<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Comitato di solidarietà con il popolo palestinese &#187; Tortura</title>
	<atom:link href="http://www.palestinalibera.org/tag/tortura/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.palestinalibera.org</link>
	<description>Torino</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Aug 2010 22:50:41 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>17 aprile: Giornata dei prigionieri palestinesi</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/04/17-aprile-giornata-dei-prigionieri-palestinesi/</link>
		<comments>http://www.palestinalibera.org/2010/04/17-aprile-giornata-dei-prigionieri-palestinesi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 22:02:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Tortura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palestinalibera.org/?p=2175</guid>
		<description><![CDATA[
Detenuto palestinese muore in un carcere israeliano. Nessuna risoluzione del Parlamento Europeo come quella contro Cuba?
Un detenuto palestinese di 27 anni è morto in un carcere israeliano. Lo hanno reso noto le autorità di Te Aviv. Raed Hamad è stato trovato morto nella sua cella ieri l&#8217;altro a tarda ora: sul suo corpo, ha annunciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-2175"></span></p>
<h3>Detenuto palestinese muore in un carcere israeliano. Nessuna risoluzione del Parlamento Europeo come quella contro Cuba?</h3>
<p>Un detenuto palestinese di 27 anni è morto in un carcere israeliano. Lo hanno reso noto le autorità di Te Aviv. Raed Hamad è stato trovato morto nella sua cella ieri l&#8217;altro a tarda ora: sul suo corpo, ha annunciato l&#8217;avvocato, sarà effettuata l&#8217;autopsia per accertare le cause del decesso. Issa Karake, ministro palestinese per le questioni carcerarie, ha dichiarato che il detenuto era in reclusione solitaria da diciotto mesi e questo ha aggravato le sue condizioni. L&#8217;avvocato di Hamad, Tareq Barghouth, ha dichiarato che il suo cliente aveva bisogno di sostegno psicologico ma nessuno glielo ha fornito nei suoi cinque anni di detenzione. Israele ha quasi 7.500 palestinesi prigionieri nelle proprie carceri e l&#8217;Anp (Autorità nazionale palestinese) ne reclama il rilascio. Il 17 aprile tra l&#8217;altro si è celebrata la giornata del detenuto politico palestinese: i movimenti Hamas e al Fatah hanno partecipato insieme alla cerimonie nella Striscia di Gaza.</p>
<h4><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Aprile10/19-04-10DetenutoPalestineseMuore.htm">da Forum Palestina</a></h4>
<h3>La situazione dei prigioneri palestinesi nelle carceri israeliane</h3>
<p>Il 17 aprile di ogni anno, i palestinesi della Striscia di Gaza e della Cisgiordania occupata, commemorano la <em>Giornata del prigioniero palestinese</em>, istituita nel 1974 dal Consiglio Nazionale Palestinese. Tra le azioni più incisive della commemorazione di quest’anno, vi è lo sciopero della fame attuato dai prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. Si tratta di una protesta contro le misure razziste che i soldati israeliani impongono ai familiari dei prigionieri. Tra questi abusi attualmente vige il divieto delle visite. I soldati e le guardie carcerarie israeliane intimano alle madri dei prigionieri di svestirsi completamente prima di recarsi a far visita ai loro cari. Questa misura provocatoria vuole chiaramente creare un sentimento di ostilità tra i prigionieri, i quali hanno dichiarato: “<em>Con lo sciopero della fame chiediamo di fermare simili sconcertanti pratiche</em>”.Le fazioni e le istituzioni della società civile palestinesi della Striscia di Gaza e della Cisgiordania hanno invitato tutti a sostentere i prigionieri con qualunque inziativa e chiedendone la liberazione. Tra i primi eventi organizzati nella giornata di sabato, vi è stato un sit-in organizzato dai familiari dei prigionieri della Striscia di Gaza, davanti la sede della Croce Rossa. Hanno portato con loro le foto dei figli detenuti ed hanno esibito striscioni con appelli rivolti alla comunità internazionale. Le richieste, ancora una volta, sono quelle di esercitare pressioni su Israele affinché rispetti i diritti di detenuti e prigionieri a partire dal diritto di visita dei loro familiari.</p>
<p><strong>Il divieto di visita imposto da Israele ai familiari.</strong> Sono quasi 4 anni ormai che le forze d’occupazione impogono totale divieto di visita ai familiari dei prigioniei della Striscia di Gaza. Questo divieto entrò in vigore a seguito del rapimento, da parte dei resistenti palestinesi, del soldato israeliano Gilad Shalit. Oltre alla negazione del diritto di visita, anche le degradanti condizioni in cui Israele detiene i prigionieri palestinesi rappresentano una violazione della Convenzione di Ginevra. Sono circa 7.500 i prigionieri palestinesi attualmente nelle prigioni israeliane. 37 sono donne, 15 deputati del Consiglio Legislativo (Clp). Tra queste cifre ci sono anche i bambini palestinesi detenuti da Israele: sono 330 e sono sottoposti a tortura ed altri metodi di abuso. Come gli adulti, anche i bambini vengono maltrattati durante gli interrogatori e sono costretti in piccolo celle, spesso sovraffollate.</p>
