“Attraverso le demolizioni, la confisca delle risorse idriche, il trasferimento forzato e lo sfruttamento della forza lavoro, Israele porta avanti la propria politica di occupazione ed annessione delle terre della Valle del Giordano.”
Nurit Peled-Elhanan (Hebrew University of Jerusalem), autrice del libro di prossima pubblicazione: Palestine in Israeli School Books: Ideology and Propaganda in Education, descrive il modo in cui la Palestina e i palestinesi sono descritti nei testi scolastici israeliani. L’autrice prende in esame mappe, immagini, contenuti e linguaggio utilizzati nella redazione di questi testi scolastici, giungendo alla conclusione che questi ultimi sono funzionali alla marginalizzazione (ma anche, si potrebbe dire, alla deumanizzazione) dei palestinesi e alla legittimazione delle azioni militari israeliane. (Video in inglese)
‘Azzoun, storia di un villaggio palestinese in via di estinzione
Il villaggio di ‘Azzoun ‘Atma è la Palestina: colonie, Muro di Separazione e confisca di terreni agricoli e alberi di ulivo. Negli anni la confisca di terre per la costruzione del Muro e l’espansione degli insediamenti israeliani ha provocato un dissanguamento delle proprietà del villaggio.
di Emma Mancini
AIC, Alternative Information Center – 3 dicembre 2011
A 24 chilometri a Sud di Tulkarem, in Area C, il villaggio fa parte del distretto di Qalqilya, nel Nord della Cisgiordania. Prima del 1948 e della creazione dello Stato di Israele, ‘Azzoun si estendeva su un’area pari a 24.496 dunams (1 dunam = 1 km²). Oggi il villaggio, in cui vivono circa 2.000 palestinesi, si è ridotto a 9.130 dunam.
While attention is focused on the Palestinian Authority’s UN recognition initiative, Israel is quietly taking hugely significant steps to transfer 30,000 Palestinian Bedouin in the Naqab (Negev) desert from their ancestral lands. Continue reading
di Alexander Billet*
Electronic Intifada 29 settembre 2011
One of the first scenes of the new documentary Hip Hop is Bigger than the Occupation shows a veritable who’s who of radical underground hip hop pass through the Qalandia checkpoint into the occupied West Bank city of Ramallah.
These people aren’t lightweights by any means: among their ranks are Lowkey, Shadia Mansour and M1 of dead prez. Of course, they are forced through the menacing metal turnstiles, flanked by the Israeli military robocops, staring them down like everyone else for whom this kind of repression is a daily fact of life. Right out of the gate, one asks an obvious question: how, in the midst of all this, can hip hop be “bigger than the occupation?”
Il Ministero dell’Economia dell’Anp (Autorità nazionale palestinese) insieme all’istituto ARIJ, ha pubblicato oggi il primo studio sistematico sui costi annuali dell’occupazione israeliana sui palestinesi. Continue reading
L a commissione del patrimonio mondiale dellUNESCO ieri ha deciso di richiamare Israele per fermare tutti gli scavi archelogiche nell’old City di Gerusalemme ….
A: La Regione Lombardia, la Provincia e il Comune di Milano
Siamo dalla parte dei palestinesi.
A chi rifiuta la guerra, sempre e comunque. A chi non accetta che nel 2011 ancora sopravvivano regimi di apartheid. A chi pensa che ogni persona ed ogni popolo abbia il diritto di autodeterminarsi, senza dover sottostare alla volontà e ai permessi (cinicamente poi sempre negati) di un altro governo. Continue reading
Lo rivela il quotidiano Haaretz. Dal 1967 al 1994, senza alcun preavviso e con criteri mai rivelati apertamente, Israele ha annullato il diritto a vivere nella loro terra ad un numero tanto elevato di palestinesi della Cisgiordania.
Gerusalemme, 11 maggio 2011, Nena News
Tra il 1967 e il 1994 Israele ha usato criteri non resi pubblici per annullare lo status di residente in Cisgiordania (territorio che ha occupato militarmente nel 1967 assieme a Gaza e Gerusalemme Est), a circa 140mila palestinesi. Lo rivela il quotidiano israeliano Haaretz riferendo le ammissioni fatte dal consigliere legale dell’ufficio del ministero della giustizia israeliano responsabile per la Samaria e la Giudea (i nomi biblici con i quali gli occupanti israeliani definiscono la Cisgiordania palestinese), al Centro per la Difesa dei Diritti dell’Individuo.
