La vergognosa inversione ad U di Goldstone
Ilan Pappe*, The Electronic Intifada, 4 aprile 2011
“Se avessi saputo allora quello che so adesso, il rapporto Goldstone sarebbe stato un documento diverso”. Così si apre il tanto discusso articolo del giudice Richard Goldstone in The Washington Post. Ho la netta sensazione che l’editore potrebbe avere manomesso il testo e che nella frase originale si sarebbe dovuto leggere qualcosa tipo: “Se avessi saputo allora che la relazione mi avrebbe trasformato in un Ebreo che odia se stesso agli occhi della mia amata Israele e della mia comunità ebraica in Sud Africa, il rapporto Goldstone non sarebbe mai stato scritto”. E se questa non era la frase originale, è certamente il sottotesto dell’ articolo di Goldstone.
Quali conseguenze dopo la retromarcia di Goldstone
Nonostante gli sforzi di Netanyahu e l’intensa campagna mediatica, Israele non riuscirà a far annullare in toto il Rapporto Goldstone; le conseguenze delle dichiarazioni del giudice africano sono però gravissime: riducono la possibilità di indagini internazionali. E aprono la strada all’impunità di politici e ufficiali che si sono macchiati di crimini di guerra.
Israele canta vittoria dopo la retromarcia di Goldstone
Il giudice che indagò su “Piombo fuso” ha scritto sul Washington Post di aver erroneamente riportato l’uccisione intenzionale di civili palestinesi da parte di Israele. La sua marcia indietro potrebbe dare luce verde a nuove offensive militari contro Gaza.
Nuove colonie, è scontro
di Michele Giorgio
da Il Manifesto
Ashton, in Palestina il 17 marzo, chiede uno stop agli insediamenti Biden critica l’annuncio dei 1600 insediamenti. Voci discordanti nel governo
Uno stato palestinese «funzionale, indipendente, non frammentato». È quello che, a dar credito alle parole pronunciate ieri a Ramallah da Joe Biden, gli Stati uniti intenderebbero aiutare a realizzare in tempi stretti. Le dichiarazioni del vicepresidente Usa si scontrano con la passività che l’amministrazione Obama mostra verso le politiche di colonizzazione ed occupazione di Israele che stanno affondando la soluzione dei «due stati», come la tanta contestata ultima decisione di costruire altre 1.600 case per coloni ebrei nel settore palestinese di Gerusalemme. Continue reading
Intervista a Gideon Levy
«Come parlare di pace e costruire colonie?» Israele non è una democrazia. Salvo che per gli Ebrei !
Gideon Levy, 22.12.2010 Fonte: L’Humanité – Colloquio con Gideon Lévy di Françoise Germain-Robin
Hanno aiutato Goldstone, fermiamo quei traditori
di Michele Giorgio
Caccia alle streghe contro le associazioni umanitarie che hanno collaborato alle indagini sui massacri a Gaza
Buona parte della stampa lo denuncia con allarme, la Knesset ne dibatte per ore: un nuovo insidioso nemico minaccia gli israeliani e le fondamenta dello Stato ebraico. È il New Israel Fund (Nif), un fondo presieduto dall’ex parlamentare del «Meretz», Naomi Chazan, che finanzia, con donazioni provenienti dall’estero, decine di ong israeliane attive nella tutela dei diritti umani e nella promozione della democrazia e dell’uguaglianza sociale ed economica, senza differenze tra cittadini ebrei e arabi. Dopo aver operato per oltre 30 anni senza problemi, il Nif si ritrova accusato di «tradimento» per aver svolto attività «a favore del nemico», ossia il giudice ebreo sudafricano Richard Goldstone che ha guidato l’inchiesta dell’Onu sull’offensiva israeliana «Piombo fuso» dello scorso anno a Gaza, in cui sono stati uccisi 1.400 palestinesi.
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Appello ebraico di EJJP
Appello ebraico al Consiglio di Sicurezza in sostegno del report di Goldstone
Il 27 dicembre 2008, Israele ha invaso la Striscia di Gaza, già bloccata e alla fame. L’operazione Piombo Fuso, terminata il 18 gennaio 2009, ha causato distruzioni massive ed un massacro di 1.400 persone, 313 dei quali bambini e ragazzi.
Inchiesta Goldstone
Israele consegna la sua risposta
Israele ha presentato ieri all’Onu un controrapporto di 40 pagine in risposta alle accuse di «crimini di guerra» commessi a Gaza un anno fa contenute nel documento stilato nei mesi scorsi dalla commissione guidata dal magistrato sudafricano Richard Goldstone sull’offensiva militare Piombo fuso (1.400 palestinesi uccisi tra i quali centinaia di civili). Il testo, elaborato dalle stesse forze armate israeliane e non da una commissione indipendente come aveva richiesto Goldstone, contesta con documenti e foto il lavoro svolto dal magistrato sudafricano e nega qualsiasi episodio di fuoco deliberato sui civili palestinesi.
Breve da Il Manifesto del 30/01/2010
vedi anche articolo precedente
Per una sintesi del Rapporto Goldstone vedi Forum Palestina
Israele. Rapporto dell’Onu e non solo: accuse anche alla Turchia
di Michele Giorgio
«L’era del prostrarsi davanti a tutti è finita», aveva proclamato, perentorio, il ministro degli esteri e leader dell’estrema destra, Avigdor Lieberman annunciando nelle scorse settimane a 150 ambasciatori riuniti a Gerusalemme le linee della «nuova diplomazia» israeliana. Una dimostrazione della «svolta» si è avuta ieri con le dure critiche al rapporto del giudice dell’Onu, Richard Goldstone, sull’offensiva «Piombo fuso» di un anno fa a Gaza, lanciate dai leader israeliani da diverse capitali in occasione della giornata internazionale della Memoria. Un attacco che proseguirà oggi al Palazzo di Vetro, dove Israele presenterà i risultati di una sua inchiesta su «Piombo fuso» volta a confutare le accuse di «crimini di guerra» allo stato ebraico formulate da Goldstone.
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Il rapporto Goldstone «incoraggia l’antisemitismo». L’offensiva di Tel Aviv
di Michele Giorgio
Nel Giorno della memoria, il governo Netanyahu contro l’indagine Onu che accusa Israele (e Hamas) di crimini contro i civili a Gaza
Lo hanno annunciato i media israeliani. Oggi il capo dello stato Shimon Peres dalla Germania, il premier Benyamin Netanyahu dalla Polonia, il ministro degli esteri Avigdor Lieberman dall’Ungheria e il ministro dell’ informazione Yuli Edelstein dagli Stati Uniti, pronunceranno una condanna durissima e senza appello del giudice sudafricano Richard Goldstone e del suo rapporto sull’offensiva «Piombo fuso» contro Gaza, approvato nei mesi scorsi dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu. La data non è casuale. L’attacco a Goldstone avviene proprio nella Giornata Internazionale della Memoria, in cui si commemorano milioni di ebrei sterminati dai nazisti. E’, di fatto, una «punizione» esemplare per il giudice dell’Onu che ha accusato Israele (ma anche il movimento islamico Hamas) di aver compiuto «crimini di guerra» durante l’offensiva di un anno fa a Gaza (circa 1.400 palestinesi uccisi, tra cui centinaia di civili).





