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	<title>Comitato di solidarietà con il popolo palestinese &#187; Muro</title>
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	<description>Torino</description>
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		<title>L&#8217;esercito israeliano dichiara BIL’IN e NIL’IN zone militari chiuse il venerdì per i prossimi 6 mesi</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 15:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Muro]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;iniziativa della Rete Internazionale per la Resistenza popolare nonviolenta:
Venerdì 19 marzo iniziative locali e internazionali contro il divieto israeliano
La mattina del 15 marzo 2010 le autorità militari israeliane hanno dichiarato “zone militari chiuse” i villaggi di Bil’in e Nil’in ogni venerdì, dalle 8 del mattino alle 8 di sera, per un periodo di sei mesi.
Dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Un&#8217;iniziativa della Rete Internazionale per la Resistenza popolare nonviolenta:</h4>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #b40404;">Venerdì 19 marzo iniziative locali e internazionali contro il divieto israeliano</span></h3>
<p style="text-align: justify;">La mattina del 15 marzo 2010 le autorità militari israeliane hanno dichiarato “zone militari chiuse” i villaggi di Bil’in e Nil’in ogni venerdì, dalle 8 del mattino alle 8 di sera, per un periodo di sei mesi.<span id="more-1688"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’ondata di repressione contro i Comitati Popolari di Resistenza Nonviolenta nei villaggi palestinesi in Cisgiordania, una nuova misura repressiva investe i protagonisti delle manifestazioni nonviolente del venerdì, nel tentativo di porre nuove limitazioni e ostacoli allo svolgimento delle dimostrazioni, e la partecipazione dei cittadini israeliani e internazionali. Ogni venerdì per i prossimi sei mesi, tutti gli attivisti israeliani e internazionali dovranno lasciare i villaggi di Bil’in e Nil’in fino alle 8 di sera, pena la deportazione o l’arresto da parte dei soldati.</p>
<p style="text-align: justify;">Un provvedimento, questo, che s’inserisce nel solco della politica di soppressione da parte delle autorità israeliane dei Comitati Popolari di Resistenza Nonviolenta, mentre si allarga la protesta popolare non solo nei villaggi di Bi&#8217;lin e Nil&#8217;in ma anche ad al’Massara, Nabi Saleh, Dein Nidham e Sheik Jarrah, ed a poche settimane dalla V Conferenza Internazionale di Bil’in, per la quale sono attesi, come di consueto, attivisti e membri della società civile da tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’azione che ha come scopo evidente quello di impedire ogni forma di resistenza popolare nonviolenta contro l’occupazione israeliana delle terre palestinesi e la costruzione del Muro dell’Apartheid, e l&#8217;appoggio di cittadini israeliani e internazionali che il movimento riceve ormai da cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come Rete Internazionale esprimiamo la nostra più viva e totale solidarietà ai Comitati Popolari e ai cittadini israeliani e internazionali che creativamente e coraggiosamente portano avanti la resistenza nonviolenta nonostante la campagna repressiva, i raid notturni e gli arresti dei loro componenti, e siamo certi troveranno i modi per manifestare.</p>
<p style="text-align: justify;">Invitiamo ad organizzare iniziative locali e internazionali per venerdì 19 Marzo in difesa del diritto a manifestare e in solidarietà con i Comitati Popolari Palestinesi, per la fine dell&#8217;occupazione militare israeliana.</p>
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		<title>Israele: la sola democrazia del Medio Oriente?</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/03/israele-la-sola-democrazia-del-medio-oriente/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 22:47:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Muro]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Prigionieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto quiz: puoi individuare la prigione militare? 
Relazione sulla lotta per i diritti umani in Israele e in Palestina
di Amir Terkelda
theonlydemocracy
La settimana scorsa mentre guidavo per andare alla prigione militare di Ofer, nella West Bank, per presenziare a un’udienza di Abdallah Abu Rahma di Bili’in, mi è venuto da pensare che la maggior parte della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #b40404;"><strong>Foto quiz: puoi individuare la prigione militare? </strong></span></h3>
<p style="text-align: center;">Relazione sulla lotta per i diritti umani in Israele e in Palestina</p>
<p>di Amir Terkelda<br />
<a href="http://theonlydemocracy.org/2010/03/photo-quiz-can-you-identify-the-military-prison/">theonlydemocracy</a></p>
<p style="text-align: justify;">La settimana scorsa mentre guidavo per andare alla prigione militare di Ofer, nella West Bank, per presenziare a un’udienza di Abdallah Abu Rahma di Bili’in, mi è venuto da pensare che la maggior parte della gente che  è passata accanto a queste enormi pareti nel fare la spola verso Gerusalemme non si era mai resa conto di stare guidando accanto a una prigione. La qual cosa, a dire il vero non mi sorprende se si considera il paesaggio di cemento della West Bank.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Risolvi il quiz da solo e osserva come si fa: Quale di queste foto rappresenta una prigione militare nei Territori Occupati?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/foto-quiz05ab.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1641" title="foto-quiz05ab" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/foto-quiz05ab.png" alt="" width="450" height="351" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Qual’è le prigione militare? In alto a sinistra: Muro e torre di guardia attorno a Ramallah. In alto a destra: Muro e torre di guardia attorno a Bethelehem. In basso a destra: Muro e torre di guardia attorno a Qalqilya. In basso a sinistra: Prigione Militare di Ofer.