre rinsaldano le relazioni tra il governo italiano e quello sionista,              partendo dagli aspetti più reazionari e colonizzatori che l’elite              israeliana ha messo in campo in questi ultimi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">La condanna di Berlusconi al diritto iraniano a sviluppare              l’energia nucleare per fini pacifici diventa una minaccia proprio              perché viene lanciata da Israele, che è l’unica              potenza nucleare della regione, forte di 400 testate nucleari e che              dalla sua nascita ha sviluppato circa 8 conflitti e numerosi attacchi              aerei al di fuori dei propri confini, senza contare le sanguinose              operazioni conto Gaza e la West Bank.Con questo, si afferma che solo              Israele può accedere a tecnologie, sviluppo delle risorse e              supremazia militare.</p>
<p style="text-align: justify;">Berlusconi è il Presidente del Consiglio di              un Italia che è un arsenale, che si allunga pericolosamente              in mezzo al Mediterraneo e punta minacciosa verso Oriente. Queste              dichiarazioni devono mettere in allarme il movimento contro la guerra              e quanti si battono a favore dei movimenti di resistenza e dei popoli              medio orientali.</p>
<p style="text-align: justify;">Se Berlusconi sta instradando il nostro paese verso              una amicizia sempre più stretta con la poco amata piccola Prussia              Israeliana in questo percorso pericoloso e guerrafondaio, la strada              è stata aperta da altri, anche a sinistra, ed oggi la lobby              filoisraeliana è ricca di sponsor illustri a partire dal Presidente              della Repubblica. I corifei filo israeliani sono ovunque, spuntano              a destra come a sinistra e riconoscono ad una classe politica corrotta,              colonialista e guerrafondaia, come quella sionista, il diritto a nascondere              i propri crimini contro i Palestinesi dietro l’alibi della Shoa,              cioè di un orrore compiuto in Europa, da Europei e non certo              dal popolo palestinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Le parole ignobili di Berlusconi mostrano ancora una volta la distanza              che separa i governi da gran parte di quel popolo che dicono di rappresentare.              Un popolo che si è indignato per la strage di Gaza, che vuole              la fine dell’assedio di Gaza ed il raggiungimento di una pace              giusta in Medio Oriente, che riconosca il diritto dei Palestinesi              alla vita, alla terra ed alla libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la Palestina nel cuore, fino alla vittoria.</p>
<p><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Febbraio10/04-02-10BerlusconiInIsraele.htm"><strong><em>Il Forum Palestina</em></strong></a></p>
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		<title>&#8230;&#8221;Non me ne sono accorto&#8221;&#8230;.</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 21:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Berlusconi                      &#8220;non si accorge&#8221; del Muro di segregazione sui Territori                      Palestinesi
Era intento a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>Berlusconi                      &#8220;non si accorge&#8221; del Muro di segregazione sui Territori                      Palestinesi</strong></h3>
<p>Era intento a studiare i suoi appunti e a &#8221;riordinare                      in testa le idee&#8221; in vista dell&#8217;incontro con il presidente                      dell&#8217;Anp Abu Mazen. E cosi&#8217;, dalla sua auto, non ha notato                      il muro costruito da Israele in Cisgiordania al confine con                      i territori. Il premier Silvio Berlusconi si e&#8217; giustificato                      cosi&#8217;, al termine dell&#8217;incontro con Abu Mazen, rispondendo, in conferenza stampa, ad una domanda su quale                      effetto gli avesse fatto vedere il muro voluto da Israele.<br />
&#8221;Non me ne sono accorto &#8211; ha detto &#8211; in quanto stavo prendendo                      appunti sulle cose che avrei dovuto dire al presidente. So                      di deluderla &#8211; si e&#8217; rivolto Berlusconi al giornalista che                      gli aveva posto la domanda &#8211; e me ne scuso&#8221;.<br />