<p><strong>I metodi di tortura.</strong> Percosse, mani e gambe legate e bende sugli occhi, scosse elettriche, privazione del sonno, insulti ed umiliazioni di ogni tipo.Anche i bambini vengono sottoposti a metodi disumani e degradanti, in contravvenzione agli standard legali sull’infanzia. Si registrano: negazione dei pasti, sporcizia e costrizione in ambienti infestati da insetti, detenzioni in celle senza ventilazione e/o illuminazione.Mancanza di assistenza sanitaria adeguata, negazione di ricambio del vestiario (spesso proprio quello che portano i familiari in visita), assenza della possibilità di avere la consulenza di uno psicologo.Si sono riportati anche casi di furto di beni personali, come denaro, in seguito ad irruzioni improvvise e violente da parte dei soldati israeliani nelle celle di detenuti e prigionieri palestinesi. Nelle prigioni israeliane infine, vige il divieto all’istruzione.</p>
<p><strong>L’Alta Corte.</strong> 5,000 sono i prigionieri palestinesi perseguiti e condannati: 790 stanno scontando pluriergastoli. 1.900 sono i detenuti (quindi senza condanna perché, nella maggioranza dei casi, senza alcuna accusa). I palestinesi in detenzione amministrativa sono 290 dall’inizio del 2010. 9 palestinesi, provenienti dalla Striscia di Gaza, sono stati sottoposti alla &#8220;Legge del combattente illegale&#8221;.</p>
<p>Distribuzione geografica dei prigionieri palestinesi. 765 provengono dalla Striscia di Gaza; 395 provengono da Gerusalemme est e dai territori occupati nel 1948; il resto, e dunque la maggioranza, proviene dalla Cisgiordania. Qui, le forze di occupazione israeliana effettuano quotidiane incursioni ed arresti indiscriminati.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.palestinalibera.org/2010/04/17-aprile-giornata-dei-prigionieri-palestinesi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non c&#8217;è tregua ad At TUWANI</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/03/non-ce-tregua-ad-at-tuwani/</link>
		<comments>http://www.palestinalibera.org/2010/03/non-ce-tregua-ad-at-tuwani/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 12:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Apartheid]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Tortura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palestinalibera.org/?p=1584</guid>
		<description><![CDATA[ Comunicato stampa (da Operazione Colomba del 7/03/2010)
TRE BAMBINI PALESTINESI TRATTENUTI MENTRE RACCOGLIEVANO DELLE ERBE 
[Nota:  Secondo la IV Convenzione di Ginevra, la corte internazionale di giustizia dell' Aia e numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti israeliani sono considerati illegali secondo la legge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>Comunicato stampa (da Operazione Colomba del 7/03/2010)</p>
<p style="text-align: center;"><strong>TRE BAMBINI PALESTINESI TRATTENUTI MENTRE RACCOGLIEVANO DELLE ERBE </strong></p>
<p><em>[Nota:  Secondo la IV Convenzione di Ginevra, la corte internazionale di giustizia dell' Aia e numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti israeliani sono considerati illegali secondo la legge israeliana]</em></p>
<p lang="it-IT"><strong>At Tuwani, South Hebron Hills</strong></p>
<p lang="it-IT">Il 6 marzo 2010 alle ore 10:30 del mattino un gruppo di soldati israeliani ha fermato tre bambini, due tredicenni e un quattordicenne, mentre stavano raccogliendo delle erbe nel villaggio di At-Tuwani, nelle colline a sud di Hebron.<span id="more-1584"></span></p>
<p lang="it-IT">I bambini erano assieme ad alcuni volontari di Operazione Colomba sulla collina di Khelly, di proprietà privata palestinese, vicino all&#8217;insediamento di Ma&#8217;on, quando sono arrivati dei soldati a bordo di una jeep militare. Tre di loro hanno iniziato a correre verso i ragazzi, hanno ritirato loro le cesoie che stavano utilizzando per raccogliere delle erbe e li hanno spinti verso la jeep. I soldati hanno poi fatto inginocchiare i ragazzi a terra per una decina di minuti, mentre nel frattempo è arrivato sul posto anche il capo della sicurezza di Ma&#8217;on. Due dei ragazzi sono stati forzati a salire sulla jeep, mentre il terzo ha tentato di scappare. Un soldato lo ha rincorso, ha tolto la sicura al suo M16 e ha rivolto l&#8217;arma contro il bambino che si è fermato immediatamente. Il minore è stato poi messo assieme agli altri e la jeep è partita con tutti bambini all&#8217;interno.</p>
<p lang="it-IT">Dopo circa un quarto d&#8217;ora, i membri di Operazione Colomba hanno visto i tre bambini correre loro incontro, giù da una collina, dall&#8217;altro lato della Road 317: i giovani palestinesi hanno riportato che i soldati dopo averli portati via per un breve tratto, li hanno poi rilasciarli.</p>