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/foto_quiz01ab.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1642" title="foto_quiz01ab" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/foto_quiz01ab.jpg" alt="" width="450" height="306" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Prigione Militare di Ofer  si trova sull’autostrada 443 per Gerusalemme. La 443 passa attraverso la West Bank ed ha il famigerato nome di “Strada dell’Apartheid”, in quanto in suo utilizzo è vietato ai palestinesi. Sfortunatamente questa è solo una delle tante strade nella West Bank il cui percorso è riservato ai soli israeliani.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/foto_quiz02ab.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1643" title="foto_quiz02ab" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/foto_quiz02ab.jpg" alt="" width="350" height="263" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Uscendo da Gerusalemme, la strada 443 si dirige a nord-est attraverso la West Bank. I muri servono per prevenire gli attacchi sulla strada. Essi impediscono pure ai palestinesi di avere un facile accesso all’altra parte del villaggio e inoltre, penso che soprattutto questo risparmi gli israeliani dal dover vedere  la nostra gente il cui territorio stiamo attraversando.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/foto_quiz03ab.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1644" title="foto_quiz03ab" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/foto_quiz03ab.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Blocco sulla strada 443. Ai palestinesi viene impedito l’accesso alla strada 443 da mucchi di detriti, come si può vedere sopra, da porte chiuse a chiave o da blocchi di cemento. La ragione è quella della sicurezza. L’esercito afferma che permettere che i palestinesi possano accedere alla strada (sulla loro terra) è un rischio per la sicurezza degli israeliani che percorrono quella strada.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/foto_quiz04ab.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1645" title="foto_quiz04ab" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/media/foto_quiz04ab.jpg" alt="" width="350" height="263" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La strada 443 alla periferia di Gerusalemme. Le case palestinesi sono visibili proprio al di sopra del muro dipinto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>tradotto da Mariano Mingarelli<br />
<a href="http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1831:foto-quizpuoi-individuare-la-prigione-militare&amp;catid=25:dalla-palestina&amp;Itemid=75">Associazione Amicizia Italo &#8211; Palestinese</a><br />
</em></p>
<h3><em><strong> </strong></em></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Giù un pezzo di muro a Bilin</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/02/giu-un-pezzo-di-muro-a-bilin/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 23:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Muro]]></category>
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		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Giù un pezzo di muro a Bilin, la resistenza modello compie cinque anni
di Michele Giorgio
I pacifisti abbattono una parte della barriera. Per bloccare il corteo l&#8217;esercito israeliano usa anche idranti spara-liquami
Sono arrivati da ogni angolo della Cisgiordania, da Israele e dall&#8217;estero gli oltre 1.500 attivisti che ieri a Bilin hanno festeggiato i cinque anni della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #b40404;"><strong><strong>Giù un pezzo di muro a Bilin, la resistenza modello compie cinque anni</strong></strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">di Michele Giorgio<br />
<em>I pacifisti abbattono una parte della barriera. Per bloccare il corteo l&#8217;esercito israeliano usa anche idranti spara-liquami</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sono arrivati da ogni angolo della Cisgiordania, da Israele e dall&#8217;estero gli oltre 1.500 attivisti che ieri a Bilin hanno festeggiato i cinque anni della lotta del villaggio palestinese divenuto il simbolo della resistenza popolare contro il muro israeliano. Una folla colorata che si è unita agli abitanti del villaggio per ribadire che la battaglia per ottenere lo smantellamento della barriera che ha tagliato fuori Bilin da buona parte dei suoi terreni agricoli continuerà. <span id="more-1466"></span>Non ha certo spento la protesta la sentenza emessa qualche giorno fa dalla Corte suprema israeliana che ha ordinato all&#8217;esercito occupante di spostare la recinzione, in modo da restituire a Bilin una porzione dei 200 ettari di terra fertile confiscati negli anni passati. Per dimostrare che il comitato popolare non si accontenta di questa sentenza ieri &#8211; durante il corteo di protesta che si tiene ogni venerdì &#8211; decine di giovani hanno smantellato una trentina di metri di barriera durante. I soldati israeliani hanno risposto con una pioggia di candelotti lacrimogeni, granate assordanti e spruzzando con gli idranti dell&#8217;«acqua puzzolente», simile a quella di fogna, con una sostanza chimica così penetrante che rimane attaccata alla pelle e agli abiti per giorni. Una quindicina di manifestanti sono rimasti intossicati e alcuni di loro sono stati portati via dalle ambulanze. La scorsa settimana un gruppo di manifestanti aveva marciato travestito da Na&#8217;vi, il popolo che si ribella ai colonizzatori umani, protagonista del film «Avatar».<br />
