giu
11
2010
Le famiglie Kanabi and Siyam-Idkadk si vedranno occupare l’abitazione dai coloni israeliani.
di Barbara Antonelli
Gerusalemme Est 09 giugno, Nena News
Da 42 anni, Karim Siyam-Idkadk vive con sua moglie, due figli e la madre vedova nella sua casa di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme Est, ma un avvocato israeliano gli ha consegnato una notifica di sfratto esecutivo, per conto della compagnia legale Eitan Gabay. Se non lasceranno la loro casa entro 45 giorni, dovranno pagare una multa di 350 shekels al giorno alle autorita’ israeliane e subiranno lo sfratto forzato da parte della polizia. Continue reading
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mag
9
2010
L’azione di forza e’ avvenuta a Beit Safafa
Gerusalemme 03 maggio Nena-News
Dopo i quartieri Sheikh Jarrah, Monte degli Ulivi e Silwan, anche Beit Safafa, un sobborgo meridionale della zona araba (Est) di Gerusalemme sotto occupazione dal 1967, entra nel mirino dei coloni israeliani. Continue reading
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mag
9
2010
L’ ordinanza militare num. 1650, in vigore da qualche settimana in tutta la West Bank sta determinando conseguenze che stanno colpendo molte famiglie causando la deportazione di centinaia di palestinesi dalla West Bank alla Striscia di Gaza, molti di essi non sono bene accetti da Hamas e rischiano ritorsioni una volta tornati.
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Israele apre il fuoco contro due deportati a Gaza
Rimane bloccato al valico di Erez l’espulso Ahmed Sabah
Valico di Erez, 04 maggio (Nena News)
I soldati israeliani oggi hanno aperto il fuoco e respinto due palestinesi deportati il mese scorso a Gaza che, nei pressi del valico di Erez, hanno tentato attraversare la frontiera e di tornare a casa in Cisgiordania. I due palestinesi sono arretrati evitando conseguenze peggiori. Poco dopo, più a sud, otto mezzi blindati israeliani sono penetrati nel territorio di Gaza dove hanno demolito un edificio diroccato nelle vicinanze dell’aeroporto. Continue reading
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apr
27
2010
Lettera scritta dai comitati popolari e rivolta ai partecipanti della marcia per la pace che si è svolta domenica qui a Betlemme e che prevedeva, tra l’altro, l’incontro tra pellegrini italiani (400) e il ministro del turismo israeliano (dall’altra parte del check point). Tale iniziativa faceva parte di tutta una serie di attività previste da un accordo tra opera romana pellegrinaggi e Ministero del Turismo Israeliano. Continue reading
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apr
25
2010
di Nora Barrows-Friedman*
Mercoledì 14 aprile, le Forze Israeliane hanno portato a termine le operazioni di demolizione di alcune case di maggiori dimensioni all’interno di tre aree distinte nella West Bank occupata. Le demolizioni hanno lasciato senza casa dozzine di persone ad Hares (vicino alla città settentrionale di Tulkarem); e nelle cittadine di Beit Sahour e al-Khader vicine a Bethlehem. Ah Hares, pure alcuni negozi di proprietà di palestinesi sono stati ridotti in un cumulo di macerie, mentre ufficiali israeliani hanno minacciato gli abitanti di future demolizioni nell’area. Continue reading
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apr
22
2010
di Eva Brugnettini*
Ilan Pappé è uno storico israeliano, uno degli esponenti di punta dei “nuovi storici”, studiosi che hanno ribaltato i miti legati alla nascita dello Stato ebraico, come quello che definiva la Palestina “terra senza un popolo”, o secondo cui i palestinesi fuggirono spontaneamente dai propri villaggi.
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apr
15
2010
AI: MEMBRI COMITATO ESECUTIVO dell’OLP, e Fateh Comitato Centrale.
