Sono cresciuto come un ebreo ortodosso e un sionista. Su una mensola in cucina c’era una scatola di latta per il Fondo nazionale ebraico, dentro la quale mettevamo le monete per aiutare i pionieri a costruire una presenza ebraica in Palestina. Continue reading
I muri di Roma dicono: Netanyahu persona non gradita!
Migliaia di manifesti sono comparsi sui muri e nelle strade della capitale in occasione della visita a Roma del premier israeliano
I muri di Roma dicono: Netanyahu persona non gradita!
Migliaia di manifesti sono comparsi nella capitale in occasione della visita a Roma del premier israeliano
“Il Presidente israeliano Netanyahu non è persona gradita in Italia. Nessuna complicità con il terrorismo di Stato israeliano”. Questo il messaggio che migliaia di manifesti hanno fatto trovare all’alba di oggi da tanti muri e strade della capitale in occasione della visita in Italia del premier israeliano. Da Circo Massimo, viale Aventino, Terme di Caracalla, stazione Termini, San Lorenzo, Università La Sapienza, via Casilina, via Prenestina, via Tiburtina, i manifesti, firmati da Forum Palestina, Comitato con la Palestina nel cuore, Freedom Flotilla 2 Italia, hanno invocato ancora una volta “pace, terra, libertà per il popolo palestinese” e ricordato l’appuntamento di sabato 18 giugno a Milano per il corteo nazionale contro la kermesse “Israele che non ti aspetti” che le associazioni di solidarietà con la Palestina definiscono provocatoriamente “l’occupazione sionista del Duomo di Milano”. [MP] http://www.forumpalestina.org/news/2011/Giugno11/13-06-11MuriRoma.htm http://www.forumpalestina.org/news/2011/Giugno11/13-06-11MuriRomaManifesti.htm
Mentre i mass media internazionali parlano oggi dello scandalo delle frase provocatorie di Lars Von Trier, uno storico sionista nonchè giornalista del Time, del Guardian e del giornale ebraico Jewish Chronicle, si dichiara felice per la morte di Vittorio Arrigoni,in quanto pacifista e antisionista.
Qui di seguito l’intervista a Geoffrey Alderman pubblicata da Vanity Fair
LONDRA – L’editoriale scandalo di Geoffrey Alderman, storico di Oxford e collaboratore del Times: «Arrigoni era un anti-sionista. Neanche l’uccisione di Osama mi ha dato più soddisfazione» Continue reading
Electronic Intifada ha prodotto una mappa interattiva che consente di avere informazioni su alcune delle oltre 400 città, paesi, villaggi palestinesi sfollati e distrutti durante la Nakba – la pulizia etnica della Palestina – effettuata dai sionisti e poi dalle forze israeliane dalla fine del 1947 al 1948.
Le date e le immagini sono del sito web Palestine Remembered, che utilizza molto della ricerca di base di Walid Khalidi riportata nel libro All That Remains: The Palestinian Villages Occupied and Depopulated by Israel in 1948. Molti hanno contribuito a Palestine Remebered con racconti, immagini e scoperte personali.
Electronic Intifada riconosce il lavoro su Palestine Remebered ed ha il piacere di presentarlo e incrementare l’accesso a questi dati importanti proponendoli in una nuova forma.
Come usare la mappa interattiva:
Cliccando su un punto si apre una finestra che mostra informazioni su tale posizione in Palestina;
Si può fare zoom in una zona tenendo premuto il tasto “shift” e individuando un quadrato con il mouse o con il trackpad, oppure utilizzando i pulsanti sul bordo sinistro della mappa;
Facendo clic sul segno “+” nella scheda blu nell’angolo in alto a destra della mappa per accedere a più strati di dati, come i posti costruiti da Israele, i villaggi della West Bank, e le comunità dei palestinesi che vivono ancora in quello che oggi è Israele;
Visualizza la mappa nella finestra stessa del browser:
Nichi Vendola ha una caratteristica predominante: il tempismo. A poco più di 15 giorni dall’assassinio di Vittorio Arrigoni non si è chiesto se fosse o meno il caso di incontrare l’ambasciatore israeliano Meir. Non si è nemmeno posta la stessa domanda riguardo ai grandi cambiamenti che sono in corso in Medio Oriente e nel Maghreb.
Avrebbe dovuto tenere conto del fatto che l’Egitto del post-Mubarak ha annunciato la riapertura totale del valico di Rafah di fatto annullando l’efficacia dell’assedio cui la popolazione civile della Striscia di Gaza è sottoposta fin dal 2006 per volontà di Israele e della cosiddetta “comunità internazionale”. Inoltre avrebbe fatto bene a ricordare che Fatah e Hamas dopo quattro anni di divisione geografica e politica (entrambe conseguenze dirette della politica israeliana) il 27 aprile hanno raggiunto un’intesa per superare la divisione politica. Continue reading
I comitati di solidarietà con la Palestina e la comunità palestinese di Puglia e Basilicata a proposito delle dichiarazioni del presidente Vendola su Israele
Il “Presidente” della regione Puglia Vendola e l’assessore Godelli hanno incontrato l’Ambasciatore israeliano Gideon Meir. Collaborazione entusiastica e nessuna parola sul colonialismo contro i palestinesi. Dure critiche dai comitati per la Palestina.