«Quanto accade ogni settimana a Bilin è il risultato più importante che la resistenza popolare all&#8217;occupazione e al muro abbia ottenuto sino ad oggi» ci dice Jonatan Pollak, di Anarchici contro il muro. «I successi parziali però non devono appagarci &#8211; ha aggiunto Pollak -: l&#8217;obiettivo rimane l&#8217;abbattimento del regime di occupazione militare e lo smantellamento totale del muro dell&#8217;apartheid. Dobbiamo raggiungerlo nonostante la repressione e gli arresti che sempre più di frequente colpiscono i principali esponenti (come Abdallah abu Rahme, ndr) di questa rivolta non violenta».<br />
In questo villaggio che vive nel ricordo di Basem, ucciso da un candelotto lacrimogeno sparato dai soldati israeliani, non hanno importanza nazionalità e origini, nessuno ti chiede a quale fede appartieni. Qui l&#8217;unico «testo sacro» è il parere favorevole espresso il 9 luglio 2004 dalla Corte Internazionale di Giustizia dell&#8217;Aia alla risoluzione ES-10/15 dell&#8217;Onu che ha sancito che «l&#8217;edificazione del Muro che Israele, potenza occupante, è in procinto (a quel tempo, ndr) di costruire nel territorio palestinese occupato, ivi compreso l&#8217;interno e intorno a Gerusalemme est, e il regime che gli è associato, sono contrari al diritto internazionale». Ad accompagnare ieri la marcia di Bilin c&#8217;erano il premier dell&#8217;Anp Salam Fayyad, il deputato Mustafa Barghuti, e il sindaco di Ginevra Remy Pagani.</p>
<p style="text-align: justify;">da <a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100220/pagina/08/pezzo/271946/">Il Manifesto</a></p>
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		<title>International Apartheid Week</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 18:02:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Muro]]></category>

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		<description><![CDATA[Trailer Ufficiale dell&#8217;International Apartheid Week

FINE DELL’OCCUPAZIONE
TIRARE GIÚ IL MURO DELL’APARTHEID
 PIENA UGUAGLIANZA PER  I PALESTINESI CITTADINI DI ISRAELE
 DIRITTO AL RITORNO PER I PROFUGHI PALESTINESI
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Trailer Ufficiale dell&#8217;International Apartheid Week</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/EszuxqBK7TM" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/EszuxqBK7TM"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #b40404;"><strong>FINE DELL’OCCUPAZIONE</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #b40404;"><strong>TIRARE GIÚ IL MURO DELL’APARTHEID</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #b40404;"><strong> PIENA UGUAGLIANZA PER  I PALESTINESI CITTADINI DI ISRAELE</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #b40404;"><strong> DIRITTO AL RITORNO PER I PROFUGHI PALESTINESI</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Italia-Israele</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/02/italia-israele/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 23:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Muro]]></category>

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		<description><![CDATA[Berlusconi non ha visto il Muro
di Raniero Della Valle (4/02/2010)
Con mezzo governo Berlusconi è andato in Israele per fare affari e per promettere che non ne farà più col nemico iraniano. Diligentemente è andato a visitare il museo della Shoah, scrivendo un’apposita frase che attesta il suo orrore per quella ignominia. Poi dall’hotel King David [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>Berlusconi non ha visto il Muro</strong></h3>
<p><a href="http://domani.arcoiris.tv/?p=3937"><em>di Raniero Della Valle</em></a> (4/02/2010)</p>
<p style="text-align: justify;">Con mezzo governo Berlusconi è andato in Israele per fare affari e per promettere che non ne farà più col nemico iraniano. Diligentemente è andato a visitare il museo della Shoah, scrivendo un’apposita frase che attesta il suo orrore per quella ignominia. Poi dall’hotel King David dove con il suo seguito occupava una “suite regale” con altre 170 stanze e vestiva un accappatoio bianco con su scritto a lettere d’oro “Silvio Berlusconi”, si è spostato alla Knesset per dire che Israele è la migliore democrazia del mondo e che bene ha fatto a punire i palestinesi con l’operazione “Piombo fuso” e con il massacro di Gaza, nonostante la condanna ufficiale dell’ONU da cui l’Italia del resto già si era dissociata votando contro di essa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1205"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo il nostro presidente del Consiglio ha fatto nel giorno in cui a Roma alla Camera faceva votare dai suoi devoti la legge-beffa che, unica nelle democrazie dell’Occidente, sancisce la legittima latitanza sua e dei suoi ministri dalle aule giudiziarie nelle quali fossero processati anche per i più gravi reati; una legge così ingegnosa (si raffina con il ripetuto esercizio l’arte di Ghedini) che questa latitanza non ha nemmeno bisogno di essere consumata all’estero, come almeno fece Craxi, ma può essere meramente figurativa e vissuta allegramente in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello stesso giorno Berlusconi si trasferiva nei Territori occupati per una doverosa visita all’infelice Abu Mazen. Per passare da Israele nei Territori bisogna imbattersi nel Muro che sigilla i palestinesi nel loro “apartheid” e sfregia la Terra santa e la stessa Gerusalemme. Ma ai giornalisti che gliene chiedevano le impressioni lo statista ha detto di non averlo veduto, occupato com’era a riordinare le idee per l’incontro con l’Autorità palestinese. Ma non si può avere alcuna idea da scambiare con i palestinesi, se non si vede il Muro, che è come la trave ficcata nel loro occhio. Non vedere il Muro che è la più imponente opera edilizia della regione, è come andare in Egitto e non vedere le piramidi, è come essere andati nella Germania divisa e non aver visto il Muro di Berlino, è come essere andati ad Auschwitz senza aver visto il cancello con la scritta sul “lavoro che libera”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vedere il Muro che uccide la Palestina e ghettizza Israele è come non vedere gli operai licenziati di Termini Imerese che salgono sui tetti, o quelli dell’Alcoa, o i disoccupati e i cassintegrati che assediano palazzo Chigi, per proteggere il quale il centro di Roma si è trasformato in un bivacco della polizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vedere il muro che da Nazaret impedisce di andare a Betlemme, e da Gerusalemme blocca la strada per Emmaus, è come non vedere che c’è la crisi economica che si abbatte su milioni di famiglie, e dire che tutto va bene, basta dare qualche condono ai ricchi che evadendo le tasse hanno messo le mani in tasca agli italiani poveri.