DA DR. Saeb Erakat
Oggetto: Ordini Militari israeliani Rivolto a espulsione palestinesi dalla Cisgiordania
Data: 14 aprile 2010
Lo scopo di questa nota è fornire consulenza sulle implicazioni dei due nuovi ordini militari israeliane in materia di prevenzione delle infiltrazioni (Emendamento n. 2) e Disposizioni in materia di sicurezza (Emendamento n. 112), entrato in vigore il 13 aprile 2010.
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apr
13
2010
di Caterina Donattini
L’esercito israeliano uccide due ragazzi palestinesi nel villaggio di Awarta. Li hanno spacciati per terroristi, raccoglievano metallo per vivere.
Awarta è un piccolo villaggio di contadini sulle pendici di antiche colline, incorniciato da ulivi che non hanno la voce per raccontare le storie di queste valli in Cisgiordania, a otto chilometri da Nablus. Awarta è il villaggio natale di due ragazzi, Mohammad e Salah Qawariq, entrambi 19enni. Continue reading
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apr
13
2010
L’atomica? Non si discute
Come sulle colonie, Tel Aviv non vuole negoziare sulle sue testate Il premier Netanyahu declina l’invito di Obama al vertice di Washington
di Michele Giorgio
Benyamin Netanyahu non ci sarà. Il premier israeliano ieri ha fatto sapere che il 12 e 13 aprile non prenderà parte al vertice per la sicurezza nucleare organizzato a Washington dal presidente Barack Obama. Con questa improvvisa «exit strategy», il premier israeliano riuscirà a sottrarsi al tentativo di Turchia ed Egitto di mettere al centro della discussione anche la questione dell’arsenale atomico israeliano e il rifiuto di Tel Aviv di firmare il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). Continue reading
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mar
30
2010
Alcuni dubbi sulle versioni ufficiali dell’esercito israeliano
di Amira Hass – 26 marzo 2010
Il 20 marzo i soldati israeliani hanno ucciso due ragazzi palestinesi in un villaggio vicino a Nablus durante una manifestazione per denunciare l’annessione di alcuni territori compiuta dai coloni di un vicino insediamento. L’esercito ha dichiarato di aver usato proiettili di metallo ricoperti di gomma da una distanza di 70 metri, un mezzo legittimo per disperdere la folla. I palestinesi accusano invece i soldati di aver usato armi da fuoco.
All’inizio la stampa israeliana ha scelto la versione dell’esercito, anche se la radio militare – a volte più coraggiosa di quella pubblica – aveva citato un anonimo comandante secondo il quale le regole d’ingaggio non erano state rispettate. L’attivista israeliano Jonathan Pollak, portavoce del Comitato di coordinamento per la lotta popolare (palestinese), ha smentito la versione ufficiale spiegando che le pallottole di gomma non possono penetrare nel cranio e nel petto di nessun essere umano. E comunque non da una distanza di 70 metri.
Il 23 marzo la polizia militare ha annunciato l’apertura di un’inchiesta. Evidentemente anche le alte sfere cominciano ad avere dei dubbi. Questo mi fa tornare in mente il quotidiano polacco Gazeta Wyborcza, che nel 2003 aveva ricevuto un rapporto sui prigionieri iracheni picchiati, torturati e umiliati dai soldati americani ad Abu Ghraib. Il giornale decise di non pubblicare le testimonianze: gli arabi avevano sicuramente esagerato, se non inventato di sana pianta. Poi la documentazione arrivò alla Cbs, che la mostrò a tutti. A quanto pare gli arabi non avevano esagerato.