<em>(Fonte ANSA)</em></p>
<p><em><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Febbraio10/03-02-10BerlusconiMuro.htm">da Forum Palestina</a><br />
</em></p>
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		<title>Israele in Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 20:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Berlusconi porta in visita mezzo governo e fa uno spot per lo Stato ebraico nell&#8217;Ue
di Michele Giorgio
Rapporti più stretti tra Roma e Tel Aviv: il premier li suggella con la prima riunione congiunta tra i due governi. Come risponderà l&#8217;Italia alla richiesta di appoggiare ulteriori sanzioni all&#8217;Iran? Per gli israeliani dirà di sì, come la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><em>Berlusconi porta in visita mezzo governo e fa uno spot per lo Stato ebraico nell&#8217;Ue</em></strong></h3>
<p><em>di Michele Giorgio</em><strong><em></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Rapporti più stretti tra Roma e Tel Aviv: il premier li suggella con la prima riunione congiunta tra i due governi. Come risponderà l&#8217;Italia alla richiesta di appoggiare ulteriori sanzioni all&#8217;Iran? Per gli israeliani dirà di sì, come la Merkel, ma gli imprenditori nostrani non vogliono perdere il mercato di Tehran </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span id="more-1169"></span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Silvio Berlusconi ha «un sogno»: che Israele entri nell&#8217;Unione europea. E ieri l&#8217;ha detto immediatamente al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, appena arrivato in Israele con sette ministri del suo governo per il vertice tra Italia e Stato ebraico che si concluderà domani. «Abbiamo l&#8217;orgoglio di essere noi, con la cultura giudaico-cristiana, alla base della civiltà europea» ha spiegato il presidente del Consiglio certo di fare colpo su Netanyahu che, prontamente, ha ricambiato proclamando che Berlusconi è un «leader coraggioso, grande combattente delle libertà e fautore della pace». Un scambio di cortesie che si scontra con un dato di fatto: Israele non ha mai chiesto di entrare nell&#8217;Unione europea e non sembra avere alcuna intenzione di farlo. Lo ha ricordato a Berlusconi, attraverso un portavoce, l&#8217;Alto rappresentante della politica estera della, Ue Catherine Ashton, aggiungendo che le relazioni tra Israele e l&#8217;Ue per ora «non cambiano».<br />
Israele resta uno dei partner della politica europea di vicinato (Pev) che si applica ai paesi confinanti con l&#8217;Ue, per mare o per terra. Quello che in realtà cerca Tel Aviv, e che Berlusconi e il suo governo cercheranno di ottenere in sede europea, è elevare le relazioni con l&#8217;Ue a livello di un partenariato rafforzato dopo che il miglioramento delle relazioni resta sospeso a causa della mancata soluzione del conflitto con i palestinesi, in particolare della politica di colonie ebraiche in Cisgiordania, illegali per le risoluzioni internazionali. Il «sogno» di Berlusconi quindi potrebbe essere meno ambizioso dei proclami fatti ieri a Gerusalemme. Dall&#8217;Italia, o meglio dal suo governo di centrodestra, Netanyahu vuole anche risposte rispetto alle posizioni che il nostro paese assumerà nei confronti dell&#8217;Iran e del suo programma di produzione di energia nucleare ora che gli Stati Uniti, pressati proprio da Israele, spingono sui membri del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu per varare nuove dure sanzioni contro Tehran.<br />
I media israeliani, specie quelli di destra come Arutz 7, ieri sottolineavano che Berlusconi parla tanto ma poi l&#8217;Italia rimane il principale partner commerciale europeo dell&#8217;Iran. Avi Pazner, ambasciatore in Italia negli anni &#8216;90 e portavoce di vari governi israeliani, si è detto convinto, in interviste concesse a giornali italiani, del sostegno italiano per una politica di sanzioni più dure verso Teheran. Il giorno dopo la visita in Germania di Netanyhau, la Cancelliera Angela Merkel ha tagliato le attività Siemens in Iran e quindi, prevede Pazner, succederà qualcosa del genere con l&#8217;Italia. Invece per Berlusconi, che in Israele è arrivato con un bel po&#8217; di imprenditori, non sarà affatto facile seguire le orme della Merkel, con una economia italiana che stenta a ripartire e decisamente più debole di quella tedesca.<br />