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vedere il Muro che modernizza la Terra promessa è come non vedere altri monumenti della modernità: lo Stato di Diritto, il Cesare Beccaria dei delitti e delle pene, la divisione dei poteri, la funzione della magistratura, l’universalità della legge penale, l’eguaglianza di tutti davanti alla legge.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vedere il Muro oltre il quale è ricacciato l’intero mondo arabo e islamico vuol dire rovesciare la politica estera italiana che ha intessuto legami e gettato ponti in tutto il Medio Oriente; significa distruggere l’immagine dell’Italia che per decenni ha compiuto il miracolo di praticare l’amicizia con Israele senza rompere la solidarietà con i palestinesi; significa ignorare che il Parlamento italiano votò a suo tempo per l’ingresso non del solo Israele, come oggi vorrebbe Berlusconi, ma dei due Stati della Palestina e di Israele nella Comunità europea, intesa non come una fortezza per lo scontro con gli arabi, ma come uno spazio in cui le frontiere si abbassano e Israele e Palestina potessero vivere insieme come Stati indipendenti e sovrani, non confusi ma non divisi nel godimento dello stesso territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vedere il Muro che umilia i palestinesi vuol dire andare da loro a promettere non la libertà, ma un po’ di soldi di un ipotetico “piano Marshall” per un impossibile “benessere”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo ministro Netanyau ha detto che Israele non ha un altro amico pari a Berlusconi in tutta la comunità internazionale. Povero Israele. Se amico di Israele è chi non vede il Muro, allora vuol dire che Israele vive nella irrealtà, in un mondo che non è quello vero, in un mondo dove non c’è nessun altro che lui, un mondo che esiste solo nel sogno di chi è senza ragione. Questo sogno è molto pericoloso. Se ne può morire. E quello di far entrare il solo Israele nella Unione europea, per meglio combattere tutti insieme l’Islam, non è un sogno, è un incubo.</p>
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		<title>Il Muro? Non l&#8217;ho visto</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/02/il-muro-non-lho-visto/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 23:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Muro]]></category>

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		<description><![CDATA[di Michele Giorgio
Berlusconi: «Giusta la reazione di Israele contro Gaza». Poi incontra Abu Mazen a Betlemme ma non si accorge della barriera dell&#8217;apartheid. La palestinese Hanan Ashrawi: scandaloso, prenda ripetizioni di storia
I galloni di alleato più fedele di Israele Silvio Berlusconi non se li è guadagnati ieri mattina alla Knesset, dove ha attaccato il rapporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>di Michele Giorgio</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Berlusconi: «Giusta la reazione di Israele contro Gaza». Poi incontra Abu Mazen a Betlemme ma non si accorge della barriera dell&#8217;apartheid. La palestinese Hanan Ashrawi: scandaloso, prenda ripetizioni di storia</em><br />
I galloni di alleato più fedele di Israele Silvio Berlusconi non se li è guadagnati ieri mattina alla Knesset, dove ha attaccato il rapporto del giudice dell&#8217;Onu Richard Goldstone che ha indagato sulla devastante offensiva israeliana «Piombo fuso» di un anno fa a Gaza in cui sono stati uccisi 1.400 palestinesi, tra i quali centinaia di civili. Non se li è guadagnati accusando la conferenza internazionale «Durban II» di voler «sanzionare Israele con intollerabili accuse di razzismo e di violenza». Quei gradi Berlusconi li ha ottenuti ieri pomeriggio a Betlemme quando, con la bandierina di Israele appuntata sul bavero della giacca, ha penosamente affermato di non aver visto il muro di cemento armato costruito dalle forze armate israeliane intorno alla città palestinese.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1214"></span>«Mi spiace deluderla, ma non me ne sono accorto» ha detto il presidente del consiglio rispondendo a un giornalista che, durante la conferenza stampa congiunta con il presidente dell&#8217;Anp Abu Mazen, gli ha chiesto che impressione avesse avuto vedendo e attraversando il muro di cemento mentre andava in auto da Gerusalemme a Betlemme. «Non me ne sono accorto &#8211; ha affermato &#8211; stavo rimettendo a posto le mie idee, prendendo appunti sulle cose che avrei dovuto dire al presidente incontrandolo». Vergognoso, senza pudore. Berlusconi in fondo avrebbe potuto ripetere le frasi insipide e banali che altri capi di stato e di governo, alleati di ferro di Israele, pronunciano quando fanno riferimento alla barriera di cemento armato in Cisgiordania. Frasi del tipo: «È una misura di sicurezza contro gli attentati, speriamo possa essere rimossa quando si farà la pace nella regione». Invece il capo del governo ha voluto superare tutti anche in questa occasione con dichiarazioni prive di senso. Se gli altri il muro lo giustificano, lui addirittura non lo vede. Neppure il più accanito estremista di destra israeliana ha pronunciato parole tanto gravi sul muro. «È inconcepibile, non riesco a crederci &#8211; ha commentato Hanan Ashrawi, una delle personalità palestinesi più note &#8211; chi finge di non vedere la realtà, allora non vuole capire cosa sta accadendo in questa terra, non vuole partecipare alla ricerca di una soluzione per questo conflitto. Berlusconi deve andare a lezione di storia, politica e geografia».<br />