Il fatto:
Due giovani palestinesi uccisi dai soldati israeliani in Cisgiordania
Un ragazzo palestinese colpito dalle forze israeliane è morto oggi per le ferite, secondo quanto riferito dai medici palestinesi, dopo avere partecipato ieri agli scontri in cui è rimasto vittima un altro giovane, e che aggravano le tensioni nella Cisgiordania occupata. Osaid al-Kaddous, di 17 anni, era tra i dimostranti che si sono scontrati con le forze israeliane nel villaggio palestinese di Iraq Burin, vicino a Nablus. Ieri, durante gli stessi scontri, è stato ucciso Mohammed Ibrahim, di 16 anni. Kaddus è stato colpito alla testa da un proiettile, come ha riferito un medico palestinese. L’esercito israeliano ha negato di avere usato munizioni pesanti. Gli abitanti di Iraq Burin protestano da una settimana contro le restrizioni imposte da Israele nell’accesso alle terre coltivate che si distendono vicino all’insediamento ebraico di Har Brakha. Nei pressi di Betlemme circa 100 giovani palestinesi si sono scontrati oggi con la sicurezza israeliana. In giornata sono attesi i funerali di entrambi, le prime vittime palestinesi della nuova ondata di proteste in Cisgiordania e a Gerusalemme est. In un comunicato le forze armate hanno detto che due palestinesi sono stati colpiti dai militari in quello che hanno definito “una sommossa illegale” nel villaggio, e rivendicano di avere impiegato soltanto proiettili di gomma.
Ghassan Khatib, portavoce del governo palestinese del premier Salam Fayyad, ha detto: “Questo episodio rientra nell’escalation israeliana”.
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mar
24
2010
di Enrico Campofreda
L’INTERVISTA. Paola Canarutto, della Rete ebrei contro l’occupazione, parla del conflitto in Palestina. «Netanyahu è prigioniero di una maggioranza ancor più estremista e teme che gli alleati l‘abbandonino facendo cadere l’esecutivo».
Sul critico momento nei rapporti diplomatici fra Stati Uniti e Israele abbiamo interpellato Paola Canarutto della Rete ebrei contro l’occupazione. «E’ evidente come Obama si trovi in difficoltà col mondo arabo per i comportamenti del governo d’Israele. Io non ho simpatie per la politica estera statunitense che da anni porta guerre, come in Agfghanistan e Iraq, però più fonti hanno rivelato come Biden senza mezzi termini abbia detto a Netanyahu che la linea del suo governo sugli insediamenti diventa insostenibile per l’amministrazione Obama. Perché non scompaia del tutto la prospettiva dei due stati, in Israele-Palestina, gli USA dovrebbero mantener fede alle proprie parole: se chiudessero i rubinetti, Israele non resisterebbe cinque minuti. Continue reading
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mar
16
2010
di Akiva Eldar*
Per ridimensionare l’affronto ricevuto dal governo Netanyahu, Biden ha dovuto lodare la decisione del primo ministro israeliano di fare in modo che approvazioni di nuovi insediamenti non si ripetano in occasione di importanti visite di responsabili americani; ma un atteggiamento del genere sottintende che nuovi insediamenti di fatto sono tollerati dagli Stati Uniti – scrive il giornalista israeliano Akiva Eldar Continue reading
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mar
16
2010
Un’iniziativa della Rete Internazionale per la Resistenza popolare nonviolenta:
Venerdì 19 marzo iniziative locali e internazionali contro il divieto israeliano
La mattina del 15 marzo 2010 le autorità militari israeliane hanno dichiarato “zone militari chiuse” i villaggi di Bil’in e Nil’in ogni venerdì, dalle 8 del mattino alle 8 di sera, per un periodo di sei mesi. Continue reading
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mar
16
2010
La rabbia di Gerusalemme
Decine di palestinesi hanno partecipato agli scontri con la polizia israeliana a Gerusalemme est il 16 marzo, proclamata “giornata della rabbia” da Hamas in protesta per la riconsacrazione di un’antica sinagoga nella città.
