ott 13 2011

Prigionieri palestinesi: lettera da inviare al primo ministro Netanyahu

Appello di Addameer, organizzazione palestinese per i diritti dei prigionieri

Riportiamo la lettera che l’associazione palestinese per la difesa dei detenuti nelle carceri israeliane chiede di inviare al primo ministro israeliano Netanyahu e alle ambasciate israeliane dei propri Paesi. L’obiettivo è fare pressione sulle autorità d’Israele affinché migliorino le condizioni di vita nelle carceri.

Vedi su Alternative Information Center

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ott 13 2011

Tribunali militari israeliani: anche i palestinesi maggiorenni a 18 anni

Palestinesi maggiorenni a 18 anni. Dopo anni di violazioni, l’esercito israeliano ha emesso un’ordinanza che sposta l’età per poter giudicare un minore in un tribunale militare da 15 a 18 anni. La nuova legislazione sarà valida in Giudea e Samaria, ovvero in Cisgiordania.

di Emma Mancini, Alternative Information Center (AIC) del 5 ottobre 2011
Come ha spiegato un portavoce dell’IDF, da lunedì 3 ottobre i tribunali militari considereranno “minori” tutti coloro che non avranno raggiunto i 18 anni di età. Un importante vittoria per le tante organizzazioni israeliane, palestinesi e internazionali che da anni si battono per il riconoscimento di un diritto basilare dei bambini residenti in Cisgiordania. E che potrebbe segnare un significativo cambiamento nel trattamento dei minori palestinesi, vittime della precedente normativa che discriminava palesemente i palestinesi dagli israeliani: nello Stato di Israele minore è sempre stato considerato chi non ha raggiunto i 18 anni di età.
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ott 13 2011

Il significato dello scambio di prigionieri

In cambio del soldato israeliano ventiquattrenne Ghilad Shalit, verranno rilasciati più di mille prigionieri palestinesi. Una vittoria per Hamas, ma soprattutto per il governo Netanyahu

di Giorgia Grifoni

Betlemme (Cisgiordania), 12 ottobre 2011, Nena News
“Un risultato nazionale”. Così il leader di Hamas Khaled Meshaal ha descritto lo storico accordo che il movimento per la resistenza islamica ha raggiunto con il governo Netanyahu: un israeliano per 1027 palestinesi. Sembrerà paradossale, ma è questo il valore dato ai prigionieri palestinesi. Come nel 1985, quando un migliaio di detenuti, tra cui il fondatore di Hamas -lo sceicco Ahmed Yassin, vennero liberati in cambio di tre soldati israeliani catturati dal Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Non va meglio per i libanesi: 199 prigionieri morti e 5 vivi vennero rilasciati nel 2008 a Naqura contro le salme dei due militari israeliani rapiti da Hezbollah nel 2006.

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ott 12 2011

Accordo tra Hamas e Israele per la liberazione di 1027 prigionieri palestinesi in cambio di Shalit

Dopo due settimane di sciopero della fame dei prigionieri palestinesi, pare ci sia un accordo tra Hamas e Israele che porterà alla liberazione di 1027 prigionieri palestinesi in due momenti, 450 entro una settimana e 550 in due mesi. Si darà la precedenza ai prigionieri detenuti nelle carceri da più di 20 anni. Pare che dell’accordo di scambio non facciano parte Ahmad Sa’dat e Marwan Barghouti. Hamas libererà Shalit.

Hamas hails Palestinian prisoners deal

Khaled Meshaal says 1,027 prisoners to be released in exchange for Israeli soldier Gilad Shalit in Egypt-brokered deal.

da Al Jazeera dell’11 ottobre 2011

Khaled Meshaal, the leader of Hamas, has said that more than 1,000 Palestinian prisoners in Israeli prisons will be released in exchange for the captured Israeli soldier Gilad Shalit.

Hamas reached a deal with Israel on Tuesday for the release 1,027 prisoners in exchange for Shalit, who was captured in 2006 and has since been held in the Gaza Strip, Meshaal said in a televised address.