L&#8217;immagine reale di Berlusconi in Israele non è la stessa che emerge dalle dichiarazioni ufficiali di stima ed amicizia, peraltro scontate di fronte ad un leader che approva tutte le cosiddette «politiche di sicurezza» di Israele e che si è schierato con Tel Aviv al momento del voto in sede Onu sul rapporto del giudice Goldstone &#8211; che ha indagato sull&#8217;offensiva israeliana «Piombo fuso» a Gaza &#8211; e non ha autorizzato la partecipazione italiana alla conferenza sul razzismo Durban II. I mezzi d&#8217;informazione non hanno mancato di riferire, spesso con parecchia ironia (Canale 10 ad esempio), delle prodezze del Cavaliere in politica e nella vita privata. Ad inizio mese il principale quotidiano di Tel Aviv, Yediot Ahronot, aveva scritto che Berlusconi sarebbe giunto in Israele in un momento di grande popolarità in Italia «mentre nel resto del mondo resta una personalità controversa». «Israele è un piccolo Stato circondato da nemici &#8211; aveva scritto il giornale &#8211; e diversi primi ministri hanno ammesso in passato che non può scegliersi gli amici. Ogni amico è perciò ricevuto con calore anche se la sua ultima visita (di Berlusconi) fuori dai confini dell&#8217;Italia è stata nella Bielorussia (di Lukasenko)». Come dire, sappiamo bene chi è, però è anche un tifoso accanito di Israele e lo accogliamo a braccia aperte. Il premier italiano ieri sera è stato ospite d&#8217;onore della cena di Stato organizzata da Netanyahu a Gerusalemme ma i due avranno i colloqui veri e propri oggi, giorno in cui sono previsti prima gli incontri bilaterali tra i ministri delle due parti e subito dopo una riunione congiunta dei due governi (la prima in assoluto) che simbolicamente sarà il sigillo del vertice tra Italia e Israele.<br />
Ieri il premier italiano ha visitato il Memoriale dell&#8217;Olocausto, Yad Vashem, scrivendo sul libro con le firme degli ospiti d&#8217;onore «mai più la Shoah» e ha deposto una corona di fiori, riaccendendo la fiamma che tutti i capi di stato e di governo del mondo ravvivano accanto ad una cripta con le ceneri di vittime portate dai campi di concentramento. In precedenza aveva messo a dimora un albero nella «Foresta delle Nazioni».<br />
Alla vigilia della sua visita, Berlusconi aveva criticato la politica di colonizzazione israeliana della Cisgiordania, definendola «errata», e sollecitato Tel Aviv a ritirarsi del Golan per fare la pace con la Siria. Ieri il ministro della difesa israeliano ha detto di essere d&#8217;accordo con lui e di considerare la trattativa con la Siria una priorità. Domani il premier italiano parlerà alla Knesset e inaugurerà una mostra di disegni di Leonardo da Vinci. Poi tappa a Betlemme, in Cisgiordania, dove incontrerà il presidente dell&#8217;Autorità nazionale palestinese Abu Mazen e visiterà la basilica della Natività.</p>
<p style="text-align: justify;">da <a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100202/pagina/09/pezzo/270486/">Il Manifesto del Febbraio 2010</a></p>
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		<title>Berlusconi in Israele</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 22:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[Berlusconi                      in visita in Israele dice la sua sul conflitto israelo-palestinese.                      Più del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>Berlusconi                      in visita in Israele dice la sua sul conflitto israelo-palestinese.                      Più del prevedibile, meno del necessario</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La politica della colonizzazione è errata.                        Israele deve ritirarsi dal Golan&#8221;. Con questo titolo                        sulla intera prima pagina, il quotidiano Haaretz di Tel                        Aviv presenta un ampio intervento del Presidente del Consiglio                        Silvio Berlusconi. &#8220;La politica israeliana degli insediamenti                        puo&#8217; rappresentare un ostacolo alla pace. Voglio dire al                        popolo e al governo israeliani che perseverare in questa                        politica sarebbe un errore&#8221;. Lo ha dichiarato il presidente                        del Consiglio Silvio Berlusconi in un&#8217;intervista al quotidiano                        &#8220;Haaretz&#8221; alla vigilia del viaggio in Israele.                        &#8220;Ho apprezzato il coraggio del premier Netanyahu che                        ha annunciato una moratoria di dieci mesi. Non si potra&#8217;                        mai convincere i palestinesi della buona volonta&#8217; di Israele,                        se Israele continuera&#8217; a edificare su territori che dovrebbero                        essere restituiti nel quadro di un accordo di pace. Tuttavia                        quanto accadde a Gaza deve farci pensare. Non si possono                        rimuovere gli insediamenti per avere sinagoghe bruciate,                        devastazioni e violenza infra-palestinese e lanci di razzi                        in territorio israeliano.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1159"></span> &#8220;Gli arabi vivono in Israele e partecipano alla sua                        splendida vita democratica e la guerra sara&#8217; davvero finita                        quando i palestinesi accetteranno di ripristinare la grande                        tradizione araba di tolleranza e di ospitalita&#8217; verso gli                        ebrei nel loro territorio.<br />
Anzi, oggi bisogna andare oltre la tolleranza e affermare                        una piena convivenza e cooperazione, con una totale liberta&#8217;                        religiosa, civile e culturale. Condannare gli insediamenti                        con gli stessi argomenti dell&#8217;estremismo -conclude Berrlusconi-                        e&#8217; troppo facile, e&#8217; ipocrita e non e&#8217; degno delle classi                        dirigenti dell&#8217;Occidente democratico. Io non ci sto&#8221;.                        Berlusconi ha poi puntato il dito contro l&#8217;Iran, spiegando                        che «bisogna vigilare sui Paesi che sembrano vicini                        a dotarsi dell’arma nucleare, magari coltivando il                        folle desiderio di cancellare Israele dalla mappa geografica.                        La via del controllo multilaterale sugli sviluppi del programma                        iraniano, del negoziato intelligente, delle sanzioni efficaci                        è quella da percorrere»<a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Febbraio10/01-02-10BerlusconiVisitaIsraele.htm"><em>.</em></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Febbraio10/01-02-10BerlusconiVisitaIsraele.htm"><em>da Forum Palestina</em></a></p>
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		<title>Giorgio Napolitano, Massimo D’Alema: tappeto rosso al nazismo sionista a Gaza.</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 21:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Sionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Paolo Barnard - Dicembre 2009 &#8211; Dedicato ai morti di Gaza del dicembre 2008, gennaio 2009.
“Il Nazismo ha distrutto il giudaismo fisicamente, il Sionismo l’ha distrutto spiritualmente”, Leibele Weisfisch, Rabbino, 1992
Giorgio Napolitano è un ignorante complice morale di crimini contro l’umanità in Palestina. Massimo D’Alema è un consapevole complice diretto di crimini contro l’umanità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Di Paolo Barnard -</em> Dicembre 2009 &#8211; Dedicato ai morti di Gaza del dicembre 2008, gennaio 2009.</p>
<p>“Il Nazismo ha distrutto il giudaismo fisicamente, il Sionismo l’ha distrutto spiritualmente”, Leibele Weisfisch, Rabbino, 1992</p>
<p>Giorgio Napolitano è un ignorante complice morale di crimini contro l’umanità in Palestina. Massimo D’Alema è un consapevole complice diretto di crimini contro l’umanità in Palestina. L’occupazione israeliana dei territori palestinesi è un insulto permanente a sei milioni di morti nei campi di sterminio nazisti.</p>
<p>L’organizzazione umanitaria americana The Middle East Children Alliance ha completato di recente un sopralluogo a Gaza, colpita nel dicembre del 2008 dal peggiore atto di terrorismo indiscriminato compiuto da Israele su quelle terre dal 1948, e ha intervistato decine di bambini palestinesi chiedendogli quali erano i loro bisogni più urgenti. La risposta della maggioranza di quei bimbi è stata questa: “Poter bere un bicchier d’acqua la mattina”.</p>