Per i palestinesi è un momento davvero difficile, forse il più complesso della loro tormentata storia, dai tempi della Nakba nel 1948. E non solo per l&#8217;atteggiamento di coloro, come Silvio Berlusconi, che nel mondo lavorano per negare i loro diritti sanciti dalle risoluzioni internazionali, ma anche per l&#8217;assenza di una leadership palestinese in grado di reagire a ciò che accade con dignità, intelligenza e senso strategico. Ieri pesava come un macigno il silenzio di Abu Mazen e del premier Salam Fayyad mentre il primo ministro italiano affermava di «non aver visto il muro» entrando a Betlemme. Sono rimasti muti, immobili. Come se avessero un bavaglio e un cappello in mano per raccogliere il «generoso contributo dell&#8217;Italia per il popolo palestinese», che, in realtà è un sostegno finanziario all&#8217;Anp affinché non crolli e continui a fare la sua parte nel «mantenimento della legge e dell&#8217;ordine» e nella «lotta al terrorismo» in Cisgiordania. Entrambi hanno ascoltato con vivo interesse il disco rotto del «piano Marshall» che Berlusconi mette sul piatto dal 1994 e che, a suo dire, dovrebbe «favorire lo sviluppo e il progresso economico della Terra Santa» e a dare «un&#8217;ulteriore spinta per far ripartire i negoziati di pace».<br />
A Betlemme in ogni caso Berlusconi è arrivato come «messaggero» del premier israeliano Netanyahu. Se prima del suo arrivo a Gerusalemme il Cavaliere aveva chiesto a Israele di fermare la colonizzazione, ieri ha detto di aver rivolto un appello «che viene dal cuore», al presidente Abbas (Abu Mazen) affinché torni al tavolo del negoziato», quindi senza porre la condizione di uno stop totale all&#8217;espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Non solo, ma dopo aver definito alla Knesset i massacri di un anno fa a Gaza una «giusta reazione d&#8217;Israele al terrorismo», ha espresso l&#8217;auspicio che i palestinesi «mettano per sempre da parte la cultura della violenza». Come se la violenza venisse solo dal popolo schiacciato dall&#8217;occupazione e da da decenni chiede di essere libero. Ha concesso soltanto che «come è giusto piangere le vittime della Shoah, è giusto manifestare dolore per quanto accaduto a Gaza», un anno fa.<br />
Berlusconi ha chiuso in serata la sua visita ufficiale in Israele di tre giorni ed è ripartito per l&#8217;Italia, certo di aver conquistato definitivamente gli israeliani con la sua «carpet-diplomacy»: lui, steso come un tappetino, pronto a fare di tutto, senza fiatare, senza mai opporre la più piccola critica, pur di soddisfare tutte le politiche dell&#8217;alleato israeliano. Ben 12 applausi hanno sottolineato la sua descrizione di Israele quale «esempio unico di democrazia in Medio Oriente», i suoi appelli alla lotta all&#8217;antisemitismo misti ad attacchi al programma nucleare iraniano, le sue espressioni di amicizia «franca, aperta e reciproca» che «non è solo vicinanza verbale, non è solo diplomazia, è un moto dell&#8217;anima e viene dal cuore». I leader israeliani lo hanno omaggiato, ringraziato in ogni modo. Netanyahu ha anche esaltato la madre del primo ministro italiano, la signora Rosa Bossi, definendola un&#8217;eroina che salvò una ragazza ebrea da un ufficiale tedesco che la stava arrestando. Il capo dello stato israeliano Shimon Peres ha definito Berlusconi «il leader più solare fra tutti quelli che ho conosciuto». Il Cavaliere lo ha ricambiato, non mancando durante il pranzo di gala nella residenza del presidente di raccontare le sue barzellette che non fanno ridere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100204/pagina/02/pezzo/270646/"><em>da Il Manifesto del 4/02/2010</em></a></p>
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		<title>Liquidazione totale</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 23:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>
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		<description><![CDATA[di Don Nandino Capovilla*
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi              ha attuato ieri una liquidazione totale delle speranze di pace in              Terra Santa. Una pesantissima banalizzazione del processo di pace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>di Don Nandino Capovilla*</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi              ha attuato ieri una liquidazione totale delle speranze di pace in              Terra Santa. Una pesantissima banalizzazione del processo di pace              e un&#8217;irrisione delle Nazioni Unite che rischiano di trascinare l&#8217;Italia              fuori dal consesso dei Paesi e delle Istituzioni internazionali che              tessono da anni il faticoso cammino della pace.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1210"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Affermando che è stato giusto il massacro              su Gaza, ha liquidato il lavoro prezioso e oggettivo svolto dalle              Nazioni Unite nel monitorare un inaudito massacro di civili, la distruzione              di migliaia di case, scuole, ospedali attraverso l&#8217;uso di armi illegali.              Possiamo ancora ritenerci parte degli organismi internazionali, in              primis dell&#8217;Onu?</p>
