mar
29
2010
“Questa volta siamo andati troppo in là”
di Norman Finkelstein*
Lo sdegno dell’opinione pubblica suscitato dall’invasione di Gaza non è arrivato inaspettato, piuttosto ha segnato il nadir, il punto più basso di una curva che rappresenta il costante declino dell’appoggio ad Israele. Come suggerito dai dati di inchieste condotte da Statunitensi ed Europei, sia Gentili che Ebrei, negli ultimi dieci anni la pubblica opinione è diventata sempre più critica nei confronti della politica di Israele. Le immagini orrende di morte e di distruzione diffuse in tutto il mondo durante e dopo l’invasione hanno accelerato questo sviluppo di criticità.
Un anno dopo, il britannico Financial Times in un suo editoriale recitava: “Il ripetersi sempre più pesante e la brutalità della guerra in questa regione instabile ha spostato l’opinione pubblica internazionale, rammentando ad Israele di non essere sopra alla legge. Israele non può più a lungo dettare i termini della discussione e del confronto.” Continue reading
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feb
1
2010
“L’impunità non rende legittimi i crimini, ma solo più insopportabili.”
di Cinzia Nachira 29/01/2010
La necessità di istituire una giornata internazionale della memoria, il 27 gennaio, perché i cittadini europei siano obbligati a “ricordare” si traduce ormai in una ritualizzazione collettiva intorno alla pagina più oscura del XX secolo: lo sterminio pianificato di milioni di persone, tra cui sei milioni di ebrei europei, circa ottocentomila zingari, migliaia di omosessuali, disabili e oppositori politici al nazismo. Questo rito catartico che ogni anno si rinnova, però è usato sapientemente per non parlare effettivamente delle dinamiche che una tale mostruosità hanno permesso, ma per rinnovare un momento espiativo.
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gen
29
2010
di Juan Miguel Muñoz da Tel Aviv per El Pais
Idith Zertal critica l’impiego dello sterminio nella giustificazione della politica di Israele
Idith Zertal – da quasi cinque anni professore di Storia e Filosofia politica all’Università di Basilea e nata 66 anni fa nel kibbutz di Ein Shemer – è entusiasta. Finalmente, Le origini del totalitarismo, l’opera maestra di Hannah Arendt, è stata tradotta in ebraico. “Il lavoro della Arendt è stato fatto passare sotto silenzio durante gli ultimi 60 anni. E stata una dura lotta introdurlo in Israele”. Non è però meno entusiasta dell’edizione spagnola del suo saggio La nación y la muerte. La Shoah en el discurso y la política de Israel [“Israele e la Shoah. La nazione e il culto della tragedia", Einaudi. NdT], pubblicazione quanto mai tempestiva visto che oggi si celebra il Giorno della Memoria.
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gen
29
2010
di Michele Giorgio
Nel Giorno della memoria, il governo Netanyahu contro l’indagine Onu che accusa Israele (e Hamas) di crimini contro i civili a Gaza
Lo hanno annunciato i media israeliani. Oggi il capo dello stato Shimon Peres dalla Germania, il premier Benyamin Netanyahu dalla Polonia, il ministro degli esteri Avigdor Lieberman dall’Ungheria e il ministro dell’ informazione Yuli Edelstein dagli Stati Uniti, pronunceranno una condanna durissima e senza appello del giudice sudafricano Richard Goldstone e del suo rapporto sull’offensiva «Piombo fuso» contro Gaza, approvato nei mesi scorsi dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu. La data non è casuale. L’attacco a Goldstone avviene proprio nella Giornata Internazionale della Memoria, in cui si commemorano milioni di ebrei sterminati dai nazisti. E’, di fatto, una «punizione» esemplare per il giudice dell’Onu che ha accusato Israele (ma anche il movimento islamico Hamas) di aver compiuto «crimini di guerra» durante l’offensiva di un anno fa a Gaza (circa 1.400 palestinesi uccisi, tra cui centinaia di civili).
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