<p><span id="more-906"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gaza è una prigione a cielo aperto dove nessuno può entrare o uscire, dove Israele non permette l’importazione di gas per cucinare, di acqua da bere, di farmaci salvavita, di cemento per ricostruire ciò che ha distrutto, di matite, di lenticchie, di quaderni, di cloro per  disinfettare acquedotti e fogne, e dove l’esercito dei neonazisti ebrei israeliani spara ai contadini che raccolgono la bietola per non morire di fame, o ai pescatori che osano uscire nel loro mare per non morire di stenti. Gaza è oggi l’unica camera di tortura sperimentale a cielo aperto del mondo, l’unica istanza al mondo dove uno Stato Canaglia, Israele, sperimenta un sadismo etnico scientifico con  l’appoggio pieno di ogni democrazia moderna che si conosca.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Darfur, Ace, il Tibet, la Birmania, la Korea del Nord e altri orrori simili sono pienamente riconosciuti come tali e sanzionati come tali dai Paesi cosiddetti civili. Non la Palestina, dove da almeno 60 anni una banda di criminali assassini e terroristi che rispondono al nome di Movimento Sionista può permettersi qualunque atrocità per due motivi: perché Israele è oggi la più grande base militare americana del mondo e perché Adolf Hitler ha sterminato sei milioni di ebrei con la nostra complicità durante la seconda guerra mondiale. Motivi per cui Obama sta zitto e per cui l’Europa non osa profferire parola.</p>
<p>Il Movimento Sionista di Theodor Herzl, Israel Zangwill, Vladimir Jabotinski, Chaim Weizman, Leo Motzkin, David Eder, Golda Meir, Moshe Dayan, Ben Gurion, Menachem Begin, Yitzhak Rabin, Ariel Sharon, Ehud Olmert, Tzipi Livni, Ehud Barak, Benjamin Netanyahu (e altri) è una organizzazione criminale il cui unico posto nella Storia è dietro le sbarre della gabbia del Tribunale Penale Internazionale o di una nuova Norimberga. Essi hanno non solo martoriato oltre ogni limite il popolo palestinese, ma non si sono fatti scrupolo in 60 anni di storia d’Israele di mandare al macello fisicamente e psicologicamente gli ebrei stessi, loro concittadini, pur di perseguire il loro piano originario: la pulizia etnica di  tutta la Palestina biblica. Hanno rigettato e distrutto ogni singola offerta di pace, hanno raccontato menzogne con una sistematicità diabolica, e hanno consciamente replicato nei Territori Occupati le tecniche di tormento razzista del Terzo Reich. Oggi, questa congrega di assassini corrotti, sta  invece ritta sui tappeti rossi degli ignoranti negazionisti come Giorgio Napolitano, che non molto tempo fa ha dichiarato di aver “denunciato l’antisionismo come  travestimento dell’antisemitismo. C’è chi – non  avendo nel mondo di oggi il coraggio di dichiararsi antisemita – assume come bersaglio il sionismo, con esso identificando una presunta volontà di dominio”. Presunta, dice il Presidente. Ecco cosa lasciò scritto un suo omologo israeliano, Ben Gurion,  padre di Israele, nel 1948: “C’è bisogno di una reazione brutale. Dobbiamo essere precisi su coloro che colpiamo. Se accusiamo una famiglia &gt; (palestinese), dobbiamo fargli male senza pietà, donne e bambini inclusi… Non vi è alcun bisogno di distinguere fra colpevoli e innocenti”. Ed ecco, Napolitano, come commentò quelle parole il più insigne letterato ebreo israeliano del XX secolo, Yizhar Smilansky “Ci facciamo ingannare di fronte all’evidenza, e ci uniamo subito al grande e comune mucchio dei bugiardi – composto da ignoranza, apatia opportunista e semplice svergognato egoismo –  e scartiamo una grande verità per la furba scrollata di spalle di un criminale inveterato (Ben Gurion).”</p>
<p>La stessa congrega sionista criminale pretendeva nel 2006,  e otteneva, dal governo di centrosinistra italiano di Romano Prodi e dal suo Ministro degli Esteri Massimo D’Alema l’adesione incondizionata al crimine internazionalmente riconosciuto di ‘punizione collettiva’ dell’intero popolo palestinese, colpevole di aver aderito alla democrazia ma di aver votato a  maggioranza il partito ‘sbagliato’. Quello sgradito a Washington. Massimo D’Alema ha portato me e voi sulle soglie della camera di tortura a cielo aperto di Gaza a chiudere i portoni di accesso dei beni di sopravvivenza essenziali e a contemplare un milione e mezzo di innocenti che si contorcono in una “vita da cani” (Moshe Dayan, 1967), ammassati nel 