<p lang="it-IT">I coloni dell&#8217; insediamento di Ma&#8217; on sono spesso supportati dai soldati israeliani nei loro sforzi per rendere la valle e la collina di Khelly inaccessibili ai palestinesi, i quali sono fra l&#8217;altro proprietari di queste terre. Dal 1° febbraio, i membri di Operazione Colomba e di Christian Peacemaker Team che lavorano nell&#8217; area di At-Tuwani sono stati testimoni di come uomini, donne e bambini palestinesi siano stati ripetutamente scacciati dalle loro terre, trattenuti o arrestati.</p>
<p lang="it-IT">Le due organizzazioni mantengono una presenza permanente nel villaggio con l&#8217;obiettivo di provvedere agli accompagnamenti dei bambini palestinesi e delle loro famiglie che vivono sotto la minaccia costante di violenze da parte dei coloni e dell&#8217; esercito israeliani.</p>
<p>Per ulteriori informazioni contattare: Operazione Colomba: 054 99 25 773</p>
<p>Foto disponibili al seguente link:<br />
<a href="http://picasaweb.google.com/operationdove/20100306BambiniPalestinesiTrattenutiDaSoldatiIsraeliani?feat=directlink">http://picasaweb.google.com/operationdove/20100306BambiniPalestinesiTrattenutiDaSoldatiIsraeliani?feat=directlink</a></p>
<p style="text-align: center;">Scarica il documento dettagliato in PDF:<br />
<a href="http://www.operazionecolomba.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=472&amp;Itemid=38"><strong>&#8220;Un viaggio pericoloso: la violenza dei coloni contro gli scolari palestinesi sotto scorta militare&#8221;</strong></a></p>
<p><em>Background</em><br />
Per anni, gli abitanti del villaggio di Tuba hanno utilizzato la strada diretta per raggiungere il villaggio di At-Tuwani e da lì la vicina città di Yatta, centro sociale ed economico di tutta l&#8217;area. La costruzione lungo tale strada dell&#8217;insediamento israeliano di Ma&#8217;on negli anni &#8216;80 e del vicino avamposto illegale di Havat Ma&#8217;on nel 2001, ha di fatto bloccato il movimento dei palestinesi, costringendoli a percorrere sentieri più lunghi che richiedono fino a due ore di cammino.</p>
<p>Volontarie e volontari dei Christian Peacemaker Teams e di Operazione Colomba sono presenti nel villaggio di At-Tuwani dal 2004, con azioni di sostegno alla libertà di movimento dei palestinesi minacciati dalla violenza dei coloni israeliani che occupano illegalmente i territori palestinesi. La libertà di movimento è un diritto sancito dall&#8217;articolo 12 della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici della Nazioni Unite, ratificata da Israele nel 1991.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.palestinalibera.org/2010/03/non-ce-tregua-ad-at-tuwani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Donne israeliane</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/02/donne-israeliane/</link>
		<comments>http://www.palestinalibera.org/2010/02/donne-israeliane/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 16:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Tortura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palestinalibera.org/?p=1293</guid>
		<description><![CDATA[Donne soldato israeliane rompono il silenzio
L’appello              delle donne israeliane a sostegno della campagna di boicottaggio,              disinvestimento, sanzioni verso Israele
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><a href="http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1739:donne-soldato-israeliane-rompono-il-silenzio&amp;catid=22:dossier&amp;Itemid=42">Donne soldato israeliane rompono il silenzio</a></strong></h3>
<h3><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2010/Febbraio10/08-02-10AppelloDonneIsraeliane.htm"><strong>L’appello              delle donne israeliane a sostegno della campagna di boicottaggio,              disinvestimento, sanzioni verso Israele</strong></a></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.palestinalibera.org/2010/02/donne-israeliane/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>At-Tuwani: pastore torturato per cinque ore da soldati e polizia israeliana</title>
		<link>http://www.palestinalibera.org/2010/01/at-tuwani-pastore-torturato-per-cinque-ore-da-soldati-e-polizia-israeliana/</link>
		<comments>http://www.palestinalibera.org/2010/01/at-tuwani-pastore-torturato-per-cinque-ore-da-soldati-e-polizia-israeliana/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 23:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terry</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Tortura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.palestinalibera.org/?p=988</guid>
		<description><![CDATA[Il 7 gennaio 2010, dei soldati imprigionarono Musab Musa Raba’i dopo aver aggredito lui e i componenti della sua famiglia mentre stavano obbedendo all’ordine dei militari di allontanare le loro greggi dalla terra di proprietà della loro famiglia.