… leggi tutto su Internazionale
Varie da Forum Palestina (News del 16 marzo 2010):
Anche oggi scontri con le truppe israeliane, è la “giornata della rabbia” palestinese
Violenti scontri sono in corso tra centinaia di giovani palestinesi e le forze dell’ordine israeliane in numerosi quartieri di Gerusalemme est: lo hanno riferito alcuni testimoni. Continue reading
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mar
15
2010
Alta tensione a Gerusalemme. I palestinesi indicono lo sciopero generale contro la pulizia etnica
Barricate sono state erette dalle forze armate israeliane all’interno della Città Vecchia di Gerusalemme dove stanno per confluire manifestanti palestinesi diretti verso la moschea di Al Aqsa. Lo riferiscono mezzi d’informazione palestinesi confermando il clima di tensione nella parte orientale della città dove è stato prorogato, per il quarto giorno consecutivo, lo stato d’allerta e il divieto di accesso alla ‘Spianata delle moschee’ per i palestinesi al di sotto dei 50 anni. Le restrizioni imposte dal governo israeliano mirano a fiaccare lo sciopero generale indetto dai movimenti palestinesi in vista dell’inaugurazione dopo il restauro, dell’antica sinagoga di Hourva, prevista nel pomeriggio. Già ieri una cerimonia religiosa di introduzione dei rotoli della Bibbia nella sinagoga, all’interno della Città vecchia, si era svolta sotto il controllo della polizia che ha anche prolungato fino alla mezzanotte di domani il totale isolamento della Cisgiordania, in vigore da Giovedì scorso. Rinnovate tensioni si sono manifestate anche nel fine-settimana quando guardie di frontiera israeliane hanno aggredito un corteo di ragazzi che manifestava nelle aree di Bab Hatta e Ras Al Amoud: i giovani avevano lanciato pietre contro i militari che hanno risposto con lacrimogeni e proiettili d’acciaio rivestiti in gomma. Gli scontri seguono una settimana di polemiche anche sul piano politico, dopo l’annuncio da parte del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di un nuovo progetto di 1600 abitazioni a Gerusalemme Est, la zona abitata dai palestinesi che stanno venendo via via espulsi.
da Forum Palestina
Donne palestinesi guidano manifestazione contro l’occupazione israeliana
Sabato si è svolta una manifestazione di donne palestinesi alle porte di Gerusalemme, al checkpoint di Qalandiya, tra la Cisgiordania e la città santa. Le donne, cantando in arabo “Gerusalemme è araba, la nostra capitale eterna”, hanno piantato una bandiera palestinese oltre il recinto di metallo che divide i territori. I soldati sono intervenuti, spingendo via le donne e lanciando gas lacrimogeni.Secondo un reporter dell’Afp, l’esercito ha lanciato gas lacrimogeno per disperdere circa 200 persone tra donne e giovani palestinesi che si erano riunite al checkpoint di Qalandiya, a nord di Gerusalemme. Quattro donne e due ragazzi sono rimasti lievemente feriti negli scontri. Un militare ha fatto sapere che sono stati effettuati 4 arresti. Le donne hanno voluto manifestare contro la decisione annunciata dal Premier israeliano di costruire 1.600 nuove unita’ abitative a Gerusalemme est.