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ott 12 2011

Aumenta la protesta dei prigionieri e il sostegno dall’esterno. Gravi le condizioni di Ahmad Sa’adat

Prigionieri palestinesi: a rischio la salute di Ahmad Sa’dat

Nel quindicesimo giorno di protesta, 420 nuovi prigionieri si sono uniti allo sciopero della fame. Tra strategie da adottare e solidarietà, è allarme per lo stato di salute di Ahmad Sa’dat, segretario del Fronte popolare per la liberazione della Palestina in isolamento dal 2009

Di GIORGIA GRIFONI, Betlemme (Cisgiordania), 11 ottobre 2011, Nena News
La protesta non si fermerà fino a quando i carcerati non avranno raggiunto tutti gli obiettivi che si sono prefissi due settimane fa. E’ quanto ha riportato oggi il quotidiano al-Ayyam, citando anche una dichiarazione del ministro palestinese per gli affari dei prigionieri, Issa Qaraqei secondo cui 420 detenuti della prigione di Gilbou si sarebbero uniti allo sciopero della fame iniziato il 27 settembre scorso. Continue reading

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ott 10 2011

I prigionieri palestinesi in sciopero della fame dal 27 settembre

CARCERI ISRAELIANE: CRESCE IL NUMERO DEI PRIGIONIERI PALESTINESI IN SCIOPERO DELLA FAME

Le autorità e la stampa israeliane minimizzano. In realtà la campagna di disobbedienza civile portata avanti dai detenuti palestinesi si è estesa a molte carceri israeliane. Da oggi in sciopero anche gli ex carcerati, in segno di solidarietà.

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mag 23 2011

Barghouti: futuro premier ANP deve avere consenso popolo

In un’intervista al quotidiano egiziano al Ahram, il «comandante dell’Intifada» in carcere dal 2002 in Israele, esorta il futuro esecutivo Fatah-Hamas a fondare il suo programma sul documento elaborato dai prigionieri politici palestinesi.

Roma, 19 maggio 2011, Nena News
In un’intervista pubblicata ieri dal quotidiano egiziano al Ahram, il segretario generale di Fatah in Cisgiordania Marwan Barghouti (in carcere in Israele dal 2002), conosciuto come il «comandante dell’Intifada», esprime soddisfazione per la riconciliazione tra Fatah e Hamas e sollecita la nomina di un premier palestinese che abbia la piena fiducia e il consenso dell’intera popolazione.
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mag 20 2011

Il compagno Sa’adat è stato condannato ad ulteriori sei mesi di isolamento

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha condannato l’azione della corte d’occupazione del 3 maggio 2011 che ha esteso l’isolamento del Segretario Generale del PFLP Ahmad Sa’adat. L’udienza nella prigione di Beersheba, a cui il Compagno Sa’adat ha rifiutato di partecipare dato che era basata su prove segrete, ha emanato un ordine di isolamento che durerà fino al 3 novembre 2011. Questa azione, che arriva in spregio a numerosi appelli palestinesi, arabi e internazionali che chiedevano la fine dell’uso dell’isolamento e del confinamento solitario contro prigionieri palestinesi e si fa beffe degli standard della legge internazionale, indica chiaramente che le forze d’occupazione israeliane stanno usando l’arma dell’isolamento contro il
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mag 19 2011

Il compagno Sa’adat esprime la speranza per una nuova era di democrazia e unità palestinese

Il compagno Ahmad Sa’adat, segretario generale del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina, ha dichiarato in un comunicato stampa del 6 maggio 2011, dalla sua cella in isolamento nelle prigioni dell’occupante, che spera che la firma di un accordo di riconciliazione tra Fateh e Hamas porti ad un accordo più generale tra tutte le fazioni e le forze sociali e politiche per voltare pagina una volta per sempre sulle divisioni e sulla mancanza di democrazia.
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mag 10 2011

Fatah – Hamas, si lavora al rilascio dei detenuti politici

E’ uno degli aspetti più delicati della riconciliazione. Le due parti infatti affermavano di detenere solo criminali. Presto Abu Mazen e Khaled Mashaal andranno a Gaza.

Fatah e Hamas stanno lavorando alla liberazione dei prigionieri politici che si trovano in carcere, rispettivamente in Cisgiordania e a Gaza. Si tratta di uno degli aspetti più delicati della riconciliazione che i due principali movimenti politici palestinesi hanno raggiunto con un accordo firmato lo scorso 4 maggio al Cairo. Le due parti infatti hanno sempre affermato di non aver mai incarcerato persone per motivi politici ma soltanto «criminali» che avevano violato la legge.
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mag 1 2011

Arrestato Ahmed Qatamesh

IMPORTANTISSIMO!!!