Gli stessi otto soldati che avevano arrestato Raba’i ed aggredito la sua famiglia, lo portarono in una base [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 7 gennaio 2010, dei soldati imprigionarono Musab Musa Raba’i dopo aver aggredito lui e i componenti della sua famiglia mentre stavano obbedendo all’ordine dei militari di allontanare le loro greggi dalla terra di proprietà della loro famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli stessi otto soldati che avevano arrestato Raba’i ed aggredito la sua famiglia, lo portarono in una base militare nei pressi della colonia di Suseya. Per quattro ore, i militari lo percossero nella schiena, in faccia e lo  sbatterono contro le pareti. I soldati gli posero domande sui suoi fratelli. Raba’i si rifiutò di fornire qualsiasi informazione e si rifiutò di parlare in ebraico con loro, tanto che se ne andarono su tutte le furie. I soldati gli raccontarono che si sarebbero recati a casa sua nei prossimi giorni e avrebbero picchiato e ucciso lui e i suoi fratelli. Cercarono di costringerlo a dire che loro erano i migliori soldati nell’IDF (Israeli Defence Forces) e lo percossero quando egli si rifiutò.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-988"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Raba’i raccontò ai componenti del CPT che i militari gli avevano legato mani e piedi, lo avevano bendato e lo avevano fatto sedere su una sedia. Raba’i aveva posto la sua testa nel suo grembo, nel tentativo di proteggere la sua testa ed i suoi genitali e si rifiutò di sollevarla. Ha affermato che ad un certo punto un soldato aveva armato il suo fucile e gli aveva detto di sollevare la sua testa o gli avrebbe sparato. Raba’i si rifiutò. Quando una altro soldato cercò di porgergli pane e acqua, dato che il militare è legalmente obbligato a comportarsi così in una situazione di quel tipo, i soldati che lo stavano torturando imprecarono contro il soldato e gli dissero di andarsene.</p>
<p style="text-align: justify;">I soldati si rifiutarono anche di permettere a Raba’i di pregare.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo quattro ore di questo interrogatorio e di queste torture, essi portarono Raba’i alla stazione di polizia nella colonia di Kiryat Arba. La polizia israeliana gli raccontò che essi di solito forniscono ai detenuti sia da mangiare che da bere, ma non avevano intenzione di dargli nulla perché volevano punirlo. Essi dissero che se avessero mai visto la sua faccia di nuovo, lo avrebbero ucciso.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo trenta minuti, la polizia legò le sue mani e i suoi piedi, lo bendò e lo condusse in un luogo a lui sconosciuto, e lo tirarono giù dalla jeep.<br />
Temendo che i soldati, la polizia o i coloni lo potessero vedere, si nascose in un cespuglio fino a che vide l’auto della sua famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Raba’i era stato in grado di chiamare la sua famiglia, che, accompagnata dai componenti del Christian Pacemaker Team, lo scoprì e lo condusse a casa sua.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><a href="http://www.cpt.org/cptnet/2010/01/12/tuwani-shepherd-tortured-five-hours-israeli-solders-and-police"><span style="text-decoration: underline;">http://www.cpt.org/cptnet/2010/01/12/tuwani-shepherd-tortured-five-hours-israeli-solders-and-police</span></a></p>
<p>(tradotto da mariano mingarelli,<a href="http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1701&amp;Itemid=75"><em> Associazione Amicizia Italo-palestinese</em></a>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.palestinalibera.org/2010/01/at-tuwani-pastore-torturato-per-cinque-ore-da-soldati-e-polizia-israeliana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
<!-- WP Super Cache is installed but broken. The path to wp-cache-phase1.php in wp-content/advanced-cache.php must be fixed! -->