5% di quella che era la loro legittima terra, senza diritti, lasciati morire di parto ai posti di blocco, di malattie banali, costretti a nutrirsi di rifiuti, e sottoposti a un accanimento sadico da parte di Israele che Mary Robinson, Alto Commissario per i Diritti Umani dell’ONU, ha  definito nel 2007 “la distruzione di una civiltà”, opinione confermata fra gli altri dalle parole  dell’ex ministro inglese per gli Affari Internazionali Clare Short, che in una audizione alla Camera dei Comuni dello stesso anno ha parlato di “un sistema di Apartheid, annessioni brutali, e creazioni di ghetti”. Tutto questo mentre nei salotti italiani personaggi della bassezza morale di Marco Travaglio, Massimo Teodori, Gad Lerner o Furio Colombo pontificavano sulla brutalità dei negri palestinesi, fra un’apparizione tv e  l’altra, e mentre<br />
finivano il carpaccetto all’aceto balsamico nel ristorante di mamma RAI.</p>
<p>Le prove documentali di quanto ho appena scritto si trovano pubblicate già da tempo nei miei lavori, e sono di fonte unicamente ebraica o occidentale. Vi trovate le smentite a tutte le menzogne sioniste su Hamas, sul terrorismo, su chi massacra chi in Medioriente, su ciò che vi raccontano i Tg italiani. Ma basterebbe il candore agghiacciante dell’ex Capo di Stato  Maggiore d’Israele Mordechai Gur, che nei resoconti dell’analista militare israeliano Ze’ev Schiff ammise senza patema alcuno che il suo esercito per 30 anni aveva colpito una popolazione civile che viveva in villaggi, colpito civili di proposito e coscientemente “perché se lo meritano”, e anche in assenza di alcuna minaccia armata. Avrebbe dovuto bastare, sessanta anni fa, il grido angosciato di Albert Einstein e di Hannah Arendt, i quali denunciarono le venature “naziste e fasciste” nei partiti dei padri fondatori di Israele. E dovrebbe bastare a chiunque non sia della pasta di Giorgio Napolitano, Massimo D’Alema o Marco Travaglio il filmato che un eroe moderno come Vittorio Arrigoni ha realizzato, e che sta mostrando a sparute platee italiane ahimè, dove compare tutto l’orrore del sadismo israeliano senza veli: due contadini di Gaza, padre e figlio emaciati, armati di un carretto ottocentesco tentano di raccogliere a mano delle bietole in un campo di loro proprietà; è la loro sopravvivenza, i loro volti sono contorti dalla disperazione, ma gli uomini “dell’esercito più morale del mondo” (Barak), i discendenti dei sei milioni di morti dell’Olocausto, li prendono a fucilate indiscriminatamente, un tiro al piccione con l’agonia altrui. I disgraziati si gettano a terra, salvati solo dalla presenza dei giovani occidentali dell’International Solidarity Movement, che con un coraggio indefinibile fanno da scudi umani alle pallottole.</p>
<p>Ma si faccia attenzione: quel tiro al bersaglio diretto a chi tenta di non morire di fame non è fatto per casuale brutalità; è politica dettata da Tel Aviv per portare a compimento i dettami dell’abietto Moshe Dayan che nel 1967 disse: “Voi palestinesi continuerete a vivere come cani, chi vuole può andarsene.</p>
<p>Chiunque si avvicini al Movimento Sionista con una morale non è un Sionista”. La scena filmata da Arrigoni torce le budella, strozza la gola di chiunque abbia mai amato un padre o un fratello nella vita,  e richiama a  pieno titolo le parole di Hannah Arendt: ‘La Banalità del Male’. Accade ogni giorno a Gaza, mentre noi siamo qui. E allora.</p>
<p>Non indignatevi, che siate maledetti se lo fate. Fate altro: informatevi e raccontate al mondo che la crudeltà nazista non è morta,  che oggi vive e che si chiama Sionismo, occupazione della Palestina, e che rappresenta l’unico esempio al mondo di orrore etnico pienamente accettato e sostenuto da ogni democrazia moderna. Roma, il Quirinale e tutti noi in prima fila.</p>
<p>“Il quadro che emerge è di un Israele che selvaggiamente infligge ogni possibile orrore di morte e di angoscia sulle popolazioni civili, in una atmosfera che ci ricorda regimi che né io né il signor Begin oseremmo citare per nome”. (parole dell’ex ambasciatore israeliano all’ONU Abba Eban. Fonte: il quotidiano israeliano Jerusalem Post).</p>
<p><em>Paolo Barnard</em></p>
<p><a href="http://www.associazionezaatar.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=781&amp;Itemid=1">da Associazione Zaatar</a><em><br />
</em></p>
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