Il Dr Ahmad Qatamesh (scrittore, attivista, e academico) è stato arrestato da Israele 21 Aprile. Qui sotto la lettera inviata da Omar Barghouthi. per favore, fate circolare e fate pressione per il suo immediato rilascio!

Il dott. Ahmed Qatamesh, eminente e rispettato scrittore palestinese, nonché docente universitario e difensore dei diritti umani.
Un ingente numero di unità israeliane lo ha arrestato nelle prime ore del mattino di giovedì 21 aprile, dopo aver preso in ostaggio sua moglie Suha Barghouti e la loro figlia di 22 anni, assieme ad altre due donne della famiglia.

Le autorità israeliane di occupazione lo tengono detenuto nel centro detentivo di Ofer, senza alcuna accusa. Gli hanno detto che emetteranno un’ordinanza di “detenzione amministrativa” contro di lui, mostrando chiaramente di averlo arrestato per i suoi scritti e le sue opinioni politiche. Le organizzazioni per i diritti umani hanno fermamente condannato come affronto alla giustizia la cosiddetta detenzione amministrativa”, dal momento che il detenuto non viene formalmente accusato di alcunché e non gli viene data la possibilità di difendersi o di aver accesso alle accuse mossegli.

Vi prego di far circolare la notizia nelle varie reti di attivisti e di difesa dei diritti umani, chiedendo a tutti di far pressione su Israele affinché venga rilasciato, lui e tutti gli altri prigionieri di coscienza palestinesi.

Saluti,
Omar Barghouti

Ahmed Qatamesh è l’autore di:
NON METTERÒ IL VOSTRO CAPPELLO   Diario dalle stanze di interrogatorio israeliane
Ahmed Qatamesh – Edizioni della battaglia – Palermo – 1998 (purtroppo fuori produzione ora)
Toccante testimonianza di Ahmed Qatamesh (personaggio di spicco del FPLP) che è il prigioniero palestinese rimasto più lungo in stato di detenzione amministrativa nelle carceri dell’occupazione israeliane. Come lui, si trovano incarcerati a tempo indeterminato migliaia di palestinesi: prigionieri politici senza che siano mai mosse loro delle accuse precise e senza alcun processo.

Altri riferimenti su AIC (alternative Information Center)

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apr 4 2011

“Le prigioniere politiche palestinesi costrette a partorire ammanettate”

Intervista a Fabrizia Falcione

Vienna – Ips. Negare rappresentanza legale e cure mediche alle prigioniere palestinesi detenute in Israele è realtà ricorrente. Esse sono detenute in condizioni squallide e vengono lasciate in celle infestate anche da ratti.
L’intervista che segue è stata rilasciata a Ips da Fabrizia Falcione, dirigente dei progetti di Unifem, agenzia Onu per i diritti delle donne. Dalla conversazione emergono dettagli raccapriccianti sulle violazioni della legislazione internazionale umanitaria, ai danni dei prigionieri politici palestinesi, tra i quali anche donne e bambini. Continue reading

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mar 30 2011

Centinaia di prigionieri in sciopero della fame contro le politiche disumane di Israele

Sono centinaia i prigionieri palestinesi che oggi iniziano uno sciopero della fame contro le politiche disumane adottate nei loro confronti dalle autorità carcerarie israeliane.
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mar 9 2011

8 marzo. Palestina: Libertà per le prigioniere politiche

Appello della ONG palestinese Addameer: 36 donne rimangono ancora rinchiuse nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani, vittime di abusi fisici, verbali e psicologici. Alcune di loro usate in modo strumentale per arrestare mariti, figli, fratelli.

Ramallah, 08 Marzo 2011, Nena News

Secondo i dati diffusi da Addameer, la ONG palestinese nata nel 1992 a sostegno delle migliaia di detenuti palestinesi, circa 10.000 donne palestinesi sono state arrestate e detenute dal 1967 ad oggi, sottoposte ad ordini militari, applicati da Israele ai palestinesi che vivono nella Cisgiordania occupata. Continue reading

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mar 6 2011

Medici e tortura. Il caso di Israele

Nonostante il divieto internazionale, la tortura e i trattamenti crudeli, disumani e degradanti sono largamente praticati in gran parte del mondo in nome della difesa dello Stato

di Valentina Spada e Ilaria Camplone*

Uno studio, contenuto in una tesi di laurea in medicina presso il Centro di Salute Internazionale (CSI) [1] dell’Università di Bologna, ha preso in considerazione il caso di Israele e il Territorio Palestinese Occupato. Continue reading

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ott 7 2010

Liberate Ahmad Sa’adat! Agite contro l’isolamento dei prigionieri palestinesi!