<p style="text-align: justify;">Asserendo di &#8216;non aver visto&#8217; il Muro dell&#8217;apartheid              che circonda Betlemme, ha vergognosamente liquidato il pronunciamento              fatto nel 2004 dall&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ne              ha condannato la costruzione evidenziandone le terribili conseguenze              umanitarie. Può il Presidente del Consiglio arrivare a un livello              così insopportabile di irresponsabilità?</p>
<p style="text-align: justify;">Definendo più volte Israele come “Stato              ebraico, libero e democratico”, ha liquidato quel milione e              duecentomila cittadini dello Stato d&#8217;Israele, che ebrei non sono,              e che vedono ogni giorno calpestati i loro diritti. Come proclamarsi              insistentemente “amici di Israele” quando non lo si esorta              ad essere veramente uno stato democratico?</p>
<p style="text-align: justify;">Identificando come antisemita chiunque si opponga              alla politica di occupazione, di umiliazione e di disprezzo di qualsiasi              Risoluzione Onu da parte dello Stato d&#8217;Israele, ha liquidato e denigrato              le sofferenze patite da migliaia e migliaia di palestinesi, in spregio              a quanti, israeliani, palestinesi, uomini e donne di ogni Paese, si              battono insieme alla ricerca di una pace giusta, fondata sul rispetto              delle leggi internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Davvero non ci possono essere i saldi della pace.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si può raggiungere la meta della riconciliazione              tra i popoli svendendo sul mercato una “pace economica”,              la “pace del benessere”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>*Coordinatore nazionale di Pax Christi</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Febbraio10/05-02-10LiquidazioneTotale.htm">da Forum Palestina</a></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
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		<title>&#8230;&#8221;Non me ne sono accorto&#8221;&#8230;.</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/02/non-me-ne-sono-accorto/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 21:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia - Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Muro]]></category>

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		<description><![CDATA[Berlusconi                      &#8220;non si accorge&#8221; del Muro di segregazione sui Territori                      Palestinesi
Era intento a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>Berlusconi                      &#8220;non si accorge&#8221; del Muro di segregazione sui Territori                      Palestinesi</strong></h3>
<p>Era intento a studiare i suoi appunti e a &#8221;riordinare                      in testa le idee&#8221; in vista dell&#8217;incontro con il presidente                      dell&#8217;Anp Abu Mazen. E cosi&#8217;, dalla sua auto, non ha notato                      il muro costruito da Israele in Cisgiordania al confine con                      i territori. Il premier Silvio Berlusconi si e&#8217; giustificato                      cosi&#8217;, al termine dell&#8217;incontro con Abu Mazen, rispondendo, in conferenza stampa, ad una domanda su quale                      effetto gli avesse fatto vedere il muro voluto da Israele.<br />
&#8221;Non me ne sono accorto &#8211; ha detto &#8211; in quanto stavo prendendo                      appunti sulle cose che avrei dovuto dire al presidente. So                      di deluderla &#8211; si e&#8217; rivolto Berlusconi al giornalista che                      gli aveva posto la domanda &#8211; e me ne scuso&#8221;.<br />
<em>(Fonte ANSA)</em></p>
<p><em><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Febbraio10/03-02-10BerlusconiMuro.htm">da Forum Palestina</a><br />
</em></p>
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		<title>La Palestina sotto l&#8217;ombra del muro</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/01/la-palestina-sotto-lombra-del-muro/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 12:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Muro]]></category>

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		<description><![CDATA[
da Le Monde Diplomatique
Sabah Haider è stata nella West Bank per dieci giorni durante il periodo di Natale e di Capodanno 2010 per insegnare a realizzare film a un centinaio di ragazzi dell&#8217;orfanotrofio SOS Village a Betlemme. Qui ci sono alcuni delle foto che lei ha scattato a Betlemme, Gerusalemme, Hebron e Nablus. 
Gennaio 2010, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://mondediplo.com/2010/01/20palestine">da Le Monde Diplomatique</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sabah Haider è stata nella West Bank per dieci giorni durante il periodo di Natale e di Capodanno 2010 per insegnare a realizzare film a un centinaio di ragazzi dell&#8217;orfanotrofio SOS Village a Betlemme. Qui ci sono alcuni delle foto che lei ha scattato a Betlemme, Gerusalemme, Hebron e Nablus.<strong> </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gennaio 2010, di Sabah Haider<br />
