mar
30
2010
di Michele Giorgio
A Gaza è ancora battaglia. Berlusconi: restituire il Golan alla Siria Il segretario generale Moussa lancia l’allarme sul negoziato israelo-palestinese
Lo avevano battezzato «il vertice di Gerusalemme», per il sostegno economico (500 milioni di dollari), e non solo, che verrà stanziato per i palestinesi del settore est della città sotto occupazione israeliana. Invece il summit di ieri a Sirte, in Libia, verrà ricordato per il congelamento, di fatto, dell’iniziativa concepita dai sauditi e lanciata otto anni fa al vertice di Beirut in cui il mondo arabo proclamò di essere pronto a riconoscere Israele in cambio di un ritiro totale dello Stato ebraico dai territori arabi e palestinesi che occupò militarmente nel 1967. Un’offerta ribadita ad ogni vertice ma alla quale i governi israeliani, di ogni colore, dal 2002 a oggi, non hanno mai risposto, affermando così che Tel Aviv non chiede solo pace e riconoscimento ma vuole tenersi il Golan siriano e concedere ai palestinesi un minuscolo Stato a sovranità limitata. Continue reading
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feb
24
2010

Appello di FORUM PALESTINA
Il governo italiano, con la recente visita del premier Berlusconi in Israele, ha reso il nostro paese complice dell’oppressione del popolo palestinese e delle possibili escalation di guerra israeliana in Medio Oriente.
L’Italia sta fornendo ufficialmente armamenti, investimenti economici, collaborazioni scientifiche al governo israeliano condannato dalle istituzioni internazionali per la costruzione del Muro di segregazione, per i crimini di guerra a Gaza e l’occupazione coloniale dei Territori Palestinesi
Noi, in quanto cittadini italiani, non accettiamo di essere considerati complici di questa politica di oppressione e di guerra
Per questi motivi
Chiediamo la revoca degli accordi militari, commerciali, scientifici, culturali tra le istituzioni italiane e quelle israeliane
Chiediamo la revoca della partecipazione italiana ed europea al vergognoso embargo contro la popolazione palestinese di Gaza ormai da quattro anni sotto assedio
Non c’è pace duratura senza giustizia
Per le adesioni all’appello “Non in nostro nome” scrivete a: noninostronome@libero.it
Sottoscrivete, fate sottoscrivere e fate circolare questo appello di indignazione
vedi prime adesioni
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feb
17
2010
da Il Manifesto
«Il primo incontro con gli israeliani risale all’aprile 1948. Yehuda Arazi è in procinto di lasciare l’Italia e sta affidando tutte le operazioni nella penisola alla collega Sereni, considerata ormai capace di gestire l’organizzazione da sola. Si mettono d’accordo su tutto. E, dopo una serie di colloqui per definire i particolari dell’operazione sulla base di quanto veniva chiesto da Tel Aviv, va a parlare con Ephraim Ilin a Milano. L’uomo d’affari di origine russa aveva appena acquistato dalla Cabi Cattaneo, per conto del Mossad, sei motosiluranti Mas, residuati bellici. Capriotti, munito di passaporto e identità nuovi – adesso è il signor Katz – controlla i mezzi e autorizza la loro spedizione in Israele. La guerra, quella vera, era da poco cominciata e i “maiali”, come erano chiamati nel gergo militare italiano i siluri a lunga corsa, sarebbero stati estremamente utili. Pochi giorni dopo Capriotti sbarca a Tel Aviv per incontrare i comandanti del primo gruppo israeliano dei mezzi d’assalto. Sono reduci da esperiente in Italia»
Il paradiso DEL MOSSAD
GLI 007 D’ISRAELE IN AZIONE NELLA «BASE ITALIA»
di Roberto Livi
In un libro appena uscito Eric Salerno racconta come il nostro sia sempre stato un paese in cui i servizi israeliani hanno potuto fare quel che han voluto (Zwaiter, Vanunu…).Fin dal 48 quando Ada Sereni disse a De Gasperi : «Il governo italiano deve chiudere un occhio e possibilmente due sulle nostre attività in questo paese» …..leggi su Il Manifesto
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feb
10
2010