L’agenzia giornalistica Press Regione riporta testualmente: “In questi anni abbiamo costruito occasioni importanti di riappropriazione delle radici di ebraismo che sono dentro la storia della Puglia”. Continue reading
“Se avessi saputo allora quello che so adesso, il rapporto Goldstone sarebbe stato un documento diverso”. Così si apre il tanto discusso articolo del giudice Richard Goldstone in The Washington Post. Ho la netta sensazione che l’editore potrebbe avere manomesso il testo e che nella frase originale si sarebbe dovuto leggere qualcosa tipo: “Se avessi saputo allora che la relazione mi avrebbe trasformato in un Ebreo che odia se stesso agli occhi della mia amata Israele e della mia comunità ebraica in Sud Africa, il rapporto Goldstone non sarebbe mai stato scritto”. E se questa non era la frase originale, è certamente il sottotesto dell’ articolo di Goldstone.
“An Israeli in Palestine” è giunto alla sua seconda edizione e Jeff Halper, antropologo statunitense con passaporto israeliano, co-fondatore dell’ICHAD (Israeli Committee Against House Demolition), e noto attivista per i diritti dei palestinesi, ha presentato anche a Ramallah, nei Territori occupati palestinesi, il suo lavoro riedito.
Con questo scritto l’autore vuol muovere innanzitutto una critica nei confronti di coloro che, a suo vedere, si ostinano a concepire il Sionismo come “semplice” frutto del colonialismo europeo e ad analizzare lo Stato d’Israele attraverso gli schemi del nazionalismo occidentale. Halper sostiene invece che i leaders storici del Sionismo, cosi’ come la maggior parte dei migranti della prima ora, avendo provenienza est-europea svilupparono un’idea di nazionalismo diversa: non uno Stato basato sulla cittadinanza (erede dei valori della Rivoluzione Francese) ma sull’appartenenza tribale (pan-slavismo).
Finisce davanti al tribunale di New York l’industria dell’Olocausto denunciata da Norman Filkestein nel suo libro*
da Il Sole 24 Ore dell’11 novembre
«Truffa al fondo per la Shoah» di Claudio Gatti
I falsi invalidi, i falsi braccianti agricoli, i falsi pensionati, tutto già visto e già fatto. Ma i falsi superstiti dell’Olocausto? Spacciarsi per invalido al fine di incassare un’indennità non dovuta è prassi diffusa un po’ ovunque, ma farsi passare per ebreo e vittima della persecuzione nazista per truffare il governo tedesco non è da tutti. Continue reading
Ilan Pappé è uno storico israeliano, uno degli esponenti di punta dei “nuovi storici”, studiosi che hanno ribaltato i miti legati alla nascita dello Stato ebraico, come quello che definiva la Palestina “terra senza un popolo”, o secondo cui i palestinesi fuggirono spontaneamente dai propri villaggi. Continue reading
Lo sdegno dell’opinione pubblica suscitato dall’invasione di Gaza non è arrivato inaspettato, piuttosto ha segnato il nadir, il punto più basso di una curva che rappresenta il costante declino dell’appoggio ad Israele. Come suggerito dai dati di inchieste condotte da Statunitensi ed Europei, sia Gentili che Ebrei, negli ultimi dieci anni la pubblica opinione è diventata sempre più critica nei confronti della politica di Israele. Le immagini orrende di morte e di distruzione diffuse in tutto il mondo durante e dopo l’invasione hanno accelerato questo sviluppo di criticità.
Un anno dopo, il britannico Financial Times in un suo editoriale recitava: “Il ripetersi sempre più pesante e la brutalità della guerra in questa regione instabile ha spostato l’opinione pubblica internazionale, rammentando ad Israele di non essere sopra alla legge. Israele non può più a lungo dettare i termini della discussione e del confronto.” Continue reading
Visita del presidente brasiliano Lula in Israele. Incidente diplomatico perchè non vuole rendere omaggio al fondatore del sionismo
Con una cerimonia nella residenza del presidente israeliano Shimon Peres, è cominciata oggi a Gerusalemme la visita ufficiale del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva in Israele, prima tappa di un viaggio nella regione che lo vedrà anche in Iran. Intanto si segnale un primo incidente diplomatico, quando domenica sera, all’inizio della visita in Israele del presidente brasiliano Lula, si è rifiutato di deporre una corona di fiori sulla tomba del fondatore del sionismo Teodoro Herzl a Gerusalemme, mentre intende portare fiori sulla tomba di Yasser Arafat a Ramallah. Lula, in interviste alla stampa israeliana prima di parire per il Medio Oriente, ha affermato che è tempo che nuovi attori emergano per fare da mediatori tra israeliani e palestinesi, al posto di quelli vecchi che non hanno avuto successo. Lula, che ripartirà mercoledì, vedrà i maggiori esponenti politici e del governo israeliani, visiterà l’Autorità palestinese e il presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas) a Ramallah e terrà un discorso alla Knesset.
Di Paolo Barnard - Dicembre 2009 – Dedicato ai morti di Gaza del dicembre 2008, gennaio 2009.
“Il Nazismo ha distrutto il giudaismo fisicamente, il Sionismo l’ha distrutto spiritualmente”, Leibele Weisfisch, Rabbino, 1992
Giorgio Napolitano è un ignorante complice morale di crimini contro l’umanità in Palestina. Massimo D’Alema è un consapevole complice diretto di crimini contro l’umanità in Palestina. L’occupazione israeliana dei territori palestinesi è un insulto permanente a sei milioni di morti nei campi di sterminio nazisti.
L’organizzazione umanitaria americana The Middle East Children Alliance ha completato di recente un sopralluogo a Gaza, colpita nel dicembre del 2008 dal peggiore atto di terrorismo indiscriminato compiuto da Israele su quelle terre dal 1948, e ha intervistato decine di bambini palestinesi chiedendogli quali erano i loro bisogni più urgenti. La risposta della maggioranza di quei bimbi è stata questa: “Poter bere un bicchier d’acqua la mattina”.