Giorni per azioni a livello internazionale

OTTOBRE 5-15, 2010

http://www.israeli-occupation.org/2010-09-07/take-action-against-isolation-free-ahmad-saadat/

http://freeahmadsaadat.org/

E’ prevista una nuova udienza per il leader politico palestinese Ahmad Sa’adat a metà ottobre. Sarà l’occasione di protestare contro il suo isolamento e contro quello di tutti i prigionieri politici palestinesi. Scrivete lettere di protesta ed organizzate azioni di protesta nel periodo che va dal 5 al 15 ottobre 2010 in sostegno dei prigionieri politici palestinesi e della loro lotta per la libertà, richiedete la fine del loro isolamento!

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mag 9 2010

L’OLP chiede sostegno per i prigionieri politici

Roma, 01 maggio 2010 (Nena-News)

L’ Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) chiede attenzione sulla situazione dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane e si rivolge agli “attivisti e ai sostenitori della libertà in tutto il mondo” perché siano fatte pressioni per un miglioramento delle condizioni di detenzione. Continue reading

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apr 22 2010

Giornata del Prigioniero. Dal ’67 a oggi, 750 mila palestinesi arrestati da Israele

di ‘Abd el-Ghani ash-Shami

Un nuovo rapporto pubblicato dall’ex prigioniero e ricercatore specializzato sulle questioni dei detenuti palestinesi ‘Abd al-Naser Farwana spiega che gli occupanti israeliani, dal 1967, hanno arrestato circa 750.000 palestinesi di ogni parte della Palestina, tra cui circa 12.000 donne e decine di migliaia di ragazzini.
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apr 19 2010

17 aprile: Giornata dei prigionieri palestinesi

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mar 11 2010

Israele: la sola democrazia del Medio Oriente?

Foto quiz: puoi individuare la prigione militare?

Relazione sulla lotta per i diritti umani in Israele e in Palestina

di Amir Terkelda
theonlydemocracy

La settimana scorsa mentre guidavo per andare alla prigione militare di Ofer, nella West Bank, per presenziare a un’udienza di Abdallah Abu Rahma di Bili’in, mi è venuto da pensare che la maggior parte della gente che  è passata accanto a queste enormi pareti nel fare la spola verso Gerusalemme non si era mai resa conto di stare guidando accanto a una prigione. La qual cosa, a dire il vero non mi sorprende se si considera il paesaggio di cemento della West Bank.

Risolvi il quiz da solo e osserva come si fa: Quale di queste foto rappresenta una prigione militare nei Territori Occupati?

Qual’è le prigione militare? In alto a sinistra: Muro e torre di guardia attorno a Ramallah. In alto a destra: Muro e torre di guardia attorno a Bethelehem. In basso a destra: Muro e torre di guardia attorno a Qalqilya. In basso a sinistra: Prigione Militare di Ofer.

La Prigione Militare di Ofer  si trova sull’autostrada 443 per Gerusalemme. La 443 passa attraverso la West Bank ed ha il famigerato nome di “Strada dell’Apartheid”, in quanto in suo utilizzo è vietato ai palestinesi. Sfortunatamente questa è solo una delle tante strade nella West Bank il cui percorso è riservato ai soli israeliani.

Uscendo da Gerusalemme, la strada 443 si dirige a nord-est attraverso la West Bank. I muri servono per prevenire gli attacchi sulla strada. Essi impediscono pure ai palestinesi di avere un facile accesso all’altra parte del villaggio e inoltre, penso che soprattutto questo risparmi gli israeliani dal dover vedere  la nostra gente il cui territorio stiamo attraversando.

Blocco sulla strada 443. Ai palestinesi viene impedito l’accesso alla strada 443 da mucchi di detriti, come si può vedere sopra, da porte chiuse a chiave o da blocchi di cemento. La ragione è quella della sicurezza. L’esercito afferma che permettere che i palestinesi possano accedere alla strada (sulla loro terra) è un rischio per la sicurezza degli israeliani che percorrono quella strada.

La strada 443 alla periferia di Gerusalemme. Le case palestinesi sono visibili proprio al di sopra del muro dipinto.

tradotto da Mariano Mingarelli
Associazione Amicizia Italo – Palestinese

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