Le Ong palestinesi chiedono a Berlusconi di scusarsi per le dichiarazioni rilasciate in Israele
Organizzazioni palestinesi non governative hanno chiesto al primo ministro italiano Silvio Berlusconi di scusarsi per il commento che ha fatto durante la sua recente visita nello Stato ebraico, giustificando l’aggressione israeliana alla Striscia di Gaza di circa un anno fa. La Lega delle ONG palestinesi, in un comunicato stampa, ha dichiarato: “Le dichiarazioni rese da Berlusconi sono a favore dell’aggressore contro la vittima e una flagrante violazione di tutte le convenzioni e dei trattati internazionali, nonché del Rapporto Goldstone sui crimini di guerra israeliani”. Berlusconi, durante la sua visita a Tel Aviv di pochi giorni fa, ha considerato l’aggressione di Israele alla Striscia di Gaza come una “reazione equa contro il lancio da parte delle fazioni palestinesi a Gaza di missili di fabbricazione artigianale contro il sud di Israele” (cioè il sud della… Palestina occupata nel 1948). La Lega delle ONG palestinesi, nel suo comunicato, precisa che “le forze armate israeliane hanno usato armi proibite a livello internazionale contro i civili palestinesi, come il fosforo bianco, con le quali sono stati uccisi più di 1.400 palestinesi, tra cui molte donne e circa 340 bambini”. Infine la Lega delle ONG ha ribadito che il popolo palestinese distingue tra la posizione di Berlusconi e quella del “popolo italiano amico, che rispettiamo e apprezziamo”. Inoltre, ha accolto con favore la posizione delle ONG italiane che operano nei territori palestinesi occupati, contraria alla posizione assunta da Berlusconi.
da Forum Palestina
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feb
7
2010
Berlusconi non ha visto il Muro
di Raniero Della Valle (4/02/2010)
Con mezzo governo Berlusconi è andato in Israele per fare affari e per promettere che non ne farà più col nemico iraniano. Diligentemente è andato a visitare il museo della Shoah, scrivendo un’apposita frase che attesta il suo orrore per quella ignominia. Poi dall’hotel King David dove con il suo seguito occupava una “suite regale” con altre 170 stanze e vestiva un accappatoio bianco con su scritto a lettere d’oro “Silvio Berlusconi”, si è spostato alla Knesset per dire che Israele è la migliore democrazia del mondo e che bene ha fatto a punire i palestinesi con l’operazione “Piombo fuso” e con il massacro di Gaza, nonostante la condanna ufficiale dell’ONU da cui l’Italia del resto già si era dissociata votando contro di essa.
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feb
7
2010
di Michele Giorgio
Berlusconi: «Giusta la reazione di Israele contro Gaza». Poi incontra Abu Mazen a Betlemme ma non si accorge della barriera dell’apartheid. La palestinese Hanan Ashrawi: scandaloso, prenda ripetizioni di storia
I galloni di alleato più fedele di Israele Silvio Berlusconi non se li è guadagnati ieri mattina alla Knesset, dove ha attaccato il rapporto del giudice dell’Onu Richard Goldstone che ha indagato sulla devastante offensiva israeliana «Piombo fuso» di un anno fa a Gaza in cui sono stati uccisi 1.400 palestinesi, tra i quali centinaia di civili. Non se li è guadagnati accusando la conferenza internazionale «Durban II» di voler «sanzionare Israele con intollerabili accuse di razzismo e di violenza». Quei gradi Berlusconi li ha ottenuti ieri pomeriggio a Betlemme quando, con la bandierina di Israele appuntata sul bavero della giacca, ha penosamente affermato di non aver visto il muro di cemento armato costruito dalle forze armate israeliane intorno alla città palestinese.
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feb
7
2010
di Don Nandino Capovilla*
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha attuato ieri una liquidazione totale delle speranze di pace in Terra Santa. Una pesantissima banalizzazione del processo di pace e un’irrisione delle Nazioni Unite che rischiano di trascinare l’Italia fuori dal consesso dei Paesi e delle Istituzioni internazionali che tessono da anni il faticoso cammino della pace.