</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;">Le immagini fanno luce sulla incessante condizione dei palestinesi nei territori occupati, poiché la barriera che separa Israele dalla West Bank continua a crescere. Il muro è drammaticamente più grande e più lungo del muro di Berlino ed è stato definito illegale dalla Corte di Giustizia Internazionale nel 2004, che ha dichiarato che esso viola la legge internazionale e deve essere rimosso. Graffiti di protesta internazionali, in tutte le lingue, coprono il lato della West Bank del muro.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1129"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Mentre continua l&#8217;espansione degli insediamenti nella West Bank, sempre più terra palestinese è espropriata. Secondo un resoconto dell&#8217;UN di maggio 2009, il totale della terra appartenente al governo di Betlemme è di 660 km<sup>2</sup> ma solo il 13% è utilizzabile dai palestinesi. Il resto è stato espropriato per l&#8217;espansione degli insediamenti israeliani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sessanta per cento della West Bank è sotto la dominazione di Israele e i campi profughi, creati molti anni fa come rifugio temporaneo, stanno incrementando. Uno di essi è il campo di Dheisheh a Betlemme creato nel 1949, in un&#8217;area approssimativamente di 1,5 km<sup>2</sup>, dopo la creazione di Israele e l&#8217;esodo di massa di palestinesi dalle loro case. I palestinesi che fuggirono a Dheisheh si sistemarono in tende pensando di rimanere temporaneamente finché non sarebbero potuti ritornare a casa. Ora, 61 anni più tardi, il campo ha una popolazione pari a 10.000.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella Città Vecchia di Hebron, i coloni israeliani vivono vicino alle abitazioni dei palestinesi e, nel corso degli anni, hanno cominciato a forzare i palestinesi ad abbandonare le loro case. Ho visitato un&#8217;area dove la maggior parte degli appartamenti al secondo e terzo piano sono ora abitati dai coloni; i palestinesi vivono sotto, adiacenti al mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti di questi coloni gettano pietre e spazzatura ai palestinesi sotto. Per proteggersi al meglio, i palestinesi hanno steso delle protezioni metalliche e teloni. Alcuni mi hanno riferito che i coloni a volte gettano feci e urinano di sotto. Il giorno della mia visita, i palestinesi mi hanno stretto verso il muro per proteggermi da un lancio di pietre dei coloni.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune foto di Sabah Haider dal <a href="http://mondediplo.com/2010/01/20palestine">suo articolo su Le Monde Diplomatique</a>:</p>
<p style="text-align: center;">
<div class="ngg-galleryoverview" id="ngg-gallery-9-1129">

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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/1_bethlehem-view.jpg" title="Gli alberi di olivo sono sparsi sulle colline che corrono a fianco al cuore della città di Betlemme. Mentre continua l'espansione degli insediamenti nella West Bank, sempre più terra palestinese è espropriata. Secondo un resoconto dell'UN di maggio 2009, il totale della terra appartenente al governo di Betlemme è di 660 km2 ma solo il 13% è utilizzabile dai palestinesi. Il resto è stato espropriato per l'espansione degli insediamenti israeliani. Il sessanta per cento della West Bank è sotto la dominazione di Israele. Dicembre 25, 2009. Foto di Sabah Haidar." class="shutterset_set_9" >
								<img title="Bethlehem view" alt="Bethlehem view" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_1_bethlehem-view.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/2_bethlehem_settlements-f0fa1.jpg" title="Gli insediamenti che invadono Betlemme sono visibili sullo sfondo. Dicembre 25, 2009. Foto di Sabah Haidar." class="shutterset_set_9" >
								<img title="Bethlehem settlements" alt="Bethlehem settlements" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_2_bethlehem_settlements-f0fa1.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/3_dheisheh-camp_2_use-898da.jpg" title="Il campo di Dheisheh a Betlemme creato, nel 1949 in un'area approssimativamente di 1,5 km2, dopo la creazione di Israele e l'esodo di massa di palestinesi dalle loro case. I palestinesi che fuggirono a Dheisheh si sistemarono in tende pensando di rimanere temporaneamente finché non sarebbero potuti ritornare a casa. Ora, 61 anni più tardi, il campo ha una popolazione pari a 10.000. Dicembre 25, 2009. Foto di Sabah Haidar." class="shutterset_set_9" >
								<img title="Dheisheh camp 1" alt="Dheisheh camp 1" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_3_dheisheh-camp_2_use-898da.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/4_dheisheh-camp_3_use-e2a52.jpg" title="Alla fine degli anni '50 l'UNRWA ( United Nations Relief and Works Agency) costruì semplici unità per la popolazione che incrementava e che, a quel tempo, era stimata a 4.000. Queste unità erano semplici costruzioni con pareti e pavimenti in cemento grezzo. Subito dopo i residenti del villaggio cominciarono a costruire le loro case per migliorare le loro condizioni di vita. Nel campo densamente popolato le case sono impilate l'una sull'altra; spesso più famiglie vivono nella stessa casa. Dicembre 25, 2009. Foto di Sabah Haidar." class="shutterset_set_9" >
								<img title="Dheisheh camp 2" alt="Dheisheh camp 2" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_4_dheisheh-camp_3_use-e2a52.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/5_dheisheh-camp_6_use-fae8b.jpg" title="Nei serbatoi sul tetto di queste case nella foto i rifugiati sono costretti a immagazzinare l'acqua fino anche a due mesi poiché gli israeliani controllano l'approvvigionamento idrico e spesso non forniscono acqua ai palestinesi per settimane. Secondi un rapporto delle UN, ciascunisraeliano ha accesso ad una quantità di acqua 28 volte superiore di un palestinese; ciascun cane israeliano ha accesso a una quantità di acqua 4 volte superiore di un [uomo] palestinese. Dicembre 25, 2009. Foto di Sabah Haidar." class="shutterset_set_9" >
								<img title="Dheisheh camp 3" alt="Dheisheh camp 3" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_5_dheisheh-camp_6_use-fae8b.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/6_dheisheh-camp_8_use-9b7be.jpg" title="I muri delle costruzioni nel campo sono coperti con graffiti politici — alcuni di essi sono artistici. Dicembre 25, 2009. Foto di Sabah Haidar.