da Forum Palestina
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mar
12
2010
Note di Giorgio Forti Rete ECO – Ebrei Contro l’Occupazione
La prima seduta del Tribunale Russell sulla Palestina ha avuto luogo a Barcelona nei giorni 1, 2 e 3 marzo 2010 (per informazioni sulla struttura ed il modo di operare del Tribunale Russell vedere il sito: http:// www.russelltribunalonpalestine.com)
Il Tribunale costituito a Barcellona ha avuto come scopo quello di esaminare in che misura l’Unione Europea ed i suoi Stati membri si siano resi complici dell’occupazione, in corso da 40 anni, dei Territori Palestinesi, e delle violazioni dei diritti del popolo palestinese commesse da Israele. Continue reading
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mar
12
2010
Una silenziosa rivoluzione per tenere i palestinesi fuori da Gerusalemme
Sfratti e piani urbanistici stanno esaurendo le prospettive per una soluzione di pace a due stati
di Rory McCarthy
da Guardian.co.uk
Nella brochure distribuita la settimana scorsa dall’ufficio del sindaco di Gerusalemme, c’erano degli schizzi accattivanti che illustravano un piano di sviluppo urbano che trasformerebbe una zona povera e sovraffollata in un parco, con ruscelli, ristoranti ed alberghi. Si faceva riferimento alla volontà di far rivivere nell’area la “gloria di una volta” e rifarne “una isola di verde” appena fuori le mura cittadine. E’ vero che alcune abitazioni avverrebbero dovuto essere abbattute ma erano state costruite illegalmente e comunque il piano doveva costituire un progresso sia per i residenti che per la città. Così si è espresso il sindaco Nir Barkat. Continue reading
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mar
12
2010
di Michele Giorgio
da Il Manifesto
Ashton, in Palestina il 17 marzo, chiede uno stop agli insediamenti Biden critica l’annuncio dei 1600 insediamenti. Voci discordanti nel governo
Uno stato palestinese «funzionale, indipendente, non frammentato». È quello che, a dar credito alle parole pronunciate ieri a Ramallah da Joe Biden, gli Stati uniti intenderebbero aiutare a realizzare in tempi stretti. Le dichiarazioni del vicepresidente Usa si scontrano con la passività che l’amministrazione Obama mostra verso le politiche di colonizzazione ed occupazione di Israele che stanno affondando la soluzione dei «due stati», come la tanta contestata ultima decisione di costruire altre 1.600 case per coloni ebrei nel settore palestinese di Gerusalemme. Continue reading
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mar
11
2010
Foto quiz: puoi individuare la prigione militare?
Relazione sulla lotta per i diritti umani in Israele e in Palestina
di Amir Terkelda
theonlydemocracy
La settimana scorsa mentre guidavo per andare alla prigione militare di Ofer, nella West Bank, per presenziare a un’udienza di Abdallah Abu Rahma di Bili’in, mi è venuto da pensare che la maggior parte della gente che è passata accanto a queste enormi pareti nel fare la spola verso Gerusalemme non si era mai resa conto di stare guidando accanto a una prigione. La qual cosa, a dire il vero non mi sorprende se si considera il paesaggio di cemento della West Bank.
Risolvi il quiz da solo e osserva come si fa: Quale di queste foto rappresenta una prigione militare nei Territori Occupati?

Qual’è le prigione militare? In alto a sinistra: Muro e torre di guardia attorno a Ramallah. In alto a destra: Muro e torre di guardia attorno a Bethelehem. In basso a destra: Muro e torre di guardia attorno a Qalqilya. In basso a sinistra: Prigione Militare di Ofer.

La Prigione Militare di Ofer si trova sull’autostrada 443 per Gerusalemme. La 443 passa attraverso la West Bank ed ha il famigerato nome di “Strada dell’Apartheid”, in quanto in suo utilizzo è vietato ai palestinesi. Sfortunatamente questa è solo una delle tante strade nella West Bank il cui percorso è riservato ai soli israeliani.

Uscendo da Gerusalemme, la strada 443 si dirige a nord-est attraverso la West Bank. I muri servono per prevenire gli attacchi sulla strada. Essi impediscono pure ai palestinesi di avere un facile accesso all’altra parte del villaggio e inoltre, penso che soprattutto questo risparmi gli israeliani dal dover vedere la nostra gente il cui territorio stiamo attraversando.

Blocco sulla strada 443. Ai palestinesi viene impedito l’accesso alla strada 443 da mucchi di detriti, come si può vedere sopra, da porte chiuse a chiave o da blocchi di cemento. La ragione è quella della sicurezza. L’esercito afferma che permettere che i palestinesi possano accedere alla strada (sulla loro terra) è un rischio per la sicurezza degli israeliani che percorrono quella strada.

La strada 443 alla periferia di Gerusalemme. Le case palestinesi sono visibili proprio al di sopra del muro dipinto.
tradotto da Mariano Mingarelli
Associazione Amicizia Italo – Palestinese
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