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feb
4
2010
Berlusconi in Israele: frasi e simboli di un filo-sionista senza scrupoli
La visita di Berlusconi in Israele rappresenta un ulteriore strappo in senso bellicista e filo sionista dell’Italia, ma rischia di venir giudicata solo per il significato superficiale delle frasi ciniche contenute nel discorso tenuto alla Knesset e durante la visita in Israele e in West Bank .
Il governo italiano, rappresentato da ben 8 ministri, è partito all’indomani della richiesta di Berlusconi ad Israele di fermare la costruzione di colonie. Una presa di posizione che è risultata utile ad attirare l’attenzione dei media e ad accreditare il cavaliere e i suoi ministri erranti come mediatori.
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feb
3
2010
Berlusconi “non si accorge” del Muro di segregazione sui Territori Palestinesi
Era intento a studiare i suoi appunti e a ”riordinare in testa le idee” in vista dell’incontro con il presidente dell’Anp Abu Mazen. E cosi’, dalla sua auto, non ha notato il muro costruito da Israele in Cisgiordania al confine con i territori. Il premier Silvio Berlusconi si e’ giustificato cosi’, al termine dell’incontro con Abu Mazen, rispondendo, in conferenza stampa, ad una domanda su quale effetto gli avesse fatto vedere il muro voluto da Israele.
”Non me ne sono accorto – ha detto – in quanto stavo prendendo appunti sulle cose che avrei dovuto dire al presidente. So di deluderla – si e’ rivolto Berlusconi al giornalista che gli aveva posto la domanda – e me ne scuso”.
(Fonte ANSA)
da Forum Palestina
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feb
3
2010
Berlusconi porta in visita mezzo governo e fa uno spot per lo Stato ebraico nell’Ue
di Michele Giorgio
Rapporti più stretti tra Roma e Tel Aviv: il premier li suggella con la prima riunione congiunta tra i due governi. Come risponderà l’Italia alla richiesta di appoggiare ulteriori sanzioni all’Iran? Per gli israeliani dirà di sì, come la Merkel, ma gli imprenditori nostrani non vogliono perdere il mercato di Tehran
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feb
1
2010
Berlusconi in visita in Israele dice la sua sul conflitto israelo-palestinese. Più del prevedibile, meno del necessario
“La politica della colonizzazione è errata. Israele deve ritirarsi dal Golan”. Con questo titolo sulla intera prima pagina, il quotidiano Haaretz di Tel Aviv presenta un ampio intervento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. “La politica israeliana degli insediamenti puo’ rappresentare un ostacolo alla pace. Voglio dire al popolo e al governo israeliani che perseverare in questa politica sarebbe un errore”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un’intervista al quotidiano “Haaretz” alla vigilia del viaggio in Israele. “Ho apprezzato il coraggio del premier Netanyahu che ha annunciato una moratoria di dieci mesi. Non si potra’ mai convincere i palestinesi della buona volonta’ di Israele, se Israele continuera’ a edificare su territori che dovrebbero essere restituiti nel quadro di un accordo di pace. Tuttavia quanto accadde a Gaza deve farci pensare. Non si possono rimuovere gli insediamenti per avere sinagoghe bruciate, devastazioni e violenza infra-palestinese e lanci di razzi in territorio israeliano.
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gen
18
2010
Di Paolo Barnard - Dicembre 2009 – Dedicato ai morti di Gaza del dicembre 2008, gennaio 2009.
“Il Nazismo ha distrutto il giudaismo fisicamente, il Sionismo l’ha distrutto spiritualmente”, Leibele Weisfisch, Rabbino, 1992
Giorgio Napolitano è un ignorante complice morale di crimini contro l’umanità in Palestina. Massimo D’Alema è un consapevole complice diretto di crimini contro l’umanità in Palestina. L’occupazione israeliana dei territori palestinesi è un insulto permanente a sei milioni di morti nei campi di sterminio nazisti.
L’organizzazione umanitaria americana The Middle East Children Alliance ha completato di recente un sopralluogo a Gaza, colpita nel dicembre del 2008 dal peggiore atto di terrorismo indiscriminato compiuto da Israele su quelle terre dal 1948, e ha intervistato decine di bambini palestinesi chiedendogli quali erano i loro bisogni più urgenti. La risposta della maggioranza di quei bimbi è stata questa: “Poter bere un bicchier d’acqua la mattina”.
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