" class="shutterset_set_9" >
								<img title="Dheisheh camp 4" alt="Dheisheh camp 4" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_6_dheisheh-camp_8_use-9b7be.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/8_dheisheh-camp_10_use-1fa02.jpg" title="Questa foto è presa dal bordo del campo  che domina la terra della valle e sul lato della collina. Centinaia di famiglie residenti di Dheisheh acquistarono terra in quest'area allo scopo di costruire case per le loro famiglie in aumento. Gli israeliani ora hanno loro impedito di costruire lì poiché lo hanno classificato come ”minaccia alla sicurezza” per le vicine colonie israeliane. Dicembre 25, 2009. Foto di Sabah Haidar." class="shutterset_set_9" >
								<img title="Dheisheh camp 5" alt="Dheisheh camp 5" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_8_dheisheh-camp_10_use-1fa02.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/10_jerusalem-wall-security-1-f29f3.jpg" title="I viaggiatori ed i locali che vanno a Betlemme, da Gerusalemme, attraversano i cancelli per oltrepassare il muro e arrivare in West Bank. Per entrare in West Bank c'è di solito un solo checkpoint,ma per entrare a Gerusalemme o in qualsiasi altro posto nel lato israeliano, io personalmente ne ho attraversati cinque, per un semplice passaggio. Una volta ho impiegato 15 minuti per andare verso Betlemme. Due giorni dopo ho impiegato tre ore e mezzo. 26 dicembre 2009. Foto di Sabah Haidar." class="shutterset_set_9" >
								<img title="Muro di Gerusalemme (verso Betlemme)" alt="Muro di Gerusalemme (verso Betlemme)" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_10_jerusalem-wall-security-1-f29f3.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/12_jerusalem-wall-security-3-32f76.jpg" title="I viaggiatori ed i locali che vanno a Betlemme, da Gerusalemme, attraversano i cancelli per oltrepassare il muro e arrivare in West Bank. Per entrare in West Bank c'è di solito un solo checkpoint,ma per entrare a Gerusalemme o in qualsiasi altro posto nel lato israeliano, io personalmente ne ho attraversati cinque, per un semplice passaggio. Una volta ho impiegato 15 minuti per andare verso Betlemme. Due giorni dopo ho impiegato tre ore e mezzo. 26 dicembre 2009. Foto di Sabah Haidar." class="shutterset_set_9" >
								<img title="Muro di Gerusalemme" alt="Muro di Gerusalemme" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_12_jerusalem-wall-security-3-32f76.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/14_hebron-4-a76b1.jpg" title="Nella Città Vecchia di Hebron, i coloni israeliani vivono vicino alle abitazioni dei palestinesi e, nel corso degli anni, hanno cominciato a forzare i palestinesi ad abbandonare le loro case. I coloni vivono sopra il souk/mercato e gettano pietre e spazzatura ai palestinesi sotto. Per proteggersi al meglio, i palestinesi hanno steso delle protezioni metalliche e teloni. Alcuni mi hanno riferito che i coloni a volte gettano feci e urinano di sotto. Il giorno della mia visita, i palestinesi mi hanno stretto verso il muro per proteggermi da un lancio di pietre dei coloni. Foto di Sabah Haidar." class="shutterset_set_9" >
								<img title="Hebron" alt="Hebron" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_14_hebron-4-a76b1.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/15_hebron-5-696e9.jpg" title="Un'area della Old City ora chiusa ai palestinesi alla quale hanno accesso solo gli israeliani. Foto di Sabah Haidar." class="shutterset_set_9" >
								<img title="Hebron 2" alt="Hebron 2" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_15_hebron-5-696e9.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/16_hebron-6-bd365.jpg" title="Il cancello di sicurezza per entrare nella moschea in cui si trova la tomba del Profeta Abramo. Dall'altro lato del punto di sicurezza molti soldati israeliani scrutano i visitatori, consentendo di entrare solo ai fedeli dopo aver verificato la loro religione – spesso ai possessori di passaporto straniero, che si dichiarano musulmani, chiedono di dimostrarlo recitando i versi del Corano. Foto di Sabah Haidar." class="shutterset_set_9" >
								<img title="Hebron 3" alt="Hebron 3" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_16_hebron-6-bd365.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/18_the-wall_-62841.jpg" title="Graffiti di protesta internazionali coprono il corridoio di ritorno del muro sul lato di Betlemme. Foto di Sabah Haidar." class="shutterset_set_9" >
								<img title="il Muro" alt="il Muro" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_18_the-wall_-62841.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/21_the-wall_3-3b317.jpg" title="Graffiti di protesta internazionali coprono il muro dal lato della West Bank. Foto di Sabah Haidar." class="shutterset_set_9" >
								<img title="il Muro" alt="il Muro" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_21_the-wall_3-3b317.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/22_the-wall_6-4df2e.jpg" title="Graffiti di protesta coprono il corridoio di ritorno del muro sul lato di Betlemme.  Questo è il disegno di una giovane Layla Khaled, rifugiata palestinese in Libano e membro rispettato del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina (PFLP) che ha raggiunto fama internazionale quando nel 1969, all'età di 25 anni, guidò un gruppo che dirottò il volo TWA 840, Roma-Atene, a Damasco. La legenda dice che lei obbligò il pilota a volare su Jaffa così da poter vedere la sua città di origine, poiché a lei non era consentito andarci. Foto di Sabah Haidar." class="shutterset_set_9" >
								<img title="il Muro" alt="il Muro" src="http://www.palestinalibera.org/wp-content/gallery/muro-le-monde/thumbs/thumbs_22_the-wall_6-4df2e.jpg" width="100" height="75" />
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</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Traduzione ToDG</em></p>
<p style="text-align: justify;">Per foto del Muro vedi anche: <a href="http://www.flickr.com/photos/8116065@N08/2071577975/">http://www.flickr.com/photos/8116065@N08/2071577975/</a></p>
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