«Israele vuole la pace. Io voglio la pace», ha proclamato ieri Benjamin Netanyahu al termine dell’incontro a Washington con il presidente Usa Barack Obama. E il premier israeliano ha aggiunto di essere pronto a lavorare con l’Amministrazione americana per raggiungere un accordo con i palestinesi. Continue reading
Electronic Intifada ha prodotto una mappa interattiva che consente di avere informazioni su alcune delle oltre 400 città, paesi, villaggi palestinesi sfollati e distrutti durante la Nakba – la pulizia etnica della Palestina – effettuata dai sionisti e poi dalle forze israeliane dalla fine del 1947 al 1948.
Le date e le immagini sono del sito web Palestine Remembered, che utilizza molto della ricerca di base di Walid Khalidi riportata nel libro All That Remains: The Palestinian Villages Occupied and Depopulated by Israel in 1948. Molti hanno contribuito a Palestine Remebered con racconti, immagini e scoperte personali.
Electronic Intifada riconosce il lavoro su Palestine Remebered ed ha il piacere di presentarlo e incrementare l’accesso a questi dati importanti proponendoli in una nuova forma.
Come usare la mappa interattiva:
Cliccando su un punto si apre una finestra che mostra informazioni su tale posizione in Palestina;
Si può fare zoom in una zona tenendo premuto il tasto “shift” e individuando un quadrato con il mouse o con il trackpad, oppure utilizzando i pulsanti sul bordo sinistro della mappa;
Facendo clic sul segno “+” nella scheda blu nell’angolo in alto a destra della mappa per accedere a più strati di dati, come i posti costruiti da Israele, i villaggi della West Bank, e le comunità dei palestinesi che vivono ancora in quello che oggi è Israele;
Visualizza la mappa nella finestra stessa del browser:
Alla prima conferenza congiunta israelo-palestinese sabato ad Hebron e’ stata è definita una strategia comune tra chi nello Stato ebraico e nei Territori occupati si batte per una soluzione giusta e contro la normalizzazione.
di Chiara Consoli*
Hebron, 08 maggio 2011, Nena News
“La resistenza palestinese ha trovato un nuovo strumento di lotta: l’unione tra i movimenti sociali palestinesi e israeliani. A dimostrazione che il rapporto tra Israele e Palestina non si ferma al conflitto militare e alla normalizzazione dell’occupazione. Esiste un terzo rapporto, quello tra i movimenti popolari impegnati nella liberazione del popolo palestinese”. Le parole commosse di Mikado (l’intellettuale e attivista Michel Warschawski) aprono le menti degli oltre 200 partecipanti alla prima conferenza congiunta israelo-palestinese. Hebron, la città occupata, fa da storico palcoscenico al meeting organizzato sabato dall’Alternative Information Center e da Tarabut, “A Joint Struggle for an End to the Occupation and Racism”. Tra il pubblico, israeliani mai venuti ad Hebron e militanti palestinesi, giovani internazionali e leader storici.
PARIGI – Siamo appena tornati da una settimana in Israele e Palestina. Noi organizziamo un festival di musica da camera nel sud-ovest della Francia e siamo interessati a portare studenti israeliani e palestinesi al nostro master classes. Non abbiamo avuto problemi a raggiungere Ramallah da Gerusalemme con i mezzi pubblici. Ma abbiamo avuto problemi durante il nostro viaggio di ritorno. Abbiamo raggiunto il checkpoint di Kalandia tra Ramallah e Gerusalemme venerdì 11 marzo alle 9,30 del mattino. Abbiamo scelto di scendere dal bus con tutti gli altri anche se, come stranieri, potevamo rimanere su. Continue reading
Alle commemorazioni “ufficiali” organizzate sia dall’Anp in Cisgiordania che da Hamas a Gaza, si sono unite quelle di gruppi di studenti e attivisti che hanno voluto ricordare il Giorno della Terra ribadendo le proprie rivendicazioni ai dirigenti politici palestinesi.
di Doud Al Ahmar
Ramallah, 30 marzo 2011, Nena News
La manifestazione per il “Giorno della terra”, che si svolge da oltre trent’anni sia nei Territori Occupati che in Israele, si è celebrata oggi in un clima piuttosto strano ad ha avuto conseguenze quanto mai paradossali. Continue reading
Un sondaggio condotto in Europa rivela una crescente frattura tra i governi e le popolazioni riguardo alle posizioni da tenere nei confronti di Israele – scrive l’analista Daud Abdullah*
Non ha mai disputato una partita ufficiale in casa: mercoledì crolla un muro. Al-Talele è il ct dell’Olimpica: «I miei dovranno ispirarsi a Pirlo e Gattuso»